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mercoledì 13 settembre 2017

Che accade se tutto finisce senza reti: satira sul calcio e le palle.


Quali immani tragedie avvengono se una palla non finisce in rete con la porta spalancata nonostante l’impegno di ventidue giocatori, sessantamila tifosi dentro uno stadio, milioni di telespettatori davanti ad uno schermo, mute di giornalisti sportivi, capi ufficio e uomini e donne desiderosi di far carriera rapidamente e politici senza attributi   con la costante di far cilecca davanti ad una porta spalancata da parte di ventidue giocatori, sessantamila tifosi dentro uno stadio, milioni di telespettatori davanti ad uno schermo, mute di giornalisti sportivi, capi ufficio e uomini e donne desiderosi di far carriera rapidamente e politici senza attributi


Vediamo in sintesi cosa accadrà: l’unico che vincerà sarà l’arbitro che al termine della scena muta la palla la prenderà senza bisogno di alcuna porta spalancata che però troverà una volta arrivato a casa con la palla e la porta spalancata davanti a lui.


I giocatori sotto la doccia, avendo fatto scena muta, una volta arrivati a casa, troveranno le porte spalancate davanti a loro, ma nonostante il possesso delle palle, continueranno a far scena muta, sotto gli effetti dello stress di aver fatto cilecca davanti ad una porta spalancata.


I tifosi, usciti dallo stadio in uno stato di depressione avendo visto ventidue giocatori far cilecca davanti ad una porta spalancata con una palla sparata in tribuna direttamente sui visi di politici senza attributi, ma nessuno in grado di sopperire alle loro mancanze croniche, arrivati a casa, troveranno le porte spalancate davanti a loro, ma avendo visto la cilecca con una palla sparata in tribuna, anche loro faranno scena muta nonostante una porta spalancata.


I telespettatori, dopo diversi attacchi di nevrosi vedendo ventidue giocatori far cilecca davanti ad una porta spalancata con una palla, andando in una stanza, trovando una porta spalancata davanti a loro, ma la loro nevrosi sarà tale che anche loro faranno cilecca nonostante il possesso delle palle ed una porta spalancata davanti a loro.



I giornalisti sportivi, dopo aver visto ventidue giocatori, far cilecca davanti ad una porta spalancata tirando una palla verso i riflettori dello stadio e cercar di dar giudizi sulle prestazioni dei giocatori con il compito di tirar palle verso una porta spalancata, si troveranno in difficoltà a quali palle riferirsi nelle loro valutazioni, giunti a casa si troveranno davanti delle porte spalancate davanti a loro, ma avendo avuto disagi per emettere giudizi, si troveranno con le palle a fari spenti nonostante una porta spalancata davanti a loro.


Il giorno dopo, negli uffici accadranno fatti incresciosi nelle gerarchie dei luoghi dove essere con i più bassi profili emozionali e quelli più alti verso il basso sono la costante. Quelli desiderosi di far carriera rapidamente si troveranno con il capo ufficio non desideroso di dar seguito ai loro impulsi, avendo visto la sera prima, ventidue giocatori far cilecca davanti ad una porta spalancata tirando una palla sul naso di un alto burocrate, velocemente trasformatosi in una immane carta da bollo, quindi nonostante diverse porte spalancate davanti al capo ufficio, egli non darà seguito ad alcuna rapida scalata nelle gerarchie usando porte spalancate davanti a lui tenendo le sue palle solo per le circolari interne usando il nonsense.



Il personale politico notoriamente senza attributi, giacché in caso contrario non sarebbero capiti, dopo aver visto ventidue giocatori far cilecca davanti ad una porta spalancata usando una palla finita sul viso di diversi porta borse, presto trasformati in zucche vuote, dopo l’ennesima cilecca, al fischio finale dell’arbitro, essendo privi di attributi hanno cercato di prenderle, poi hanno optato di darle in qualche loro dichiarazione ufficiale verso chi crede in loro, dopo essersi presi a schiaffi da soli per poter credere a quelli senza attributi, arrivati a casa hanno trovato diverse porte spalancate davanti a loro, quindi hanno cercato di far centro con qualche loro dichiarazione ufficiale con il risultato che le palle non sono potute entrare nella porta spalancata; solo in quelle di chi crede in loro.


Quindi l’unico che avrà usato le palle in modo corretto è stato l’arbitro; non tutti fanno cilecca davanti ad una porta spalancata.

















giovedì 7 settembre 2017

THE DARKNESS IS NOT FUNNY.




































domenica 21 maggio 2017

LETTERA AI PESSIMISTI.


Un inguaribile ottimista; in altre parole: “Uno che crede nel valore delle qualità umane e che non è affatto demotivato dall'ambiente circostante nel farsi domande” desidera scrivere un tenue libello ai pessimisti.






Logicamente la vita di un pessimista è assai più agevole e soddisfacente che per un ottimista.


Non deve usare gli occhi per osservare, ascoltare e poi eventualmente dir qualcosa, precisar concetti quando parla o scrive ed ovviamente, pensare con le sue percezioni e scoperte.
Mirabile è poi la vita di un pessimista che delega la sua vita ad altri, ricerca notizie negative sulla natura umana, diventa censore di se stesso se vede qualcosa che potrebbe mettere in discussione certi suoi dati stabili e poi il suo “Vaso di Pandora” Tanto tutto è inutile, non serve farsi domande, e meno che mai, modificar i tuoi pensieri sullo stato delle cose.


Straordinario è poi il presupposto di essere contro qualcosa ed a favore, non è dato sapere.


Il massimo fulgore per un pessimista si ha durante una disputa elettorale: una passione smisurata per un candidato, la certezza che è arrivato uno che modificherà le cose; al suo confronto, Mago Merlino e la Fata Morgana, assomigliano a due sgangherati ciarlatani.
Se vince il suo candidato, la sua gioia è immensa come quando qualcuno issava blocchi di granito per costruir Piramidi; poi il dramma interiore, prendendo in prestito qualche opera di W. Shakespeare.



Il suo candidato non ha fatto quello che lui sperava e si traveste da Pancho Villa, diventando un rivoltoso e finalmente all'apparire di un nuovo eroe, riceve una bella black list di ottimisti da andar a visitare.


Noi ottimisti, abbiamo una vita piuttosto movimentata di scoperte, ma siamo tacciati di essere dei codardi, quando un pessimista vuole coinvolgerti nei suoi presupposti. Un ottimista è tale quando semplicemente, attraversa la strada e se ne va; il pessimista non fa parte dell’universo di un ottimista, quindi allarga i suoi occhi, alla visione di ciò che vede; l’altro fisso su un punto.


L’ottimista entra in una libreria, leggendo racconti satirici sul potere, in altre parole: la parte più seria e meno ridanciana della letteratura. Eccolo quindi leggere un’opera di Aristofane:” I Cavalieri” con gli insegnamenti del servo al salsicciaio: “La Democrazia non è per le persone istruite, ma per gli incolti, i fetenti ed i farabutti”


Il pessimista si tuffa a veder un talk show dove non si fa che parlar di Democrazia; in altre parole, la farsa tragicomica del vivere con il corollario immancabile di piagnucoloni, vittimisti, perseguitati dai massicci portafogli, sepolcri imbiancati e pontificatori perenni del nonsense.


Uscito dalla libreria, l’ottimista sarà accusato dal pessimista di scarsa vita sociale, senza contare che per dirlo, ogni giorno usa mezzi creati dagli ottimisti, quelli che si fanno domande e percorrono le strade dell’impossibile: “La vita consapevole”



Attilio Saletta.





giovedì 28 gennaio 2016

LO STOLTOMETRO.



A quanto pare la ciurma degli stolti ha messo in atto un’altra delle loro mirabolanti imprese, tali che il Barone di Muchaisen potrà essere considerato una persona mite, salendo su una palla di cannone; i nostrani sono meglio in quanto ad azioni da gradassi.
Giunto in questi sfortunati lidi un governante di un altro paese, non hanno trovato di meglio che coprir statue per nascondere parti, onde non suscitar le sensibilità del governante, del resto…tra statue di sale ci si intende.
Certo è che se uno dovesse coprir tutte le attività da “Capitan Fracassa” fatta da questa ciurma non meglio definita…per ogni statua non basterebbe per coprirla un silos…. Ma credo vi sia una soluzione migliore.
Davanti ai palazzi imperiosi, issare un bel “Stoltometro” …inizialmente un palo alto due metri…ma con la certezza che tempo un mese giungerà sino alla ionosfera…così gli “Ufo” scenderanno sulla terra, ma vedendone altri, ma peggiori, risalirebbero velocemente, così gli “Ufo” nostrani sosterrebbero con orgoglio di aver salvato la terra da un attacco degli “Ufo” …così noi avremo sempre la certezza di essere attaccati da “Ufo” a due zampe e attività cerebrale non meglio definita.
C’è sempre la possibilità che le statue possano incominciar a parlar assieme agli specchi, poi le risate dinnanzi ad ipotesi di statisti, soliti parlar davanti a statue e specchi per essere convincenti da oggetti inanimati; del resto tra simili ci si intende…
Credo vi sia una soluzione adatta: a Villa Borghese sarebbe possibile issar palchi dove senza freni inibitori, gli stolti potrebbero mettere in azione i loro “Sgallinati dialettici” …carovane di villeggianti vi giungerebbero solo per ascoltarli, anche se qualcuno potrebbe aver problemi alle costole per il troppo ridere e i connazionali degli stolti non aver nulla da ridere, non comprendendo il motivo del ridere dei villeggianti.
“In realtà un umorista è uno sconsolato con un problema: possiede solo dieci dita e le giornate, unicamente di ventiquattro ore”





                                   Attilio Saletta.



sabato 23 gennaio 2016

Human ofcourse and daily crime scene.




Sulla scena appare un uomo senza vita; attorno al deceduto vi sono: uomini facoltosi, rappresentanti dell’opinione pubblica, dei media e popolani che discutono ferocemente attorno al morto ed a guidar la contesa ovviamente politicanti che inscenano dispute dialettiche furibonde…l’unico tranquillo appare il deceduto…gli altri supposti vivi appaiono dominati dalle nevrosi del consenso.
D’improvviso, mentre le dispute feroci attorno ad un morto alzano i toni della dialettica…su qualche parete appaiono immagini che naturalmente i “Facoceri” trascurano…ma sembra la trama e l’ordito del “Crime Scene” ed i duellanti, forse i mandanti…la vittima giace attorno a loro…il suo viso sereno…i loquaci con facce a spigoli ed occhi di fuoco mentre passa un cervello umano con le valige e catafalchi a ruote con raffigurazioni di mummie.

Le immagini su qualche parete di edifici mostrano: un bambino felice del rapporto con il sapere con i suoi occhi curiosi, poi lo stesso bambino accusato dai suoi compagni di scuola e dall'insegnante di voler farci qualcosa di suo con la conoscenza, l’immagine successiva mostra il bambino annoiato in un’aula scolastica perché desidera sperimentare in pieno ciò che l’insegnante cerca di farli apprendere, non essendo possibile, ecco che si annoia sui temi del disco rotto dei grandi uomini, le guerre e le degenerazioni del pensiero umano di cui le guerre un manifesto della depravazione del pensiero umano; quindi ecco agli occhi del bambino il falso pedagogismo e il falso centro commerciale della svendita dell’essenza umana.
Sarebbe il caso che l’insegnante, invece di prendersela con il bambino…indagasse su se stessa/o…

Naturalmente le dispute dialettiche continuano sempre di più e i duellanti si infittiscono mentre solerti operai pongono diverse latrine su una piazza a poca distanza dal luogo della disputa dialettica…i doppi sensi da dove sgorgano l’humus dei loquaci appare inutile; il deceduto sembra l’unico tranquillo, un manifesto mostra l’annuncio di un concerto di musica dodecafonica e un foglio di giornale indicante cronaca politica; su un’altra un concerto di musiche di Bach, Vivaldi, Chopin e Mozart…ma la sala rischia di chiudere….non così quella dove la musica dodecafonica si svilupperà… del resto….è vicina ad un palazzo austero…lì i commedianti hanno la possibilità di sviluppar le loro scalcinate trame, ma con una differenza: quelli che fanno i commedianti di mestiere…fanno ciò solo il tempo di una commedia e poi affrontano la vita reale….gli altri mettono in farsa la vita sociale full time, ma è una farsa tragica accentuata dalla dialettica.

Le immagini proseguono mostrando: un bambino decide quali giochi fare con i suoi coetanei come sudditi, poi un altro gruppo dove gli intrecci di progettualità ludica hanno la possibilità di manifestarsi in pieno…poi giornali e trasmissioni televisive dove uomini auto referenziali si considerano il centro di ogni cosa, all'esterno sembrano umanisti…ma nei loro luoghi di potere è il regno delle tenebre e i sudditi essenziali, giacché i fatti sono nemici della concordia.
Un’altra immagine mostra invece un luogo dove la ricerca è essenziale e gli intrecci di progettualità un menù costante, l’antagonismo non esiste ed è vera competizione fondata sul controllo reciproco e la mediocrità un crimine…sembra quindi che attorno ad un morto…la mediocrità non sia un reato…non esserlo sicuramente…forse il deceduto commise questo efferato crimine.

La disputa attorno al morto prosegue mentre qualcuno entra dentro qualche latrina e musiche da opera buffa si ode all'interno…ma sulle pareti altri immagini giungono…

Un giovane ragazzo è attorniato da altri che parlano, usando la “Cultura del si dice” lui non dice nulla…poi una sua frase: “Ma siete certi di quello che dite?” …Occhi inferociti e visi canuti dei suoi coetanei…lascia il gruppo con viso ilare il ragazzo dalla frase semplice…

Invece di prendervela con quel ragazzo…indagate su voi stessi; vi sono persone che amano sperimentar ogni dato…se non è possibile…vi mollano…se poi l’accusate di asocialità…abbiate l’idea che la maggioranza dei mezzi che usate sono il frutto di persone considerate degli asociali; forse sarebbe il caso di riflettere.

Il concerto stridente prosegue attorno ad un deceduto mentre passa un carro funebre indicante le parole più usate quali: Democrazia, Giustizia, Libertà, Decenza e Curiosità Critica e sopra la bara: “Dead Town” ed i duellanti assumono toni austeri mentre passano pupazzi senza testa e i loquaci appaiono ammirati e sognanti, del resto…presto vi sarà una disputa elettorale ed una banda musicale passa sulle ali del Dixieland: “The Ciarlatan Band”

Altre immagini giungono dalle pareti: un giullare affermar un semplice concetto…se lo sviluppo delle qualità umane fosse stato dato dalle opinioni; cosa accadrebbe oggi?

Improvvisamente i duellanti appaiono in mutande, iniziano a parlar con suoni gutturali, salgono su cavallini a dondolo ed osservano una pietra a forma di ruota con toni risentiti.
Poi cadono oggetti frutto di persone che non hanno mai badato al “Carcere del pensiero umano” le opinioni quindi: un sestante, un bisturi, cartine geografiche, un motore a scoppio, una cinepresa, la boccetta di un vaccino, un modello di un aereo, un computer e dichiarazioni pompose di politicanti sulla follia di certe persone che credono di essere nate in maniera diversa da loro e dall'opinione pubblica.

Altre scena appaiono: un uomo cerca di passar sulle strisce pedonali ed è insultato da altri, a bordo di auto, un uomo malmenato perché ha detto ad uno di non buttar carta per terra, un altro discende da un mezzo pubblico per gli odori nauseabondi di altri, frutto di bevande alcoliche e domanda a se stesso, se possa vivere ed aver diritto alla vita con la decenza, il senso della misura e soprattutto, giudice di se stesso e se non è possibile esiste solo lo spazio del regno delle tenebre e le idee che devono andar bene per tutti e unicamente tinte unite senza sfumature e se per caso dicesse di una sua scoperta sarebbe circondato dalle parole ridondanti dei suoi simili.

Improvvisamente accade qualcosa di non previsto: il deceduto si desta e corre felice per la piazza…i duellanti inviperiti rincorrono l’uomo accusandolo di essere vivo mentre loro avevano discusso della sua morte, un affronto alla loro superiorità intellettuale, lui ride felice e saltella ed issa un cartello:

                                  “Sono un introverso”
Siamo tenaci ed amiamo pensar diversamente dagli altri.   
                         “La vita consapevole, quindi non amiamo oscuraci la vista da soli, rinchiudendo in un baule le nostre domande, magari per aver vita sociale”
I duellanti dialettici vanno verso i loro palazzi austeri, entrano, ma finiscono come figuranti in un’opera buffa allegorica sull'oscurità in qualità di spettri inseguiti da loro stessi.



                                                Attilio Saletta.






sabato 5 dicembre 2015

Il ritorno dello spirito di contraddizione.


           Il non plus ultra contemporaneo:
                              Le opinioni.
In questo dominante “Medioevo Tecnologico” che demotiva l’uomo a pensar, o forse meglio, lo spirito umano è un’inutile accessorio, magari da usar solo nel periodo natalizio condito da belle dosi di doppiezza ed amnesie dopo un bel brindisi augurale; augurandosi che l’egoismo non possa trovar l’antidoto, proprio nelle vita spirituale e la mente umana, forse è il caso di riflettere come la società demotivi l’uomo a pensar e la brutalità e gli estremismi, frutto di ciò.
Qual è la cosa più facile per ottener consenso? Sollevar polveroni e nebbie mentali per impedir all'uomo di osservar la scena con tutti gli attori presenti, usar le nevrosi e le drammatizzazioni del pensiero umano, la vita consapevole, un nemico; preso in questo caos di opinioni, di spasmi dell’ego, allarmi non previsti, riduzioni rilevanti di spazi d’indipendenza dell’unico essere vivente dotato di senso critico, l’uomo si sente perduto.
Consegna la propria essenza al catafalco delle opinioni come quei bambini a spaccar pietre dentro le caverne del “Tempio maledetto” in una società creata apposta per demotivar la mente umana ad agir per crear benessere; agendo per provocar insania in ogni dove, inserendo concetti che dovrebbero andar bene per tutti come la globalizzazione, la pratica degli OGM, l’ideologismo senza controllo, discorsi forcaioli sull'essenza umana; così l’uomo, terrorizzato da questo clima tossico ed insano, depone le sue armi di domande che avrebbe da porre, pensando di non poter guadagnarci la vita con l’osservazione di quello che vede ed avviene un crollo d’indipendenza della società stessa.
In questo sistema malato, con difese oramai allo sbando, i germi peggiori possono trovar facilmente presa ed incidere; ovviamente prima non sarebbe stato possibile quando l’uomo aveva più possibilità di incidere sul volano della sua indipendenza.
Che accade materialmente: un uomo si trova in difficoltà in questo insano bailamme caotico, ha certe predisposizioni mentali indipendenti, ma abbandona la lotta, rinchiude dentro un baule il meglio di sé perché non trova rispondenze alla sua carica progettuale e finisce per diventar censore di se stesso per poter vivere e finisce anche lui nelle caverne del “Tempio Maledetto” dove le opinioni dettano legge e l’utilità dei concetti come principali nemici.
Quei bauli diventano sempre più grandi e testimoniano una società che demotiva l’uomo a pensar, peggio, ad aver quel coraggio cerebrale necessario per far fronte alla vita, ma essendo rinchiusi dentro bauli, non possono essere utilizzabili; ma in quei bauli risiedono le risposte per l’oggi perché sono la testimonianza del meglio di sé di ciascuno, quello che questa malata società non desidera che venga messa in circolo e crear benessere.
I parametri malsani sono la pomposità sociale, la retorica, l’aumento disgustoso di parole dette, la ragione che più fuori controllo non potrebbe essere; tutto ciò che questo mondo non dovrebbe avere, neanche per un nano secondo ed il meglio, dentro di ciascuno di noi, ma temiamo di farlo agire per quella zavorra sopra di noi chiamate opinioni.
Siamo come un esercito che ha ogni mezzo per far fronte ad ogni attacco, ma teniamo l’artiglieria migliore rinchiusa in un magazzino inaccessibile; il nemico si trova la strada spianata davanti ed è la immagine fotostatica di questo “Medioevo Tecnologico”
Io non ho deposto il meglio di me in un baule, chiuso a tripla mandata, temendo le opinioni e quel tarlo devastante che incomincia ad essere cancerogeno, patologia rovinosa dell’essenza umana chiamata” Piacer agli altri”
Preferisco continuar ad essere un clandestino della conoscenza, entrar in questo ridondante polverone contemporaneo e trovar tutto ciò che mi impedisce di vivere, una vita economica degna di questo nome; una battaglia che mi sta costando anche problemi cardiaci per la natura interiore della mia sfida ed essere se stessi è la più grande delle lotte, ma silenziose, che un uomo possa mettere in atto, davanti ad una società contemporanea che fa di ciò, quello da abbattere prima degli altri; il meglio di ciascuno quindi, così il peggio non avrà ostacoli e le cronache sanguinolente d’oggi sono la conseguenza dei troppi artificiosi “Non plus ultra” che questa società ha inserito, non importa a quale latitudini si riferisce.
Passerò questo periodo dell’avvento in silenzio, fuori dalle luminarie; cercherò l’essenza negli occhi degli ultimi, ma in possesso di grande dignità e decoro, in chi soffre in silenzio e vedendolo sembra che stia bene; con se stesso sicuramente.
Ma con una speranza: che lo spirito di contraddizione entri nei cuori di tante persone, che costituì quel microcosmo di speranza attorno ad una capanna umile, e dentro, un bambinetto appena nato e due genitori scacciati da ogni luogo, principalmente dalla vita interiore di ciascuno.
Quello spirito di contraddizione costituisce il vero spirito di queste settimane e se attorno ad un albero natalizio, i doni saranno costituiti da questo spirito e bauli riaperti…il peggio della natura umana potrebbe essere scacciato.

Io non chiedo nulla; forse è già di per sé un gran dono.


                                       Attilio Saletta. 




venerdì 13 novembre 2015

UN PUTTO CONTINUA A FAR IL SUO MESTIERE: L'INSOLENTE.



Ammettiamo che un putto continui a far l'insolente...ovverosia....scolpito mente getta acqua candida sulla testa di un regnante, un populista, un alto burocrate, un tecnocrate o un rappresentante dell'opinione pubblica....la stessa entità fumosa in altre parole; anziché  l'entità fumosa farlo al suo prossimo ed incontrasse qualche contemporaneo, facendogli qualche domanda...immaginate cosa il moderno che avanza risponderebbe....



Nella vostra epoca è più facile ottenere vita sociale aderendo alla doppia morale e la menzogna, oppure ricercando al meglio le proprie qualità umane  e farsi domande?



Suona meglio una sinfonia con tutti gli strumenti a disposizione e nessuno che soverchia l'altro, oppure uno con solo quelli a percussione? Quindi quando fate vita sociale seguite in primo precetto o il secondo? Che cos'è migliore: Il Guglielmo Tell di Rossini o una musica dodecafonica? Su quali precetti date il vostro consenso?



Se andate ad una funzione religiosa e vedete entrar un infimo corruttore dar del denaro per la povertà e prendere con volto devoto la comunione e poi vedete una persona umile che va a confessarsi per aver dimenticato di salutar la propria madre e poi va a messa donando pochi euro che sono quelli chi ha; chi avrebbe più consenso e titoli di giornali e punto di riferimento sociale?


Quale sarebbe l'animo di un credente dai forti legami etici e morali davanti a qualche prelato che dicesse messa e poi contraddicesse con fatti quello che aveva appena detto ed il successore al trono di Pietro fosse oggetto di attacchi nascosti, compresi intrighi e trame per screditarne il suo impegno contro la doppia morale ed il relativismo? La sua vita spirituale sarebbe agevolata, oppure dovrebbe innalzar i suoi anti corpi etici ed un maggior lavoro dentro se stesso?


E' più facile ottenere il consenso attraverso la nevrosi come le patologie del contarsi, oppure usando la vita consapevole; se oggi non si muore più per patologie che prima mietevano vittime in quantità; ciò è dovuto alla vita consapevole o alla nevrosi del contarsi?Quindi l'allontanamento degli spazi di vita umana, dipendono dalle nevrosi o dalla vita consapevole?

Cosa ottiene più spazio sui giornali e nei media: il teatrino degenere della politica, distante anni luce dalla vita dell'uomo, la vita romanzata dei potenti, i fatti eclatanti, un discorso infiammato di qualcuno a parte quello che gli fa svolgere un discorso infiammato, l'ostentazione o invece quello che provoca tutto questo concerto degenere: l'esclusione sociale di menti dinamiche e progettuali, i quali devono la loro condizione da dover affrontar la doppia morale, la mediocrità, l'indifferenza e l'invidia e quindi la cattiveria umana non è letta sul David Copperfield; ma direttamente nella vita di tutti i giorni? Compreso il tagliar i loro legami affettivi e la vita stessa e qualcuno, raro, continua la sua silenziosa sfida, ma la maggior parte perisce sull'altare della doppia morale...nei media ciò è presente o la doppia morale è travestita con il manto della democrazia?


E' più agevole affidarsi alle gerarchie politiche del momento e quindi affidarsi a loro con una speranza che finisce nel messianico pagano; oppure la ricerca di teorie false sulla natura umana?
Se volente andar in un ristorante per cena: scegliete il meno peggiore o cercate il meglio e se non lo trovate, è così strano che cucinate da voi, scegliendo personalmente gli ingredienti e quindi nella vita sociale siete voi che ricercate gli ingredienti del vivere; questo precetto vi rende facile il rapporto con i vostri simili?



E' più facile aver consenso ed opinioni favorevoli se andate a sbattere con la vostra auto contro un albero ed imprecate contro di esso, oppure vi lamentate con voi stessi per la vostra imperizia? E' bizzarro sostenere che uno alla guida di un camion ha più responsabilità di uno che viaggia a piedi? Oppure vi affidate ad uno che sostiene di potere guidar un aereo supersonico, ma a malapena sa viaggiar su un triciclo? Si cresce attraverso le opinioni degli altri, oppure indagar su come si formano attraverso il sapere come sapere? E' più facile far finta di vedere o aver l'intenzione di osservar, ad esempio teorie false in cui chi le crea evita di veder cosa la smontano, e se ciò accade determina che quella teoria è falsa, ma nessuna teoria è messa in discussione, quindi chi le analizza ha un compito più agevole nel vivere che uno capace di passar da un abbaglio all'altro?


Da bambini vi capita di far parte di un gruppo di giochi con vostri coetanei: dove è più facile giocar...in uno dove un solo bambino decide quali giochi fare e regole, trovando piccoli miliziani al suo comando; oppure un'altro gruppo di giochi dove ciascuno porta la sua carica progettuale che si intreccia con le altre; quando si diventa adulti...qual' è il precetto dominante...forse quello di assenza di regole ed a comandar una società senza regole, un capo dei giochi con molti miliziani al suo seguito generando la peggiore delle anarchie?


Come mai che la libertà vissuta interiormente non ha mai creato un singolo omicidio e quelle ostentate quasi solo omicidi? Se uno osservasse musei, mausolei, statue, anniversari, cerimonie, militi ignoti, anziché veder lutti e coccarde, percepisse la sconfitta del pensiero umano attraverso l'intelletto, le passioni e la ragione fuori controllo, mentre la libertà interiore ha nei suoi vertici proprio il controllo del pensiero umano...ed allora chi avesse questi precetti...avrebbe comuni argomenti di discussione con i suoi simili?


Cosa agevola di più la vita sociale di un individuo: aderire alla doppia morale diventando censore della conoscenza di se stesso; oppure rimaner un clandestino del sapere che ha tantissimo da scoprire, comprendendo la doppia morale che si traveste da vita sociale?

Attilio Saletta.