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mercoledì 13 luglio 2016

CRIMINI E MISFATTI.



Che cosa hanno in comune la tragedia nel suolo pugliese, l’omicidio di nove connazionali a Dacca, dipendenti comunali che con un cartone, nascondono i loro volti per non essere riconosciuti all'atto della bollatura di uscita dai luoghi di lavoro, la corruzione, che prima di essere economica è cerebrale, vale a dire: attitudine alla menzogna, il dominante giustificazionismo, l’ingiustizia sociale, mai raggiunta prima, il terrorismo bieco, l’azione degli alti papaveri che inducono l’uomo a non farsi domande e neanche pensare, questo in perfetta sintonia con chi dovrebbero combattere che hanno le stesse finalità come la cieca violenza politica?
Un comune denominatore nefasto: gli autori di tali crimini sono persone istruite, con titoli di studio, spesso imperiosi, conoscenze elevate che usando i criteri dell’analisi logica ed il pensiero razionale, dovrebbero aver quel coraggio per affrontar di petto le questioni, quindi usar le menti migliori, quelle che sanno pensar diversamente dal senso comune…accade invece l’opposto.
La menzogna come asse portante, la conoscenza che deve allargar i confini dell’uomo ed il livello di necessità del sapere, principale nemico da combattere: chi uccide in nome del Corano sa benissimo che nel Corano non c’è traccia dell’omicidio in tale fondamentale testo, chi si dice cattolico e va alla funzione religiosa, prende l’Eucarestia  ed uscito da una Chiesa, prende come punto di riferimento i Farisei e gli Scribi, non quello che scacciò dal Tempio bancarelle e venditori, chi corrompe sa bene come non farlo e l’idea stessa del vivere comunitario, ma attraverso la depravazione del sapere si sente esente da colpe.
Oggi l’analfabetismo è ai minimi termini, ma ne sappiamo di meno di chi nel passato non sapere leggere e scrivere, ma si faceva domande ed usava l’empirismo che gli apriva la strada al sapere stesso e conosceva più cose di “Lor Signori”, non solo, aveva pochi diritti, ma ci teneva; oggi che accade: abbiamo più diritti rispetto all'epoca passata, ma ci sentiamo più indifesi perché non ci interessa più averli e quindi alla mercé del dispotismo che nel passato dove la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, oggi lettera morta, non esisteva.
Il crollo dell’attività cerebrale dell’uomo provata scientificamente che fa sì di negare l’evidente e così se affermi che i pregiudizi che si hanno nei confronti di altri che giungono da altri luoghi, con gravi colpe occidentali per aver fatto di tutto per generar questa migrazione: la rapina dei terreni, portando via quasi tutto alle popolazioni locali, insegnare l’antagonismo su cui noi occidentali siamo sempre stati “ Cattivi Maestri” assoluti, impedire le coltivazioni sane in favore della dittatura occidentale dei sementi, le armi e fomentar ogni genere di antagonismo a nocumento di vita sociale degna, insegnate le tecniche della corruzione, compresi gli aiuti umanitari…così ogni abitante su questo pianeta che emigra è colpa delle scelleratezze occidentali e non abbiamo da esibir alcuna superiorità intellettuale al riguardo, ma invece un bel esame di coscienza a tutti i livelli.

Se poi dico che gli stessi pregiudizi e delitti nei confronti di questi nostri simili, erano eccome ben presenti, verso nostri connazionali che emigrarono nella Americhe, con un corollario di insulti, vignette satiriche che vedevano nell'italiano, volendo essere leggero: “Un Ubriacone” senza dir di peggio… così accade che sei accusato di falsità perché queste cose non accaddero, quindi negazione dell’evidente, e come mezzo: il livore, le urla, gli insulti ed i gesti scurrili come mi è accaduto di recente da persone che vivono una vita disagiata, quindi se manca un sano pedagogismo delle classi oppresse, accade questo esattamente: “Violenti o Fatalisti a seconda dei casi, inconsapevoli in entrambi, spettatori di tutto, punto causa su nulla, un bel “Vaso di Pandora” verso chi deprava la conoscenza ogni giorno e la vita umana che ha un fardello di dati falsi sempre più elevato.
C’è una soluzione a questa impressionante spirale discendente? Sì: siamo in presenza di un altro genere di analfabetismo: “Analfabetismo Emozionale” limiti della colonna sonora del vivere stesso, diamo ascolto solo agli strumenti a percussione e nessun altro e chi deprava il sapere con un’immane livello di dati falsi è posseduto da una malattia odierna devastante: “Incoerenza Cerebrale ed Ignoranza Emozionale” che fa marcire tutta la pianta sociale.

Serve allora crear dei centri di disintossicazione da Potere, Processi di Delega, Giustificazionismo, Premesse Indiscusse e Spettatorismo; togliendo di mezzo gli allucinogeni come le perverse logiche dei numeri che fanno diventar l’uomo una rotellina inerte del sistema.
Ho scelto da tempo la strada della libertà mentale rispetto alla vita sociale se questa genera quello che ho potuto vedere ed ascoltare qualche giorno fa che mi ha prodotto il disgusto da un coro di menzogne palesi e annientamento dell’anima stessa e qualcuno dir che hanno detto quello che pensavano…il pensar è ben altra cosa, risalir la china a questa parabola discendente, so quando sia ardua la strada, ma so anche che l’essere un autodidatta e non soldato di alcun reggimento ti porta a star bene, farti domande e quell'insolenza cerebrale fondamentale; il senso critico non l’ho rinchiuso in un baule.

Questo dimostra che chi ha titoli di studio elevati, ma fa l’opposto di cosa è la conoscenza, possiede titoli di studio fasulli se li usa in questa maniera, questo parametro è diventato erroneo se produce crimini a manetta ogni giorno.
Un uomo che abbia svolto solo le scuole dell’obbligo ma un livello di necessità del sapere senza soste, ricerca e trova aspetti anni luce di più che un altro con titoli di studio imperiosi e che si sente arrivato; sì: “Quello delle masse mentali” per cancellar il sapere stesso e smette di essere intelligente, un’analfabeta del sapere stesso.

L’antagonismo e frutto dell’uso perverso del sapere, l’applicazione degli spazi della conoscenza mai, fa di più: “Un perenne Clandestino del Sapere” e la ricerca senza limiti.

Attilio Saletta.




venerdì 24 giugno 2016

UN'ALTRO EFFETTO DOMINO ALL'ORIZZONTE.



Quello che sta accadendo in questa decrepita "Vecchia Europa" deve far riflettere sulla origine di quella che doveva superare la gelatina politica di questa parte del mondo e che provocò tutte le rovine umane e sociali, solo in parte risapute; nel 1941, il "Manifesto di Ventotene" tracciò quello spartiacque tra un passato nefasto ed un futuro dove al primo posto vi era da  evitare la sottovalutazione disastrosa del potere, il processo di delega, l'indicazione di un Europa federale fondata sui popoli del vecchio continente come base di tutto l'assieme.

Spinelli in particolare, quando già la struttura europea era funzionante, disse che non doveva diventare un palazzo arido, fondato sugli affari e le logiche del mercato, o meglio, illiberale, ma sulla capacità critica dell'individuo, la sua forza progettuale che diventava, e solo allora, popolo, ed anche mercato sano.

Tutto quello che in altre parole è stato completamente disatteso, un insulto al lavoro di quelle menti progettuali avevano indicato ed al confino, quando quell'omicidio bellico era ben lungi dal terminare; vale a dire: che le cose di valore non avvengono dentro i palazzi di potere o dentro i meccanismi delle sociologie di massa o dagli schermi dell'ipocrisia legalizzata...bensì isolati dal senso comune con la capacità di veder lontano con una visione del mondo che allarga i punti d'ancoraggio dell'uomo stesso.

Le rovine irrazionali di questa parte del mondo, o forse meglio, bancarotta razionale delle classi dirigenti e dell'uomo, sono il prodotto nefasto di quello che il "Manifesto di Ventotene" avevano indicato come pericoli nefasti: la sottovalutazione del potere, il processo di delega ed acritico, la sparizione del senso critico, un continente fondato unicamente sulle logiche del mercato, la sparizione del senso di appartenenza del popolo stesso, proprio per impedire all'uomo di sviluppar le sue capacità ed il mercato trarre frutti da questo clima illiberale, incentivando ogni follia economica e sociale al riguardo con il "Palazzo" sempre più distante dalla vita dell'uomo in tutti i suoi aspetti e l'illegalità diffusa seguir a ruota assieme all'ingiustizia socio economica oggi raggiunta che non ha eguali nel corso delle vicende dell'uomo da molti secoli a questa parte.

Tutto parte dall'aver annientato quel progetto, sorto da tre uomini, relegati in confino; oggi ad esserlo sono proprio le persone che per loro indole, pensano diversamente e vedono lontano...tutto quello che oggi par essere segregato in qualche confino nell'epoca della comunicazione.

Non mi piace sviluppar qualche percezione e veder puntualmente l'esattezza di quel 'impulso critico. Avevo scritto che nessun sistema oligarchico è mai stato sconfitto da opposizioni esterne, ma come valore assiomatico, da implosioni, oggi una prova ulteriore.

La Gran Bretagna è uscita dalle strutture europee, vedo in ciò l'implosione di tutto il meccanismo: la sete di potere oligarchico, burocratico, gelatinoso e colloso, entro pochi anni provocherà un effetto domino uguale a quello del 1989 che sfarinò il sistema del "Patto di Varsavia che non crollò per l'abbattimento del "Muro di Berlino" ma dalla sete di potere delle gerarchie che dominavano in quei paesi e la lotta tra di loro, isolò l'individuo, l'implosione seguì dopo.

L'effetto domino nel "Vecchio Continente" sarà uguale: ad uno ad uno, l'individuo che vede una distanza tra il "Palazzo" e la sua vita misurabile in anni luce, le lotte di potere oligarchiche nelle strutture europee sarà tale che l'implosione avverrà e quelle strutture che come Spinelli indicò come architrave per uscir dalle gabbie del passato, non essendo per nulla disattivate, ad ogni referendum per uscir da quelle strutture, il "Leave" sarà quasi una costante, tenendo presente che quel paese che ora è uscito è una Nazione efficiente, figuriamoci le altre che non hanno di tali prerogative che assommano la gelatina europea con quella del proprio paese come noi che dovrebbe aver come primo articolo della sua Costituzione: " L'Italia è un paese fondato sul gattopardismo"....

Una seconda implosione è avvenuta da pochi giorni: quella di uno pseudo partito di sinistra...Berlinguer se fosse vivo andrebbe in Via Nazzareno con un frullatore per frullar qualche mente per diletto in quel luogo....devo dire che per me termini come sinistra, destra o centro non hanno alcun valore....ciò che ha rilevanza sono gli spazi di vita dell'uomo o come disse Thoreau che affermò che la cosa importante sta nel come scendi dal letto e vai in strada ad affrontar la vita che non è sintetizzabile in un comizio, una bella frase pomposa, quelle impediscono ad aver una vita degna di rilevanza.

Lotta di potere, oligarchie, sentirsi al riparo da qualsiasi avversità, un despota che si crede....lasciamo perdere....populismo dominante con aloni di pensiero liberale, il "Palazzo distante anni luce dalle vicende umane...dissenso annientato, creazioni di belle consorterie...il risultato....implosione del sistema e macerie su cui un gruppo ha potuto far facilmente man bassa, ma gli esordi già con delle indicazioni: non serve alcun codice etico, dissenso da togliere di mezzo, nessuna sillaba sull'amministrazione condivisa e i laboratori della sussidiarietà e il disagio sociale e la progettualità dell'individuo da mettere in circolo.

Vorrei chiudere con un tema che ritorna ai temi del "Manifesto di Ventotene"..."L'Euro"

Cosa doveva essere, quindi cosa non è stato? Un sistema che doveva partire su base etica, quindi chi vi entrava doveva avere i conti in ordine e non spedir dati falsi, spingere sull'autodeterminiamo dei paesi, i quali non dovevano andar con il cappello in mano a domandar aiuti e nessuna nazione far le crocerossine al riguardo, per crear coerenza si doveva usar al meglio ogni progettualità individuale, quindi all'autodeterminato dei paesi si doveva determinare con quello degli uomini e donne presenti, vale a dire "The Open Society" come la indicò Popper, quindi nessuna "Società Chiusa" a comprimere l'individuo, un luogo pieno di vita socio economica doveva mantenere questi standard e non trasformarsi nelle scene di qualche film western con la povera gente derubata e i malavitosi a giocar e sollazzarsi in un bordello ad un miglio di distanza, ma neanche un'orchestra sinfonica monocorde dove un orchestrale suonar tutti gli strumenti, magari seduto su qualche torre e gli altri lamentarsi a vuoto.

Se vivo confinato dal pensiero comune, intuisco che non sono una comparsa, neanche sono incline agli abbagli; Spinelli ed i suoi amici indicarono come non cascarci, lettera morta oggi.

Il vero potere è ricercar ogni singolarità individuale e metterla in circolo, specialmente se distante dai meccanismi del senso comune, obbligar l'uomo a farsi domande e magari prendersi a schiaffi da solo...


                                                                ATTILIO SALETTA.








lunedì 4 aprile 2016

QUAL'E' IL COMPITO DI UN CREATORE DI DUBBI?


Ho creato un video dove ho cercato di attualizzare come la “Passione di Cristo” continui ad agire ogni attimo di vita di questo pianeta con tutti gli intrecci delittuosi che mai mancano di agir e quindi, Gesù Cristo, continua ad essere frustato e crocifisso dall'uomo stesso, ma in peggio  rispetto due millenni fa.





Ho immesso tante immagini al riguardo: dai delitti contro l’infanzia, a quelle contro le donne, i drammi della povertà, la fame, le vittime civili delle guerre, cosa provocano le mine anti uomo, le città distrutte, la follia cieca degli integralismi, i cristiani perseguitati nel mondo, i disastri ambientali e l’uomo rinchiuso in gabbia; ma sarebbe risentito se potesse uscirne.

Poi ecco la funzione attualissima di chi condannò Gesù con le arti della dialettica: gli Scribi, i Farisei, Pilato, Erode assieme ai meccanismi della doppiezza; ma oggi Caifa sarebbe considerato un fiero assertore della decenza. Quindi ecco i tanti personaggi e strutture che continuano le opere delittuose di chi fornì il modo per condannar alla crocifissione il figlio di Dio.

Poi non poteva mancare chi diede la possibilità verso i terreni della brutalità: “Il Popolo” Entusiasta di Gesù nella “Domenica delle Palme” che precedette la Pasqua; ma dopo una settimana la ferocia contro chi esaltò, il Cristo, urlando bestemmie verso il figlio di Dio, entusiasti di salvar Barabba e lui quasi incredulo di tali livelli di stima.
Mostrerò che oggi la situazione è ben peggiore, ma il popolo viene continuamente citato dai comizianti, sapendone l’indole acritica del popolo stesso; la nevrosi che annienta la vita consapevole e le ricadute devastanti nel reale.

 Nel finale però chi agisce sul volano del vivere consapevole e potere immaginativo; lo stesso che il Cristo indicò nel suo peregrinare sulla terra, per questo fu crocifisso. Chi toglie di mezzo le bancarelle dall'animo dell’agire come fece Gesù Cristo all'interno del tempio, trasformato nel mercificar la vita stessa dell’uomo e chi agisce contro questa svendita di valori ha la strada ostruita da ogni struttura che qualcuno continua a dir essere vita comunitaria.

Tutto questo mio video e l’idea di realizzarlo è partito da una visita mia non programmata; le mie scoperte sono da sempre legate verso questo mio modo di agire e scoprire: “La visita alla Basilica di Santa Maria in Montesanto, Chiesa degli Artisti”

Qui ho visto un’opera di arte contemporanea legata proprio al Gesù Crocifisso che nel mio video ho posto molto spesso: “Campo 12804_N” di un artista israeliano: “Shay Frisch”
Un’installazione lunga più di dieci metri composta da 12804 componenti elettrici raffigurante il crocifisso ed ai piedi un lenzuolo spiegazzato lunghissimo a descrivere il sudario; chiunque può vederla all'interno della Basilica sino al sedici aprile, entrando da Piazza del Popolo e ricever impressioni non neutre sull'attualità estrema della “Passione di Cristo”

Quello che mi ha portato a realizzar questo mio video che ho intitolato:” Qual è il compito di un creatore di dubbi?”

Il punto è che: “Creiamo quello che postuliamo” se viviamo in questa degenerazione, l’abbiamo semplicemente postulata e poi creata; per questo che il Figlio di Dio continua ogni istante ad essere crocifisso e chi opera sul farsi domande ha enormi quantità di ostacoli creati dal senso comune; quel senso comune che portò prima all'esaltazione di Gesù Cristo, poi quel senso comune portò il Cristo alla crocifissione.

Mi sono domandato qualche volta se il popolo fosse stato coerente con la gioia provata nella Domenica delle Palme, quindi cinque giorni dopo avesse dato seguito a quel impulso, sostenendolo ed in sfavore di un malvivente; così non è stato. Non è difficile forse capire perché chi scrive sia così allergico alle sociologie di massa, le psicosi del contarsi e l’esibizionismo dei loquaci come all'interno del Sinedrio due millenni fa; il problema oggi è che il Sinedrio è diffuso in troppi luoghi compresi i festival delle opinioni nel secolo della comunicazione; così il Figlio di Dio più facilmente è crocifisso.

Nel mio video racconto, oltre alle immagini, la musica: Beethoven, Schubert e Mozart.

Niente di nuovo sotto i riflettori: attualizzare le sofferenze del "Figlio di Dio" giacché i suoi   patemi si espandono e le super parziali cronache quotidiane lo testimoniano e il concerto dei "Panama Papers" vanno avanti come sempre conditi di vittimismo di chi mira ad aver un posto in prima fila nei palchi delle autorità come i farisei e come loro dicono di essere aderenti al credo cristiano.



                                           Attilio Saletta.










sabato 28 novembre 2015

Il cuore non è causa del mio male.



          Le trappole nascoste
                    dell’emarginazione.

Conversazione tra David Copperfield e Ifigenia sull'esclusione sociale e i legami con le patologie cardiache in cui il cuore non è l’origine del male; i rapporti umani sì.
Martedì sera mi sono sentito male: una chiamata al 118, l’arrivo dell’ambulanza, il codice giallo, una nottata in pronto soccorso con undici prelievi venosi, compresi quelli delle arterie, poi il trasferimento nell'unità intensiva coronaria ed il giorno dopo, in emodinamica, la coronografia e l’esito, per fortuna senza danni alle coronarie, ma con valori enzimatici fuori norma e sino a che quei dati non sono ritornati buoni, non sono uscito dall'ospedale; ma ora nuovi farmaci da prendere in aggiunta al Pradaxa, come un gastro protettore e un beta bloccante per il cuore e da subito, la percezione di dover rallentar le frequenze del mio vivere e fondamentale obbiettivo vitale: selezionar i rapporti umani in maniera rigida per tenermi fuori dai meccanismi della drammatizzazione sociale e l’agitazione che copre un ridondante fatalismo che passa per essere causativo.
Allora ecco una conversazione tra due tra i più grandi vessati che la letteratura ed il teatro drammatico abbiano messo mai in azione.

Inizia David, poi a seguir quella destinata ad immolarsi in favore di chi immola il prossimo in una marea di follie dialettiche e perfect crime.
La scena dove si svolge la conversazione potrebbe essere in qualsiasi luogo, giacché il dominate fatalismo, svolge le sue sciatte trame in ogni dove.

Mia cara Ifigenia: finisci nel vortice dell’emarginazione e sei portato ad abbracciar le spire letali del fatalismo e considerar il tutto confortevole ed abbassar i tuoi parametri di vita, diventando un perenne paria.
Già mio caro: invece vi sono alcuni che si armano di sacrosanti disaccordi su tali condizioni e si mettono in discussione, pretendono dal loro stessi il massimo, i parametri etici in continua salita, operando sui terreni dell’eccellenza, scoprendo i benefici del pensar diversamente e tra questo, il principale: evitar la letale trappola nascosta insita nell'emarginazione.
 Già mia cara Ifigenia: considerar a livello cerebrale che non solo, non potrai uscir da questa trappola, di più, trovandola positiva per il tuo vivere e creando un castello di certezze false che fanno del fatalismo l’architrave della stessa esistenza.
Esatto David: come disse una donna perspicace…nessuno ti può far sentir inferiore senza il tuo consenso; ma uomini e donne sensibili alla sfida del vivere, neanche per un millesimo di secondo accettano tali mortali trappole e da subito il loro totale disaccordo si mette in moto, con un’energia progettuale sempre crescente ed incontentabile, trovando nel fatalismo dominate il principale ostacolo.
Vero mia cara: quando poi trovano sistemazioni in qualche luogo e posti per alimentarsi…molti la vedono come la manna che arriva dal cielo; ma queste individualità sensibili, ne avvertono l’aroma nefasto ed ogni dì passato in quelle condizioni, una sconfitta della loro essenza; senza poter contar su loro stessi per vivere una vera vita normale, laddove la casa dei diritti, non si ottiene, vedendo in certi luoghi come panacee moderne; dentro invece la macchina causativa che si mette in moto quando le trappole dell’emarginazione sono come delle inebrianti sirene la cui accettabilità, provoca la tua resa incondizionata alla vita stessa.  
Già mio caro: una battaglia del vivere fondata su disaccordi ed il principale: proprio quell'insieme di trappole nascoste, dentro l’emarginazione, investendo su te stesso, una lotta silenziosa, vissuta in presa diretta, percezione per percezione, why per why ed è qui che si mette in moto la patologia cardiaca.

Cara Ifigenia, il meccanismo è semplice: la ricerca necessità tanto lavoro dentro te stesso, immense dosi di auto determinismo e se sei ai margini della macchina sociale, ogni tua scoperta è un’attività enormemente dispendiosa, frutto di un lavorio interiore indescrivibile e tutto ciò ha costi elevati, partendo sin dal primo secondo, quando finisci nel circolo vizioso dell’emarginazione, nel vederla come una tagliola letale per la tua stessa esistenza ed il disaccordo è senza esitazioni, imparando a dir di “No” a quelle trappole e ricercar senza soste di riavere la tua vita e scacciar la routine fatalista del vivere.
Vero David: ed un giorno, scopri di aver una fibrillazione atriale, ritmo cardiaco molto basso ed allora ecco che i rapporti umani si mettono in moto con quelle belle frasi che tu conosci ben bene.
Già: “Ti sei inventato tutto, hai una malattia immaginaria, vuoi solo rintanarti dentro te stesso” ed ecco che assieme al menù di astenie, dispnee, vertigini e principi di svenimenti, devi pure affrontar rapporti umani che incrementano le dosi ed il carico delle tue difficoltà

Mio caro David: all'inizio pensi che il cuore sia la causa del tuo malessere, poi inizi a veder i contorni del malessere, intuendone la portata nella tua lotta senza soste nei terreni del riconquistar i terreni del vivere e l’inaccettabilità delle trappole dell’emarginazione; ma poi vedi che la causa del tuo crescente malessere cardiaco è nelle drammatizzazioni artificiose insite nei rapporti umani che forse senza volerlo, o magari premeditate, intaccano, ignoranza emozionale per incoerenza cerebrale il tuo muscolo cardiaco, sino ed oltre la tua prima operazione, prima che quei nefasti meccanismi sociali, abbiano la meglio sulla tua stessa vita,  allora ecco l’impianto del pace maker, antecedentemente che accada l’irreparabile: il tuo funerale e qualcuno con qualche bella frase in tuo omaggio…

Cara Ifigenia: la ricerca per recuperar la vita, se possibile aumenta, ma con la consapevolezza di quando coraggio abbia bisogno per superar muri di gomma e Colonne d’Ercole a distesa e percepisci che senza soluzioni a questa tua sfida, con un’affinità mai provata prima con il tuo cuore, le patologie cardiache aumenteranno; proprio a partir dal tuo disaccordo iniziale sulle trappole nascoste dell’emarginazione.

David: un senso d’invidia mascherato nei tuoi confronti, per aver saputo strappar rapporti umani di quella natura, come i personaggi che ti vessarono nella tua vicenda, o forse peggio, ed allora, ancora una volta, ripartir da zero nei tuoi legami sociali ed il tuo senso di sfida, sempre più alto assieme al lavoro dentro te stesso.
Già Ifigenia: ma sempre dentro i meccanismi dell’emarginazione, ritrovando vecchi amici, ricerche ancora più assidue, non essendo capito dai più, scoperte che ti sembrano senza costi, ma sai che ti costano tanto, anche per sopperir alle ferite interiori, spesso quotidiane, controlli medici frequenti; negli ultimi tempi, questa battaglia, con un amore per il tuo cuore, sempre maggiore, capisci che qualcosa al tuo muscolo cardiaco non va.
Sì: una sera ti accorgi di star male in una sinfonia di disagi sempre maggiori e decidi che devi ritornar a chiamar il 118, quell'iter: pronto soccorso- esami- reparti di cure intensive- una sala emodinamica; questa volta una coronografia e quando esci dall'ospedale ti senti svuotato; ma desideroso di continuar la tua battaglia e comprendere che quel disaccordo sulle trappole nascoste dell’emarginazione, siano ben più onerose di quello che pensavi all'inizio della tua sfida.

Mia cara: ma proprio quando esci, il coraggio prende strade senza scorciatoie: o riuscirai a riconquistar la vita, incrementando il lavoro dentro te stesso e la tua carica progettuale, con il supporto del tuo cuore, oppure la mancanza di risultati, produrrà il tuo decesso e la tua morte, perché altre vie non esistono e quindi ecco che quella trappola mortale e nascosta dell’emarginazione, assume un carattere ben più letale, se non solo la vedi per tale, ma assumi il punto di vista dinamico del tuo totale disaccordo e quindi, se un anno fa avevo rischiato la sincope, qualche giorno fa l’ischemia, la prossima tappa potrebbe essere l’infarto, l’ictus o l’ischemia stessa o l’embolia; una sfida senza esitazioni per riconquistar la vita ed il tuo cuore non è causa del tuo male.

Ma che accade mio caro David: sei sfinito, dopo l’uscita dall'ospedale per la percezione di concausa del tuo malessere, ma anche felice per aver incontrato tutto ciò che desideri…la vita vera fatta di professionalità, di eccellenza ed efficienza che combinandosi con l’umanità e l’utilità dei concetti ti fanno sentir parte della vita comunitaria autentica ed il desiderio di farne parte sale, ma senza scorciatoie ed investir ancor di più su te stesso in un misto di speranze ed anche di decesso delle tua stessa esistenza, se questo obiettivo non diventerà reale ed ancora una volta, il tuo cuore non sarebbe causa di quel secondo esito.
Già Ifigenia: ma quando arrivi all'interno di un meccanismo che conosci o credi di conoscere, assieme a qualche frase un po’ banale sul tuo vissuto, una dose di forse non voluta indifferenza o imperizia, trovi tutto ciò su cui combatti e tra questi, meno che mai il tuo cuore; ma prima avevi visto cosa desideravi e desideri farne parte, ben sapendo che è una battaglia senza compromessi ed il mio muscolo cardiaco come principale alleato e tutti e due perire assieme se non potrò riconquistar la mia vita.
Sì: trovo giovamento solo dal silenzio.
Certo: davanti agli agguati del vivere.
Già: e tengo per me quello che provo.
Infatti: ma il mio cuore non è causa del mio disagio.
Vero: ma tengo per me le sofferenze del mio cuore.
Sì: questo mi fa uscir svuotato.
Già: e le ferite interiori aumentano.
Certo: assieme alle cicatrici.
Sì: non esiste alcuna angioplastica per toglierle di mezzo.
Già: ci sono troppi rapporti sociali senza anestesia.
Vero: e nessun grido silenzioso che squarcia il velo sulle trappole del vivere se è lo stesso uomo a vederle come benefiche.



                                       Attilio Saletta.














domenica 22 novembre 2015

C''è ancora spazio per l'umorismo?


Che cos'è l'umorismo se non la forma, direi unica, di senso critico, la sola che indaga sulle emozioni umane?

Quindi incomincio ad aver l'idea di scrivere una favola umoristica proprio su cosa accade oggi, dimostrando quindi l'unico senso critico vero, quello che si dice che sia, si limita agli aspetti che emergono nella superficie dei fatti, l'umorismo da quello che muove le tragedie umane...i beceri pensieri sull'uomo.

C'è un precedente al riguardo: un umorista ebreo che era dentro un campo di concentramento nazista, dove morì, spese ogni istante della sua esistenza sino alla fine a sviluppar umorismo critico per far rider sul volano della consapevolezza i suoi compagni di sventura; ma anche i suoi aguzzini risero delle sue storielle e battute,senza mai accorgersi che erano rivolte a loro, neanche mai compresero che molte delle sua battute erano contro Hitler stesso.

Quindi ecco che svilupperò una cosa simile nei prossimi giorni attraverso una fiaba umoristica; quella che sembra più inopportuna da far oggi..quella che chi crea la degenerazione del pensiero umano desidera che non appaia mai, proprio perché è   l'unica forma di senso  critico che indaghi sulle degenerazioni del pensiero umano.


Attilio Saletta.




mercoledì 18 novembre 2015

L'habitat dell'odio: sapere come come non sapere: la modernità.


"Pensieri sconsolati"

"Abbiamo ogni mezzo per monitorar ogni aspetto del vivere e così non siamo capaci di metter controllo su nulla"

"L'uomo dei secoli scorsi non aveva molta dimestichezza con le statistiche e quindi un contatto diretto con i fatti; oggi che le abbiamo, il nostro contatto con i fatti è sempre più distante"

"Conosciamo a menadito i danni e le carneficine prodotte dal potere fuori controllo e siccome sapiamo tutto al riguardo, facciamo sì di aumentarne le devastazioni"

" Possediamo leggi per difenderci dalle aberrazioni del potere e siccome le possediamo, il potere non è mai stato così senza regole"

Il motivo unico per cui le decisioni politiche si prendono il luoghi austeri è dettato dal fatto che se si svolgessero in luoghi naturali, gli adepti avrebbero crisi di astinenza da nonsense"

"Accade una tragedia non prevista da alti notabili a parte quella largamente prevista rappresentata dagli alti notabili ed è tutto un coro drammatico di situazioni non previste con l'unica soluzione di ricercar qualche abbaglio per continuar a far gli alti notabili" 



"Come rendere il non plausibile perfettamente plausibile: i falsi colti e la degenerazione del pensiero umano, cardine insostituibile dell'habitat dell'odio"

Spesso mi faccio una domanda semplice: non ho svolto corsi di studio molto elevati a differenza di altri, ma mi accorgo di scoprir cose semplici che chi possiede molta cultura dovrebbe aver con molta facilità e chi ha titoli di studio imperiosi non possiede; allora mi sento fortunato a non aver svolto cicli scolastici elevati, così evito di non scoprir nulla come quelli che sanno tutto...principalmente come non scoprir nulla.

Uno dei doni che ricevo giornalmente è l'impopolarità, per me è come la stanza dei giochi come quando ero bambino, avevo dei pupazzi inanimati con cui giocavo a differenza di altri che mi dicono che non mi capiscono.



"L'indottrinamento dell'odio"

La tesi largamente condivisa, specialmente oggi, verte sul fatto che sarebbe in quella parte del mondo che avrebbe più familiarità con la violenza, le psicosi degeneri e creando un ambiente che fa dell'odio un elemento insostituibile, genetico direi in cui fin da bambini si acquisisce un rapporto quasi naturale con l'odio....è falso....nell'evoluto occidente, l'impianto non è affatto diverso.

Sin dall'infanzia e con l'entrata dentro gli schemi aridi dell'istruzione ufficiale, quello schema non è così estremistico, ma la base uguale.

Si arriva ad aver familiarità con l'odio attraverso gli schemi precostituiti della vita che funziona a reggimenti, il disco rotto dei grandi uomini, in primo piano addolcir i caratteri delle guerre come romanzi d'appendice mielosi in cui placidi politicanti discutono in conferenze del destino dell'uomo che mette in farsa l'uomo stesso.

Questo degenere schema fa sì che un piccolo uomo dia subito valore solo se fa parte di qualche reggimento, non come mente indagatrice delle follie del passato e dell'oggi e se agisce così, la sua vita scolastica e i rapporti con gli altri diverranno quasi una sorta di incubi, come se precipitasse in qualche romanzo di Kafka, Gogol o Dickens, quindi lo schema dell'habitat dell'odio che crea quella familiarità con l'antagonismo non è affatto diversa da quella più estremistica; quella occidentale solo più sottile e psicologica.  


I dati falsi: ingrediente fondamentale dell'habitat dell'odio.

La tesi falsa sostiene che le guerre sarebbero l'azione del dominio di qualche gerarchia militare, desiderosa di mettersi in luce: falsità enorme...frutto nascosto di falsi colti per metter in azione qualche loro degenerata idea che materialmente mette nelle mani dell'uomo, incapace di usar raziocinio, armi per uccidere suoi simili, sfruttando il bottone che l'uomo in masse ama andar per estremismi, fondamentalmente conservatore indipendentemente dal pseudo colore politico indossato; mentre se è da solo e riflette è un progressista perché osserva  i danni dell'intelletto e la ragione fuori controllo e la nevrosi che è un ingrediente basilare dell'habitat dell'odio, non della vita consapevole...questo spalanca le porte verso l'accettabilità dell'inaccettabile...l'attacco alla natura umana.


Il pregiudizio.

Si sostiene essere attività rozza; falso, è attività molto raffinata e scientifica, ingrediente fondamentale dell'habitat dell'odio.

L'uomo deve essere portato ad uccidere un suo simile, ma nell'atto di farlo deve auto convincersi di distruggere un oggetto; senza questo precetto, nessun pregiudizio potrebbe manifestarsi e questo auto convincimento è opera esclusiva di falsi colti.


I terreni più palesi dell'habitat dell'odio.

Se osservi la distruzione della natura; vedi l'odio che l'uomo nutre verso il creato, sorto per aiutar l'uomo.

Quando vedi l'azione criminosa degli OGM; osservi un gruppo di uomini che odia a tal punto l'uomo da distruggerlo per sete di denaro e potere e controllo, giacche attraverso il dominio dei concimi, si assoggetta l'uomo in tutti i suoi aspetti come uomo-merce.

La distruzione di vita sociale, economica a favore di una ristretta cerchia di oligarchie è un odio sfrenato che uomini hanno verso i loro simili.

Quello che accade oggi in questa follia dominante dove tutti dicono di essere dalla parte del bene senza specificar cosa sia, o se è diventato un arcano contemporaneo, aldilà della collocazione geografica dell'odio è cercar di ridurre gli spazi del pensiero umano in tutti gli aspetti del vivere, non solo impedir di svolgere una vita decorosa, di più, ostacolar l'uomo sui terreni del sapere, del farsi domande...ma molto di più...molto peggio....quello che è accaduto a Parigi è una prova evidentissima...immettere nell'uomo un terrore antropologico ai suoi pensieri, desideri, aver paura di pensare e se ciò possa tarpargli l'esistenza stessa per averlo fatto, creando un oscurantismo anni luce peggiore di qualsiasi epoca umana dove solo l'odio domina e l'amore per la vita annientato.


La speranza.

Da diverso tempo mi interesso di quel comparto del sapere che sono le "Neuroscienze"  che analizzano le devastazioni che ben prima di manifestarsi nel concreto sono mentali...in particolare quelle dominati dell'ignoranza emozionale e l'incoerenza cerebrale e quel gigantesco dato falso che impone quell'arbitrio ipocrita sull'impossibilità di mutar pensieri fissi e quindi solo in peggio l'uomo va avanti...le masse mentali insomma...tutto ciò è volontariamente falsificato....

Tutti noi abbiamo la possibilità di mutar i nostri approcci alla vita, non attraverso libroni mastodontici e polverosi o uomini dal triplo mento dalle voci cavernose dirci cosa dobbiamo fare e se fai l'opposto, non è raro che trovi soluzioni al vivere stesso...attraverso la" biologia molecolare"

Fatti una domanda che non ti sei mai posto e quella semplice azione determina che apri una porta , trovandotene cento da aprir ed allora tutto si mette in circolo è farai saltar in aria l'habitat dell'odio, non attraverso qualche gruppo scelto di armigeri; semplicemente allargando i fronti delle tue percezioni, non avendo bisogno di chi comanda i tuoi pensieri e neanche tu farlo con i tuoi simili.

"Non accetto il vostro odio indipendentemente dalle latitudini dove si manifesta; cerco il meglio del pensiero umano di cui non temo l'isolamento o peggio, solo per aver pensato, l'odio è codardia al massimo livello, l'amore è coraggio perché si fa domande anche per chi è incapace di  farsele...temo una sola cosa: di non stupirmi della vita ed in base a ciò non essere frainteso"


Attilio Saletta.















martedì 17 novembre 2015

Esiste ancora del metodo nell'agir umano o esser complici della brutalità?


                     Integralismi a confronto.

Cosa accade oggi in questa martoriata terra? Forse sarebbe il caso di analizzar integralismi che di fatto agiscono in maniera simbiotica, ciascuno con caratteristiche diverse per con successo, modificar in chiave antropologica l’uomo per farlo diventar “Un’anima acritica dell’esistente”.
Sembra che l’obbiettivo del terrorismo sia l’occidente, non è così, neanche combattere i musulmani moderati, invece modificar la stessa natura mussulmana facendola diventar anni luce distante da quella che è; quindi la banalità del male che fa della bruta violenza l’architrave di questa modifica antropologica del vivere e dell’anima spirituale dell’essere mussulmano stesso.
Qui però emerge una figura fondamentale che da sempre agisce dietro le quinte dell’omicidio in nome delle idee…l’assassino in doppiopetto, il Rasputin della dialettica: il falso colto, l’ingrediente immancabile delle peggiori degenerazioni del pensiero umano, ed eccolo agire…
In Francia ci sono sei milioni di mussulmani e quindi non è il caso di stupirsi di quello che è accaduto; sarebbe come se io dicessi che in Italia ci sono tanti cattolici e quindi i crimini sono all'ordine delle cose…ma qui si nasconde un subdolo monito all’uomo stesso, indipendentemente dalla sua fede religiosa….devi cambiar la tua natura e guai a te se non fai così….il meccanismo fondamentale delle guerre, fondato sul modificar il pensiero umano, rendendolo indifferente alla sofferenza umana, ai concetti senza senso e rendendoli accettabili; sarebbe come se il Papa svolgesse un concetto simile ed ecco un altro bel regalo offerto da un moderno Cagliostro sull'altare della brutalità umana.
Una strada simile non fu svolta nel Medioevo dalle file del Cristianesimo? Creando le basi del radicalismo folle che ebbe le basi proprio sul far diventar l’uomo un’anima acritica dell’esistente? Tutto ciò non fu spazzato via da battaglioni di armigeri, bensì da spingere l’uomo sui suoi terreni propri; ovverosia un’anima critica del vivere che poi fu il Rinascimento?

Non ci sono analogie palesi con l’oggi? Cosa si disse nel nostro paese durante l’epoca del terrorismo, in cui ogni giorno qualcuno veniva ucciso: che bisognava togliere l’acqua nella quale la bruta violenza politica agiva, in quel vastissimo terreno di convivenze in cui il terrorismo ebbe la possibilità di espandere la sua scia di morte; sia dalle fasce del cosiddetto proletariato e le sue estese convivenze con organi dello Stato.
Certo, fu sconfitto da organi di polizia; ma principalmente per la ribellione silenziosa in gran parte, proprio dalle file del proletariato; in altre parole da dove il terrorismo pensava di trarre origine per la sua scia della banalità del male e questo nonostante convivenze, spesso di alto livello, tra le file delle gerarchie politiche e statali, ma come mezzo di contrasto vi fu la rettitudine morale di alcuni, pochi, uomini in cui l’elettorato principale giungeva dalle file della classe operaia; laddove cioè il terrorismo intendeva modificar la natura umana e del vivere.

Tutto questo non ci fa pensare all'oggi? Ai meccanismi della banalità del male che punta alla più degenerata “Macchina del caos” mai messa in piedi, forse da sempre e follia umana che porta ad impaurir l’uomo, anche verso i suoi stessi pensieri, desideri di crescita individuali e quindi cancellazione dell’anima critica dell’uomo, ma l’occidente non sta facendo da anni lo stesso percorso? Una modifica antropologica dello stesso occidente, delle sue conquiste sociali, umanistiche per far diventar l’uomo un’anima acritica dell’esistente? Dentro questa parte del mondo, vi sono ancora persone dotate di rettitudine morale, in grado di crear quella ribellione silenziosa per far ritornar l’uomo nei suoi terreni propri e delle conquiste che le generazioni del passato ottennero per la posteriorità che oggi, sembrano il principale obbiettivo occidentale da togliere di mezzo?
Ci sono persone simili anche se sono poche e amiamo i loro concetti, come parlano ai nostri cuori, alla nostra essenza come esseri umani, infondendo coraggio interiore da immettere nel vivere…ma siccome viviamo in una società civile, non siamo in grado di metterli in pratica.

Quindi un’attività simbiotica di integralismi che togliendo valori alla stessa vita umana hanno armato quella scia di sangue disumana e meno che mai, tolta l’acqua entro cui la violenza cieca della brutalità politica poteva e può crear quel clima di adesione, di convivenze, di vastissime entità economiche ottenute giornalmente passando da organi bancari, triangolazioni per evitar controlli e la risposta sembra essere solo militare, laddove nell’epoca del terrorismo del nostro paese non avrebbe dato frutti senza una ribellione silenziosa da parte di  esseri, che il  terrorismo cercò di usar per, crear una scia di sangue ancora più estesa; ma oggi questa ribellione esiste, o è proprio l’occidente a impedirne l’uscita, creando ostacoli enormi per lo sviluppo critico nella parte orientale del mondo e nello stesso occidente?

Chi fu che disse: Il mondo è ancora poco intossicato, deve esserlo maggiormente, la Società non esiste, l’etica un freno allo sviluppo, solo il mercato è importante, l’uomo ha valore solo da che cosa è in grado di comprare ed i rapporti sociali devono andar in questa veste; non quindi sui valori umani, incentivar lo scarto… chi non è in grado di far fronte alla vita… la spesa sociale deve essere annientata e lo stato tolto di mezzo così come le regole ed i valori perché questo produrrà un progresso senza ostacoli...nel progredito occidente….

Come mai questo progresso senza ostacoli ha prodotto deserti in luoghi laddove la vita economica e sociale era così vitale, povertà, ingiustizie sociali senza pari nel percorso dell’umanità; ma la distruzione di valori non avrebbe dovuto crear benessere o forse c’è qualcosa che non capisco? I Media prodotto quel mutamento antropologico in grado di far diventar l’uomo un’anima acritica, un mondo caotico, senza regole ed in definitiva, un cambiamento totale dell’essenza occidentale senza il fardello della bruta violenza che ha fatto capir al mondo a quali livelli di bassezze l’uomo è in grado di raggiungere, laddove se prima aveva un bagaglio di conquiste sociali ed umanistiche, ciò è stato cancellato da un mutamento antropologico dell’uomo stesso in questa parte del mondo assieme a generar un clima di difficoltà per lo stesso pensiero umano e per chi cerca di usarlo per ingrandir il percepir la vita nel senso proprio del termine.

Chi ora è impegnato a combattere la banalità del male da parte di questo terrorismo, ha in mente nel suo agire i precetti occidentali che ne hanno facilitato l’entrata ed in molti casi, sorgere, laddove la speranza di valori è stata annientata da questa delusione, il passo successivo poi è stato quello che oggi sta avvenendo; tutto questo non dimostra un intreccio simbiotico per rinchiudere l’uomo, i suoi pensieri, desideri in ambiti sempre più ristretti e antropologicamente modificati dell’essenza umana?
Dove sta di casa quella ribellione naturale e silenziosa che fu così importante per aprir le porte al Rinascimento, alla sconfitta del terrorismo politico che oggi ha assunto sfaccettature molto più raffinate come l’attacco alla mente umana ed ai meccanismi così in uso del “Terrorismo psicologico” nei confronti delle persone riflessive che non hanno bisogno di eventi delittuosi per essere menti critiche dell’esistente perché sono così di natura ed allergici ai reggimenti ed irreggimentar la conoscenza stessa che sembra l’obiettivo principale di troppi elementi simbiotici.
Questo terrorismo non verrà sconfitto da dieci portaerei davanti alle coste orientali, pronte a far partir le loro “Città di fuoco” ma dal fuoco spontaneo che getti quel clima di a criticismo che ci fa credere solo a quello che ci piace vedere e che tanti elementi simbiotici desiderano che l’uomo accetti.

A volte mi immagino Cartesio, Socrate, Popper, Pico della Mirandola…solo per far qualche nome…. Se ritornassero nella nostra epoca e vedessero l’annientamento del loro lavoro…cosa mai potrebbero pensar degli accadimenti di questo martoriato pianeta che sa come agir per evitar lutti; ma agisce all'opposto perché senza angherie alla natura umana; l’uomo stesso si sentirebbe a disagio.

Quante distruzioni sono avvenute ed avvengono per tale precetto?

“Ho sempre più seri dubbi che l'uomo abbia qualità distinguibili dalle altre forme viventi e migliori; non ho mai visto un Pioppo disfarsi volontariamente delle sue difese”



                                          Attilio Saletta.





sabato 14 novembre 2015

Dov'è finito il pensiero umano?


  Ieri a Parigi vi è stata una strage e brutalità senza pari con l’uccisione di decine di persone, allora è il caso di riflettere se il pensiero umano abbia ancora qualche rilevanza, fuori dai soliti schemi stantii di chi è la colpa di questo o quell'altro.



Che cos'è la violenza, specialmente quella più bruta se non il vessillo della banalità, del nulla, solamente estremistico e meno che mai radicale, giacché solo il pensiero umano è così ed infatti se analizzi questa brutalità ben bene, non trovi che il nulla; il video che ho appena messo su questo post è un marchio di cosa sia.
Allora fuori dagli schemi retorici che nulla cambiano delle situazioni perché ad un conflitto armato di un folle integralismo senza appigli umani e quindi logici, si immette una forza armata contro questo meccanismo degenere che è esattamente al millesimo quello che desidera questo estremismo che fa sì di annientare il pensiero umano ed il senso critico dell’esistente, lasciando spazio solo alla radicalizzazione degli scontri.



“Siamo così sicuri che questa sia solo una becera finalità di chi uccide in nome del nulla o invece scopo spesso primario dell’occidente?” Vale a dire che l’annientamento del pensiero umano sia un desiderio delle cancellerie occidentali, delle forze economiche, dei media, dei rapporti sociali che vedono in ciò un facile terreno di conquista e di consenso?



In quei luoghi dove si hanno dati solo sulla violenza più bruta, vi sono decine di menti progettuali, lontani anni luce da questo schema degenere…ma gli occidentali hanno mai aiutato queste persone a crear sanità mentale in quei luoghi o invece solamente mezzi di contrasto armati, di fatto complici dello stesso schema?
I tanto reclamizzati mezzi per comunicare…si fa per dire…hanno mai messo in luce questo fattore o hanno preferito indicar solo il sangue, la brutalità e la follia umana? Senza far alcun sforzo di porre in evidenza le menti critiche e spesso silenziose che si battono per lo sviluppo delle qualità umane, o questo qualcosa gli occidentali non potrebbero capire e quindi vendere qualche prodotto mediatico?



Lo sviluppo a tutto tondo occidentale è stato frutto di attività unicamente di questa parte del mondo o invece quando vi è stato un legame con quella orientale e questo ha determinato scambio di pensieri umani, di merci, di volani di sopravvivenza umana e viceversa ed ha dato frutti all'umanesimo; allora perché a questo dato inconfutabile è stato introdotto il germe dell’incomunicabilità tra queste due parti del mondo? A quale scopo? Di qui mi domando come i pensieri si siano evoluti in peggio in questa epoca contemporanea e se il pensiero umano abbia ancora la possibilità di crear benessere come fu nel passato in una situazione di bruta violenza molto simile all'oggi e su entrambe le sponde del mediterraneo, come adesso.



Il dominio della brutalità politica, gli spasmi ideologici, le follie delle sociologie di massa sono la cartina di tornasole di come si è evoluto in peggio in pensiero umano, giacché se fosse l’opposto, sarebbe il sostegno più concreto del vivere, più causativo anni luce di strategie economiche, sociali, politiche e rapporti umani e se ciò, sempre più distante dal percepir la vita…quel fatto di Parigi è una prova indiziale dello stato malmesso di come il pensiero umano possa incidere nei fattori concreti del vivere.



E’ possibile affermare che più si incrementano i mezzi per comunicare con accaparramenti politici, economici e spesso oscuri, più ci si allontana dal percepirsi e quindi far lo stesso con l’essenza del vivere e meno si è quindi capaci di comunicare se non con spesso l’antagonismo, il prendersi sul serio che determina questa epoca fondata sul “Nonsense legalizzato” passi per essere normale metodo per affrontar questioni; in altre parole per non affrontarli affatto e ieri sera una prova di questo meccanismo.



Come terminò il Medioevo? Con qualche guerra sanguinosa, urla, antagonismo, o non piuttosto sul volano dell’umanesimo, l’immaginazione, lo sviluppo delle arti, il sostegno a menti dinamiche e la traduzione di migliaia di testi dell’Antica Grecia?



Allora perché oggi intendiamo far l’opposto, sperando così di crear volani di sopravvivenza umana? Perché in diversi luoghi si cerca di togliere di mezzo lo studio dell’umanesimo per far posto solamente a quelli delle tecnologia, quando molte scoperte tecnologiche hanno avuto basi fondamentali, proprio dall'umanesimo e senza di esse, quelle scoperte mai sarebbero intervenute?





Non sarebbe il caso di rileggerci i testi del “Pensiero Socratico” vale a dire: “Sapere come sapere” in un mondo distante anni luce da questo fondamentale mezzo del conoscere e come il pensiero umano si è evoluto in peggio, proprio a partir dall'aver tolto di mezzo questo strumento di auto determinazione fuori dagli schemi del fatalismo e tra questi, non poter far nulla contro la violenza, la brutalità che fa del nonsense il suo architrave che crea consenso o odio ed in entrambi i fronti, l’accettabilità di questa incoerenza tra parole e fatti, ivi compresa la vita spirituale, quella più delicata che diventa allora il terreno più rozzo per disconoscerne la natura umana e del creato.



Quanti pensieri tossici sul vivere sono stati introdotti nell'ultima generazione come in economia, nei sistemi democratici che fanno della tolleranza verso la menzogna quasi un architrave, facendola passare come concausa naturale del vivere? Se ciò avesse avuto mezzi di contrasto dell’individuo fondato su parametri etici; l’esplodere della violenza non avrebbe potuto attecchire con tale facilità ed ancora una volta, tale situazione come nella vita economica è un crollo di valori ed è su queste basi, che la follia brutale ha potuto mietere vittime come ieri sera nella capitale francese.






Qual è l’ultimo dato? Che siamo in un’epoca che avrebbe bisogno di elevatissimi livelli di pensiero critico, auto determinismo umano, l’etica e la morale come architravi per l’oggi, umiltà e sviluppo del pensiero umano fuori dagli schemi incapaci di incidere nel vivere e che generano, non solo ridurre gli spazi di vita umana, di più, abbassar la qualità della vita stessa avendo ogni mezzo per far il percorso opposto e creando un’ingiustizia sociale che non ha pari nelle vicende umane e che passano per essere attività democratiche legate al consenso e quindi il sapere come non sapere diventa la base di una “Non vita” ed è su queste basi che l’occidente deve riflettere, interrogarsi su come tutto ciò abbia spalancato e facilitato la violenza bruta come ieri sera, a meno che pensiamo di porgli argini attraverso un indottrinamento sull'incomunicabilità verso se stessi, i tuoi simili ed aumentar la colonna sonora del vivere; tutto ciò che la banalità del male desidera.



                                          Attilio Saletta.