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domenica 17 settembre 2017

IL MIGLIOR ANTIDOTO CONTRO L'ODIO E' IL DUBBIO.


Quando il dubbio ed il senso critico declinano, c'è la regressione in ogni ambito; quando invece si è disposti a mettersi in discussione a partire dai propri pensieri senza desideri di validarli, anzi, metterli in difficoltà, si ha la crescita. Un assioma del vivere inesorabile.


La vita pubblica avrebbe senso solo unicamente se rispondesse a questo semplice parametro: 
Sono giunto qui da voi per essere messo in difficoltà attraverso i vostri singoli vissuti. Se questo non avverrà, io sarò stato fraudolento nei vostri confronti, ma con il vostro consenso e con voi senza alcun legame con i vostri vissuti.


Da molti anni sono sempre più in disaccordo e sempre maggiormente sul fatto che nell'odio vi sia qualcosa di naturale e razionale, ma sopratutto che al suo interno vi sia del risentimento tra chi si confronta attraverso l'odio; all'opposto ed anche nei momenti più cruenti ci sia invece condivisone di intenti.
I'odio condiviso è invece da sempre contro le migliori qualità umane, chi per sua natura abituato a pensare diversamente dai propri simili e quindi menti libere, ma principalmente contro il dubbio ed il senso critico, i principali nemici di chi odia che si nutre di una marea di fasulle certezze e se ciò è ampio come oggi, esiste il declino come oggi.


Carol Emcke, ha scritto nel 2016 un libro che, punto per punto, è riuscita a descrivere i meccanismi dell'odio. 
Considero questa donna, una delle migliori menti critiche esistenti.
Lei non a caso ha intitolato il suo lavoro:

" CONTRO L'ODIO"


Indico qui dei passi della premessa del suo incisivo lavoro in cui ci ho trovato tanto del mio vissuto critico da molti anni a questa parte; esiste ancora spazio per crear sanità mentale in questo mondo.


 A volte mi chiedo come facciano a provare tutto questo odio(...) Come possano essere così sicuri(...) Coloro che odiano devono esserlo, altrimenti non (...) ammazzerebbero in quel modo.
Devono essere sicuri di sé. Non aver alcun dubbio.
Se si dubita al proprio odio, non si può odiare.

I Forse disturbano, sottraggono energie che invece devono essere canalizzate..

L'odio è un sentimento inesatto(...) la precisione implicherebbe uno sguardo o ascolto mirato.


Sfumando i contorni(...) gli individui diventano collettività indistinte e si può insultare, urlare come viene: gli ebrei, le donne, gli infedeli,i rifugiati(...) 

L'odio si fabbrica il proprio oggetto su misura.


L'altro è quell'entità che si può denunciare, disprezzare, ferire ed uccidere uscendone impuniti.


Si odia in maniera sempre più aperta e sfrenata. In rete, le fantasie violente ed i contenuti offensivi, spesso non si nascondono più.


Adesso chi considera il rispetto per la propria controparte, una forma di cortesia(...) deve quasi vergognarsi, e per chi gli nega, insultandola e vomitargli addosso pregiudizi, dovrebbe essere orgoglioso.


Mi rifiuto di accettare che questa corsa all'odio diventi una prassi in Europa come altrove.


L'odio per sfogarsi ha bisogno di modelli preconfezionati: le suggestioni, le immagini(...) L'odio va coltivato.

L'odio va affrontato respingendo il suo invito alla fraternizzazione.

Chi affronta l'odio con l'odio sì è già fatto influenzare e deformare da esso.


Invece va affrontato con l'atteggiamento che chi odia manca, la differenziazione e la messa in discussione di se stessi(...). Si inserisce una riflessione su come sia nato e come opera.

Vanno spogliati della loro sicurezza, privati della loro colpevole superficialismo e  cinismo.


Condannare l'odio e la violenza non è abbastanza, bisogna analizzarli nella loro modalità operativa, mostrare dove sarebbe stato possibile qualcosa di diverso.


Le malvagie pratiche di esclusione(...) per queste sono responsabili tutti.

Togliere a coloro che odiano lo spazio per fabbricare su misura il proprio oggetto è responsabilità di ogni membro della Società Civile, nessuno escluso, non sono ammesse deleghe.



Pronti a contestare le posizioni degli altri, ma incapaci di mettere in discussione le proprie.


Hanno paura della diversità e della conoscenza, le armi più potenti che abbiamo.













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mercoledì 27 gennaio 2016

Lettera di un introverso e clandestino della conoscenza nel giorno della memoria.


"Ogni giorno scopro qualcosa e riesco a stupirmi della vita; agisco così anche per chi non scopre mai nulla ed è sempre sulle prime pagine dei giornali che sono il manifesto dei linguaggi cimiteriali"

Potrei dir  tante cose di come noi introversi siamo considerati degli asociali da chi usa ogni dì mezzi creati da noi introversi.
Non serve, ma siamo dei clandestini della conoscenza ogni giorno...eppure all'inizio tutti siamo così quando siamo bambini....poi qualcosa accade....

Entri nei meccanismi dell'istruzione ufficiale ed ecco il "Diktat" 

Per aver vita sociale dovrai abbandonar il possesso della tua orchestra sinfonica in cui nessuno prevarica l'altro; dovrai abbandonarla, avendo una con il dominio degli strumenti a percussione.

Allora ecco che si diventa censori del clandestino della conoscenza e della vita sociale stessa.
Ma gli introversi scelgono di continuar ad essere clandestini della conoscenza e pensar diversamente e quindi accusati di asocialità e scetticismo.

Oggi è la giornata della memoria; ecco un esempio semplice di come vede le cose un introverso e come penetra nel pensiero umano ed allora incontra il risentimento dei più, usando la forza del suo potere immaginativo...è inutile dir che si tratta di un evento autobiografico e quindi la sfida è essere se stessi, il coraggio è mettersi in discussione; la codardia è la violenza ed irregimentar la conoscenza stessa che apre le porte alla pomposità dei discorsi e gli atteggiamenti auto referenziali che sono la codardia pura sulla natura umana.

Un ragazzo è interrogato sull'olocausto ebraico, ma prende un voto basso a scuola, trova il risentimento dell'intero corpo docente e naturalmente l'acredine dei suoi compagni di classe...cosa è accaduto?
Semplice: gli altri ragazzi hanno citato cosa il "Tomo dell'Assolutismo" dice e diceva; lui, l'introverso, "No"

Parte con il suo potere immaginativo: siamo attorno al 1933 a Dresda, c'è una famiglia ebraica molto amata dai suoi vicini per l'alto contributo che svolgono in quanto artigiani.
Certo la crisi economica è forte, ma loro creano benessere per i loro simili...ma ecco gli esperti di zizzania intervenire con il loro terrorismo psicologico.

Gli ebrei sono i soli responsabili della crisi economica, quindi vanno annientati...non si tratta del'azione di qualche rozzo individuo...di uomini dalla vasta cultura, ma che hanno bisogno di un capro espiratorio per togliere di mezzo qualcuno e quindi l'arma del pregiudizio per innescar la depravazione del pensiero umano che da sempre è stata generata da falsi colti; un elemento assiomatico anche, o meglio soprattutto oggi.

Cosa accade: quella famiglia ben voluta di artigiani, con l'azione di esperti del caos, diventa improvvisamente oggetto dell'odio di chi prima invece amava....come è potuto accadere?


Per l'azione di falsi colti che con l'arma della dialettica hanno convinto, quasi sempre con le minacce per instillar il germe dell'odio feticista su quella famiglia ebraica e quindi con la depravazione del pensiero umano, usando come cuneo, la crisi economica, ma senza indicarne alcun tratto, solo attraverso la vaghezza dei contenuti che da sempre arma i conflitti, le guerre ed il feticismo.

Ecco che allora quella famiglia si trova al centro dell'odio mentre prima era così ben voluta e le ingiurie, le cattiverie sono giornaliere come in quel dipinto di Botticelli che descrisse i meccanismi dell'ingiuria.

Principalmente si tratta di una profonda mutazione del pensiero umano messo in azione da falsi colti, quindi una macabra attività psicologica sulla stessa natura umana; ma nei tomi dell'assolutismo non c'è traccia di ciò, solo dei fantocci...i tiranni ed i loro sgherri ed i loro discorsi; non ciò che ha creato l'humus dell'uso cieco del potere.

L'apice della follia omicida si ha quando quella famiglia così amata precedentemente, con un sottofondo di urla smodate da parte di chi apprezzava quella famiglia di artigiani è buttata in un carro e deportata poi in un campo di concentramento dove in seguito morirà assieme a milioni di altri, ma con lo stesso meccanismo ordito da falsi colti ed ad ogni latitudine con chi diceva di combattere l'omicidio in nome delle idee che intanto faceva affari con le stesse persone che dicevano di combattere...lo stesso meccanismo do oggi quindi....

Ecco perché la giornata della memoria è così importante; ma solo se si possiede potere immaginativo per pensar diversamente sulla genesi della violenza creata sempre da falsi colti

Per questo che io ebbi un voto basso a scuola, preferendo quelli elevati in libertà mentale.

"Continuo ad essere un clandestino della conoscenza; la banalità del male è il nulla incensato da sempre dai tomi dell'assolutismo,  i film di guerra ed il fatalismo che passa per essere vita sociale"





Attilio Saletta.


domenica 22 novembre 2015

C''è ancora spazio per l'umorismo?


Che cos'è l'umorismo se non la forma, direi unica, di senso critico, la sola che indaga sulle emozioni umane?

Quindi incomincio ad aver l'idea di scrivere una favola umoristica proprio su cosa accade oggi, dimostrando quindi l'unico senso critico vero, quello che si dice che sia, si limita agli aspetti che emergono nella superficie dei fatti, l'umorismo da quello che muove le tragedie umane...i beceri pensieri sull'uomo.

C'è un precedente al riguardo: un umorista ebreo che era dentro un campo di concentramento nazista, dove morì, spese ogni istante della sua esistenza sino alla fine a sviluppar umorismo critico per far rider sul volano della consapevolezza i suoi compagni di sventura; ma anche i suoi aguzzini risero delle sue storielle e battute,senza mai accorgersi che erano rivolte a loro, neanche mai compresero che molte delle sua battute erano contro Hitler stesso.

Quindi ecco che svilupperò una cosa simile nei prossimi giorni attraverso una fiaba umoristica; quella che sembra più inopportuna da far oggi..quella che chi crea la degenerazione del pensiero umano desidera che non appaia mai, proprio perché è   l'unica forma di senso  critico che indaghi sulle degenerazioni del pensiero umano.


Attilio Saletta.




giovedì 19 novembre 2015

Il declino democratico dell'occidente, principale complice della brutalità.


Un non più rinviabile terremoto interiore, ovverosia: "Il giallo morale su cui nessuno indaga"


Viene da chiedersi in tutto questo clima criminale, dove esistono le vittime e le scene dei crimini, ma tutto il resto in un vagar di concetti che finiscono per agevolar gli assassini anziché porgli ostacoli; questo giallo criminale non può che partir dalla regressione democratica dell'occidente, che invece di percorrere la strada della maturità dell'agir politico, ha preferito la strada opposta, quella dell'immaturità ed incapacità democratica, questo ha creato un qualcosa che neanche il più becero degli ottimisti sanguinolenti che oggi mietono vittime avrebbe mai sperato.

Un uso distorto della democrazia che doveva e deve porre il freno alle passioni fuori controllo, ricercar il meglio delle menti presenti nelle nazioni, impedir accaparramenti delittuosi, diminuzioni degli spazi del vivere, trovar soluzioni nelle capacità critiche dell'uomo, ma ha fatto esattamente l'opposto e questo ha creato il brodo di cultura della violenza odierna che è ancora una volta, distruzione sistematica di valori e quindi immaturità democratica, inserendo dati palesemente falsi nelle decisioni umane.

Uno smodato e insano uso del consenso che doveva e deve essere uno degli strumenti più marginali della democrazia, giacché è l'elemento del vivere dell'uomo, l'unico cardine, non i sondaggi d'opinione che essendo costruiti per inserir artificiosità nel vivere, fanno il percorso opposto.

Come cioè ci guadagno la vita stessa attraverso le mie capacità, sviluppo delle qualità umane; tutto ciò che questo imbarbarimento falsamente democratico ha distrutto, facendo emergere, non l'uomo, ma l'uomo-massa, oppure l'individuo-nichilista, due facce dell'immaturità democratica che hanno spalancato le porte di una follia omicida indescrivibile che ha nella sete smisurata del possesso uno dei principali cardini, ma sono state le democrazie più degenerate come da noi a metterlo in piedi con una sete di potere e di possesso umano psicotica.  

Che senso ha dire che questo clima verrà sconfitto dalla cultura quando è proprio dal declino occidentale è partita la missione per toglierla di mezzo, come da noi che giustamente siamo stati all'avanguardia da questo punto di vista: " Con la cultura non si mangia, chiusura di sale concertistiche ed  al loro posto centri commerciali con finalità non proprio etiche, aiutar le televisioni che sono state come ora le principali affossatrici della cultura, donne oggetto a render sostanziose le feste in palazzi imperiosi"

Come fa un individuo che ha come mantello principale il nonsense affermar un concetto simile quando l'attacco alla cultura è partito dalle file dell'occidente e da noi sopratutto; uno dei mezzi che ha spalancato di più questo sciame di sanguinolenti, favoriti come non mai da un processo d'immaturità democratica senza pari.

Non parliamo poi dalle strade delittuose in economia con la peggior ingiustizia sociale mai apparsa nella vita dell'umanità con una marea di concetti tossici sulla vita stessa e come questi hanno ridotto gli spazi di vita dell'uomo in favore di un gruppo di oligarchi senza valori e forse neanche percezioni umane; tutto questo non ha favorito chi aveva ed ha gli stessi presupposti?

Qui però elementi di profonda immaturità congenita democratica di questo paese; tra i peggiori da questo punto di vista.

Litigiosità senza freni che sarebbe come se lo sconfitto ad un'elezione presidenziale americana augurasse il peggio alla nuova amministrazione ed il nuovo inquilino di Washington; da noi è la norma, lì non accadrà mai.

Conferenze stampa autoreferenziali smodate e festival di esibizionisti; ma in Giappone, a pochi giorni dal devastante sisma, le strade furono rimesse apposto e le Autorità si scusarono per i ritardi; avete mai visto un politico far una cosa simile o un governante da noi? Mai!

Uno dei segni di maturità democratica è la fiducia: all'indomani della riunificazione tedesca, l'abitante di Francoforte sapeva che avrebbe dovuto pagar tasse in favore del suo nuovo connazionale di Dresda; ma era fiducioso che ciò avrebbe aumentato la qualità del vivere di quel cittadino, così avvenne.
In Italia, questo clima non esiste, un'altra prova di immaturità democratica che nulla ha da spartir con il consenso.

L'ultima prova è come si diminuiscono le disparità: è evidente che uno che vive in una radura del Galles ha uno standard di vita minore di un suo connazionale che abiti nella City Londinese; ma non sono gigantesche come da noi, tra uno che vive a Varese ed un suo simile ad Enna.

Tutto ciò ha favorito o messo argini all'esplodere della violenza ed uso cieco delle passioni, oppure in occidente le abbiamo usate per crear il consenso e quindi favorito l'attività degli estremismi più beceri?

Ma crediamo veramente con tutto questo festival d'imperizie occidentali, spesso criminose, saremo capaci di disinnescar l'ordigno della follia politica; oppure siamo stati noi a fornirgli la bomba, compresa la spoletta per l'esplosione?  

Che senso ha gettar odio contro un'altro odio se non d'intensificarne le attività?

Pensiamo veramente che senza un ripristino di valori, potremo sconfiggere il frutto insano creato da noi in occidente, oppure di ridar un senso autentico al vivere, alle capacità umane, al senso comunitario del rispetto, di diminuir le ingiustizie e provocar quel terremoto interiore necessario, fuori dai circoli dei benpensanti, seduti comodamente su qualche trono, dentro una torre d'avorio a dialogar placidamente sul destino dell'uomo ed è questo agir placido che oggi mina le possibilità umane più semplici, senza metter in discussione le degenerazioni occidentali delle ultime tre decadi almeno.

Questi criminosi individui, non sono discesi da Plutone; vivono sulla terra, logicamente da anni volevano agir come poi hanno agito, ma erano impediti dai parametri dell'occidente stesso e dell'individuo; ma gli abbiamo spalancato le porte noi occidentali, distruggendo tutto quel patrimonio immenso di umanesimo di secoli in favore di un folle nichilismo; su queste basi, gli abbiamo dato ogni mezzo per nuocere.

Non sono contento affatto di veder cose che io avevo ampiamente previsto attraverso il mio processo di ricerca e quindi la mia incapacità di stupirmi; sarei stato felice se le mie tesi fossero state smentite dalle auto difese dell'uomo stesso, usate al meglio come le attività interiori dell'unico essere vivente dotato di senso critico, così non è stato e scrivo queste note con amarezza.

Forse perché dentro il mio animo non mi sono costruito una torre d'avorio per non percepir la vita: tutti i giorni affronto difficoltà, ostacoli, angherie, spesso nascoste che vivo in presa diretta, attimo per attimo, in contatto con la terra e gli agguati dell'imperizia del parlar troppo ed ecco il motivo dell'amarezza che la vita potrebbe essere tolta di mezzo da una complicità in un giallo morale che prende le sembianze false di una commedia brillante e poi ci si accorge, come oggi, dopo tante imperizie occidentali, essere un film dell'orrore anche se prima credevamo che fosse tutto sotto controllo e chi lo diceva aveva i sondaggi d'opinione favorevoli.     

Ho aperto questo post con frammenti di un film di Wim Wenders: "Fino alla fine del mondo" molto prospettico rispetto all'oggi; chiudo queste note amare con un'altro: "The day after", sperando in un bel terremoto interiore dopo aver fatto centinaia di autogol in favore della più becera follia umana.



Attilio Saletta.






martedì 17 novembre 2015

Esiste ancora del metodo nell'agir umano o esser complici della brutalità?


                     Integralismi a confronto.

Cosa accade oggi in questa martoriata terra? Forse sarebbe il caso di analizzar integralismi che di fatto agiscono in maniera simbiotica, ciascuno con caratteristiche diverse per con successo, modificar in chiave antropologica l’uomo per farlo diventar “Un’anima acritica dell’esistente”.
Sembra che l’obbiettivo del terrorismo sia l’occidente, non è così, neanche combattere i musulmani moderati, invece modificar la stessa natura mussulmana facendola diventar anni luce distante da quella che è; quindi la banalità del male che fa della bruta violenza l’architrave di questa modifica antropologica del vivere e dell’anima spirituale dell’essere mussulmano stesso.
Qui però emerge una figura fondamentale che da sempre agisce dietro le quinte dell’omicidio in nome delle idee…l’assassino in doppiopetto, il Rasputin della dialettica: il falso colto, l’ingrediente immancabile delle peggiori degenerazioni del pensiero umano, ed eccolo agire…
In Francia ci sono sei milioni di mussulmani e quindi non è il caso di stupirsi di quello che è accaduto; sarebbe come se io dicessi che in Italia ci sono tanti cattolici e quindi i crimini sono all'ordine delle cose…ma qui si nasconde un subdolo monito all’uomo stesso, indipendentemente dalla sua fede religiosa….devi cambiar la tua natura e guai a te se non fai così….il meccanismo fondamentale delle guerre, fondato sul modificar il pensiero umano, rendendolo indifferente alla sofferenza umana, ai concetti senza senso e rendendoli accettabili; sarebbe come se il Papa svolgesse un concetto simile ed ecco un altro bel regalo offerto da un moderno Cagliostro sull'altare della brutalità umana.
Una strada simile non fu svolta nel Medioevo dalle file del Cristianesimo? Creando le basi del radicalismo folle che ebbe le basi proprio sul far diventar l’uomo un’anima acritica dell’esistente? Tutto ciò non fu spazzato via da battaglioni di armigeri, bensì da spingere l’uomo sui suoi terreni propri; ovverosia un’anima critica del vivere che poi fu il Rinascimento?

Non ci sono analogie palesi con l’oggi? Cosa si disse nel nostro paese durante l’epoca del terrorismo, in cui ogni giorno qualcuno veniva ucciso: che bisognava togliere l’acqua nella quale la bruta violenza politica agiva, in quel vastissimo terreno di convivenze in cui il terrorismo ebbe la possibilità di espandere la sua scia di morte; sia dalle fasce del cosiddetto proletariato e le sue estese convivenze con organi dello Stato.
Certo, fu sconfitto da organi di polizia; ma principalmente per la ribellione silenziosa in gran parte, proprio dalle file del proletariato; in altre parole da dove il terrorismo pensava di trarre origine per la sua scia della banalità del male e questo nonostante convivenze, spesso di alto livello, tra le file delle gerarchie politiche e statali, ma come mezzo di contrasto vi fu la rettitudine morale di alcuni, pochi, uomini in cui l’elettorato principale giungeva dalle file della classe operaia; laddove cioè il terrorismo intendeva modificar la natura umana e del vivere.

Tutto questo non ci fa pensare all'oggi? Ai meccanismi della banalità del male che punta alla più degenerata “Macchina del caos” mai messa in piedi, forse da sempre e follia umana che porta ad impaurir l’uomo, anche verso i suoi stessi pensieri, desideri di crescita individuali e quindi cancellazione dell’anima critica dell’uomo, ma l’occidente non sta facendo da anni lo stesso percorso? Una modifica antropologica dello stesso occidente, delle sue conquiste sociali, umanistiche per far diventar l’uomo un’anima acritica dell’esistente? Dentro questa parte del mondo, vi sono ancora persone dotate di rettitudine morale, in grado di crear quella ribellione silenziosa per far ritornar l’uomo nei suoi terreni propri e delle conquiste che le generazioni del passato ottennero per la posteriorità che oggi, sembrano il principale obbiettivo occidentale da togliere di mezzo?
Ci sono persone simili anche se sono poche e amiamo i loro concetti, come parlano ai nostri cuori, alla nostra essenza come esseri umani, infondendo coraggio interiore da immettere nel vivere…ma siccome viviamo in una società civile, non siamo in grado di metterli in pratica.

Quindi un’attività simbiotica di integralismi che togliendo valori alla stessa vita umana hanno armato quella scia di sangue disumana e meno che mai, tolta l’acqua entro cui la violenza cieca della brutalità politica poteva e può crear quel clima di adesione, di convivenze, di vastissime entità economiche ottenute giornalmente passando da organi bancari, triangolazioni per evitar controlli e la risposta sembra essere solo militare, laddove nell’epoca del terrorismo del nostro paese non avrebbe dato frutti senza una ribellione silenziosa da parte di  esseri, che il  terrorismo cercò di usar per, crear una scia di sangue ancora più estesa; ma oggi questa ribellione esiste, o è proprio l’occidente a impedirne l’uscita, creando ostacoli enormi per lo sviluppo critico nella parte orientale del mondo e nello stesso occidente?

Chi fu che disse: Il mondo è ancora poco intossicato, deve esserlo maggiormente, la Società non esiste, l’etica un freno allo sviluppo, solo il mercato è importante, l’uomo ha valore solo da che cosa è in grado di comprare ed i rapporti sociali devono andar in questa veste; non quindi sui valori umani, incentivar lo scarto… chi non è in grado di far fronte alla vita… la spesa sociale deve essere annientata e lo stato tolto di mezzo così come le regole ed i valori perché questo produrrà un progresso senza ostacoli...nel progredito occidente….

Come mai questo progresso senza ostacoli ha prodotto deserti in luoghi laddove la vita economica e sociale era così vitale, povertà, ingiustizie sociali senza pari nel percorso dell’umanità; ma la distruzione di valori non avrebbe dovuto crear benessere o forse c’è qualcosa che non capisco? I Media prodotto quel mutamento antropologico in grado di far diventar l’uomo un’anima acritica, un mondo caotico, senza regole ed in definitiva, un cambiamento totale dell’essenza occidentale senza il fardello della bruta violenza che ha fatto capir al mondo a quali livelli di bassezze l’uomo è in grado di raggiungere, laddove se prima aveva un bagaglio di conquiste sociali ed umanistiche, ciò è stato cancellato da un mutamento antropologico dell’uomo stesso in questa parte del mondo assieme a generar un clima di difficoltà per lo stesso pensiero umano e per chi cerca di usarlo per ingrandir il percepir la vita nel senso proprio del termine.

Chi ora è impegnato a combattere la banalità del male da parte di questo terrorismo, ha in mente nel suo agire i precetti occidentali che ne hanno facilitato l’entrata ed in molti casi, sorgere, laddove la speranza di valori è stata annientata da questa delusione, il passo successivo poi è stato quello che oggi sta avvenendo; tutto questo non dimostra un intreccio simbiotico per rinchiudere l’uomo, i suoi pensieri, desideri in ambiti sempre più ristretti e antropologicamente modificati dell’essenza umana?
Dove sta di casa quella ribellione naturale e silenziosa che fu così importante per aprir le porte al Rinascimento, alla sconfitta del terrorismo politico che oggi ha assunto sfaccettature molto più raffinate come l’attacco alla mente umana ed ai meccanismi così in uso del “Terrorismo psicologico” nei confronti delle persone riflessive che non hanno bisogno di eventi delittuosi per essere menti critiche dell’esistente perché sono così di natura ed allergici ai reggimenti ed irreggimentar la conoscenza stessa che sembra l’obiettivo principale di troppi elementi simbiotici.
Questo terrorismo non verrà sconfitto da dieci portaerei davanti alle coste orientali, pronte a far partir le loro “Città di fuoco” ma dal fuoco spontaneo che getti quel clima di a criticismo che ci fa credere solo a quello che ci piace vedere e che tanti elementi simbiotici desiderano che l’uomo accetti.

A volte mi immagino Cartesio, Socrate, Popper, Pico della Mirandola…solo per far qualche nome…. Se ritornassero nella nostra epoca e vedessero l’annientamento del loro lavoro…cosa mai potrebbero pensar degli accadimenti di questo martoriato pianeta che sa come agir per evitar lutti; ma agisce all'opposto perché senza angherie alla natura umana; l’uomo stesso si sentirebbe a disagio.

Quante distruzioni sono avvenute ed avvengono per tale precetto?

“Ho sempre più seri dubbi che l'uomo abbia qualità distinguibili dalle altre forme viventi e migliori; non ho mai visto un Pioppo disfarsi volontariamente delle sue difese”



                                          Attilio Saletta.





venerdì 13 novembre 2015

UN PUTTO CONTINUA A FAR IL SUO MESTIERE: L'INSOLENTE.



Ammettiamo che un putto continui a far l'insolente...ovverosia....scolpito mente getta acqua candida sulla testa di un regnante, un populista, un alto burocrate, un tecnocrate o un rappresentante dell'opinione pubblica....la stessa entità fumosa in altre parole; anziché  l'entità fumosa farlo al suo prossimo ed incontrasse qualche contemporaneo, facendogli qualche domanda...immaginate cosa il moderno che avanza risponderebbe....



Nella vostra epoca è più facile ottenere vita sociale aderendo alla doppia morale e la menzogna, oppure ricercando al meglio le proprie qualità umane  e farsi domande?



Suona meglio una sinfonia con tutti gli strumenti a disposizione e nessuno che soverchia l'altro, oppure uno con solo quelli a percussione? Quindi quando fate vita sociale seguite in primo precetto o il secondo? Che cos'è migliore: Il Guglielmo Tell di Rossini o una musica dodecafonica? Su quali precetti date il vostro consenso?



Se andate ad una funzione religiosa e vedete entrar un infimo corruttore dar del denaro per la povertà e prendere con volto devoto la comunione e poi vedete una persona umile che va a confessarsi per aver dimenticato di salutar la propria madre e poi va a messa donando pochi euro che sono quelli chi ha; chi avrebbe più consenso e titoli di giornali e punto di riferimento sociale?


Quale sarebbe l'animo di un credente dai forti legami etici e morali davanti a qualche prelato che dicesse messa e poi contraddicesse con fatti quello che aveva appena detto ed il successore al trono di Pietro fosse oggetto di attacchi nascosti, compresi intrighi e trame per screditarne il suo impegno contro la doppia morale ed il relativismo? La sua vita spirituale sarebbe agevolata, oppure dovrebbe innalzar i suoi anti corpi etici ed un maggior lavoro dentro se stesso?


E' più facile ottenere il consenso attraverso la nevrosi come le patologie del contarsi, oppure usando la vita consapevole; se oggi non si muore più per patologie che prima mietevano vittime in quantità; ciò è dovuto alla vita consapevole o alla nevrosi del contarsi?Quindi l'allontanamento degli spazi di vita umana, dipendono dalle nevrosi o dalla vita consapevole?

Cosa ottiene più spazio sui giornali e nei media: il teatrino degenere della politica, distante anni luce dalla vita dell'uomo, la vita romanzata dei potenti, i fatti eclatanti, un discorso infiammato di qualcuno a parte quello che gli fa svolgere un discorso infiammato, l'ostentazione o invece quello che provoca tutto questo concerto degenere: l'esclusione sociale di menti dinamiche e progettuali, i quali devono la loro condizione da dover affrontar la doppia morale, la mediocrità, l'indifferenza e l'invidia e quindi la cattiveria umana non è letta sul David Copperfield; ma direttamente nella vita di tutti i giorni? Compreso il tagliar i loro legami affettivi e la vita stessa e qualcuno, raro, continua la sua silenziosa sfida, ma la maggior parte perisce sull'altare della doppia morale...nei media ciò è presente o la doppia morale è travestita con il manto della democrazia?


E' più agevole affidarsi alle gerarchie politiche del momento e quindi affidarsi a loro con una speranza che finisce nel messianico pagano; oppure la ricerca di teorie false sulla natura umana?
Se volente andar in un ristorante per cena: scegliete il meno peggiore o cercate il meglio e se non lo trovate, è così strano che cucinate da voi, scegliendo personalmente gli ingredienti e quindi nella vita sociale siete voi che ricercate gli ingredienti del vivere; questo precetto vi rende facile il rapporto con i vostri simili?



E' più facile aver consenso ed opinioni favorevoli se andate a sbattere con la vostra auto contro un albero ed imprecate contro di esso, oppure vi lamentate con voi stessi per la vostra imperizia? E' bizzarro sostenere che uno alla guida di un camion ha più responsabilità di uno che viaggia a piedi? Oppure vi affidate ad uno che sostiene di potere guidar un aereo supersonico, ma a malapena sa viaggiar su un triciclo? Si cresce attraverso le opinioni degli altri, oppure indagar su come si formano attraverso il sapere come sapere? E' più facile far finta di vedere o aver l'intenzione di osservar, ad esempio teorie false in cui chi le crea evita di veder cosa la smontano, e se ciò accade determina che quella teoria è falsa, ma nessuna teoria è messa in discussione, quindi chi le analizza ha un compito più agevole nel vivere che uno capace di passar da un abbaglio all'altro?


Da bambini vi capita di far parte di un gruppo di giochi con vostri coetanei: dove è più facile giocar...in uno dove un solo bambino decide quali giochi fare e regole, trovando piccoli miliziani al suo comando; oppure un'altro gruppo di giochi dove ciascuno porta la sua carica progettuale che si intreccia con le altre; quando si diventa adulti...qual' è il precetto dominante...forse quello di assenza di regole ed a comandar una società senza regole, un capo dei giochi con molti miliziani al suo seguito generando la peggiore delle anarchie?


Come mai che la libertà vissuta interiormente non ha mai creato un singolo omicidio e quelle ostentate quasi solo omicidi? Se uno osservasse musei, mausolei, statue, anniversari, cerimonie, militi ignoti, anziché veder lutti e coccarde, percepisse la sconfitta del pensiero umano attraverso l'intelletto, le passioni e la ragione fuori controllo, mentre la libertà interiore ha nei suoi vertici proprio il controllo del pensiero umano...ed allora chi avesse questi precetti...avrebbe comuni argomenti di discussione con i suoi simili?


Cosa agevola di più la vita sociale di un individuo: aderire alla doppia morale diventando censore della conoscenza di se stesso; oppure rimaner un clandestino del sapere che ha tantissimo da scoprire, comprendendo la doppia morale che si traveste da vita sociale?

Attilio Saletta.















sabato 17 ottobre 2015

Niente è più impossibile del possibile: Seneca ritorna a scrivere a Lucillo.





Seneca scrive a Lucillo parlando di questa finta epoca contemporanea.

L'uomo oggi sembra il lotta per disconoscersi ed usa ogni mezzo per ottener tale sogno.


Il ricco ed il povero, il corruttore e la vittima,  l'alto locato e nell'emarginato, le leggi in favore dei benestanti e quelle a vessar chi vive di miseri stipendi quando hanno la fortuna di aver un lavoro, la povertà che sale come i ricchi, l'etica sparita dalle decisioni umane e l'illegalità senza freni,le differenze sociali sempre più elevate...cosa c'è dietro di ciò? 



Niente è più impossibile come il possibile...ovvero...queste differenze non hanno ragion d'essere....messe in atto dal'irrazionalità del tempo, l'apparenza che è il fondamento del potere, capriccioso e banale, per un irrefrenabile desiderio di vanità e uso incontrollato delle passioni, ambizione, orgoglio,dominio dei vizi a discapito della virtù...ma c'è un problema...tutto ciò grazie all'accordo dell'uomo che tollera la menzogna, l'essere raggirato e saper di esserlo...è grazie a questo accordo che queste differenza si ampliano come le diseguaglianze.

Niente è più impossibile del possibile; sta nella natura indipendente dell'animo umano.


Poi ecco la filosofia...doveva aver uno scopo: elevar l'uomo al disopra delle passioni,la  padronanza di sé, l'ottenimento della serenità interiore, risolver problemi pratici, evitando i pericoli della pure erudizione...invece...  

La ricerca dell'applauso, il consenso, ingabbiar l'uomo nella dialettica, nell'astio, le passioni, l'istruzione ufficiale piena di dogmi e falso pedagogismo sulle stessa natura umana come in un'orchestra di soli strumenti a percussione in cui la passionalità senza controlli detta il ritmo.



Parole e pensieri come separati in casa perenni, decadenza morale con la felicità che non dipende dal processo di ricerca di ciascuno, ma dalle folle, le opinioni ed il circo dei grandi uomini ed il meccanismo del delegar ad altri la tua vita che diventa legge e violarla...accusato di non amar la vita sociale..

Niente è più impossibile del possibile.



Le guerre che nascondono l'omicidio, l'annientamento di persone progettuali in favore di chi non ne possiede alcuna e per sminuirti, spesso inconsapevolmente, basta l'ardore passionale delle folle ed il potere che discredita la natura umana con l'aridità dei numeri

Bisogna assimilar in fretta: parole, concetti, cibo, beni, o come disse qualcuno:" La luce sta nell'oscurità" la lotta per il superfluo, la dissolutezza presa a modello e parole che contaminano l'essenza umana...basta un bel sorriso finto ed ammiccante...



Ed e per questo che la felicità è austera perché affonda la sua azione nella padronanza di sé, forza interiore, la passionalità senza costrutto, fuori dal tuo seminato e se non sei considerato, capito davanti ad un mondo che ti impone un grande lavoro di auto difesa delle tua qualità interiori quotidiano...questa è felicità vera .

Fuori dalla formula del potere: magia-mistero-romanzo- asservimento-terrore- casualità- fato.

Ma invece gli ostacoli che affronti quando smonti questo castello di brogli: indifferenza-ingiuria-scherno-repressione e forse rispetto come disse qualcuno


Niente è più impossibile del possibile.

 Attilio Saletta.