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venerdì 8 febbraio 2019

Cittadinanza Attiva, o le Trappole della Mente?






“Le trappole della mente stanno alla cittadinanza attiva come l’agire in prima persona sta nel lamentarsi”

La quantità di dati falsi su cosa sia vita sociale, cittadinanza attiva e risolvere questioni è stata sempre enorme; oggi di proporzioni immense che fanno rima con l’inazione.


“Oggi l’importante è far numero e non contare”

Prove di come agiscano queste falsità, falsificando in senso del reale, sarebbero da mettere in un silos di ottanta metri.
Una semplice prova indiziale.

In sintesi: buche sulle strade, qualcuno le fotografa, centinaia di parole, antagonismi, nevrosi, lamentarsi senza muovere un singolo pollice al riguardo, fiumi di trasmissioni televisive con gente inferocita, il festival del “Io non ci sono” gli arruffapopoli in azione, ma solo verbale, divise, reggimenti, furbizie dialettiche; ma lo scempio rimane lì e qualcuno ha speso migliaia di parole e tutto ciò passa per cittadinanza attiva e vita sociale con il dominio dei personaggi decorativi come le statue di cera e le dispute tra i teatranti senza interruzioni a parte le attività dei neuroni.

“Se le definizioni delle parole scendessero in sciopero, quel giorno sarebbe indicato come festa nazionale”

C’è un aspetto: sono sempre stato in antitesi con tutte queste furbizie della mente che portano all'inazione, ma rischiavo di diventarne complice, limitandomi a crearci farse, costruzioni creative e scriverci post al riguardo.
 Dovevo far attività pratiche e manuali sulla strada del decoro, allora sì che questi miei disaccordi avrebbero avuto un senso e conquistare autentica cittadinanza attiva.

“Chi è in disaccordo con il degrado, non considera l’inciviltà una concausa del vivere, voltandosi dall'altra parte; agisce sul meccanismo del prima e del dopo, riconquistando aree al bene comune”

All'inizio del novembre del 2018, decisi di entrare in Retake e sin dal primo momento provai tutto ciò che mi mancava: attività pratiche e manuali su come portare decoro con gli altri, empatia, resilienza e cittadinanza attiva e la mia attività creativa beneficiarne. I polpastrelli, in azione, non solo digitando su una tastiera, ma anche usando un rastrello per liberar una via da ingombri, un pennello per verniciare un muro insudiciato, un raschietto per tirar via adesivi, muovere una carriola per depositarci bottiglie da un’area verde, che era diventata un qualcosa di estraneo in un quartiere e per chi ci viveva.

“Il senso civico non consiste nel saper tutto al riguardo e poi buttar una bottiglia di plastica dalla finestra e lamentarsi che la città è sporca. Non saperne molto, incontrarlo, frequentandolo con le tue azioni e capire che fartelo amico è assai semplice e la parola lamentarsi, cancellata dal tuo dizionario”



Qui ecco in sintesi il senso del reale: L’area attorno Piazzale Jonio, come esempio: fotografie del degrado, un’area verde non più in possesso dell’uomo, dei bambini per giocarci, una foresta di inciviltà e squallore e atteggiamenti umani tendenti all'indifferenza ed ad un senso di estraneità verso il bene comune.
Retake interviene in forze, decidendo che quella zona della città deve essere riconquistata come bene comune per ricreare senso di appartenenza al vivere stesso: giungiamo in cinquanta a cui si aggregano con entusiasmo chi ci vive, bonificando un’area verde, tirando via centinaia di bottiglie di vetro e plastica, tappi conficcati nel terreno, sradicati e tolti di mezzo, un gran numero di sacchi di immondizia riempiti, potatura di alberi, riverniciato i muretti attorno all'area verde, pulita una struttura di vetro, staccati centinaia di adesivi, svuotati cestini dell’immondizia…ed a bonifica svolta…il decespugliatore entrare in azione e trasformare un’area degradata in un giardino esteso come un’opera d’arte di un paesaggista.




Dopo diverse ore la fotografia del dopo e di chi ha agito in tal senso: un misto di empatia, resilienza, fatica gioiosa portata a termine e occhi che delineano spazi…bambini che riconquistano quella zona e mutamento di umori di chi ci vive.
Semplicemente: cittadinanza attiva e nessun spazio della staticità del pensiero davanti al degrado che sta alla base delle trappole della mente.

“La cittadinanza attiva non è materia per dispute dialettiche. Agire in prima persona: senza divise, reggimenti, autoritarismi, inserire in germe della delega o il timore di vicinanza pratica con il senso del reale. La riconquista dell’impegnarsi sta in poche parole e visi solari che sta alla base della cittadinanza attiva”

Quindi non è un valore immutabile che star assieme, ci deve essere qualcuno che pontifica sugli altri con l’indice puntato ed occhi di fuoco salendo su otto sgabelli, uno sopra l’altro, per far l’autoritario, e guai a te se ti metti a ridere se la pila di sgabelli crolla assieme al tiranno di turno.
Ho imparato che l’unico sgabello che uso è quando vi salgo, armato di raschietto, per tirar via un adesivo da un muro o da un cartello stradale.

“La vita è piuttosto semplice, basta essere clandestini di se stessi e far tante cose che credevi di non saper fare, usando al meglio la tua vena di scoperte e trovar un fine nelle tue azioni, non avrai bisogno di usare un microscopio per trovarlo. Basta indossare una maglietta blu con l’indicazione di cittadini volontari mentre sei alla fermata del bus, e per non perdere tempo…tirar fuori un raschietto e sradicare inciviltà prima che il disservizio giunga”
Retake mi ha dato un senso di appartenenza che mi mancava: la spontaneità del vivere, senza il pensiero, ma consapevole che posso dare, scacciando gli inganni della mente in qualche botola a forma di televisore.



Attilio Saletta.




















giovedì 25 ottobre 2018

Prigionieri della routine?


Viviamo in un tempo degenerato dove il carcere più assoluto è la routine.

Cerchiamo solo notizie negative, ma se non le troviamo, la vita ci appare irreale.


Crediamo che la vita sociale sia passar il tempo su internet, dove il peggio del peggio dimostra le sue capacità, indipendentemente da quale reggimento provenga questa fittizia vita sociale.
Peggio ancora, diventare incapaci di immedesimarsi con le nostre vite reali. 
L'unica cosa che conta sono il coro stonato della " Ciarlatan Band" del momento dove esistono solo le opinioni.


Esse hanno solo valore nelle corse dei Cavalli, non quelli dei ronzini che credono di vincere a forza di deliri.
Senza contare chi inciampa su un gradino...Parlerà tutto il giorno solo di quello, al punto che lo "Scisma Luterano" al suo confronto, sembrerà un bel picnic in un parco.


Insomma: siamo come carcerati che posseggono le chiavi per uscire dalle galere, ma siamo talmente legati alla prigione della routine dal non voler uscirne.


Eppure c'è un modo per sperimentare vera vita sociale, mandando nell'oblio questa collosa routine inconcludente.
Un impulso creato da te stesso, assieme ad altri.


Far qualcosa di semplice: agire verso il bene comune e combattere il degrado ovunque si annidi.
Inizierò prestissimo ad agire così, lavorando con una Onlus

"Retake"

Veder una zona muraria rovinata dal degrado ed agire per darne decoro ed un parco di nuovo vivibile, questo è il modo migliore per sconfiggere la routine di questa scadente epoca.
Agirò in questo senso con altri.
In totale libertà, senza autoritarismi deteriori e bramosie del consenso e lo show e le good news create da te stesso assieme ad altri, sfuggiti alla piovra della routine amorfa contemporanea dominata dal trash in ogni dove.



La stessa cosa vale per quello che sto sperimentando: l'attività meditativa.
Il valore della libertà è solo interiore; il resto è un festival di artifici ed è una auto disciplina che ti viene da dentro.


Perché dover domandar la vita ed i suoi spazi, quando è già in tuo possesso sin dalla nascita? O peggio, andar con il cappello in mano verso chi fa della routine del pessimismo umano la base del suo dominio?


Il vivere è ben altra cosa e non dover domandar a nessuno cose che possiedi da sempre, perché sono innate nella natura umana. 
Dimenticarsene crea la metastasi della routine dell'oggi, indipendentemente in quale collocazione sociale vivi.

" Le uniche cose di valore sono quelle dove agisci in piena libertà, senza ordini, disinteresse verso il consenso ed ogni frammento una scoperta trainata dalla gioia di vivere ed una colonna sonora che ti sostiene in ogni momento"






  




















lunedì 4 settembre 2017

Con chi dovrei camminare?




Più si procede e più le persone con qualità vengono sistematicamente emarginate, mentre i mediocri o le menti per diletto, porte spalancate per nuocere in ogni ambito.

Persone di grandi capacità come Marcelletti, Azzolina furono gettati fuori, non solo dalla professione, dalla stessa vita sociale, talenti come Fabiola Gianotti, oggi direttrice del CERN di Ginevra, andata lì per far ricerca e la stessa Montalcini, svolta attività di ricercatrice all'estero.

Solo qualche esempio...tra i tanti...


Che accade oggi? Cose che il sottoscritto aveva detto da anni, ma deriso o isolato dai miei simili.

Dissi che per risolvere questioni, serviva come prima cosa, togliere di mezzo gli antagonismi, quasi tutti fittizi e creazioni perverse di menti malate; fui deriso per questo.

Avevo detto semplicemente che la migrazione verso le nostre coste era stata costruita da noi occidentali in sinergia con potentati locali come documentò Ilaria Alpi e per questo fu assassinata .

Dietro erano celati mastodontici interessi economici e per farlo meglio serviva come fondamento creare il livello più alto di antagonismi ed aberrazioni del pensiero umano.

La situazione a questa banda di menti per diletto gli è sfuggita di mano come Io e altri avevamo ampiamente previsto ed ora sono con l'acqua alla gola dopo aver seminato ipocrisie continue.

Il motivo della derisione verso di me, fu quando dissi diversi anni fa, che per evitar la devastazione, serviva investire in quelle Nazioni per togliere motivazioni ai potenziali migranti di partire verso non si sa dove.

Ora queste menti per diletto, prima di essere sotterrate dalle loro follie, scoprono che agendo così, come diversi anni fa dissi, e non da solo, poteva e può essere bloccato il flusso migratorio.


Una palese prova di come chi pensa diversamente, ma perché ama la semplicità e soluzioni non contorte, sia emarginato giacché la politica è fatta sugli antagonismi e su queste basi attira consenso, cosa che non accadrebbe se cercasse di far diminuire gli attriti sociali, questo non creerebbe consenso.

E' il metodo migliore per non essere responsabili di nulla ed allontanare la colpa in ogni ambito con la vita consapevole sotterrata dalle nevrosi.



Emergono altri fatti: adesso altre menti per diletto pensano di usar caserme abbandonate per farci star migranti ed altri emarginati.

Ecco un'altro bel esempio: sono anni che mando progetti all'Amministrazione di Roma, proprio sul tema dell'utilizzo delle caserme abbandonate, ma nessuno si è degnato di far nulla; forse per il motivo che nei miei progetti, quelle caserme non sono un dormitorio, ma luogo di crescita civile e sociale.

Certo: luogo dove stare, ma principalmente lavorare in laboratori dove affinare auto stima, capacità e desideri di scambio sociale ed economico, uscirne e crear attività come si è fatto in tanti luoghi e crear benessere civile e sociale, ma anche con rigorosi parametri etici

Ora capisco perché le mie doti di progetto sono state scartate, per questo ultimo fattore; si preferisce creare terre di nessuno dove vita sociale e civile non è una priorità.


Sarebbe azione assai semplice raccontare come ricercatori in campo economico furono accusati dal potere politico di voler rendere triste l'uomo e quei famosi reports su cosa le scellerate attività di quel potere stavano portando, ma fu l'opinione pubblica a sotterrarli.

Quelle famose frasi del potere politico: non esiste alcuna crisi, la crescita sarà sempre continua ed inarrestabile, andate nelle vostre amate banche e fate finanziamenti e compratevi di tutto, non date ascolto a chi vi vuole far diventar tristi, sono persone malvagie.

La cosa strana che questi rozzi individui sono ancora lì a dettar legge e indicar nei cattivi i ricercatori che mettono in guardia chi non saprebbe andar su un triciclo, ma pretende di poter guidar un aereo supersonico.

Sembra che ignorare sia diventato il teorema su cui si sia fondato questo mondo negli ultimi decenni; cammino da solo e faccio scoperte, non dando importanza a chi da giudizi sugli altri, senza mai farlo con se stesso,
Sono allergico alla società che funziona per reggimenti




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venerdì 17 marzo 2017

APPUNTI DI SFIDE DA SVOLGERE.






    ATTILIO SALETTA 16/03/ 2017.

ROMA: tratti del libro: “Appunti da un amico di Anthony Robbins”.


linee guida. del cambiamento.

POSSO CAMBIAR IL MIO CAMMINO..

  
NESSUN PROBLEMA E’ PERMANENTE E LA PERSEVERANZA PAGA, LIBERANDOSI DALLE CONDIZIONI NEGATIVE.

IL CAMBIAMENTO E’ DENTRO DI ME E DI QUALSIASI ALTRO..


COSA DA FORMA AL CAMBIAMENTO DEI NOSTRI PENSIERI E AZIONI.

Togliere di mezzo un senso perenne di sconfitta che poi genera una vita bloccata fondata su un massiccio senso di delega che impedisce di sprigionar cosa hai dentro in fatto di abilità in ogni dove. La chiave è una fiducia in te stesso necessaria.
Un vero potere non è affidarsi a questo o l’altro, ma invece un determinismo che ti porta a decidere cosa pensare e cambiare, eliminando un perenne senso di inferiorità sulle condizioni dell’esistente che ti portano come normale senso di concausa ad una percezione di sconfitta che ti impediscono di mutar presupposti alla tua esistenza stessa.


SOLUZIONI E NON PROBLEMI.
STRATEGIE E PROGETTI FONDATI SULLA GRADUALITÀ.


La chiave del successo è sempre costantemente in un buon giudizio sulle tue condizioni, a maggior ragione se come il sottoscritto, si trova in una condizione di marginalità sociale ed economica; quindi una sfida nella sfida.
IL VALORE DELLE DECISIONI.
Sembra assurdo, eppure le condizioni del nostro vivere, dipendono da nostre decisioni e pensieri che poi creano le basi del nostro stesso destino. La domanda è: “ Cosa ho deciso di imparare e pensare?”.Il mutamento dipende non da preferenze, ma da azioni consapevoli che portano a nuove decisioni in un mondo asettico senza decidere e sfidare l’esistente; decidere quindi è una grande ed ardua sfida al senso comune..


COME POSSO USARE CIO’ CHE POSSIEDO  PER ARRIVARE AI TRAGUARDI CHE DESIDERO RAGGIUNGERE?

Uno dei modi migliori sta nel togliere di mezzo un termine assai abusato che determina una base di partenza negativa: “Il Dovrei” Prendere decisioni significa assumere realmente e senza alcun “Dovrei” l’ottenimento dei tuoi progetti, con gli ostacoli come competizione autentica con la chiave della flessibilità come costante.
SUDDIVISIONE IMPEGNI.

Porre su carta un impegno semplice come quello di aver fiducia in te stesso ogni giorno ed un altro arduo come attraverso la focalizzazione, cosa serve, cosa fare, riesci a capir come uscir da una condizione di marginalità e vita precaria. Per far ciò, non c’è spazio per i “Dovrei” ma una costruzione dentro te stesso di tue convinzioni, mandando segnali al tuo cervello.
Il problema, ancor di più oggi, che spesso l'esistente ti manda segnali al tuo cervello erronei che ti fa credere a cose che non sono vere, ma che l’uomo è portato a credere.
Veder una scena sulla base del pregiudizio è un esempio, oppure ti viene chiesto di prendere una cosa, ma affermi che non c’è sulla base che si osservano le cose, non più con i sensi, ma con l’intelletto che controlla pur ciò che crediamo di vedere, ma quell'oggetto è lì davanti.
Il punto e quindi riguadagnar la forza percettiva dei sensi, ponendo sotto controllo quello che ne mina la forza i cui effetti si vedono in ogni dove.

Questi forzosi auto convincimenti hanno pure effetti sulla salute dell’uomo come i battiti cardiaci accelerati, il sistema nervoso, quello endocrino ed il sistema digerente come è stato ampiamente provato.


PRIMO SCHEMA.

A)   Esiste sempre un modo per capovolgere le cose.
B)   Non ci sono fallimenti, insegnamenti.
C)   Il passato non è uguale al tuo futuro.
D)   In qualsiasi momento posso cambiare la mia vita intera, prendendo una nuova decisione.

Sulla base di ciò è possibile suddividere il cambiamento e linee guide fondamentali.

1)    Una convinzione deve essere reale, solida e rapida, senza alcun “Dovrei”
2)    Continui supporti alle tue convinzioni come le gambe di un tavolo, che senza di esse, quel tavolo non starebbe in piedi.
3)    Nella costruzione del tuo “Tavolo” quali tue convinzioni ti danno fiducia e vero potere di scelta e quali non reggono e ti portano, come oggi, a livelli altissimi di falso potere di scelta?
4)    Una vera convinzione ti deve portare e produrre energia sana, forza interiore  e dinamismo; facile dir che se sono le masse mentali a dominare sono false convinzioni.


IL FILM NOIR DEL VIVERE.

Se guardi un film noir o dell’orrore, avrai percezioni non solari, ma se la tua vita è stata ed è un film noir,  vuoi cambiar registro alla sceneggiatura del tuo vivere, oppure pensi di non poter far nulla al riguardo? Io assolutamente NO! La sceneggiatura della mia esistenza è mia con tutti gli ingredienti di positività necessari, comprendendo in questo schema sul concentrarmi cosa posso fare e controllare, ed in questo quadro la felicità che si genera ampliando la sfera decisionale al riguardo. Tra i fattori belli, pure il coro delle opinioni che cercano di convincerti che sei destinato a far la comparsa.


LA PERSEVERANZA.

La perseveranza è il cambiamento e la consapevolezza. Vi sono decine di uomini e donne che nelle condizioni peggiori hanno assunto il punto di vista causativo di ciò che possedevano, nonostante, in molti casi, centinaia di porte chiuse hanno perseverato ed alla fine hanno ottenuto risultati: dal’ideatore della Walt Disney, ad uno che è andato in giro con una nuova ricetta di cucina, ad un cantante famoso, ma che per anni dormiva dentro una lavanderia a gettone, ad un uomo, dove un incendio gli aveva prodotto devastanti bruciature e poi dopo, anche una paralisi su tutto il corpo, ma mai si arrese, imponendo le sue qualità. Cosa accade oggi: se uno ottiene anche solo venti porte chiuse, abbandona il progetto e se stesso; ma nei pochi casi che ho citato, la media dei NO è stata di settecento NO. Quindi perché io dovrei smettere di darmi da fare? Persevero ed ecco questo secondo schema.



SECONDO SCHEMA: LE DOMANDE SONO LE RISPOSTE.
   Cosa è utile in questo problema?
   Cosa non è perfetto?
   Cosa posso fare per far sì che vada come voglio io?
   Cosa non intendo più fare in modo che vada come voglio io?
   Come posso godermi il processo mentre faccio ciò che è necessario per far andar le cose come voglio io?

Uno in una condizione disagiata, potrebbe aver difficoltà a trovar il modo di provar felicità, eppure questo terzo schema può trascinarlo verso un cambiamento di percezioni e stato emozionale.

TERZO SCHEMA: AZIONI DA FAR AL MATTINO APPENA ALZATO.

1)    Cosa mi rende felice ora?
2)    Cosa entusiasta?
3)    Orgoglioso?
4)    Di che cosa sono grato?
5)    Cosa mi sto godendo ora?
6)    Su che cosa mi sto impegnando?

LE DOMANDE DELLA SERATA.

A)   Che cosa ho donato oggi?
B)   Cosa ho imparato?
C)   In che modo questa giornata ha aggiunto qualcosa alla mia vita?
D)   Come posso usare questa giornata come un investimento per il mio futuro?

RISULTATI DA QUESTE ATTIVITÀ’ SEMPLICI COME TESTIMONIATO DALL'AUTORE, DIALOGANDO CON UNA PERSONA SULLA VIA DEL FALLIMENTO DELLA SUA AZIENDA PER COLPA DEL SUO SOCIO IN AFFARI.

1)    Miglior stato emotivo.
2)    Opportunità di far cambiamenti.
3)    Mutar stadio emotivo.
4)    Veder le cose in un’altra prospettiva.
5)    Domande che ti fanno star meglio.


EMOZIONI E FISIOLOGIA.

Due elementi inscindibili, comprendendo il movimento del corpo. Ad uno stadio positivo corrisponde maggior flusso del sangue nella arterie e nel cervello ed ossigeno. L’autore del trattato ha scritto che quando si sentiva depresso, faceva salti, scuotendo il corpo, respirando profondamente e mettendosi a far mimiche facciali comiche.
Una maggior concentrazione, muta lo stato mentale dell’uomo e stati di sicurezze, anche alleggerendo il peso della parole in ogni circostanza, dandoti speranza e cambiamento, ma pure sacrosanti disaccordi, pur se viviamo in un’epoca fatta sul declino del dissenso e dell’irrazionale in continua crescita, ma nonostante tutto ciò, tu puoi decidere come andrà il film, avendone il possesso, principalmente la sceneggiatura, ed ad ogni porta chiusa davanti a te, la speranza che sale.

LE LINEE GUIDA DEL CAMBIAMENTO

A)   Spirito di competizione.
B)   Mai accontentarsi.
C)   Crescita di desideri dopo una sconfitta
D)   Prepararsi duramente.
E)   Stabilire traguardi.
F)    Come sono diventato?
G)   Far sempre del mio meglio.
H)   Incessante miglioramento.
I)     Stabilire sotto traguardi.
J)    Obbiettivi finali da perseguire.
K)   L’importanza del primo passo.
L)    Mai perdersi d’animo.
M)  Non dar importanza alle opinioni.
N)   Sognar, ma in maniera mirata.
O)   Metti i tuoi sogni sulla carta.
P)   Sii specifico.



TUTTO DEVE PRIMA ACCADERE DENTRO LA TUA MENTE PER POI ACCADERE NEL REALE.

1)    Quanto ci metti?
2)    Come nasce la tua lista di desideri e priorità?
3)    Quattro obiettivi da conseguire nell'anno corrente.
4)    Cosa ti porge i maggiori appagamenti?
5)    Perché desideri quegli scopi?
6)    Cosa devo diventare conseguendoli come persona?
7)    Pensa di averli raggiunti.


LA SFIDA MENTALE DEI DIECI GIORNI: IMPEDIRE L’ENTRATA DI PENSIERI NEGATIVI.

Non ancorarti a cattivi pensieri, se lo fai, usa lo schema delle domande che risolvono problemi.

Cosa è utile in questo problema?
Cosa non è perfetto?
Cosa posso fare per far sì che vada come voglio io?
Cosa non intendo più fare in modo che vada come voglio io?
Come posso godermi il processo mentre faccio ciò che è necessario per far andar le cose come voglio io?
Poi le domande del mattino e della sera.

Cosa mi rende felice ora?
Cosa entusiasta?
Orgoglioso?
Di che cosa sono grato?
Cosa mi sto godendo ora?
Su che cosa mi sto impegnando?

LE DOMANDE DELLA SERATA.

Che cosa ho donato oggi?
Cosa ho imparato?
In che modo questa giornata ha aggiunto qualcosa alla mia vita?
Come posso usare questa giornata come un investimento per il mio futuro?

Soluzioni e non problemi quindi per dieci giorni e capacità di riuscire come traguardo.



PENULTIMO SCHEMA DETTATO DALLA SFIDA DEI DIECI GIORNI.

A)   Mostrerà abitudini mentali che ti impediscono di evolvere.
B)   Spingerà il tuo cervello a cercar alternative potenti e utili.
C)   Scossa di sicurezza ed avanzare.
D)   Creerà nuove abitudini ed aspettative.


ULTIMO SCHEMA: SONO VERAMENTE L’ULTIMO?
    Chi sta peggio di me?
2   Come posso aiutarlo?
    Esiste sempre un modo per cambiar le cose.
    Senso di collaborazione.
5   Unirsi e aiutare.
Sicuramente metterò da subito in applicazione questi appunti:

 “ ESISTE SEMPRE UN MODO PER CAMBIARE LE COSE E TUTTO DEVE PRIMA ACCADERE DENTRO LA MENTE E LO SPIRITO UMANO”



PENULTIMO SCHEMA DETTATO DALLA SFIDA DEI DIECI GIORNI.

A)   Mostrerà abitudini mentali che ti impediscono di evolvere.
B)   Spingerà il tuo cervello a cercar alternative potenti e utili.
C)   Scossa di sicurezza ed avanzare.
D)   Creerà nuove abitudini ed aspettative.


ULTIMO SCHEMA: SONO VERAMENTE L’ULTIMO?
1   Chi sta peggio di me?
2   Come posso aiutarlo?
    Esiste sempre un modo per cambiar le cose.
    Senso di collaborazione.
    Unirsi e aiutare.
Sicuramente metterò da subito in applicazione questi appunti: “ ESISTE SEMPRE UN MODO PER CAMBIARE LE COSE E TUTTO DEVE PRIMA ACCADERE DENTRO LA MENTE E LO SPIRITO UMANO”


ATTILIO SALETTA.


















































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