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giovedì 11 febbraio 2016

Terza parte de: alle origini della povertà e le limitazioni umane.


Allora perché organismi come la “Grammer Bank” trovano nell'opulento occidente grosse difficoltà ad inserirsi e per certi versi, la vita dell’emarginato occidentale presenta più ostacoli di quello che vive in altri luoghi di questo pianeta?
Muhammad Yunus illustra ciò compiutamente nella sua opera: “Il banchiere dei poveri”
A pagina 187 ecco questo dato: “ Anche se in termini assoluti, i poveri dei paesi avanzati possiedono più benefici fisici e monetari dei poveri del terzo mondo, sul piano psicologico la povertà è molto più difficile da sopportare in un contesto di relativa abbondanza…Nel terzo mondo le differenze tra ricchi e poveri esistono…si cresce tutti assieme…i miei compagni di gioco erano analfabeti…A Chicago una situazione simile come quella sarebbe impensabile; un giovane bianco non benestante non andrebbe a giocare nei ghetti dei neri”.
Insomma: ecco la società occidentale che funziona per compartimenti stagni e reggimenti e l’esclusione come elemento basilare e non solo economico, anzi, per certi versi è un fattore non decisivo; ma qui ecco un’ulteriore elemento a pagina 184.
“Forse per gli europei, Grammen è un concetto troppo estraneo, rimette in discussione troppe idee preconcette…Nei paesi avanzati il problema più grande è quello di ovviare ai danni provocati dallo stato assistenziale….i beneficiari di sussidio mensile…appaiono non meno spaventati, di fronte all'offerta di un prestito per avviare un’attività lavorativa, delle donne dei nostri villaggi….Molti fanno il calcolo di quello che perderebbero….concludono che non ne vale la pena…Ma anche quando la legge garantisce ai poveri il diritto di proprietà, la mentalità delle organizzazioni caritative non lo accetta….” Come un giovane appena uscito di prigione che voleva crearsi un’attività indipendente, ma l’istituto dove risiedeva non fu d’accordo.
Qui ecco un’ulteriore aspetto a pagina 224: “Ho sempre avuto la certezza che cancellare la povertà…sia più una questione di volontà che di mezzi…probabilmente perché non ne siamo personalmente coinvolti…la carità non ha altro effetto se quello di perpetuare i problemi, togliendo ai poveri lo spirito d’iniziativa…Per prendersi cura dei poveri gli stati si sono dotati di enormi apparati burocratici….Gran parte del denaro dei contribuenti viene accantonata per finanziare programmi di assistenza…i figli allevati da genitori legati al carro dell’assistenza hanno buone probabilità di rimanervi agganciati per sempre”.
Ma come agisce la Grammer Bank? Sul volano del desiderio d’indipendenza progettuale del povero stesso ed uscir dalle tenaglie della povertà estrema congiunta con l’analfabetismo, i meccanismi dell’usura che poi non sono molto diversi da quelli occidentali, a pagina 32 ecco un bel esempio: “Che Grammen sia riuscita a rendersi indipendente dalle sovvenzioni rimanda al problema della carità in generale…Nella maggior parte dei casi…è veramente dannosa…se il donatore aprisse la portiera dell’auto e chiedesse al mendicante  qual è il suo problema, come si chiama, quanti anni ha, che cosa sa fare, …quello sarebbe un modo per aiutar davvero…Chi raccoglie denaro mendicando non è motivato a migliorarsi…incline ad una mentalità parassitaria”.
Come scriverò in seguito, i meccanismi degli aiuti internazionali non sembrano molto diversi ed aprono le porte alla corruzione, o meglio, la spalancano.
Vediamo nel concreto uno che vive nell’opulento occidente ed è emarginato dai processi economici e sociali, ma desidera fortemente dar scambio con la società, crear una sua attività indipendente frutto della sua vena progettuale cosa incontra: se presenta il suo progetto ad un qualsiasi istituto bancario, nella maggior parte neanche ci entra perché sa già che gli riderebbero in faccia e neanche a quelli del micro credito occidentale; se ci entra, appunto, gli riderebbero in faccia, se poi lo mandasse ad organismi umanitari, troverebbe spesso l’indifferenza alla sua carica progettuale, o al massimo che non si può fare, specie se fosse dettato dal rinnovamento della volontà di uscir dalle tenaglie dell’emarginazione a beneficio degli altri.
Magari gli proporrebbero di far un bel corso di formazione con il risultato di non aver mutato la sua condizione e foraggiato chi quell'attività di studio l’avesse messa in piedi e per finire in bellezza…il pietismo, le sirene dello stato assistenziale e i pericoli che quel sistema creano, specie se vuoi crearti un’attività indipendente e far leva sulla tua carica progettuale e non essere capito da molti, o peggio, avversato.
Cosa fa Grammen? A pagina 216 ecco uno stravolgimento benefico dell’agire: “Sconvolgendo i metodi tradizionali di lotta alla povertà, abbiamo sempre adottato la prassi di concedere prestiti senza fornire né richiedere…alcuna competenza specifica…Per questo, invece di perdere tempo a trasmettere loro nuove competenze, abbiamo deciso su quelle che le persone già possiedono. Il denaro che poi guadagneranno diventerà la chiave per esplorare la gamma dello loro ulteriori potenzialità”.
Ecco a pagina 212 altro fienile di speranza autentica: “L’esperienza ci ha dimostrato che, con l’aiuto di un capitale finanziario anche limitato, i poveri sono capaci di profondi cambiamenti nella loro vita…Tutto quello che mancava loro era il capitale”
Se nell'opulento occidente ed in questo paese, invece di ingrossar il carrozzone dell’assistenzialismo, andassimo a chiedere a chi vive ai margini della società civile cosa ciascuno sa fare, cosa gli manca per metterlo in piedi, i suoi desideri, ostacoli, andando a scovar progettualità nascoste, forse faremo saltar in aria quel mostro che fa della sottovalutazione delle risorse umane il suo costante famelico cibo assieme al depotenziare la società stessa e quel elemento tossico che inizia dall'istruzione ufficiale che immette un insensata e spropositata supervalutazione delle classi dirigenti che tracima nel misticismo pagano e su quel fetido altare giacciono migliaia e migliaia di progettualità che ogni giorno sono annientate da tale mostro famelico che si nutre di disvalore; una sola singola progettualità, non maciullata da tale meccanismo è in grado di riformulare l’intera macchina sociale e quindi la povertà come ha detto Mister Yunus è un fallimento concettuale di tutto l’assieme.
Un particolare: il 98% dei poveri che hanno usufruito dei prestiti ha pagato il dovuto e sempre; inutile dire che sono proprio i benestanti i meno capaci di far fronte a prestiti bancari, nonostante i loro super benevoli tassi d’interesse e persone, non povere, le più povere tra le più povere, attraverso quella banca, hanno risalito la china, dato un senso alla loro vita e sviluppato progettualità e economia sana….sono oramai a milioni chi partendo dalle condizioni più disagiate hanno prodotto benessere a tutto tondo.
Nella quarta parte diverse cose: il ruolo degli aiuti internazionali, la banca mondiale, perché gli economisti vedono solo una forma di lavoro e come è facile sconfiggere le multinazionali, comprese quelle che operano nel ramo informatico, cosa che Grammer ha fatto.



Attilio Saletta.


giovedì 28 gennaio 2016

LO STOLTOMETRO.



A quanto pare la ciurma degli stolti ha messo in atto un’altra delle loro mirabolanti imprese, tali che il Barone di Muchaisen potrà essere considerato una persona mite, salendo su una palla di cannone; i nostrani sono meglio in quanto ad azioni da gradassi.
Giunto in questi sfortunati lidi un governante di un altro paese, non hanno trovato di meglio che coprir statue per nascondere parti, onde non suscitar le sensibilità del governante, del resto…tra statue di sale ci si intende.
Certo è che se uno dovesse coprir tutte le attività da “Capitan Fracassa” fatta da questa ciurma non meglio definita…per ogni statua non basterebbe per coprirla un silos…. Ma credo vi sia una soluzione migliore.
Davanti ai palazzi imperiosi, issare un bel “Stoltometro” …inizialmente un palo alto due metri…ma con la certezza che tempo un mese giungerà sino alla ionosfera…così gli “Ufo” scenderanno sulla terra, ma vedendone altri, ma peggiori, risalirebbero velocemente, così gli “Ufo” nostrani sosterrebbero con orgoglio di aver salvato la terra da un attacco degli “Ufo” …così noi avremo sempre la certezza di essere attaccati da “Ufo” a due zampe e attività cerebrale non meglio definita.
C’è sempre la possibilità che le statue possano incominciar a parlar assieme agli specchi, poi le risate dinnanzi ad ipotesi di statisti, soliti parlar davanti a statue e specchi per essere convincenti da oggetti inanimati; del resto tra simili ci si intende…
Credo vi sia una soluzione adatta: a Villa Borghese sarebbe possibile issar palchi dove senza freni inibitori, gli stolti potrebbero mettere in azione i loro “Sgallinati dialettici” …carovane di villeggianti vi giungerebbero solo per ascoltarli, anche se qualcuno potrebbe aver problemi alle costole per il troppo ridere e i connazionali degli stolti non aver nulla da ridere, non comprendendo il motivo del ridere dei villeggianti.
“In realtà un umorista è uno sconsolato con un problema: possiede solo dieci dita e le giornate, unicamente di ventiquattro ore”





                                   Attilio Saletta.



sabato 23 gennaio 2016

Human ofcourse and daily crime scene.




Sulla scena appare un uomo senza vita; attorno al deceduto vi sono: uomini facoltosi, rappresentanti dell’opinione pubblica, dei media e popolani che discutono ferocemente attorno al morto ed a guidar la contesa ovviamente politicanti che inscenano dispute dialettiche furibonde…l’unico tranquillo appare il deceduto…gli altri supposti vivi appaiono dominati dalle nevrosi del consenso.
D’improvviso, mentre le dispute feroci attorno ad un morto alzano i toni della dialettica…su qualche parete appaiono immagini che naturalmente i “Facoceri” trascurano…ma sembra la trama e l’ordito del “Crime Scene” ed i duellanti, forse i mandanti…la vittima giace attorno a loro…il suo viso sereno…i loquaci con facce a spigoli ed occhi di fuoco mentre passa un cervello umano con le valige e catafalchi a ruote con raffigurazioni di mummie.

Le immagini su qualche parete di edifici mostrano: un bambino felice del rapporto con il sapere con i suoi occhi curiosi, poi lo stesso bambino accusato dai suoi compagni di scuola e dall'insegnante di voler farci qualcosa di suo con la conoscenza, l’immagine successiva mostra il bambino annoiato in un’aula scolastica perché desidera sperimentare in pieno ciò che l’insegnante cerca di farli apprendere, non essendo possibile, ecco che si annoia sui temi del disco rotto dei grandi uomini, le guerre e le degenerazioni del pensiero umano di cui le guerre un manifesto della depravazione del pensiero umano; quindi ecco agli occhi del bambino il falso pedagogismo e il falso centro commerciale della svendita dell’essenza umana.
Sarebbe il caso che l’insegnante, invece di prendersela con il bambino…indagasse su se stessa/o…

Naturalmente le dispute dialettiche continuano sempre di più e i duellanti si infittiscono mentre solerti operai pongono diverse latrine su una piazza a poca distanza dal luogo della disputa dialettica…i doppi sensi da dove sgorgano l’humus dei loquaci appare inutile; il deceduto sembra l’unico tranquillo, un manifesto mostra l’annuncio di un concerto di musica dodecafonica e un foglio di giornale indicante cronaca politica; su un’altra un concerto di musiche di Bach, Vivaldi, Chopin e Mozart…ma la sala rischia di chiudere….non così quella dove la musica dodecafonica si svilupperà… del resto….è vicina ad un palazzo austero…lì i commedianti hanno la possibilità di sviluppar le loro scalcinate trame, ma con una differenza: quelli che fanno i commedianti di mestiere…fanno ciò solo il tempo di una commedia e poi affrontano la vita reale….gli altri mettono in farsa la vita sociale full time, ma è una farsa tragica accentuata dalla dialettica.

Le immagini proseguono mostrando: un bambino decide quali giochi fare con i suoi coetanei come sudditi, poi un altro gruppo dove gli intrecci di progettualità ludica hanno la possibilità di manifestarsi in pieno…poi giornali e trasmissioni televisive dove uomini auto referenziali si considerano il centro di ogni cosa, all'esterno sembrano umanisti…ma nei loro luoghi di potere è il regno delle tenebre e i sudditi essenziali, giacché i fatti sono nemici della concordia.
Un’altra immagine mostra invece un luogo dove la ricerca è essenziale e gli intrecci di progettualità un menù costante, l’antagonismo non esiste ed è vera competizione fondata sul controllo reciproco e la mediocrità un crimine…sembra quindi che attorno ad un morto…la mediocrità non sia un reato…non esserlo sicuramente…forse il deceduto commise questo efferato crimine.

La disputa attorno al morto prosegue mentre qualcuno entra dentro qualche latrina e musiche da opera buffa si ode all'interno…ma sulle pareti altri immagini giungono…

Un giovane ragazzo è attorniato da altri che parlano, usando la “Cultura del si dice” lui non dice nulla…poi una sua frase: “Ma siete certi di quello che dite?” …Occhi inferociti e visi canuti dei suoi coetanei…lascia il gruppo con viso ilare il ragazzo dalla frase semplice…

Invece di prendervela con quel ragazzo…indagate su voi stessi; vi sono persone che amano sperimentar ogni dato…se non è possibile…vi mollano…se poi l’accusate di asocialità…abbiate l’idea che la maggioranza dei mezzi che usate sono il frutto di persone considerate degli asociali; forse sarebbe il caso di riflettere.

Il concerto stridente prosegue attorno ad un deceduto mentre passa un carro funebre indicante le parole più usate quali: Democrazia, Giustizia, Libertà, Decenza e Curiosità Critica e sopra la bara: “Dead Town” ed i duellanti assumono toni austeri mentre passano pupazzi senza testa e i loquaci appaiono ammirati e sognanti, del resto…presto vi sarà una disputa elettorale ed una banda musicale passa sulle ali del Dixieland: “The Ciarlatan Band”

Altre immagini giungono dalle pareti: un giullare affermar un semplice concetto…se lo sviluppo delle qualità umane fosse stato dato dalle opinioni; cosa accadrebbe oggi?

Improvvisamente i duellanti appaiono in mutande, iniziano a parlar con suoni gutturali, salgono su cavallini a dondolo ed osservano una pietra a forma di ruota con toni risentiti.
Poi cadono oggetti frutto di persone che non hanno mai badato al “Carcere del pensiero umano” le opinioni quindi: un sestante, un bisturi, cartine geografiche, un motore a scoppio, una cinepresa, la boccetta di un vaccino, un modello di un aereo, un computer e dichiarazioni pompose di politicanti sulla follia di certe persone che credono di essere nate in maniera diversa da loro e dall'opinione pubblica.

Altre scena appaiono: un uomo cerca di passar sulle strisce pedonali ed è insultato da altri, a bordo di auto, un uomo malmenato perché ha detto ad uno di non buttar carta per terra, un altro discende da un mezzo pubblico per gli odori nauseabondi di altri, frutto di bevande alcoliche e domanda a se stesso, se possa vivere ed aver diritto alla vita con la decenza, il senso della misura e soprattutto, giudice di se stesso e se non è possibile esiste solo lo spazio del regno delle tenebre e le idee che devono andar bene per tutti e unicamente tinte unite senza sfumature e se per caso dicesse di una sua scoperta sarebbe circondato dalle parole ridondanti dei suoi simili.

Improvvisamente accade qualcosa di non previsto: il deceduto si desta e corre felice per la piazza…i duellanti inviperiti rincorrono l’uomo accusandolo di essere vivo mentre loro avevano discusso della sua morte, un affronto alla loro superiorità intellettuale, lui ride felice e saltella ed issa un cartello:

                                  “Sono un introverso”
Siamo tenaci ed amiamo pensar diversamente dagli altri.   
                         “La vita consapevole, quindi non amiamo oscuraci la vista da soli, rinchiudendo in un baule le nostre domande, magari per aver vita sociale”
I duellanti dialettici vanno verso i loro palazzi austeri, entrano, ma finiscono come figuranti in un’opera buffa allegorica sull'oscurità in qualità di spettri inseguiti da loro stessi.



                                                Attilio Saletta.






domenica 22 novembre 2015

C''è ancora spazio per l'umorismo?


Che cos'è l'umorismo se non la forma, direi unica, di senso critico, la sola che indaga sulle emozioni umane?

Quindi incomincio ad aver l'idea di scrivere una favola umoristica proprio su cosa accade oggi, dimostrando quindi l'unico senso critico vero, quello che si dice che sia, si limita agli aspetti che emergono nella superficie dei fatti, l'umorismo da quello che muove le tragedie umane...i beceri pensieri sull'uomo.

C'è un precedente al riguardo: un umorista ebreo che era dentro un campo di concentramento nazista, dove morì, spese ogni istante della sua esistenza sino alla fine a sviluppar umorismo critico per far rider sul volano della consapevolezza i suoi compagni di sventura; ma anche i suoi aguzzini risero delle sue storielle e battute,senza mai accorgersi che erano rivolte a loro, neanche mai compresero che molte delle sua battute erano contro Hitler stesso.

Quindi ecco che svilupperò una cosa simile nei prossimi giorni attraverso una fiaba umoristica; quella che sembra più inopportuna da far oggi..quella che chi crea la degenerazione del pensiero umano desidera che non appaia mai, proprio perché è   l'unica forma di senso  critico che indaghi sulle degenerazioni del pensiero umano.


Attilio Saletta.




venerdì 20 novembre 2015

Not in my name, ovvero: questo non è il mondo che sognavo.


Frammenti di ribellione silenziosa, ovvero: la speranza che i cattivi non perdano solo nelle fiction, ma anche nella vita reale.


C'è un motivo per il quale ho inserito un frammento tratto dal "Cielo sopra Berlino "di Wim Wenders e la raffigurazione dell'uccisione di Marat? C'è eccome e descrive ben bene quello che accade oggi.

Il dipinto raffigura le degenerazioni dell'intelletto, ovverosia ci si è sempre uccisi per dispute dialettiche ed interpretazioni di sillabe e quello che accade oggi è un'altro tassello delittuoso di questo crimine messo in piedi unicamente dagli intellettuali; le pagine nere di oggi hanno la loro sintesi in quel dipinto, ma con un'aggiunta tragica: chi realizzò quel dipinto mandò a morte centinaia di suoi simili nell'epoca del terrore...gli stessi schemi, anche peggiori di quello che accade oggi.

L'opera cinematografica rappresenta la speranza di mettere sotto controllo l'assassino principale: l'intelletto e ridar fiato all'animo umano ed è per questo che ora sviluppo frammenti di disaccordi con la banalità dei discorsi e le frasi pompose che immancabilmente giungono davanti alla brutalità umana e l'intelletto fuori controllo.

Certo, Marat non fu ucciso da una sillaba ed è per questo che esistono i sapientoni.

Sognavo un mondo dove il fanatismo sarebbe stato tolto di mezzo dal pensiero unano e non asse principale dello stesso; ma mi accorgo di essere accusato di non essere fanatico: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un mondo dove chi sarebbe stato punto di riferimento umano, avrebbe avuto la più alta propensione al sapere, l''amore per la sfida verso i problemi, l'etica un fondamento, la ricerca assidua delle migliori menti e lo sviluppo delle qualità umane la sua più alta priorità; ma mi accorgo che i punti di riferimento è chi agisca all'opposto con la più alta priorità è di ostacolar lo sviluppo delle qualità umane con il consenso dell'uomo stesso:questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un mondo equo dove chi possedeva più beni, senza neanche domandar nulla, sarebbe stato in maniera volontaristica disposto a pagar più tasse che un calzolaio; mi accorgo invece che il calzolaio paga più tasse di un benestante che oltretutto fa anche il perseguitato e dice di lottar per la democrazia: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un modo dove chi spingeva altri ad uccidere loro simili, l'uomo stesso l'avrebbe spedito a pulir una latrina per veder da vicino lo stato dei suoi pensieri; mi accorgo invece che questo è considerato naturale, forse con qualche difetto olfattivo rilevante: questo non è il mondo che avevo sognato....not in my name.

Sognavo un modo dove l'istruzione avrebbe sbarrato la strada alla corruzione delle menti ed in seguito poi quelle materiali; mi accorgo che ha fatto l'esatto opposto, aprendo le porte alle degenerazioni dell'intelletto: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un mondo dove i crimini dell'intelletto del  passato sarebbero stati indagati e  creato le premesse per il non ritorno degli olocausti, i massacri e l'omicidio in nome dell'intelletto attraverso imparar dalle nefandezze del passato; mi accorgo che nulla di ciò è stato fatto e svolto anche di peggio: questo non è il mondo che avevo sognato....not in my name.

Sognavo un mondo dove i problemi sarebbero stati visti come sfida interiore, silenzio e riflessione, facendo leva sulle migliori qualità umane di ciascuno e non urlar ai fatti con le sociologie di massa; mi accorgo che questo precetto è lontano anni luce dall'agir umano:questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un modo dove la democrazia doveva essere un atteggiamento comportamentale sulla vita stessa e chi avrebbe detto che sarebbe stata solo la conta dei numeri, l'uomo stesso l'avrebbe buttato sotto una doccia gelata; mi accorgo che l'unica doccia gelata è la democrazia che gela l'animo umano: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un modo dove nessuna progettualità umana sarebbe stata tolta di mezzo per lo scarso gradimento del volgo e gli alti papaveri e meno che mai, qualcuno finir nelle retrovie della macchina sociale per aver avuto indoli critiche; mi accorgo che la vita sociale si fonda sull'esclusione del pensiero critico e l'emarginazione estrema di chi la sviluppa: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

 Sognavo che in economia, chi avesse avuto intenzioni etiche nel crear progresso, avrebbe avuto le strade spalancate dal sistema bancario e chiuse verso quelle di segno opposto; mi accorgo che è accaduto ed accade l'opposto: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un mondo dove se qualcuno avesse inserito frasi tossiche sull'uomo come il mondo che doveva diventar più tossico per aiutar il benessere, l'uomo stesso l'avrebbe spedito al parco di Yeelostone a curar la salute dentale dei felini così che avrebbero affilato i loro denti; mi accorgo invece che i pensiero tossici dominano incontrastati e sempre più affilati contro l'uomo stesso e con il suo consenso: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Ma sogno ancora: un mondo di insolenti silenziosi che si fanno domande, curiosano in ogni dove, smontano teorie insane, la pacificazione della mente , la massima manifestazione del coraggio, un disinteresse sacrosanto per i paroloni e la pomposità sociale, trovando soluzioni che infastidiscono l'uomo e così capire di essere sulla strada giusta: questo è quello che sogno...not in my name, but human of course task.



Attilio Saletta.




giovedì 19 novembre 2015

Il declino democratico dell'occidente, principale complice della brutalità.


Un non più rinviabile terremoto interiore, ovverosia: "Il giallo morale su cui nessuno indaga"


Viene da chiedersi in tutto questo clima criminale, dove esistono le vittime e le scene dei crimini, ma tutto il resto in un vagar di concetti che finiscono per agevolar gli assassini anziché porgli ostacoli; questo giallo criminale non può che partir dalla regressione democratica dell'occidente, che invece di percorrere la strada della maturità dell'agir politico, ha preferito la strada opposta, quella dell'immaturità ed incapacità democratica, questo ha creato un qualcosa che neanche il più becero degli ottimisti sanguinolenti che oggi mietono vittime avrebbe mai sperato.

Un uso distorto della democrazia che doveva e deve porre il freno alle passioni fuori controllo, ricercar il meglio delle menti presenti nelle nazioni, impedir accaparramenti delittuosi, diminuzioni degli spazi del vivere, trovar soluzioni nelle capacità critiche dell'uomo, ma ha fatto esattamente l'opposto e questo ha creato il brodo di cultura della violenza odierna che è ancora una volta, distruzione sistematica di valori e quindi immaturità democratica, inserendo dati palesemente falsi nelle decisioni umane.

Uno smodato e insano uso del consenso che doveva e deve essere uno degli strumenti più marginali della democrazia, giacché è l'elemento del vivere dell'uomo, l'unico cardine, non i sondaggi d'opinione che essendo costruiti per inserir artificiosità nel vivere, fanno il percorso opposto.

Come cioè ci guadagno la vita stessa attraverso le mie capacità, sviluppo delle qualità umane; tutto ciò che questo imbarbarimento falsamente democratico ha distrutto, facendo emergere, non l'uomo, ma l'uomo-massa, oppure l'individuo-nichilista, due facce dell'immaturità democratica che hanno spalancato le porte di una follia omicida indescrivibile che ha nella sete smisurata del possesso uno dei principali cardini, ma sono state le democrazie più degenerate come da noi a metterlo in piedi con una sete di potere e di possesso umano psicotica.  

Che senso ha dire che questo clima verrà sconfitto dalla cultura quando è proprio dal declino occidentale è partita la missione per toglierla di mezzo, come da noi che giustamente siamo stati all'avanguardia da questo punto di vista: " Con la cultura non si mangia, chiusura di sale concertistiche ed  al loro posto centri commerciali con finalità non proprio etiche, aiutar le televisioni che sono state come ora le principali affossatrici della cultura, donne oggetto a render sostanziose le feste in palazzi imperiosi"

Come fa un individuo che ha come mantello principale il nonsense affermar un concetto simile quando l'attacco alla cultura è partito dalle file dell'occidente e da noi sopratutto; uno dei mezzi che ha spalancato di più questo sciame di sanguinolenti, favoriti come non mai da un processo d'immaturità democratica senza pari.

Non parliamo poi dalle strade delittuose in economia con la peggior ingiustizia sociale mai apparsa nella vita dell'umanità con una marea di concetti tossici sulla vita stessa e come questi hanno ridotto gli spazi di vita dell'uomo in favore di un gruppo di oligarchi senza valori e forse neanche percezioni umane; tutto questo non ha favorito chi aveva ed ha gli stessi presupposti?

Qui però elementi di profonda immaturità congenita democratica di questo paese; tra i peggiori da questo punto di vista.

Litigiosità senza freni che sarebbe come se lo sconfitto ad un'elezione presidenziale americana augurasse il peggio alla nuova amministrazione ed il nuovo inquilino di Washington; da noi è la norma, lì non accadrà mai.

Conferenze stampa autoreferenziali smodate e festival di esibizionisti; ma in Giappone, a pochi giorni dal devastante sisma, le strade furono rimesse apposto e le Autorità si scusarono per i ritardi; avete mai visto un politico far una cosa simile o un governante da noi? Mai!

Uno dei segni di maturità democratica è la fiducia: all'indomani della riunificazione tedesca, l'abitante di Francoforte sapeva che avrebbe dovuto pagar tasse in favore del suo nuovo connazionale di Dresda; ma era fiducioso che ciò avrebbe aumentato la qualità del vivere di quel cittadino, così avvenne.
In Italia, questo clima non esiste, un'altra prova di immaturità democratica che nulla ha da spartir con il consenso.

L'ultima prova è come si diminuiscono le disparità: è evidente che uno che vive in una radura del Galles ha uno standard di vita minore di un suo connazionale che abiti nella City Londinese; ma non sono gigantesche come da noi, tra uno che vive a Varese ed un suo simile ad Enna.

Tutto ciò ha favorito o messo argini all'esplodere della violenza ed uso cieco delle passioni, oppure in occidente le abbiamo usate per crear il consenso e quindi favorito l'attività degli estremismi più beceri?

Ma crediamo veramente con tutto questo festival d'imperizie occidentali, spesso criminose, saremo capaci di disinnescar l'ordigno della follia politica; oppure siamo stati noi a fornirgli la bomba, compresa la spoletta per l'esplosione?  

Che senso ha gettar odio contro un'altro odio se non d'intensificarne le attività?

Pensiamo veramente che senza un ripristino di valori, potremo sconfiggere il frutto insano creato da noi in occidente, oppure di ridar un senso autentico al vivere, alle capacità umane, al senso comunitario del rispetto, di diminuir le ingiustizie e provocar quel terremoto interiore necessario, fuori dai circoli dei benpensanti, seduti comodamente su qualche trono, dentro una torre d'avorio a dialogar placidamente sul destino dell'uomo ed è questo agir placido che oggi mina le possibilità umane più semplici, senza metter in discussione le degenerazioni occidentali delle ultime tre decadi almeno.

Questi criminosi individui, non sono discesi da Plutone; vivono sulla terra, logicamente da anni volevano agir come poi hanno agito, ma erano impediti dai parametri dell'occidente stesso e dell'individuo; ma gli abbiamo spalancato le porte noi occidentali, distruggendo tutto quel patrimonio immenso di umanesimo di secoli in favore di un folle nichilismo; su queste basi, gli abbiamo dato ogni mezzo per nuocere.

Non sono contento affatto di veder cose che io avevo ampiamente previsto attraverso il mio processo di ricerca e quindi la mia incapacità di stupirmi; sarei stato felice se le mie tesi fossero state smentite dalle auto difese dell'uomo stesso, usate al meglio come le attività interiori dell'unico essere vivente dotato di senso critico, così non è stato e scrivo queste note con amarezza.

Forse perché dentro il mio animo non mi sono costruito una torre d'avorio per non percepir la vita: tutti i giorni affronto difficoltà, ostacoli, angherie, spesso nascoste che vivo in presa diretta, attimo per attimo, in contatto con la terra e gli agguati dell'imperizia del parlar troppo ed ecco il motivo dell'amarezza che la vita potrebbe essere tolta di mezzo da una complicità in un giallo morale che prende le sembianze false di una commedia brillante e poi ci si accorge, come oggi, dopo tante imperizie occidentali, essere un film dell'orrore anche se prima credevamo che fosse tutto sotto controllo e chi lo diceva aveva i sondaggi d'opinione favorevoli.     

Ho aperto questo post con frammenti di un film di Wim Wenders: "Fino alla fine del mondo" molto prospettico rispetto all'oggi; chiudo queste note amare con un'altro: "The day after", sperando in un bel terremoto interiore dopo aver fatto centinaia di autogol in favore della più becera follia umana.



Attilio Saletta.






mercoledì 18 novembre 2015

L'habitat dell'odio: sapere come come non sapere: la modernità.


"Pensieri sconsolati"

"Abbiamo ogni mezzo per monitorar ogni aspetto del vivere e così non siamo capaci di metter controllo su nulla"

"L'uomo dei secoli scorsi non aveva molta dimestichezza con le statistiche e quindi un contatto diretto con i fatti; oggi che le abbiamo, il nostro contatto con i fatti è sempre più distante"

"Conosciamo a menadito i danni e le carneficine prodotte dal potere fuori controllo e siccome sapiamo tutto al riguardo, facciamo sì di aumentarne le devastazioni"

" Possediamo leggi per difenderci dalle aberrazioni del potere e siccome le possediamo, il potere non è mai stato così senza regole"

Il motivo unico per cui le decisioni politiche si prendono il luoghi austeri è dettato dal fatto che se si svolgessero in luoghi naturali, gli adepti avrebbero crisi di astinenza da nonsense"

"Accade una tragedia non prevista da alti notabili a parte quella largamente prevista rappresentata dagli alti notabili ed è tutto un coro drammatico di situazioni non previste con l'unica soluzione di ricercar qualche abbaglio per continuar a far gli alti notabili" 



"Come rendere il non plausibile perfettamente plausibile: i falsi colti e la degenerazione del pensiero umano, cardine insostituibile dell'habitat dell'odio"

Spesso mi faccio una domanda semplice: non ho svolto corsi di studio molto elevati a differenza di altri, ma mi accorgo di scoprir cose semplici che chi possiede molta cultura dovrebbe aver con molta facilità e chi ha titoli di studio imperiosi non possiede; allora mi sento fortunato a non aver svolto cicli scolastici elevati, così evito di non scoprir nulla come quelli che sanno tutto...principalmente come non scoprir nulla.

Uno dei doni che ricevo giornalmente è l'impopolarità, per me è come la stanza dei giochi come quando ero bambino, avevo dei pupazzi inanimati con cui giocavo a differenza di altri che mi dicono che non mi capiscono.



"L'indottrinamento dell'odio"

La tesi largamente condivisa, specialmente oggi, verte sul fatto che sarebbe in quella parte del mondo che avrebbe più familiarità con la violenza, le psicosi degeneri e creando un ambiente che fa dell'odio un elemento insostituibile, genetico direi in cui fin da bambini si acquisisce un rapporto quasi naturale con l'odio....è falso....nell'evoluto occidente, l'impianto non è affatto diverso.

Sin dall'infanzia e con l'entrata dentro gli schemi aridi dell'istruzione ufficiale, quello schema non è così estremistico, ma la base uguale.

Si arriva ad aver familiarità con l'odio attraverso gli schemi precostituiti della vita che funziona a reggimenti, il disco rotto dei grandi uomini, in primo piano addolcir i caratteri delle guerre come romanzi d'appendice mielosi in cui placidi politicanti discutono in conferenze del destino dell'uomo che mette in farsa l'uomo stesso.

Questo degenere schema fa sì che un piccolo uomo dia subito valore solo se fa parte di qualche reggimento, non come mente indagatrice delle follie del passato e dell'oggi e se agisce così, la sua vita scolastica e i rapporti con gli altri diverranno quasi una sorta di incubi, come se precipitasse in qualche romanzo di Kafka, Gogol o Dickens, quindi lo schema dell'habitat dell'odio che crea quella familiarità con l'antagonismo non è affatto diversa da quella più estremistica; quella occidentale solo più sottile e psicologica.  


I dati falsi: ingrediente fondamentale dell'habitat dell'odio.

La tesi falsa sostiene che le guerre sarebbero l'azione del dominio di qualche gerarchia militare, desiderosa di mettersi in luce: falsità enorme...frutto nascosto di falsi colti per metter in azione qualche loro degenerata idea che materialmente mette nelle mani dell'uomo, incapace di usar raziocinio, armi per uccidere suoi simili, sfruttando il bottone che l'uomo in masse ama andar per estremismi, fondamentalmente conservatore indipendentemente dal pseudo colore politico indossato; mentre se è da solo e riflette è un progressista perché osserva  i danni dell'intelletto e la ragione fuori controllo e la nevrosi che è un ingrediente basilare dell'habitat dell'odio, non della vita consapevole...questo spalanca le porte verso l'accettabilità dell'inaccettabile...l'attacco alla natura umana.


Il pregiudizio.

Si sostiene essere attività rozza; falso, è attività molto raffinata e scientifica, ingrediente fondamentale dell'habitat dell'odio.

L'uomo deve essere portato ad uccidere un suo simile, ma nell'atto di farlo deve auto convincersi di distruggere un oggetto; senza questo precetto, nessun pregiudizio potrebbe manifestarsi e questo auto convincimento è opera esclusiva di falsi colti.


I terreni più palesi dell'habitat dell'odio.

Se osservi la distruzione della natura; vedi l'odio che l'uomo nutre verso il creato, sorto per aiutar l'uomo.

Quando vedi l'azione criminosa degli OGM; osservi un gruppo di uomini che odia a tal punto l'uomo da distruggerlo per sete di denaro e potere e controllo, giacche attraverso il dominio dei concimi, si assoggetta l'uomo in tutti i suoi aspetti come uomo-merce.

La distruzione di vita sociale, economica a favore di una ristretta cerchia di oligarchie è un odio sfrenato che uomini hanno verso i loro simili.

Quello che accade oggi in questa follia dominante dove tutti dicono di essere dalla parte del bene senza specificar cosa sia, o se è diventato un arcano contemporaneo, aldilà della collocazione geografica dell'odio è cercar di ridurre gli spazi del pensiero umano in tutti gli aspetti del vivere, non solo impedir di svolgere una vita decorosa, di più, ostacolar l'uomo sui terreni del sapere, del farsi domande...ma molto di più...molto peggio....quello che è accaduto a Parigi è una prova evidentissima...immettere nell'uomo un terrore antropologico ai suoi pensieri, desideri, aver paura di pensare e se ciò possa tarpargli l'esistenza stessa per averlo fatto, creando un oscurantismo anni luce peggiore di qualsiasi epoca umana dove solo l'odio domina e l'amore per la vita annientato.


La speranza.

Da diverso tempo mi interesso di quel comparto del sapere che sono le "Neuroscienze"  che analizzano le devastazioni che ben prima di manifestarsi nel concreto sono mentali...in particolare quelle dominati dell'ignoranza emozionale e l'incoerenza cerebrale e quel gigantesco dato falso che impone quell'arbitrio ipocrita sull'impossibilità di mutar pensieri fissi e quindi solo in peggio l'uomo va avanti...le masse mentali insomma...tutto ciò è volontariamente falsificato....

Tutti noi abbiamo la possibilità di mutar i nostri approcci alla vita, non attraverso libroni mastodontici e polverosi o uomini dal triplo mento dalle voci cavernose dirci cosa dobbiamo fare e se fai l'opposto, non è raro che trovi soluzioni al vivere stesso...attraverso la" biologia molecolare"

Fatti una domanda che non ti sei mai posto e quella semplice azione determina che apri una porta , trovandotene cento da aprir ed allora tutto si mette in circolo è farai saltar in aria l'habitat dell'odio, non attraverso qualche gruppo scelto di armigeri; semplicemente allargando i fronti delle tue percezioni, non avendo bisogno di chi comanda i tuoi pensieri e neanche tu farlo con i tuoi simili.

"Non accetto il vostro odio indipendentemente dalle latitudini dove si manifesta; cerco il meglio del pensiero umano di cui non temo l'isolamento o peggio, solo per aver pensato, l'odio è codardia al massimo livello, l'amore è coraggio perché si fa domande anche per chi è incapace di  farsele...temo una sola cosa: di non stupirmi della vita ed in base a ciò non essere frainteso"


Attilio Saletta.















martedì 17 novembre 2015

Esiste ancora del metodo nell'agir umano o esser complici della brutalità?


                     Integralismi a confronto.

Cosa accade oggi in questa martoriata terra? Forse sarebbe il caso di analizzar integralismi che di fatto agiscono in maniera simbiotica, ciascuno con caratteristiche diverse per con successo, modificar in chiave antropologica l’uomo per farlo diventar “Un’anima acritica dell’esistente”.
Sembra che l’obbiettivo del terrorismo sia l’occidente, non è così, neanche combattere i musulmani moderati, invece modificar la stessa natura mussulmana facendola diventar anni luce distante da quella che è; quindi la banalità del male che fa della bruta violenza l’architrave di questa modifica antropologica del vivere e dell’anima spirituale dell’essere mussulmano stesso.
Qui però emerge una figura fondamentale che da sempre agisce dietro le quinte dell’omicidio in nome delle idee…l’assassino in doppiopetto, il Rasputin della dialettica: il falso colto, l’ingrediente immancabile delle peggiori degenerazioni del pensiero umano, ed eccolo agire…
In Francia ci sono sei milioni di mussulmani e quindi non è il caso di stupirsi di quello che è accaduto; sarebbe come se io dicessi che in Italia ci sono tanti cattolici e quindi i crimini sono all'ordine delle cose…ma qui si nasconde un subdolo monito all’uomo stesso, indipendentemente dalla sua fede religiosa….devi cambiar la tua natura e guai a te se non fai così….il meccanismo fondamentale delle guerre, fondato sul modificar il pensiero umano, rendendolo indifferente alla sofferenza umana, ai concetti senza senso e rendendoli accettabili; sarebbe come se il Papa svolgesse un concetto simile ed ecco un altro bel regalo offerto da un moderno Cagliostro sull'altare della brutalità umana.
Una strada simile non fu svolta nel Medioevo dalle file del Cristianesimo? Creando le basi del radicalismo folle che ebbe le basi proprio sul far diventar l’uomo un’anima acritica dell’esistente? Tutto ciò non fu spazzato via da battaglioni di armigeri, bensì da spingere l’uomo sui suoi terreni propri; ovverosia un’anima critica del vivere che poi fu il Rinascimento?

Non ci sono analogie palesi con l’oggi? Cosa si disse nel nostro paese durante l’epoca del terrorismo, in cui ogni giorno qualcuno veniva ucciso: che bisognava togliere l’acqua nella quale la bruta violenza politica agiva, in quel vastissimo terreno di convivenze in cui il terrorismo ebbe la possibilità di espandere la sua scia di morte; sia dalle fasce del cosiddetto proletariato e le sue estese convivenze con organi dello Stato.
Certo, fu sconfitto da organi di polizia; ma principalmente per la ribellione silenziosa in gran parte, proprio dalle file del proletariato; in altre parole da dove il terrorismo pensava di trarre origine per la sua scia della banalità del male e questo nonostante convivenze, spesso di alto livello, tra le file delle gerarchie politiche e statali, ma come mezzo di contrasto vi fu la rettitudine morale di alcuni, pochi, uomini in cui l’elettorato principale giungeva dalle file della classe operaia; laddove cioè il terrorismo intendeva modificar la natura umana e del vivere.

Tutto questo non ci fa pensare all'oggi? Ai meccanismi della banalità del male che punta alla più degenerata “Macchina del caos” mai messa in piedi, forse da sempre e follia umana che porta ad impaurir l’uomo, anche verso i suoi stessi pensieri, desideri di crescita individuali e quindi cancellazione dell’anima critica dell’uomo, ma l’occidente non sta facendo da anni lo stesso percorso? Una modifica antropologica dello stesso occidente, delle sue conquiste sociali, umanistiche per far diventar l’uomo un’anima acritica dell’esistente? Dentro questa parte del mondo, vi sono ancora persone dotate di rettitudine morale, in grado di crear quella ribellione silenziosa per far ritornar l’uomo nei suoi terreni propri e delle conquiste che le generazioni del passato ottennero per la posteriorità che oggi, sembrano il principale obbiettivo occidentale da togliere di mezzo?
Ci sono persone simili anche se sono poche e amiamo i loro concetti, come parlano ai nostri cuori, alla nostra essenza come esseri umani, infondendo coraggio interiore da immettere nel vivere…ma siccome viviamo in una società civile, non siamo in grado di metterli in pratica.

Quindi un’attività simbiotica di integralismi che togliendo valori alla stessa vita umana hanno armato quella scia di sangue disumana e meno che mai, tolta l’acqua entro cui la violenza cieca della brutalità politica poteva e può crear quel clima di adesione, di convivenze, di vastissime entità economiche ottenute giornalmente passando da organi bancari, triangolazioni per evitar controlli e la risposta sembra essere solo militare, laddove nell’epoca del terrorismo del nostro paese non avrebbe dato frutti senza una ribellione silenziosa da parte di  esseri, che il  terrorismo cercò di usar per, crear una scia di sangue ancora più estesa; ma oggi questa ribellione esiste, o è proprio l’occidente a impedirne l’uscita, creando ostacoli enormi per lo sviluppo critico nella parte orientale del mondo e nello stesso occidente?

Chi fu che disse: Il mondo è ancora poco intossicato, deve esserlo maggiormente, la Società non esiste, l’etica un freno allo sviluppo, solo il mercato è importante, l’uomo ha valore solo da che cosa è in grado di comprare ed i rapporti sociali devono andar in questa veste; non quindi sui valori umani, incentivar lo scarto… chi non è in grado di far fronte alla vita… la spesa sociale deve essere annientata e lo stato tolto di mezzo così come le regole ed i valori perché questo produrrà un progresso senza ostacoli...nel progredito occidente….

Come mai questo progresso senza ostacoli ha prodotto deserti in luoghi laddove la vita economica e sociale era così vitale, povertà, ingiustizie sociali senza pari nel percorso dell’umanità; ma la distruzione di valori non avrebbe dovuto crear benessere o forse c’è qualcosa che non capisco? I Media prodotto quel mutamento antropologico in grado di far diventar l’uomo un’anima acritica, un mondo caotico, senza regole ed in definitiva, un cambiamento totale dell’essenza occidentale senza il fardello della bruta violenza che ha fatto capir al mondo a quali livelli di bassezze l’uomo è in grado di raggiungere, laddove se prima aveva un bagaglio di conquiste sociali ed umanistiche, ciò è stato cancellato da un mutamento antropologico dell’uomo stesso in questa parte del mondo assieme a generar un clima di difficoltà per lo stesso pensiero umano e per chi cerca di usarlo per ingrandir il percepir la vita nel senso proprio del termine.

Chi ora è impegnato a combattere la banalità del male da parte di questo terrorismo, ha in mente nel suo agire i precetti occidentali che ne hanno facilitato l’entrata ed in molti casi, sorgere, laddove la speranza di valori è stata annientata da questa delusione, il passo successivo poi è stato quello che oggi sta avvenendo; tutto questo non dimostra un intreccio simbiotico per rinchiudere l’uomo, i suoi pensieri, desideri in ambiti sempre più ristretti e antropologicamente modificati dell’essenza umana?
Dove sta di casa quella ribellione naturale e silenziosa che fu così importante per aprir le porte al Rinascimento, alla sconfitta del terrorismo politico che oggi ha assunto sfaccettature molto più raffinate come l’attacco alla mente umana ed ai meccanismi così in uso del “Terrorismo psicologico” nei confronti delle persone riflessive che non hanno bisogno di eventi delittuosi per essere menti critiche dell’esistente perché sono così di natura ed allergici ai reggimenti ed irreggimentar la conoscenza stessa che sembra l’obiettivo principale di troppi elementi simbiotici.
Questo terrorismo non verrà sconfitto da dieci portaerei davanti alle coste orientali, pronte a far partir le loro “Città di fuoco” ma dal fuoco spontaneo che getti quel clima di a criticismo che ci fa credere solo a quello che ci piace vedere e che tanti elementi simbiotici desiderano che l’uomo accetti.

A volte mi immagino Cartesio, Socrate, Popper, Pico della Mirandola…solo per far qualche nome…. Se ritornassero nella nostra epoca e vedessero l’annientamento del loro lavoro…cosa mai potrebbero pensar degli accadimenti di questo martoriato pianeta che sa come agir per evitar lutti; ma agisce all'opposto perché senza angherie alla natura umana; l’uomo stesso si sentirebbe a disagio.

Quante distruzioni sono avvenute ed avvengono per tale precetto?

“Ho sempre più seri dubbi che l'uomo abbia qualità distinguibili dalle altre forme viventi e migliori; non ho mai visto un Pioppo disfarsi volontariamente delle sue difese”



                                          Attilio Saletta.





sabato 14 novembre 2015

Dov'è finito il pensiero umano?


  Ieri a Parigi vi è stata una strage e brutalità senza pari con l’uccisione di decine di persone, allora è il caso di riflettere se il pensiero umano abbia ancora qualche rilevanza, fuori dai soliti schemi stantii di chi è la colpa di questo o quell'altro.



Che cos'è la violenza, specialmente quella più bruta se non il vessillo della banalità, del nulla, solamente estremistico e meno che mai radicale, giacché solo il pensiero umano è così ed infatti se analizzi questa brutalità ben bene, non trovi che il nulla; il video che ho appena messo su questo post è un marchio di cosa sia.
Allora fuori dagli schemi retorici che nulla cambiano delle situazioni perché ad un conflitto armato di un folle integralismo senza appigli umani e quindi logici, si immette una forza armata contro questo meccanismo degenere che è esattamente al millesimo quello che desidera questo estremismo che fa sì di annientare il pensiero umano ed il senso critico dell’esistente, lasciando spazio solo alla radicalizzazione degli scontri.



“Siamo così sicuri che questa sia solo una becera finalità di chi uccide in nome del nulla o invece scopo spesso primario dell’occidente?” Vale a dire che l’annientamento del pensiero umano sia un desiderio delle cancellerie occidentali, delle forze economiche, dei media, dei rapporti sociali che vedono in ciò un facile terreno di conquista e di consenso?



In quei luoghi dove si hanno dati solo sulla violenza più bruta, vi sono decine di menti progettuali, lontani anni luce da questo schema degenere…ma gli occidentali hanno mai aiutato queste persone a crear sanità mentale in quei luoghi o invece solamente mezzi di contrasto armati, di fatto complici dello stesso schema?
I tanto reclamizzati mezzi per comunicare…si fa per dire…hanno mai messo in luce questo fattore o hanno preferito indicar solo il sangue, la brutalità e la follia umana? Senza far alcun sforzo di porre in evidenza le menti critiche e spesso silenziose che si battono per lo sviluppo delle qualità umane, o questo qualcosa gli occidentali non potrebbero capire e quindi vendere qualche prodotto mediatico?



Lo sviluppo a tutto tondo occidentale è stato frutto di attività unicamente di questa parte del mondo o invece quando vi è stato un legame con quella orientale e questo ha determinato scambio di pensieri umani, di merci, di volani di sopravvivenza umana e viceversa ed ha dato frutti all'umanesimo; allora perché a questo dato inconfutabile è stato introdotto il germe dell’incomunicabilità tra queste due parti del mondo? A quale scopo? Di qui mi domando come i pensieri si siano evoluti in peggio in questa epoca contemporanea e se il pensiero umano abbia ancora la possibilità di crear benessere come fu nel passato in una situazione di bruta violenza molto simile all'oggi e su entrambe le sponde del mediterraneo, come adesso.



Il dominio della brutalità politica, gli spasmi ideologici, le follie delle sociologie di massa sono la cartina di tornasole di come si è evoluto in peggio in pensiero umano, giacché se fosse l’opposto, sarebbe il sostegno più concreto del vivere, più causativo anni luce di strategie economiche, sociali, politiche e rapporti umani e se ciò, sempre più distante dal percepir la vita…quel fatto di Parigi è una prova indiziale dello stato malmesso di come il pensiero umano possa incidere nei fattori concreti del vivere.



E’ possibile affermare che più si incrementano i mezzi per comunicare con accaparramenti politici, economici e spesso oscuri, più ci si allontana dal percepirsi e quindi far lo stesso con l’essenza del vivere e meno si è quindi capaci di comunicare se non con spesso l’antagonismo, il prendersi sul serio che determina questa epoca fondata sul “Nonsense legalizzato” passi per essere normale metodo per affrontar questioni; in altre parole per non affrontarli affatto e ieri sera una prova di questo meccanismo.



Come terminò il Medioevo? Con qualche guerra sanguinosa, urla, antagonismo, o non piuttosto sul volano dell’umanesimo, l’immaginazione, lo sviluppo delle arti, il sostegno a menti dinamiche e la traduzione di migliaia di testi dell’Antica Grecia?



Allora perché oggi intendiamo far l’opposto, sperando così di crear volani di sopravvivenza umana? Perché in diversi luoghi si cerca di togliere di mezzo lo studio dell’umanesimo per far posto solamente a quelli delle tecnologia, quando molte scoperte tecnologiche hanno avuto basi fondamentali, proprio dall'umanesimo e senza di esse, quelle scoperte mai sarebbero intervenute?





Non sarebbe il caso di rileggerci i testi del “Pensiero Socratico” vale a dire: “Sapere come sapere” in un mondo distante anni luce da questo fondamentale mezzo del conoscere e come il pensiero umano si è evoluto in peggio, proprio a partir dall'aver tolto di mezzo questo strumento di auto determinazione fuori dagli schemi del fatalismo e tra questi, non poter far nulla contro la violenza, la brutalità che fa del nonsense il suo architrave che crea consenso o odio ed in entrambi i fronti, l’accettabilità di questa incoerenza tra parole e fatti, ivi compresa la vita spirituale, quella più delicata che diventa allora il terreno più rozzo per disconoscerne la natura umana e del creato.



Quanti pensieri tossici sul vivere sono stati introdotti nell'ultima generazione come in economia, nei sistemi democratici che fanno della tolleranza verso la menzogna quasi un architrave, facendola passare come concausa naturale del vivere? Se ciò avesse avuto mezzi di contrasto dell’individuo fondato su parametri etici; l’esplodere della violenza non avrebbe potuto attecchire con tale facilità ed ancora una volta, tale situazione come nella vita economica è un crollo di valori ed è su queste basi, che la follia brutale ha potuto mietere vittime come ieri sera nella capitale francese.






Qual è l’ultimo dato? Che siamo in un’epoca che avrebbe bisogno di elevatissimi livelli di pensiero critico, auto determinismo umano, l’etica e la morale come architravi per l’oggi, umiltà e sviluppo del pensiero umano fuori dagli schemi incapaci di incidere nel vivere e che generano, non solo ridurre gli spazi di vita umana, di più, abbassar la qualità della vita stessa avendo ogni mezzo per far il percorso opposto e creando un’ingiustizia sociale che non ha pari nelle vicende umane e che passano per essere attività democratiche legate al consenso e quindi il sapere come non sapere diventa la base di una “Non vita” ed è su queste basi che l’occidente deve riflettere, interrogarsi su come tutto ciò abbia spalancato e facilitato la violenza bruta come ieri sera, a meno che pensiamo di porgli argini attraverso un indottrinamento sull'incomunicabilità verso se stessi, i tuoi simili ed aumentar la colonna sonora del vivere; tutto ciò che la banalità del male desidera.



                                          Attilio Saletta.