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martedì 9 ottobre 2018

Il dovere di cittadinanza.


Qualche allegoria sul dovere di cittadinanza in un mondo ricolmo di ambientazioni dopate.

Per iniziare il percorso eccone una: " Sappiamo tutti delle rovine del potere, ma nonostante ciò, sicuramente non disimpariamo tali perversioni, anzi, le peggioriamo"
Quindi una bella allegoria per poter agire verso il dovere di cittadinanza e l'umorismo come metodo serio per metterlo in piedi.




            “Chi giace sul carro dei defunti?”

Tutto era pronto per far partire una bella guerra e gli ingredienti ben amalgamati per dar risalto verso chi non possiede alcuna progettualità a danno di chi le possiede, una tragicomica farsa che dura da millenni.
Attorno ad un tavolo imperiale sedevano: sapientoni, falsi colti, esperti nel costruir antagonismi, vanitosi, alchimisti delle furberie dialettiche, storicisti; in altre parole, una versione assai sofisticata di esseri cimiteriali, tristi nel descrivere l’assenza di punti di attrito, una cosa che non faranno mai, rappresentanti del popolo, belligeranti, pronti a tener un bel discorso per far partir la guerra, gli uomini ombra, veri artefici di ogni crimine in nome delle idee ed i belligeranti, i loro burattini, una farsa che dura da millenni, industriali bellici, esperti nel fomentar fittizie superiorità intellettuali ed etniche, professori delle ideologie e per finire; i distributori di coccarde da dar ai parenti stretti delle vittime in nome delle idee.
Si aspettava solo qualche bel titolo a caratteri cubitali per farla partire; ma qualcosa non andò come sempre.

La scena? Un tendone dove normalmente gli esseri cimiteriali sono soliti brindare dopo una vittoria ed incensati da chi scrive di tali vicende, su una terrazza, alto locati con cannocchiali a veder i loro prodotti con sterni devastati e corpi senza vita e naturalmente, carri dove esseri umani accatastati l’uno sull'altro a pochi metri dal tendone dove si brinda ad una vittoria.

La scena però non andò come sempre da diversi millenni a questa parte.
Per qualche strano motivo, l’uomo smise di essere un burattino senza fili, divenne consapevole di poter far di meglio che far parte di questo ininterrotto disco rotto degli insani, prese possesso di se stesso. Il risultato?
Nel carro dei defunti si videro: i tomi dell’assolutismo, coccarde, testi pieni di odio, pupazzi squarciati, maschere tragiche e calici e spumanti vuoti.
Nel tendone, un clima festoso si sviluppò con la creazione di opere buffe a descrivere gli esseri cimiteriali e pessimisti sulla natura umana. Gli spettatori, prendersi a schiaffi da soli per aver consentito tutto ciò sin dall'epoca del primo contatto con l’istruzione ufficiale ed un corteo di barbe arrotolate, incartarsi l’un con l’altro per crear una massa informe assieme a cappelli a punta e rumori di sinfonie senza alcun accordo, né spartiti.
Sulle terrazze: uomini, donne e bambini, usando cannocchiali, vedere la disperazione degli esseri cimiteriali intenti a spararsi fucilate con copiosi getti d’acqua e cioccolata liquida.

Un concetto comune farsi strada nell'uomo:

“Ma davvero ci siamo fatti dominare da una schiera di non uomini simili?”

La farsa giunge al tempo presente, termina con una grande danza allegorica in un campo che doveva essere dominio della morte; sostituita da quella dell’allegria, con uomini, donne e bambini con ceroni massicci sui volti, parrucche enormi sopra le teste, abiti enormemente gonfiati e sulla base di musiche burlesche; la vita si manifesta con salti, gioia e giocare a tennis usando testi sul pessimismo verso la natura umana ed un abbraccio corale avviene ed anche il creato attorno a loro gioisce. Quindi dovere di cittadinanza.

La seconda allegoria vede dialogare due personaggi sul tema delle devastazioni provocate dai personalismi ed i capricci del potere e la natura che non sta a guardare. Un'altro fondamentale tassello del dovere di cittadinanza descriversi.


" La quercia, un uomo ed Epicuro"

Un uomo osserva una quercia secolare, osservandone la maestosità e lui, ben poca cosa e l'uomo non al centro del pianeta, ma uno dei tanti attori di questo luogo sferico.
Per strane circostanze, la quercia inizia a parlargli. Parte un dialogo tra i due ed il tema del dovere di cittadinanza al centro. la partenza da parte del grande albero secolare.

" Toglimi una curiosità: Epicuro non disse a suo tempo che bisognava far sparire i teatranti dalla vita politica?"
" Già: le cose sono decisamente peggiorate da allora. Personalismi in ogni dove, pensieri fissi ed inchiodati, urla, adunate di piazza, discorsi sempre fuori posto in ogni dove"
" Conosco che la natura non se ne sta da una parte. Se l'uomo non si sbarazza di tutte queste ambientazioni dopate e subito, le devastazioni saranno immani con un grado e mezzo di salita della temperatura di questo pianeta..."
" Sì: le urla e gli antagonismi non potranno coprire con il loro nulla le catastrofi, parto degenere dei personalismi, la politica, il consenso; in altre parole, le ambientazioni dopate
" Quindi il dovere di cittadinanza è sbarazzarci dai personalismi, i dopati e le trappole della mente"
" Con Epicuro come porta bandiera senza averne alcuna"
" Alle volte voi uomini sembrate persone che sanno tutto e per far ciò, smettono di sapere e conoscere. Un bel mistero"
"Già: ma Idio non creò l'universo in otto giorni e per fortuna non aveva attorno opinione pubblica e sapientoni, in caso contrario, questo luogo sarebbe ancora informe a parte di dopati e i teatranti vari. Adesso sto sotto di te, così potrò far qualche scoperta e lo show è tutto qui"

Per andar avanti con decisione, ecco una terza allegoria nel secolo della incomunicabilità.
Un uomo entrerà nel cervello di un uomo moderno, solito aver il suo organo pensante, ricolmo di titoloni, punti esclamativi, certezze, rissosità, reggimenti e dati falsi sulla natura umana.
Il protagonista, entrandovi all'interno, scorgerà un baule pieno di ragnatele; in altre parole: lui stesso, ma anche qui, tracce del dovere di cittadinanza"

" Un baule e la falsità che questa sarebbe una società multietnica e cosmopolita"


Un uomo è da poco entrato in un cervello di un contemporaneo, osservandone le devastazioni, ma la sua attenzione si dirige verso un baule pieno di ragnatele, forse mai aperto, riesce ad aprirlo ed bambino gli appare dal volto innocente. Tra i due inizia un dialogo con l'uomo farlo partire.

" Da quanto tempo sei all'interno di quel baule?
" Molto: mi rinchiuse qui dentro il giorno in cui iniziò a dar peso nullo a se stesso perché pensò di aver bisogno di un capo che decideva per lui"
" Come passa le giornate?"
" Tra un attrito e l'altro. Gli basta anche solo inciampare su un scalino per passar l'intero giorno ad aver attenzione e nevrosi su quel fatto"
" Immagino:al suo confronto, la guerra dei trent'anni deve sembrare un picnic a Villa Borghese"
" Hai mai sentito parlare del sincretismo?
" Qualche volta mio caro bimbetto. Cosa vuoi comunicarmi?
" Che l'epoca dopata da personalismi ha anche la falsità che questa sarebbe una società cosmopolita e multietnica"
" Vuoi dirmi che se in una casa vi ci abitano persone provenienti da tanti luoghi diversi, etnie, credi religiosi e chissà cosa d'altro non ha nulla da spartire con una vita comunitaria cosmopolita?"
" Esattamente"
" Quindi può essere tale solo sul sincretismo in cui tante idee, progettualità convivono assieme e c'è un clima di auto crescita, non un autoscontro fatto di reggimenti, pessimismo sulle qualità umane"
" Già: come il corpo umano quando i vasi comunicanti agiscono"
" Sì: ma non fuori dalle arterie che passa per essere una società multietnica"
" Eppure una società cosmopolita agì nel diciannovesimo secolo"
" Vero: vidi un quadro a Palazzo Braschi che ne descrisse i tratti: rinnovamento del pensiero umano, ridar fiato alla vita spirituale, o meglio, risveglio, non il letargo dell'oggi fondato sui personalismi e il corteo dei dopati che sono la testimonianza du una elevatissima sofferenza interiore, non  problemi autentici, ma spirituali"
" Già: ma in seguito intervenne il peggio del peggio, un'onda lunga di devastazioni che ha anche l'effetto che l'uomo contemporaneo mi ha chiuso dentro questo baule"
" Capisco: le ideologie, l'uso psicologico delle folle, le sociologie di massa, il disinteresse verso la menzogna, l'uomo esente da qualsiasi colpa, la nevrosi che annientò la vita consapevole, la propaganda, la bramosia dei grandi numeri, la riduzione degli spazi per l'uomo ed il controllo psicologico dell'uomo da parte del potere. Una forma sofisticata di tirannide mascherata da democrazia"
" Già: neuro marketing, ma per il dovere di cittadinanza serve togliere di mezzo questo corteo di non uomini tra cui chi mi ha rinchiuso qui dentro"
" Sì: nessun pensiero fisso e la sceneggiatura del tuo vivere non darla ai cattivi dai sorrisi finti"
" Tu avevi qualche baule al tuo interno?"
" Sì: ci avevo messo le cose che ho disimparato dall'istruzione ufficiale, ora è finito nell'oblio, non il mio dovere di cittadinanza"
" Vengo con te: vivere con uno sconosciuto a se stesso è piuttosto decadente"
"Ok: ma non amo la vita noiosa. Sono ancora un bimbo che gattona sul pavimento di casa e la mia stanza dei balocchi è la conoscenza"
" Ottimo: lasci agli altri il privilegio di diventare stupidi. Andiamo via, lui sta guardando un programma televisivo con i soliti teatranti, ama così tanto far la comparsa
" Bene: andiamo a conquistare il dovere di cittadinanza"

Nel penultimo frammento andremo nei meandri dell'economia dopata e le oasi del potere che usa il denaro per crearla, facendo crollare il desiderio del lavoro da parte dell'uomo che passa per diritto di cittadinanza che è la negazione dell'unica cosa che conta: Il dovere di cittadinanza.



Un uomo è entrato in un istituto economico, osserva maree di dati statistici, riesce a penetrarvi all'interno. Incontra un uomo, facente parte di qualche dato. Chi non ha di che vivere. Ma il dato non indica che lui desidera creare benessere per i suoi simili ed un dialogo parte da parte di quel dato statistico che è un essere umano. il desiderio del dovere di cittadinanza forte nella sua semplicità e l'allergia verso le oasi del potere per determinarlo.

" Sai: non ho di che vivere, ma ho doti di progetto ed ogni giorno mi impegno per dar beni  verso il mio prossimo"
" Dovresti essere felice: riceverai denaro a frotte da parte del potere politico sulla base del diritto di cittadinanza"
"Non sono per nulla felice: Io desidero il dovere di cittadinanza, lavorare, dar fondo alle mie qualità progettuali, creare, sviluppare idee dinamiche, applicare il primo articolo della Carta Costituzionale"
" Comincio a capire il tuo legame con il vivere stesso: quella ipotetica fonte economica creerebbe un'economia dopata, disincentivando nell'uomo con scarse fonti economiche il desiderio del lavorare e darsi da fare, creando una società amorfa, fondata su una falsa circolazione del denaro dove lo scambio non esisterebbe"
" Peggio mio amico: nessuna auto responsabilità verso se stessi e la condizione precaria di tanti e quindi, nessun desiderio di svolta fondata sull'impegnarsi sul terreno del lavoro. 
" Vero: ma la stessa cosa per lo oasi fittizie del potere. Perché dovrei  ricercare il meglio della società civile e crear lavoro, quando questo non sarebbe più necessario?"
" Ancor peggio: perché dovrei investire del denaro per mettermi in proprio ed elevare il mio scambio, quando potrei farne a meno ricevendo del denaro senza dover far nulla: Dove sta di casa il dovere di cittadinanza?"
" Sì: immagino che tu sei impegnato a dar scambio, lavorare, darti da fare, pur in assenza di riscontri e se poi avrai qualche fonte economica sarà finalizzata ad alzar le tue capacità di progetto; quindi il tuo sacrosanto dovere di cittadinanza e la gioia profonda etica, quella che porge il più alto livello di felicità"
" Sì: non possedere tempo per girovagare sul nulla, diventando vittima di un'economia dopata. Questa non è dovere di cittadinanza e pazienza se sono inserito in un dato statistico che non indica cosa desidero farne della mia vita"
" Il dovere di cittadinanza"
" Esattamente"     

L'ultimo frammento che ho scelto è il tema dell'istruzione e quante trappole sono inserite all'interno come un'auto con segnali stradali sbagliati e tu vi procedi per finire su una scarpata. 
Anche qui, la strada giusta è sempre il dovere di cittadinanza.

"Anche voi sarete costretti a sperimentare una conoscenza che viene da dentro"



Un ragazzo vitale, a scuola mal visto da tutto in corpo insegnante ed ovviamente i suoi compagni di classe per la sua pretesa di voler sperimentare le origini dell’omicidio in nome delle idee, inventando scenari lontano anni luce dai libri di testo da imparare a memoria come un cavallo con tanto di laccio per trasportar pesi; quelli del non detto.

I suoi voti sempre bassi nelle interrogazioni, forse perché si interroga sull'essenza del vivere e le amnesie dell’istruzione ufficiale, non avendone, è ben felice di aver diversi “Quattro” in pagella, ma alti in forza creativa.

All'uscita dall'istituto scolastico è accerchiato da suoi coetanei con intenti criminosi nei suoi confronti, ma il ragazzo è sereno.

“Cosa volete? Forse annientarmi perché amo sperimentare il sapere e mai smettere di farmi domande, anche all'ora del desio che voi desiderate regalarmi?

Un coro unico nei suoi confronti

“Pensi di essere diverso da noi? Nato con caratteristiche diverse? Ora faremo della tua faccia il nostro bersaglio e smetterai di essere così vitale”

Improvvisamente accade qualcosa: dal cielo piovono scoperte umane create da chi ha amato sperimentare la conoscenza e gli impossibili che finiscono addosso ai bulli del non sapere.

L’insegnante giunge e vedendo gli accadimenti, inizia a gettar via dalle sue tasche vari elementi come: nicchie pagane, maschere, ampolle e abbraccia un libro: David Copperfield di Charles Dickens, decidendo di smettere di far l’aguzzino che vessò un ragazzo amante del far scoperte.

Il ragazzo: “Vedi che in chi genera violenza si annida il germe dell’insegnate che vessò David, anche da parte di qualche coetaneo mio. La chiave del bullismo sta tutta qua, ma vedo che incominciano a giocare con le scoperte umane e gattonare sul prato”

L’insegnante: “Posso iniziare a sperimentare me stessa, spingendo ragazzi a mandar all'aria testi cimiteriali che tu hai smontato. Non è mai tardi per disimparare falso sapere. Nessun ragazzo deve essere punito perché ama sperimentare la conoscenza e nessuna collina di Dover da scalare per scappare dal falso sapere. Quindi dovere di cittadinanza.


Attilio Saletta















lunedì 14 agosto 2017

Frammenti di "Trash" " Cattivo gusto" e "Cafonaggine"


" Un pessimista crede a tutto, specialmente le opinioni; un ottimista osserva e fa paragoni e getta le opinioni fuori dalle sue scoperte"


Frammenti di cattivo gusto, trash e cafonaggine.


Davanti ad una Chiesa, un uomo chiede sostegni con un crocifisso attorno al collo, bevendo birra, bottiglie vuote nei pressi, voce roca ed insultando i passanti tenendo il crocifisso in mano.


Salgo su un mezzo pubblico ed il sudiciume è la costante con bottiglie sul pavimento, fogli di giornale e monumentali sacchi contenenti l'illegalità di un'economia sporca.
Scendo alla fermata successiva e vado a piedi; non faccio la comparsa del cattivo gusto e del trash.


Altra scena: nei pressi di S. Pietro vedo il massimo dell'estetica spirituale ed il livello più alto del trash e l'illegalità con il gioco dei cento cantoni tra le forze dell'ordine ed i miliziani dell'illegalità; gli ultimi di tale catena malavitosa. I primi viaggiano in doppiopetto e auto lussuose.


Salgo su un mezzo pubblico, seduto c'è un uomo altolocato, è facilmente individuabile...salgono i controllori e l'altolocato non ha pagato il biglietto, io che invece avevo ed ho scarse risorse, viaggio con l'abbonamento perché ho investito in decenza e sanità etica; l'altolocato, forse non credeva di vivere in una Società Civile; forse negli scenari di "Intollerance"

Nei pressi di un ufficio postale c'è un bidone della spazzatura per terra. Alzo l'ingombro in posizione orizzontale, quelli in fila, davanti al luogo postale, mi guardano sconvolti, quasi fosse sceso un "ET"
E' risaputo che in molti luoghi puoi vedere tutte le reazioni emozionali in pochi secondi.

" Da quelle di livello meno alto, sino a quelle più basse, stanno aumentando sempre di più.


Al mattino sono solito far la gimcana tra vetri rotti, bottiglie alcoliche vuote, marciapiedi rotti, evitando di essere investito da qualche moto in cui il centauro deve aver preso il marciapiede come rampa di lancio per lanciarsi nel traffico.


Salgo sulla metropolitana e c'è l'annuncio: "Attenzione ai borseggiatori" Come quando sali su un aereo e la hostess ti dice di fischiare quando finisci in acqua per agevolare l'attività degli Squali.
Sarebbe da valutare di quali " Squali" si tratta.nel caso specifico della metropolitana.
Dal borseggiatore sino a quelli che fanno parte di certi livelli altolocati.


Ma eccoci alla scena di oggi.
Stamane mi reco a Villa Borghese ed in un posto specifico per svolgere i miei esercizi, attività di Yoga, auto stima, intenzione e cosa trovo...


Immondizia a cielo aperto in uno spazio verde con piante di alto fusto, ma qualche essere umano di bassissimo livello mentale ha insudiciato in maniera immonda un luogo naturalistico,ma con un particolare...
Il giorno prima si era svolto un compleanno di un bambino con prove evidenti: palloncini sul prato con quantità enormi di piatti, bicchieri di plastica, festoni, residui mangerecci e molto altro.
Arrivando ho trovato insetti impossessarsi del luogo, ogni genere di sudiciume in tutta l'area.
Poi una speranza: l'arrivo di quelli dell'AMA....hanno osservato lo scempio e se ne sono andati.

Purtroppo avevo disattivata la funzione di far fotografie, ma se domani vedrò lo stesso scempio, sarà mia cura farne sul sudiciume creato dall'uomo; ma mai è disattivata in me l'osservazione e come da un singolo scempio ne scaturiscono tanti altri...in realtà volevo pulire io quell'area...domani se sarà nella stessa condizione sarà mia cura farlo.


Ieri il solito omicida ha ucciso un suo simile: a bordo di un'auto di grossa cilindrata ha ucciso un uomo, ma l'omicida aveva un tasso alcolico altissimo e stava mandando un SMS  a qualcuno.

Il motivo è che l'omicida pensava che il suo simile fosse pessimista come lui delle qualità umane, quindi non vi era alcuna remora nell'uccidere un suo simile; qui sta il WHY di tanti omicidi, un colossale dato falso sulla natura umana, scempi continui quindi.


" Non è possibile dir di credere in Dio e poi girarsi dall'altra parte perché tu stesso hai visto qualcosa che comporta metterti in discussione, preferendo far finta di vederlo attraverso le pagine dei giornali e non con quello che tu stesso hai visto. Troppo comodo agir così, serve diventar insolenti di se stessi. 


Dobbiamo smetterla di validare le nostre opinioni, all'opposto, cercar di metterle in difficoltà.
Ecco una scena semplice: 
" Un uomo arriva per dir qualcosa ad altri, ma prima di iniziare afferma questo semplice concetto...Ho bisogno che mi mettiate in difficoltà e se questo non accadrà, il mio compito sarà stato completamente inutile ed ancor di più il vostro"



Attilio Saletta.



















giovedì 6 ottobre 2016

Scrivo quello che vedo: Dieci anni fa veniva assassinata Anna Stepanovna Politkovskaja.


" Per molti i Diritti Umani e lo Stato di Diritto sono solo calcolo ed in troppi non farci caso se sono nuneri senza mai pesare; sicari di loro stessi"

A dieci anni dall'assassinio di una donna che viene continuamente uccisa ogni giorno, ma non da sgherri;da chi avrebbe tutto da guadagnarci a far valere la sua dignità.


Frasi e concetti per far breccia nell'oscurità: chi lotta contro la passività contemporanea non è un "Reietto" Anna Stepanovna Politkovskaja investigò e scrisse, ma prima vide.

" Bisogna essere disposti a soffrire molto, anche in termini di difficoltà economica , per aver la libertà"

"I giornalisti non sfidano l'ordine costituito. Descrivono soltanto ciò di cui sono testimoni, è il loro dovere(...) E' molto semplice: la deontologia professionale ci vieta di abbellire la realtà"

" Certe volte le persone pagano con la vita di dire ad alta voce ciò che pensano(...) semplicemente per avermi dato un'informazione....

" Impedire a una persona che fa il suo lavoro con passione di raccontare il mondo che la circonda è impresa impossibile..(...) A quarantasette anni non ho più l'età per scontrarmi con l'ostilità e avere il marchio della reietta sulla fronte(...) Ma la cosa più importante è continuare a far il mio lavoro: raccontare quello che vedo"

" L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede"

" I metodi di Putin stanno generando un'ondata di terrorismo senza precedenti (...) La guerra al terrore di Bush e Blair ha aiutato enormemente Putin"

" Ho conosciuto centinaia di persone che hanno subito torture. Alcune sono state seviziate in modo così perverso (...) da torturatori che hanno frequentato il mio stesso tipo di scuole e letto i miei stessi libri"

" Con il presidente Putin non riusciremo a dar forma alla nostra democrazia; torneremo al passato"



"Nulla potrà togliermi il senso di colpa che ho nei confronti di coloro che hanno sacrificato la vita per il mio lavoro, per la resistenza al tipo di giornalismo ( ...) alla Putin (...) un giornalismo ideologico senza accesso all'informazione ( ...) senza verificare i fatti (...) Riferiscono a Mosca di miglioramenti quotidiani nei villaggi ceceni,
Quel tipo di lavoro, che credevo morto assieme al comunismo (...) la norma (...) lodando le autorità (...) Quello che usa uno sguardo diretto su ciò che succede, non solo viene perseguitato, ma si rischia addirittura la vita. Un salto indietro di dieci anni, dopo la caduta DELL'URSS"

" Sono una reietta. E' questo è il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e delle pubblicazioni all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto in Cecenia (...) Eppure i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto svolgendo un'indagine.
Ma lo fanno di nascosto (...) Mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto.
E' una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: era questa la condizione durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata nel 1999.


Che cosa mi viene dentro il mio animo dopo che ogni giorno Anna è uccisa ed in ogni dove?

Un elemento ciclico: inizia il Rinascimento, tutti sono pronti a giurare che durerà in eterno; va avanti per pochissimo ed interviene l'opposto: la Contro Riforma.
Alla fine della seconda guerra mondiale si sprecano i giuramenti che le antenne dell'uomo, talmente alte da impedire la sottovalutazione del potere, avendo pure come mezzo: " La  Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo"

Accade l'opposto con in più mettere ogni genere di ostacoli a quel fondamentale documento; oggi "Lettera Morta" e la più più spudorata ed insana sottovalutazione del potere.

Nel 1989 il "Muro di Berlino "crolla ed è abbattuto assieme ai blocchi contrapposti e nell'animo umano nasce la speranza di un "Mondo Migliore" dove il dialogo "Messo in Gelatina"  per decenni da quel sistema avrebbe schiuso la visuale del mondo, ripulendo il pensiero dalle brutture del passato, agevolato l'auto determinismo dell'uomo ed il senso critico in tutti gli aspetti del vivere con classi politiche sane, assieme al come far denaro e vita sociale e quindi, visione diretta della realtà, tarpando sul nascere la menzogna e l'uomo testimone diretto degli accadimenti; è accaduto l'opposto ed ogni giorno, sempre peggio.

L'omicidio della Politkovskaja doveva rappresentare qualcosa di illogico del sistema; divenne ed ancor più oggi la norma ,con l'attacco violento e spietato contro ogni genere di senso critico e visione diretta di ciò che si osserva e si contano a centinaia le uccisioni di chi scrive, racconta o mostra quello che accade, fuori da una informazione, oggi dominate, super ideologizzata, schierata con questa o quella fazione, senza alcun elemento conoscitivo. Peggiorativo oggi comparandolo con quegli pseudo giornalisti russi che in Cecenia abbellivano la realtà per far gonfiar il petto di vanità al  potere dentro il Cremlino ed in Cecenia come Anna dimostrò e per questo fu assassinata. 
Il Dissenso combattuto ad ogni latitudine, in qualsiasi fazione, gruppo o sottogruppo del potere, indipendentemente se si tratta di una formazione che siede sulle poltrone "Sonniferate" di una carica pubblica o quelle di pseudo opposizioni.

L'abbattimento di quel muro doveva porre argini contro "L'Intelletto Fuori Controllo" . Nulla di tutto ciò è accaduto, con follie psicotiche e degenerative in campo politico, economico e sociale, delirio dei meccanismi della menzogna, usando la democrazia, la giustizia e la libertà per difendersi assieme a quelle che in questi casi, mai mancano di dare il loro incondizionato appoggio: "Le Sociologie di Massa"

Sapendo assai bene che un intelletto, ben sotto controllo, crea il meccanismo dei "Devo", principale fattore da eliminare in questo degenere mondo, senza contare la peggiore violenza: "La Guerra ed il Terrorismo Psicologico" ben peggiore di qualsiasi altra forma di annientamento umano, responsabile di decine e decine di  patologie del corpo umano, sorte da questa bieca violenza contro l'uomo desideroso di essere testimone del proprio tempo e diretto di quello che vede, io posso dar dati a quali livelli di cattiveria umana giunge tale guerra.

Vedendo l'oggi: quanto interesse  è rimasto all'uomo contemporaneo del desiderio di essere testimone del suo tempo? Forse è meglio non esserne coinvolti e girarsi dall'altra parte guardando le atrocità ad Aleppo, i dissesti ambientali, l'inciviltà, la brutalità politica ed economica, gli integralismi di ogni tipo; perché in caso contrario potresti essere accusato di essere un "Reietto" dal senso comune.

" Sono contento di esserlo: scrivo quello che vedo e percepisco, anche se oggi l'uomo assomiglia ad un erbivoro, che mette la sue testa fiducioso, dentro le fauci di un felino dai denti a sciabola; mettersi in discussione è molto gradevole, pur in un mondo che si sottrae a questo fondamentale dovere. 

Quante persone sono state licenziate da decine di posti di lavoro per essere state testimoni di quello che vedevano, quindi del loro tempo, rispetto all'illegalità diffusa, ma trovando come principali "Nemici", loro colleghi di lavoro, non disposti di essere testimoni del loro tempo nel secolo della comunicazione?

Per non dimenticare.





Attilio Saletta.






lunedì 5 settembre 2016

La lezione di Domon Kean: dove sta la sfida?


Ieri sono stato a visitar la mostra del forse più grande " Fotografo Realista" del ventesimo secolo, o meglio, senza forse e tante percezioni ho avvertito e molto concrete sull'oggi.


Mi ha colpito una frase tremendamente attuale e drammatica: l'epoca era negli "Anni 40" dello scorso secolo con tutti i crimini che stavano intervenendo , c'è questa frase immessa dai curatori della mostra inserita in un pannello.

" Nessun linguaggio sembra essere in grado di esprimere una realtà così tragica"

La strada quindi, non delle parole che perpetuano le tragedie, ma come dimostrò Domon Kean, la fotografia realista, in grado con un fotogramma di racchiudere e cogliere il dramma umano in un istante nella sua totalità.

Quello che si coglie oggi con linguaggi che sembrano il manifesto del: "Non Esserci" che non descrivono nulla dei drammi umani: passività evidente...la prova è il sisma del Centro Italia....cosa è descritto....macerie....lutti...rovine....tendopoli....dichiarazioni di qualche " Alto Papavero"....promesse...e su altri fronti la follia ideologica mai sviluppata così alta a memoria d'uomo e non rintracciabile andando indietro nelle epoche....cosa non è descritto....la sofferenza umana autentica di un bambino reso orfano dalle degenerazioni del pensiero umano, sia qui che in altri luoghi, una donna che ha perso il suo compagno di vita, ma se non si osservano i volti di questi profondi drammi interiori c'è solo spazio per la neutralità dei concetti.

Ecco come Domon Kean nelle sue immagini descrisse invece il dramma interiore della perdita, specialmente quelle foto di bambini orfani su cui non è possibile rimaner indifferenti, ma è proprio sul suo lavoro che il grande fotografo realista indicò la sua forza espressiva.

Quando ritrasse Hiroshima poi raccolte in quel volume intitolato non a caso" Giorni di Odio e Disperazione" ....il fotogramma dell'oggi in cui l'antagonismo porta all'odio e poi la disperazione delle vittime dell'ennesima sottovalutazione delle passioni fuori controllo e senza rispetto per nulla...lui non fece la cosa più semplice....fotografar rovine, vittime private della vita...qualcosa di profondamente incisivo, direttamente sulle coscienze....ritraendo i vivi...con i loro volti sfigurati, i visi pieni di cicatrici, i loro occhi a domandar il perché di tutto ciò senza bisogno di alcun concetto.

Descrisse però anche la bellezza della natura ed i templi Buddisti, la gioia autentica del vivere che faceva un tutt'uno di questo assieme e vedendola non mi è stato possibile scindere una aspetto da un'altro.

Poi le maschere in quel teatro dei burattini ritratti proprio nello stesso giorno in cui il Giappone dichiarò guerra agli Stati Uniti; ma frasi dette dal grande artista che non solo, mi hanno colpito, di più, indicato una strada senza ritorni nella mia vena artistica che vedrà usar sempre di meno lo scrivere e quindi facendo leva sulle immagini, la vera sfida di oggi...ma è proprio sulla forza di esse che lui indicò cosa sono, ma soprattutto cosa non sono...una lezione per l'oggi dove siamo invasi da tutto ciò e la lezione di Domon Kean indicar la veridicità di un fotogramma.



"Dimenticare che stai usando una macchina fotografica"

Qui sta l'essenza del tutto e del perché siamo invasi da immagini, ma senza coglierne l'essenza: vediamo un fotogramma, ma senza osservarlo facendo in modo di riempirlo di parole, spesso dette da altri ed in questo modo quella foto sparisce e rimangono solo le degenerazioni dell'intelletto....come quando un uomo sofferente ti si presenta davanti, il volto di un bambino dagli occhi assenti, una donna rintristita, un'altro che entra dentro una mensa e ogni giorno che vi entra è una sconfitta interiore e materiale.

Quando invece sai cogliere l'essenza interiore del dramma, ma anche della gioia, ti dimentichi con quale mezzo quel fotogramma è stato creato ed è lo scopo primario di un ricercatore di immagini realiste che non desidera marchingegni mentali che si focalizzano sul mezzo ma sull'immagine ed è lo stesso fotogramma che si lascia ritrarre nella sua essenza quando cogli aspetti del vivere, evitando di fotografar forzature facciali, mascheramenti che è il modo per diventar effetto dell'invasione delle immagini.

Un lavoro il suo preciso come quando ritrasse i volti di uomini e donne di un certo rilievo, ma da lui apprezzati ed osservandoli, non ho avuto alcuna attenzione che per realizzarli usò una macchina fotografica, ma sui volti intensi ed espressivi comparsi davanti ai miei sensi.

C'è una sua frase che voglio immettere come ultimo frammento per questa epoca folle e superficiale.

" La realtà è nebulosa e non ha gambe come i fantasmi"


Da oggi cercherò di seguir i suoi insegnamenti in cui nessun linguaggio sembra essere in grado di esprimere una realtà così tragica e dovrò io stesso dimenticar cosa sto usando per descrivere anche la gioia del vivere: la vera sfida che si lascia ritrarre capendo se è una vera immagine o una forzatura.