Visualizzazione post con etichetta umorismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta umorismo. Mostra tutti i post

sabato 20 aprile 2019

Evento presentazione del mio libro al Salone del Libro di Torino.


Una città.



Una data.



Nove Maggio 2019.


ORE: 17.15 di un Giovedì.


Un luogo: Lingotto Fiere.

Via Nizza 280.


Luogo dove presenterò il libro.


Ansa destra, adiacente ingresso principale, padiglione due.



Sarà l'occasione anche di mostrare qualche mia opera grafica.



Che ho plastificato in una selezione, oggetto di una mia mostra nei mesi prossimi.


Una video intervista nello stand di: Book Sprint Edizioni.


Attilio Saletta.








































mercoledì 13 marzo 2019

Scrivere senza una trama definita.


Da poco è uscito un mio libro che giaceva da anni in qualche mio quaderno.


Per essere più preciso ecco una mia intervista sul mio ipotetico mestiere dello scrivere.


Qui potete inserire vostri commenti ed averlo se vi va.

Qui dove trovarlo.







Non essendo un autore classico, le mie presentazioni del mio libro saranno non usuali.

In sintesi:


Una mostra di miei lavori digitali.


La presentazione del mio libro.



Diversi miei cortometraggi.


Attilio Saletta.
















martedì 9 ottobre 2018

Il dovere di cittadinanza.


Qualche allegoria sul dovere di cittadinanza in un mondo ricolmo di ambientazioni dopate.

Per iniziare il percorso eccone una: " Sappiamo tutti delle rovine del potere, ma nonostante ciò, sicuramente non disimpariamo tali perversioni, anzi, le peggioriamo"
Quindi una bella allegoria per poter agire verso il dovere di cittadinanza e l'umorismo come metodo serio per metterlo in piedi.




            “Chi giace sul carro dei defunti?”

Tutto era pronto per far partire una bella guerra e gli ingredienti ben amalgamati per dar risalto verso chi non possiede alcuna progettualità a danno di chi le possiede, una tragicomica farsa che dura da millenni.
Attorno ad un tavolo imperiale sedevano: sapientoni, falsi colti, esperti nel costruir antagonismi, vanitosi, alchimisti delle furberie dialettiche, storicisti; in altre parole, una versione assai sofisticata di esseri cimiteriali, tristi nel descrivere l’assenza di punti di attrito, una cosa che non faranno mai, rappresentanti del popolo, belligeranti, pronti a tener un bel discorso per far partir la guerra, gli uomini ombra, veri artefici di ogni crimine in nome delle idee ed i belligeranti, i loro burattini, una farsa che dura da millenni, industriali bellici, esperti nel fomentar fittizie superiorità intellettuali ed etniche, professori delle ideologie e per finire; i distributori di coccarde da dar ai parenti stretti delle vittime in nome delle idee.
Si aspettava solo qualche bel titolo a caratteri cubitali per farla partire; ma qualcosa non andò come sempre.

La scena? Un tendone dove normalmente gli esseri cimiteriali sono soliti brindare dopo una vittoria ed incensati da chi scrive di tali vicende, su una terrazza, alto locati con cannocchiali a veder i loro prodotti con sterni devastati e corpi senza vita e naturalmente, carri dove esseri umani accatastati l’uno sull'altro a pochi metri dal tendone dove si brinda ad una vittoria.

La scena però non andò come sempre da diversi millenni a questa parte.
Per qualche strano motivo, l’uomo smise di essere un burattino senza fili, divenne consapevole di poter far di meglio che far parte di questo ininterrotto disco rotto degli insani, prese possesso di se stesso. Il risultato?
Nel carro dei defunti si videro: i tomi dell’assolutismo, coccarde, testi pieni di odio, pupazzi squarciati, maschere tragiche e calici e spumanti vuoti.
Nel tendone, un clima festoso si sviluppò con la creazione di opere buffe a descrivere gli esseri cimiteriali e pessimisti sulla natura umana. Gli spettatori, prendersi a schiaffi da soli per aver consentito tutto ciò sin dall'epoca del primo contatto con l’istruzione ufficiale ed un corteo di barbe arrotolate, incartarsi l’un con l’altro per crear una massa informe assieme a cappelli a punta e rumori di sinfonie senza alcun accordo, né spartiti.
Sulle terrazze: uomini, donne e bambini, usando cannocchiali, vedere la disperazione degli esseri cimiteriali intenti a spararsi fucilate con copiosi getti d’acqua e cioccolata liquida.

Un concetto comune farsi strada nell'uomo:

“Ma davvero ci siamo fatti dominare da una schiera di non uomini simili?”

La farsa giunge al tempo presente, termina con una grande danza allegorica in un campo che doveva essere dominio della morte; sostituita da quella dell’allegria, con uomini, donne e bambini con ceroni massicci sui volti, parrucche enormi sopra le teste, abiti enormemente gonfiati e sulla base di musiche burlesche; la vita si manifesta con salti, gioia e giocare a tennis usando testi sul pessimismo verso la natura umana ed un abbraccio corale avviene ed anche il creato attorno a loro gioisce. Quindi dovere di cittadinanza.

La seconda allegoria vede dialogare due personaggi sul tema delle devastazioni provocate dai personalismi ed i capricci del potere e la natura che non sta a guardare. Un'altro fondamentale tassello del dovere di cittadinanza descriversi.


" La quercia, un uomo ed Epicuro"

Un uomo osserva una quercia secolare, osservandone la maestosità e lui, ben poca cosa e l'uomo non al centro del pianeta, ma uno dei tanti attori di questo luogo sferico.
Per strane circostanze, la quercia inizia a parlargli. Parte un dialogo tra i due ed il tema del dovere di cittadinanza al centro. la partenza da parte del grande albero secolare.

" Toglimi una curiosità: Epicuro non disse a suo tempo che bisognava far sparire i teatranti dalla vita politica?"
" Già: le cose sono decisamente peggiorate da allora. Personalismi in ogni dove, pensieri fissi ed inchiodati, urla, adunate di piazza, discorsi sempre fuori posto in ogni dove"
" Conosco che la natura non se ne sta da una parte. Se l'uomo non si sbarazza di tutte queste ambientazioni dopate e subito, le devastazioni saranno immani con un grado e mezzo di salita della temperatura di questo pianeta..."
" Sì: le urla e gli antagonismi non potranno coprire con il loro nulla le catastrofi, parto degenere dei personalismi, la politica, il consenso; in altre parole, le ambientazioni dopate
" Quindi il dovere di cittadinanza è sbarazzarci dai personalismi, i dopati e le trappole della mente"
" Con Epicuro come porta bandiera senza averne alcuna"
" Alle volte voi uomini sembrate persone che sanno tutto e per far ciò, smettono di sapere e conoscere. Un bel mistero"
"Già: ma Idio non creò l'universo in otto giorni e per fortuna non aveva attorno opinione pubblica e sapientoni, in caso contrario, questo luogo sarebbe ancora informe a parte di dopati e i teatranti vari. Adesso sto sotto di te, così potrò far qualche scoperta e lo show è tutto qui"

Per andar avanti con decisione, ecco una terza allegoria nel secolo della incomunicabilità.
Un uomo entrerà nel cervello di un uomo moderno, solito aver il suo organo pensante, ricolmo di titoloni, punti esclamativi, certezze, rissosità, reggimenti e dati falsi sulla natura umana.
Il protagonista, entrandovi all'interno, scorgerà un baule pieno di ragnatele; in altre parole: lui stesso, ma anche qui, tracce del dovere di cittadinanza"

" Un baule e la falsità che questa sarebbe una società multietnica e cosmopolita"


Un uomo è da poco entrato in un cervello di un contemporaneo, osservandone le devastazioni, ma la sua attenzione si dirige verso un baule pieno di ragnatele, forse mai aperto, riesce ad aprirlo ed bambino gli appare dal volto innocente. Tra i due inizia un dialogo con l'uomo farlo partire.

" Da quanto tempo sei all'interno di quel baule?
" Molto: mi rinchiuse qui dentro il giorno in cui iniziò a dar peso nullo a se stesso perché pensò di aver bisogno di un capo che decideva per lui"
" Come passa le giornate?"
" Tra un attrito e l'altro. Gli basta anche solo inciampare su un scalino per passar l'intero giorno ad aver attenzione e nevrosi su quel fatto"
" Immagino:al suo confronto, la guerra dei trent'anni deve sembrare un picnic a Villa Borghese"
" Hai mai sentito parlare del sincretismo?
" Qualche volta mio caro bimbetto. Cosa vuoi comunicarmi?
" Che l'epoca dopata da personalismi ha anche la falsità che questa sarebbe una società cosmopolita e multietnica"
" Vuoi dirmi che se in una casa vi ci abitano persone provenienti da tanti luoghi diversi, etnie, credi religiosi e chissà cosa d'altro non ha nulla da spartire con una vita comunitaria cosmopolita?"
" Esattamente"
" Quindi può essere tale solo sul sincretismo in cui tante idee, progettualità convivono assieme e c'è un clima di auto crescita, non un autoscontro fatto di reggimenti, pessimismo sulle qualità umane"
" Già: come il corpo umano quando i vasi comunicanti agiscono"
" Sì: ma non fuori dalle arterie che passa per essere una società multietnica"
" Eppure una società cosmopolita agì nel diciannovesimo secolo"
" Vero: vidi un quadro a Palazzo Braschi che ne descrisse i tratti: rinnovamento del pensiero umano, ridar fiato alla vita spirituale, o meglio, risveglio, non il letargo dell'oggi fondato sui personalismi e il corteo dei dopati che sono la testimonianza du una elevatissima sofferenza interiore, non  problemi autentici, ma spirituali"
" Già: ma in seguito intervenne il peggio del peggio, un'onda lunga di devastazioni che ha anche l'effetto che l'uomo contemporaneo mi ha chiuso dentro questo baule"
" Capisco: le ideologie, l'uso psicologico delle folle, le sociologie di massa, il disinteresse verso la menzogna, l'uomo esente da qualsiasi colpa, la nevrosi che annientò la vita consapevole, la propaganda, la bramosia dei grandi numeri, la riduzione degli spazi per l'uomo ed il controllo psicologico dell'uomo da parte del potere. Una forma sofisticata di tirannide mascherata da democrazia"
" Già: neuro marketing, ma per il dovere di cittadinanza serve togliere di mezzo questo corteo di non uomini tra cui chi mi ha rinchiuso qui dentro"
" Sì: nessun pensiero fisso e la sceneggiatura del tuo vivere non darla ai cattivi dai sorrisi finti"
" Tu avevi qualche baule al tuo interno?"
" Sì: ci avevo messo le cose che ho disimparato dall'istruzione ufficiale, ora è finito nell'oblio, non il mio dovere di cittadinanza"
" Vengo con te: vivere con uno sconosciuto a se stesso è piuttosto decadente"
"Ok: ma non amo la vita noiosa. Sono ancora un bimbo che gattona sul pavimento di casa e la mia stanza dei balocchi è la conoscenza"
" Ottimo: lasci agli altri il privilegio di diventare stupidi. Andiamo via, lui sta guardando un programma televisivo con i soliti teatranti, ama così tanto far la comparsa
" Bene: andiamo a conquistare il dovere di cittadinanza"

Nel penultimo frammento andremo nei meandri dell'economia dopata e le oasi del potere che usa il denaro per crearla, facendo crollare il desiderio del lavoro da parte dell'uomo che passa per diritto di cittadinanza che è la negazione dell'unica cosa che conta: Il dovere di cittadinanza.



Un uomo è entrato in un istituto economico, osserva maree di dati statistici, riesce a penetrarvi all'interno. Incontra un uomo, facente parte di qualche dato. Chi non ha di che vivere. Ma il dato non indica che lui desidera creare benessere per i suoi simili ed un dialogo parte da parte di quel dato statistico che è un essere umano. il desiderio del dovere di cittadinanza forte nella sua semplicità e l'allergia verso le oasi del potere per determinarlo.

" Sai: non ho di che vivere, ma ho doti di progetto ed ogni giorno mi impegno per dar beni  verso il mio prossimo"
" Dovresti essere felice: riceverai denaro a frotte da parte del potere politico sulla base del diritto di cittadinanza"
"Non sono per nulla felice: Io desidero il dovere di cittadinanza, lavorare, dar fondo alle mie qualità progettuali, creare, sviluppare idee dinamiche, applicare il primo articolo della Carta Costituzionale"
" Comincio a capire il tuo legame con il vivere stesso: quella ipotetica fonte economica creerebbe un'economia dopata, disincentivando nell'uomo con scarse fonti economiche il desiderio del lavorare e darsi da fare, creando una società amorfa, fondata su una falsa circolazione del denaro dove lo scambio non esisterebbe"
" Peggio mio amico: nessuna auto responsabilità verso se stessi e la condizione precaria di tanti e quindi, nessun desiderio di svolta fondata sull'impegnarsi sul terreno del lavoro. 
" Vero: ma la stessa cosa per lo oasi fittizie del potere. Perché dovrei  ricercare il meglio della società civile e crear lavoro, quando questo non sarebbe più necessario?"
" Ancor peggio: perché dovrei investire del denaro per mettermi in proprio ed elevare il mio scambio, quando potrei farne a meno ricevendo del denaro senza dover far nulla: Dove sta di casa il dovere di cittadinanza?"
" Sì: immagino che tu sei impegnato a dar scambio, lavorare, darti da fare, pur in assenza di riscontri e se poi avrai qualche fonte economica sarà finalizzata ad alzar le tue capacità di progetto; quindi il tuo sacrosanto dovere di cittadinanza e la gioia profonda etica, quella che porge il più alto livello di felicità"
" Sì: non possedere tempo per girovagare sul nulla, diventando vittima di un'economia dopata. Questa non è dovere di cittadinanza e pazienza se sono inserito in un dato statistico che non indica cosa desidero farne della mia vita"
" Il dovere di cittadinanza"
" Esattamente"     

L'ultimo frammento che ho scelto è il tema dell'istruzione e quante trappole sono inserite all'interno come un'auto con segnali stradali sbagliati e tu vi procedi per finire su una scarpata. 
Anche qui, la strada giusta è sempre il dovere di cittadinanza.

"Anche voi sarete costretti a sperimentare una conoscenza che viene da dentro"



Un ragazzo vitale, a scuola mal visto da tutto in corpo insegnante ed ovviamente i suoi compagni di classe per la sua pretesa di voler sperimentare le origini dell’omicidio in nome delle idee, inventando scenari lontano anni luce dai libri di testo da imparare a memoria come un cavallo con tanto di laccio per trasportar pesi; quelli del non detto.

I suoi voti sempre bassi nelle interrogazioni, forse perché si interroga sull'essenza del vivere e le amnesie dell’istruzione ufficiale, non avendone, è ben felice di aver diversi “Quattro” in pagella, ma alti in forza creativa.

All'uscita dall'istituto scolastico è accerchiato da suoi coetanei con intenti criminosi nei suoi confronti, ma il ragazzo è sereno.

“Cosa volete? Forse annientarmi perché amo sperimentare il sapere e mai smettere di farmi domande, anche all'ora del desio che voi desiderate regalarmi?

Un coro unico nei suoi confronti

“Pensi di essere diverso da noi? Nato con caratteristiche diverse? Ora faremo della tua faccia il nostro bersaglio e smetterai di essere così vitale”

Improvvisamente accade qualcosa: dal cielo piovono scoperte umane create da chi ha amato sperimentare la conoscenza e gli impossibili che finiscono addosso ai bulli del non sapere.

L’insegnante giunge e vedendo gli accadimenti, inizia a gettar via dalle sue tasche vari elementi come: nicchie pagane, maschere, ampolle e abbraccia un libro: David Copperfield di Charles Dickens, decidendo di smettere di far l’aguzzino che vessò un ragazzo amante del far scoperte.

Il ragazzo: “Vedi che in chi genera violenza si annida il germe dell’insegnate che vessò David, anche da parte di qualche coetaneo mio. La chiave del bullismo sta tutta qua, ma vedo che incominciano a giocare con le scoperte umane e gattonare sul prato”

L’insegnante: “Posso iniziare a sperimentare me stessa, spingendo ragazzi a mandar all'aria testi cimiteriali che tu hai smontato. Non è mai tardi per disimparare falso sapere. Nessun ragazzo deve essere punito perché ama sperimentare la conoscenza e nessuna collina di Dover da scalare per scappare dal falso sapere. Quindi dovere di cittadinanza.


Attilio Saletta















mercoledì 12 settembre 2018

LIFE. VIVERE.




A few hours ago I finished my book made up of dozens of my aphorisms and very small stories that buy less than half of a sheet of paper or paper. In reality, they had to be only aphorisms, then at a certain point the very rapid stories were transformed. It is only the first of a series of works with these characteristics. Now I am going to create an English version of it.

Poche ora fa, ho terminato un mio libro fatto di decine di miei aforismi e tante piccole storielle che coprono meno della metà di un foglio telematico o cartaceo.
E' solo il primo di miei lavori con queste caratteristiche.ù
In realtà, desideravo creare solo un libro di aforismi, poi lì ho trasformati in velocissime storie.

Ora mi preparo a creare una versione in inglese del mio lavoro.

Attilio Saletta.




domenica 15 aprile 2018

IL PARLAMENTECATTI E' IN PIENA INAZIONE.


Dal film:" A Private Fuction"

Come potete vedere dal fermo immagine...In una cittadina , notabili, signoroni, un uomo trascinato da sua moglie, desiderosa di entrare nei circoli che contano e popolo sono strenuamente lanciati alla conquista dell'oggetto del contendere, giusto nel  mezzo del fermo immagine ed avidi di potere indipendentemente dalla loro collocazione sociale ed il suino come simbolo da conquistare ad ogni costo....sembra la sequenza di questi giorni......


Due menti libere non sono più tra noi, decidono di far qualcosa osservando un Paese a forma di stivale; mettere alla guida del carro un gruppo di stolti usando l’umorismo terapeutico.
Gli effetti non tardano a manifestarsi

Siccome non esiste alcuna maggioranza, alla guida del carro siederanno, prima il guidatore A il lunedì, il martedì quello B.
Dopo alcuni giorni ad essere in salita sono i dolori al costato del popolo per il troppo ridere.

Lunedì: il capo del governo del carro A, abbassa le tasse del 50%.
Martedì: il capo del governo del carro B, le abbassa di un altro 30%
Mercoledì: il capo del carro A, le alza del 120% per via di qualche problema.
Giovedì: il capo del carro B, abbassa le tasse del 100%

Venerdì: il capo del carro A, le alza del 250% per via di qualche problema.
Sabato: il capo del carro A e  quello B si dirigono in un asilo infantile, ma non per accompagnare qualche loro nipotino; per ricominciare da capo il loro percorso scolastico,

Domenica: scossi dalla vicenda del giorno prima, il capo del carro A e B sono su un’auto in zona di campagna, davanti a loro un camion che trasporta evacuatori fisiologici, c’è un sussulto, gli evacuatori cadono dal camion ed il loro movimento fa sì che il capo del carro A e B finiscano dentro due evacuatori fisiologici, seduti sulle tazze di loro competenza mentre il camionista non si è accorto di nulla e si dilegua

Il capo del carro A, dopo qualche momento di sconcerto, seduto sulla tazza esprime qualche concetto: Sai, quando sono da te ed in questa posizione, le mie idee sgorgano limpide come quando dirigo i miei getti, facendo in modo che non escano dalla tazza come le mie idee per impedire che descrivano fatti.

Il capo del carro B, osservando dove si trova, seduto su una tazza: Devi sapere che spesso i miei concetti mi escono con difficoltà come quando cerco di far uscire i miei residui organici da un’altra parte e quando poi lasciano il mio corpo emetto dei liberatori” Uhaoo!!!  Ed allora i miei concetti mi sgorgano con facilità.

Un gruppo di contadini vedono un gruppi di evacuatori fisiologici, poco distanti da loro e sulla strada, pensando ad un miraggio che rapidamente si trasforma in un incubo, quando aprendo le porte degli evacuatori vi trovano il capo del carro A e di quello B.

Qualcuno un po’ affranto: Capisco che oramai la politica ha occupato tutti gli spazi dell’uomo, ma non credevo sino al punto di occupare pure gli evacuatori fisiologici.

Due menti libere, da sopra una nuvola annuiscono per gli esisti della loro azione.

Sono le nove del mattino e due bambini accompagnano all'asilo il capo del carro A e quello B ed un pensiero scorre tra di loro: Per caso qualcuno ci ha usato per mettere in piedi dell’umorismo terapeutico?


Dal film:" I Segreti dei Giardini di Capton House"

Un uomo racconta del dramma dei fittavoli, a settembre, nel tempo della raccolta delle prugne con il fattore avere una sorta di adorazione delle prugne e così, i rombi di tuono degli stomaci e dello sfintere  non mancare mai a causa delle prugne; ma avere potere devo avere qualche conseguenza, sia da parte dei capi del del vapore, che dei fittavoli odierni


Attilio Saletta













martedì 3 ottobre 2017

RIDERE SERIAMENTE.


"Alcuni quando vanno ad assistere ad una commedia teatrale, ridono pensando che l'oggetto della stessa non li riguarda; infatti gli strali dell'opera sono rivolti esattamente a chi ride, pensando che non li riguardi. Da secoli, autori di commedie prendono di mira la mancanza del senso del ridicolo dell'uomo, oggi immensa, è l'unico modo per far sì che l'uomo rida di se stesso, ridendo durante una commedia teatrale, pensando che l'oggetto della stessa non la riguardi"


" L'umorismo è serio; i ridanciani sono i pontificatori che parlano seriamente del nulla"



" Un umorista osserva, specialmente chi si prende sul serio e chi gli sta attorno"


" Chi aspetta che la politica risolva i suoi problemi, ama le favole, chi le scrive prende spunto da loro, solo che i cattivi perdono"


" Chi risolve a parole ogni cosa. considera i fatti del vivere dei sovversivi che minano il linguaggio che oggi domina; il nonsense"


" Per gli scarica barile, la colpa è sempre di qualcun altro, infatti il debito pubblico è opera di Tiberio, quindi è possibile aumentarlo, tanto la colpa è sempre di Tiberio"


" Il potere è il più grande degli allucinogeni, pure se uno fosse a capo dello sgabuzzino delle scope, servirebbero dei centri di disintossicazione da tale allucinogeno, almeno così la vita sociale smetterebbe di essere un asilo infantile"

" Chi pensa, dice e fa coerentemente non è adatto per vivere nella società civile dove domina il noir secondo cui la legge è uguale per tutti"


" Vi sono persone dai pensieri contorti, aiutati e sostenuti da chi crede che senza di essi la vita sarebbe troppo lineare ed alla portata da chi vorrebbe vivere senza il tartufismo"


" Un populista, un tecnocrate ed un rappresentante dell'opinione pubblica hanno molti punti in comune: lottano contro la corruzione, ma non potrebbero farne a meno, nemici della mediocrità, ma la usano, umili sino al punto di non aver nemici, ma li creano, in caso contrario potrebbero diventar umili, amano i linguaggi miti, partendo dalle reazioni umane meno alte sino a quelle più basse, usano spesso termini quali democrazia, giustizia ed etica, ma avversari delle definizioni di etica, giustizia e libertà rintracciabili in un dizionario, amano il controllo a patto che non li riguardi ed infine, parlano sempre usando i plurali, ed al singolare quando ricevono i frutti di aver usato i plurali"





















mercoledì 13 settembre 2017

Che accade se tutto finisce senza reti: satira sul calcio e le palle.


Quali immani tragedie avvengono se una palla non finisce in rete con la porta spalancata nonostante l’impegno di ventidue giocatori, sessantamila tifosi dentro uno stadio, milioni di telespettatori davanti ad uno schermo, mute di giornalisti sportivi, capi ufficio e uomini e donne desiderosi di far carriera rapidamente e politici senza attributi   con la costante di far cilecca davanti ad una porta spalancata da parte di ventidue giocatori, sessantamila tifosi dentro uno stadio, milioni di telespettatori davanti ad uno schermo, mute di giornalisti sportivi, capi ufficio e uomini e donne desiderosi di far carriera rapidamente e politici senza attributi


Vediamo in sintesi cosa accadrà: l’unico che vincerà sarà l’arbitro che al termine della scena muta la palla la prenderà senza bisogno di alcuna porta spalancata che però troverà una volta arrivato a casa con la palla e la porta spalancata davanti a lui.


I giocatori sotto la doccia, avendo fatto scena muta, una volta arrivati a casa, troveranno le porte spalancate davanti a loro, ma nonostante il possesso delle palle, continueranno a far scena muta, sotto gli effetti dello stress di aver fatto cilecca davanti ad una porta spalancata.


I tifosi, usciti dallo stadio in uno stato di depressione avendo visto ventidue giocatori far cilecca davanti ad una porta spalancata con una palla sparata in tribuna direttamente sui visi di politici senza attributi, ma nessuno in grado di sopperire alle loro mancanze croniche, arrivati a casa, troveranno le porte spalancate davanti a loro, ma avendo visto la cilecca con una palla sparata in tribuna, anche loro faranno scena muta nonostante una porta spalancata.


I telespettatori, dopo diversi attacchi di nevrosi vedendo ventidue giocatori far cilecca davanti ad una porta spalancata con una palla, andando in una stanza, trovando una porta spalancata davanti a loro, ma la loro nevrosi sarà tale che anche loro faranno cilecca nonostante il possesso delle palle ed una porta spalancata davanti a loro.



I giornalisti sportivi, dopo aver visto ventidue giocatori, far cilecca davanti ad una porta spalancata tirando una palla verso i riflettori dello stadio e cercar di dar giudizi sulle prestazioni dei giocatori con il compito di tirar palle verso una porta spalancata, si troveranno in difficoltà a quali palle riferirsi nelle loro valutazioni, giunti a casa si troveranno davanti delle porte spalancate davanti a loro, ma avendo avuto disagi per emettere giudizi, si troveranno con le palle a fari spenti nonostante una porta spalancata davanti a loro.


Il giorno dopo, negli uffici accadranno fatti incresciosi nelle gerarchie dei luoghi dove essere con i più bassi profili emozionali e quelli più alti verso il basso sono la costante. Quelli desiderosi di far carriera rapidamente si troveranno con il capo ufficio non desideroso di dar seguito ai loro impulsi, avendo visto la sera prima, ventidue giocatori far cilecca davanti ad una porta spalancata tirando una palla sul naso di un alto burocrate, velocemente trasformatosi in una immane carta da bollo, quindi nonostante diverse porte spalancate davanti al capo ufficio, egli non darà seguito ad alcuna rapida scalata nelle gerarchie usando porte spalancate davanti a lui tenendo le sue palle solo per le circolari interne usando il nonsense.



Il personale politico notoriamente senza attributi, giacché in caso contrario non sarebbero capiti, dopo aver visto ventidue giocatori far cilecca davanti ad una porta spalancata usando una palla finita sul viso di diversi porta borse, presto trasformati in zucche vuote, dopo l’ennesima cilecca, al fischio finale dell’arbitro, essendo privi di attributi hanno cercato di prenderle, poi hanno optato di darle in qualche loro dichiarazione ufficiale verso chi crede in loro, dopo essersi presi a schiaffi da soli per poter credere a quelli senza attributi, arrivati a casa hanno trovato diverse porte spalancate davanti a loro, quindi hanno cercato di far centro con qualche loro dichiarazione ufficiale con il risultato che le palle non sono potute entrare nella porta spalancata; solo in quelle di chi crede in loro.


Quindi l’unico che avrà usato le palle in modo corretto è stato l’arbitro; non tutti fanno cilecca davanti ad una porta spalancata.