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venerdì 26 aprile 2019

I LOVE YOU HUMAN RIGHT


Pare che un giorno, per incredibili circostanze, i Diritti Umani smisero di essere Carta Straccia nel novero della Società Civile, principalmente da chi aveva di meno a tutto vantaggio da chi aveva più cene che appetiti a parte la bramosia del consenso.




Un’altra cosa che apparve per la prima volta fu il Regno dell’Equità Sociale, così chi aveva di più fu ben felice di pagar il dovuto e la Fabbrica del Consenso finire nel Museo dell’Idiozia assieme alle Doti dell’Oratoria, le Mascelle Squadrate, i visi fatti a Spigoli, l’uso Cieco del Potere ed essere uccisi per una sillaba, le idee con la mannaia in mano e l’uomo come numero, il corteo degli Azzeccagarbugli ed i Servi della Gleba costantemente genuflessi all'apparizione di uno con l’uso incontrollato delle emozioni e assenza del legame con l’analisi logica ed i Why, vale a dire, uno solo per ciascun fattore.


Uno dei tanti effetti fu che le Mense per i Poveri, gli Ostelli ed i Centri di Accoglienza smisero di funzionare e non divennero più Normalità Urbanistica delle città.
Quei luoghi, invece, si riconvertirono per riportare tanti esseri umani alla pienezza della vita sociale, imparando nuove abilità, oppure mettere in circolo cose che già sapevano fare ed il denaro, smettere di essere una Tagliola Sociale che impediva alle soggettività di crear benessere per chiunque, anche per chi aveva di più, ma non il senso della misura, quindi il denaro ritornò alla sua funzione originaria sociale ed economica.


Migliaia di soluzioni al vivere apparvero, impedite prima dalla Fabbrica del Consenso, vero annientatore delle abilità umane.
Per la prima volta i fatti, come sempre, viaggiare a mille chilometri all'ora, videro l’uomo velocizzare le sue capacità d’innovazione, prima impedite dal coro dei Non Capisco, è Troppo Facile, Nessuno che decide per me, che ne sarà di me se mi metto a farmi domande?




Chi sedeva su qualche Poltrona Austera, ma senza alcuna amnesia su cosa aveva detto dieci minuti prima per dire l’opposto seicento secondi dopo, era ben felice di vedere il Palazzo circondato da migliaia di progettualità umane sullo stato delle cose e nessuna bandiera o slogan.
La sua porta spalancata per chi aveva soluzioni e chiusa totalmente da qualche mediocre o i genuflessi con le parrucche viola come Zerbini Umani.



Le città smisero di essere un coacervo di inciviltà, assenza del decoro, inefficienti per definizione, anchilosate dall'incomunicabilità nel secolo della comunicazione, il grugno alla vita in ogni frangente.
Ciascuno prese a prendersi cura del proprio ambiente, dove viveva, così una donna con il suo bambino non fare più gimcane sui marciapiedi, invasi da auto in terza fila, il cumulo di sporcizia delle città, sparire per aver depurato quella mentale dell’indifferenza verso lo stato delle cose che consentivano quella materiale sulle strade.


Per la prima volta apparve il Regno del Sorriso alla vita, prima impedito da quello dei sotterfugi ed il giustificazionismo che portavano ai pensieri cupi su se stessi. Così l’uomo uscì dai labirinti creati per impedire lo sviluppo delle qualità umane ed incontrare persone sorridenti, anche nei mezzi pubblici, non una rarità e l’amore svilupparsi senza dover esibire alcunché.


L’ultimo tassello fu la creazione di Centri di Disintossicazione da Potere, dagli effetti della Mediocrità, il recupero delle definizioni delle parole, corsi di autoironia per scacciar l’incubo del prendersi sul serio; in altre parole: la genesi della decadenza umana e la civiltà farsi strada senza doverla dire.


Il primo tassello fu il recupero delle capacità sensoriali: la vista, il tatto, il camminare, osservare la natura, esercizi di osservazione, le capacità olfattive e quante cose in più poter fare senza il contatto con la Fabbrica del Consenso, il lamentio e le opinioni.
Nessuno però decise tale svolta, fu un’epidemia di buon senso che si introdusse in qualche essere umano andando a dormire abbracciando La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ed in sogno qualcuno sussurrargli: I Love You.


Meglio una disciplina che giunge da dentro; tutte le altre non hanno quasi mai funzionato con la domanda”
“Dove sono i cattivi?”


In Siria, un tempo, un Giardino Fiorito? Nella via degli affari di New York? In quella di Milano? Nei centri di reclutamento per nuove leve del terrore a Islamabad? Nel braccio propagandistico principale delle industrie belliche; vale a dire i Film di Guerra, finanziate in tutto e per tutto da loro e le prove indiziali a migliaia? Nel pessimismo dilagante dell’uomo?  In qualche riunione di multinazionali?  







“C’è qualcuno che è in disaccordo con la violenza politica o invece l’accordo di finti nemici perché da annientare è la natura umana? Mezzi diversi, ma finalità uguali”


Chi è in disaccordo, ha instaurato dentro se stesso, regole e disciplina, la base dell’ottimismo, perciò…
I Love You Human Right.



Attilio Saletta.



sabato 3 dicembre 2016

Ultima parte de...gli auto convincimenti umani e...


Vittorio Alfieri.



“Un giorno ho incontrato uno che faceva politica…la forma migliore di rallentar la mente umana…gli ho detto che mai chiederò ad un personaggio simile la libertà. E’ già in mio possesso. Lui mi ha fatto una faccia risentita. Una delle malattie degenerative di questa epoca sono chi pontifica sul nulla, prendendosi tremendamente sul serio; dunque sul nulla”

Nella prima parte di questo mio ultimo tragitto, passo in rassegna le degenerazioni del pensiero umano, quindi le azioni anti causative per definizione.



Perché le attività della politica producono così tanti danni essendo la politica stessa una delle peggiori false scienze in circolazione?

Ecco qualche aspetto: nessuna intenzione di stimolare la scoperta dello stato dell’esistenza e meno che mai, agevolar e trasmettere ad altri il senso delle cose che non si stabilisce attraverso i numeri; sugli spazi di vita umana di ciascuno e tutte le forme viventi. La sintesi della democrazia sta tutto qui, nel farsi domande, ma se questo fondamento è ostacolato, la democrazia non esiste, o peggio, degenerata in un coacervo meccanicistico esasperato, quello impostato nel 1895 da Gustav Le Bon ne: La psicologia delle folle. Il dominio della nevrosi rispetto alla vita consapevole…l’asse portante dell’oggi.

I cambiamenti climatici che portano alle peggiori disuguaglianze mai introdotte nella vita sociale. Assenza di una visione del mondo, giacché se vi fosse, l’uomo non sarebbe soggetto ad un concerto di disvalori, sino al punto da considerali naturali. Questo porta alla vulnerabilità di un sempre maggior numero di individui, non solo i poveri, per le regole, piene di controsensi e contorsioni del mercato.

L’intenzione di imbrigliare la semplicità per renderla inerte e priva di mezzi, dando peso solo all'uso dispotico dei numeri che tutto annienta diventando il “Vaso di Pandora” per tanti e il dominio dei “Non Plus Ultra” nel secolo della comunicazione con una marea di premesse indiscusse, schemi fissi, dati falsi sulla natura umana, cortei di insostituibili e personaggi ad issar il vessillo de: “Se esco di scena…il diluvio” e ben pochi mettono controllo al loro intelletto ed è per questo che la semplicità è imbrigliata; in caso contrario ad essere imbrigliato sarebbe “L’Impero del Male della Complessità” andando dentro la filiera dei fatti e scovando soluzioni semplici. Se si osserva solo l’esterno delle situazioni, vedi solo la complessità. Dietro l’imbrigliar la semplicità c’è la genesi della macchina del consenso che priva di valore la natura dei fatti ed interessi economici assieme ad una psicotica personalizzazione del potere a cui, qui da noi, nessuno desidera privarsene indipendentemente da quale collocazione è posto. Questo dimostra la natura inaffidabile del consenso, le maggioranze o minoranze, o peggio ancora, i compromessi politici, come se così, le devastazioni ambientali possano produrre concreti punti di svolta sulla base di compromessi tra gli uomini, o peggio, chi sta ai vertici della macchina sociale. La natura non è fatta su compromessi; su dati di fatto percepibili senza doverne parlare.

Altri devastanti pensieri degenerativi intervengono che poi determinano devastazioni a tutto tondo: soggetti monopolistici, per loro natura, portano all'instabilità che si ingrandisce in corrispondenza dell’ampliamento del mercato, quindi prenderne sempre più fette e la disparità seguir a ruota. Questa tendenza porta all'indifferenza al bene sociale, non solo di chi ha in mano queste leve, pure da parte di chi subisce questi effetti, oppure solo in parte. Così ecco che chi ha di meno, tende ad un uso irrazionale della natura e di se stesso, ponendo la salute in secondo piano. Questo produce potentati economici ad ignorar le ricadute sull'uomo e la natura rispetto alle loro decisionalità con il crollo del controllo sul loro operato.

Le conseguenze sono chiare di tutto ciò: una conflittualità endemica prodotta dalla bramosia del potere, gli accaparramenti senza regole che produce instabilità violenta, ondate migratorie e guerre in un generale clima di insicurezze, fughe, degrado della natura e devastazioni per le comunità rurali che decidono di migrar nelle città e questo, appunto, produce conflittualità endemiche sulle quali, molti ci lucrano soffiando su fittizie superiorità etniche o culturali.

Nelle metropoli cosa accade? Come da noi? Un aumento di malattie sociali come le slot machine, l’abbandono scolastico, ragazzi che non studiano, né ricercano lavoro, la ricerca del denaro facile attraverso i mezzi telematici e la televisione, il gratta e vinci, il denaro sporco che si introduce in ogni dove e con sempre meno controlli, uomini che improvvisamente entrano in politica in meccanismi oscuri e diventano subito rilevanti punti di rifermento: L’Italia è un esempio tangibile di tutto ciò. L’uomo sembra esser finito dentro un reticolato pieno di ricette preconfezionate a cui si affida ciecamente per poi veder i sui spazi di vita accorciarsi e non farci caso. Crollo di qualità dell’attività politica, per cui, si usa solo l’enfasi esibizionista più manifesta come sbandierar una funivia, con amnesie patologiche su mezzi pubblici fermi per mancanza di manutenzione, devastazioni del territori in un dominate clima di incertezze dove il meccanismo causa-effetto è diventato un arcano contemporaneo.

La domanda è: come si comporterà l’umanità dentro tutti questi meccanismi sempre più contorti? Possiamo andar avanti con un Falso Potere di Scelta Politico, in cui non hai alcuna possibilità di andar a scegliere il meglio, dove in una consultazione elettorale, in un progetto politico c’è tutto ed il contrario di tutto, perché devi accaparrar la maggior quantità di consenso? Dove non puoi prendere il meglio di un progetto e di un altro e metterli assieme, ma invece, un’accettazione acritica di questo o quel piano; quindi falso potere di scelta, proprio perché la politica è una falsa scienza; se fosse veritiera, un uomo potrebbe scegliere il meglio, mettendo assieme le cose più eccellenti da progetto a progetto, questo non è possibile. In una vera scienza questo è l’asse portante che genera vero potere di scelta: scovar il meglio e metterlo in azione, trovando ovviamente avversioni dall'ambiente circostante che per sua natura è pessimista sulla natura umana e crea consenso e vota per fede, spinta emozionale del momento, simpatia per questo o quell'altro, solo in positivo il gruppo politico a cui dai il voto, solo in negativo gli altri, pensando che vi siamo differenze enormi tra questo o quel partito, mentre è solo per l’occupazione del potere e un marcato ostracismo verso ogni genere di dissenso dentro la vita di questi rallentatori della mente umana che è all'interno della vita politica con i media, spesso ad issar la menzogna e l’oscurità come vessillo della politica; le conflittualità endemiche di oggi sono il frutto della menzogna e l’oscurità fatte passar per normale attività politica.

“In campo politico, se un indicatore migliora dello 0,1% si creano mastodontiche casse di risonanza; un uomo che scopre qualcosa, anche per chi non scopre mai nulla, non indice alcuna cassa di risonanza, meno che mai dentro se stesso, ha da aprir decine di porte da quella singola porta spalancata e se esiste enfasi, è silenziosa, perché mente e spirito umano non sono in conflitto, ma una costante sinergia di impopolarità che trova forza proprio dal non aver due nemici in casa come mente e spirito umano che sembra la costante dell’oggi delle decisionalità umane”

E’ possibile far di meglio con quello che abbiamo: la nostra essenza ottimistica sul vivere stesso? Sì decisamente Sì!



“Uno che neanche dentro se stesso, parla mai in terza persona singolare di ciò che lo circonda è accusato di voler far voli pindarici da molti altri che invece, sono molto concreti, parlando in prima persona singolare della personalizzazione del potere, dove la loro decisionalità è pari a zero. Resta da vedere chi possiede un Ippogrifo, chi battaglia con un’Orca. Non fonderò mai una scuola di pensiero: le divise costano e gli adepti chiedono subito di aver nemici e black list di cui né sono privo; solo un po’ sconsolato. Alle volte vorrei usar mezzi meno leggeri”

Per capir dove rintracciar la speranza, non posso che riallacciarmi ad un periodo denso di rinascite: Il Romanticismo. Un movimento che aveva come cardine un cambiamento di pensiero, di atteggiamento e stile di vita basato sulla ribellione, spesso silenziosa rispetto alle convenzioni sociali, ma tutto legato ad un profondo senso di fugacità e malinconia che diede forza al cambiamento, ma partendo dall’individuo. Questa dinamica rivolta partì da anime irrequiete in tutti i campi della creazione come la letteratura, le arti visive come la Scapigliatura, un senso di insofferenza da tutto ciò che legava l’uomo all'ambiente circostante, questo determinò un sacrosanto subbuglio interiore in ogni ambito, cogliendo non i personaggi di rilievo, bensì quelli semplici che passavano inosservati ai più ed un avvicinamento marcato tra gli spazi di vita dell’uomo e tutto ciò che vi era attorno, togliendo di mezzo gli artifici delle convenzioni sociali con tutte le loro degenerazioni, spesso mettendole in ridicolo e rintracciando la sofferenza umana nei volti dei personaggi, o nei racconti dove l’intimità diveniva un bene prezioso da rispettare.

Questa mi pare l’architrave del cambiamento dove la brutalità è diventata una normale concausa sociale, il rispetto dell’essenza umana fatta a pezzi, un livello di convenzioni sociali degradate al peggio, il contatto tra l’uomo e l’ambiente circostante misurabile in anni luce, nessuna ribellione interiore allo stato delle cose, una marea di artifici entro cui si osservano le cose che più lontane dall'essenza umana non potrebbero essere. Chi invece ha un profondo senso di fugacità e malinconia rispetto all'esistente, considerato una persona passiva, dimenticando che il Romanticismo ebbe origine da questo fondamento.


Vedo il cambiamento in una profonda ribellione interiore di ciascuno di noi rispetto alle situazioni e quindi, una Riforma Percettiva profonda del vivere stesso. Mai e poi mai, realizzerò mie opere, descrivendo uomini sempre in primo piano, tanto meno sarò in accordo con il frastuono della masse, il libero arbitrio di chi possiede vasto consenso che si sente libero da qualsiasi legame etico, parandosi dietro le folle, issando le nevrosi politiche come asse del vivere e fin anche il corteo degli sfrattati perenni dalle attività umane: La Libertà, la Democrazia e la Giustizia, nate per difendere l’uomo dalle degenerazioni del potere, quindi, la necessità di non parlarne affatto, essendo insite nella natura umana. Quindi, se un falso pedagogismo si introdusse alla fine del diciannovesimo secolo con La Psicologia delle Folle, scritto da Gustav Le Bon con tutti gli effetto ben evidenti nell'oggi in un autentico Neuro Marketing per condizionare le attività umane, ebbene, è possibile disattivare quest’arma letale, formando un vero pedagogismo, ma traendo forza da ciò che il Romanticismo fu portatore.



“Uno che pensa che sarebbe meglio non farsi domande, trova grande conforto dalle classi politiche. Ma a ben vedere, l’evoluzione umana ebbe origine da un nostro predecessore che vide una pietra rotonda rotolare a differenza di una quadrata e si chiese il perché. Quindi: dove si è interrotta l’evoluzione percettiva dell’uomo?

Il fondamento è uno solo: “La vita sociale e comunitaria è un’arte” Da qui bisogna partire per la leva ottimistica del vivere stesso.

Non ci sono regole prestabilite…una sola però…la capacità di percepire come le tue azioni influenzano e agevolano quelle dei tuoi simili e viceversa…una Riforma Percettiva del vivere quindi…una sola modifica di una singola particella è in grado di crear mutamenti in miliardi di altre particelle…se questa è la regola fisica in tante scienze, questo vale anche per le decisionalità umane e velocizzando le sequenze del vivere stesso che è rallentato da una marea di artifici sociali e politici, tesi a crear giganteschi livelli di Traffico Sviluppato in cui un singolo NO, detto da qualsiasi organismo, determina che un individuo con capacità progettuali, debba prendere decine di iniziative per quel singolo No ricevuto. Da anni considero le classi dirigenti come perenni voci al passivo del mio vivere, indipendentemente da chi ha più consensi. Un mio pari che viva a Cincinnati, Kyoto, Rotterdam o Montreal, che abbia doti progettuali innovative, vede le sue indoli messe in azione rapidamente; da noi forse mai ed ho avuto prove palesi di ciò.

Aumentando le tue doti percettive su come influenzi le azioni dei tuoi simili, questo velocizza le attività umane: se un uomo posteggia la sua auto, creando ingombri, questo rallenta le azioni di molti suoi simili: un disabile deve recarsi in un ufficio, ma trova l’ostacolo dal quel mezzo a motore, quindi deve prendere iniziative per giungere in quell'ufficio, una giovane madre è assieme a sua figlia che deve portare all'asilo nido, poi andar al lavoro, usando mezzi pubblici. Incontra un’auto come ostacolo e questo determina che deve far la gimcana nel traffico per giungere all'asilo nido, un mezzo pubblico si guasta, all'interno tante soggettività, ciascuna con qualcosa da svolgere e progettualità da mettere in azione. Trovando questo ostacolo, il rallentamento delle attività sociali ed economiche è cosa fatta, un ragazzo finisce in ospedale, frutto di una buca sulla strada…stava andando a scuola con la sua moto. Quella buca determina che quel ragazzo avrà ostacoli davanti a lui nel suo percorso scolastico e sofferenze in un letto di ospedale. Una donna è su un’auto e parla al telefonino ed investe un’altra donna che stava recandosi al lavoro. Questo determinerà che quella donna dovrà andar in ospedale, telefonar in ufficio, creando rallentamenti nella vita economica e sociale, un corruttore non paga le tasse, questo determina che ci sarà un minor afflusso economico per attività sociali quali la Scuola, I Servizi, la Sanità. Questo determinerà che i genitori di un bambino dovranno tirar fuori denaro per la scuola dove quel bambino studia e centinaia e centinaia di altre attività e traffico sviluppato che rallenteranno le attività umane ad ogni livello, creando disparità sociali che pure esse, sono una forma di rallentamento sociale assieme a noncuranza di percezione delle attività sociali stesse.
Un solo giorno di questo assieme di frammenti, determina milioni di euro d spesa, ore e ore sprecate per l’incuria di tanti e l’incapacità percettiva delle ricadute delle azioni di ciascuno ed enormi livelli di rallentamenti nella vita sociale. Il vero cambiamento avviene dentro noi stessi e come conseguenza all'esterno di noi, o meglio, se le nostre attività creano benefici, ben distanti dalle nostre decisioni. Il fallimento non è di questo mondo, diventa tale se non si impara da essi; si muta direzione in base agli insegnamenti che la vita e temporanei fallimenti giungono. Se non si fa ciò, il fallimento diventa perenne come in questo Paese che mai impara dai fatti, preferendo aggrapparsi alle dispute dialettiche che è la più peggiore inazione che l’uomo possa prendere.

Se però, ciascuno aumenta le sue capacità percettive e come le sue azioni semplici aiutano i suoi pari e se questo diventa vero pedagogismo, si manda all'aria quello falso, introdotto nel 1895 da Gustav Le Bon e le suggestioni in qualche museo degli orrori. Forse però, per rendere le cose efficaci, bisognerebbe crear dei Centri di Disintossicazione da Potere…Le sequenze delle attività sociali aumenterebbero con la drastica riduzione di quella letale attività chiamata Politicizzazione della vita sociale con tutto il corollario di retorica, artifici che il Romanticismo cercò di disattivare e le voci al passivo sarebbero di chi non si fa domande e che non considera un reato la mediocrità.

Bisogna imporre velocità nelle attività sociali, e se questo non accade, prendere noi l’iniziativa…una buca sulla strada? Nessuno ci bada? La sistemiamo noi usando Innovazione Sociale e Amministrazione Condivisa…Serve ridurre la distanza tra l’uomo ed i suoi spazi di vita, dando valore alle cose che passano inosservate, le uniche che hanno rilevanza.



E’ possibile ingabbiare la complessità e spedirla in un museo: Quello dell’Impero del Male. Un cambiamento di pensiero e di atteggiamento e stile di vita, basato sulla ribellione silenziosa delle convenzioni sociali.

Chiudo con questo ultimo frammento: Dialogando con la Speranza.

Sì e vero, ci vediamo raramente, ma in quei “Rari” c’è un affollamento di desideri e “Noi Possiamo” e guardandoci negli occhi, il furore dei “Non Possiamo” e ritornar facendo finta di essere solo due amici malinconici, mentre dentro di noi c’è un vulcano ribollente d’insolenza silenziosa, senza filosofeggiar su alcunché e spedir chi pontifica sul nulla in qualche buca, ma molto grande e molti malinconici far festa”



Attilio Saletta.






mercoledì 17 febbraio 2016

Ultima parte de: alle origini della povertà e le limitazioni umane.


In quest’ultima parte cercherò di smontare una marea di dati falsi sulla natura umana, le questioni che sembrano senza soluzioni e devastanti premesse indiscusse, partendo appunto dall'aver tolto di mezzo il know how dalle decisioni umane in favore dell’antagonismo politico, le sociologie di massa ed il gran corteo smodato delle opinioni nonostante che il detto know how sia in possesso di chiunque.

La base di questo premeditato attacco ai meccanismi del know how non può che essere quello che disse a Mister Yunus quel professore di economia:” Troppo spesso tendiamo ad applicare a problemi semplici soluzioni complesse, a mascherare la nostra ignoranza con spiegazioni complicate destinate a far colpo sulla gente”.

Cercherò quindi di dimostrare che alla base dell’attacco al know how sulle questioni, oggi sul tappetto c’è esattamente quel insensato e degenere modo di essere contemporaneo, ma insieme, cosa che ha fatto il fondatore della Grammer Bank, un altro concetto espresso da quel capace economista:” Si può far a meno delle formule, l’importante è cogliere il concetto…un piano concreto possa aiutare a capire e costruire il futuro” in altre parole…l’uso pieno del know rispetto alle decisioni umane…il percorso non può che iniziare dall'anatomia della politica e la sofferenza umana.

Come disse Tommaso Moro:” Non sono le idee dell’uomo ad essere importanti, quanto la simpatia critica sull'esistente” Tutto ciò quindi che l’attacco al know how cerca di smantellare. Un’idea autentica deve essere semplice, delineare scenari percepibili in maniera facile, generare armonie e disattivare antagonismi; quando non è così…non è una questione accademica…tutt'altro…si ha “Traffico sviluppato” ovverosia: si è certi che è piena di falsità e quindi sei costretto ad indagar dove la degenerazione del pensiero umano è intervenuta…qui è la genesi della politica: “Uso incontrollato delle passioni umane e dominio delle nevrosi”

Questo fa a pugni con il know how e il dato che la sofferenza umana è silenziosa in tutti i suoi aspetti e la vita umana molto delicata: un uomo che non ha di che vivere non tiene un comizio su un albero parlando di attacco alla democrazia, una famiglia che non è in grado di arrivar alla fine del mese con le spese, sta in silenzio in casa ed analizza come risolvere la situazione,  il padre di quel microcosmo di società civile non si mette a parlar di attacco alla democrazia, in un reparto oncologico, i parenti di un malato stanno in silenzio e quel silenzio è frutto di scoperte, non si mettono a parlar di attacco alla democrazia…questo è know how e predisporre piani concreti per il futuro; tutto ciò che è lontano anni luce dalla politica che ha trasformato la vita sociale e gli spazi di vita umana in un coacervo di antagonismi e su quel terreno, ogni giorno, progettualità individuali vengono annientate e la marginalità del vivere per chi le possiede diventa spesso una costante.

Per partire ecco il terrorismo e di come, partendo dalle basi del know how, il premio Nobel della pace l’abbia sconfitto partendo da un fattore su cui la politica e le sociologie di massa non faranno mai:” L’elemento motivazionale per incanalare le energie umane in maniera benefica; il terrorismo fa l’opposto e gran parte dell’attività politica pure”
A pagina 150, l’autore parla dell’Islam, quello che nessun…esperto di questioni legate al terrorismo non dirà mai:” In base alla nostra esperienza, riteniamo che l’Islam non sia intrinsecamente contrario al micro credito, né alla sua opera di progressiva abolizione di povertà: nella sua dottrina non c’è nulla che proibisca alle donne di guadagnarsi  da vivere o di migliorare la propria situazione economica….Nel 1994, il consigliere del dipartimento femminile iraniano, che dipende direttamente dal presidente, mi fece visita a Dhaka. Quando le chiesi cosa pensasse di Grammen, l’autorevole signora disse…Non c’è niente nella shariah o nel Corano che contrasti con il vostro operato. Perché le donne dovrebbero accettare la fame e la povertà? Essendo i clienti anche proprietari della banca, gli interessi che la banca riscuote appartengono in realtà a loro stessi”.
Questo è know how e predisporre piani concreti per il futuro; il terrorismo è la negazione più totale delle basi su cui si è fondato quel filone spirituale e religioso, quindi, come disse quel valente economista: “Mascherare la nostra ignoranza con spiegazioni complicate destinate a far colpo sulla gente” l’antitesi del know how quindi di cui noi occidentali ne abbiamo fatto grande uso, specialmente negli ultimi decenni.

Mister Yunus, qui fornisce la prova palese di come si sconfigge il terrorismo…a pagina 137-138 un bel uso di know how…Grammen andò in una zona che era sull’orlo della guerra civile(Tangail) guerriglieri marxisti spargevano terrore nel paese, la legge e l’ordine non esistevano
“I guerriglieri erano molto giovani…noi eravamo disposti ad assumerli come impiegati della banca a condizione che deponessero le armi”
Ecco qui la forza motivazionale che toglie di mezzo gli antagonismi e la violenza: “Gli stessi giovani che sognavano di portare la rivoluzione nel paese…adesso percorrevano le strade dei villaggi per portare ai più poveri la nostra proposta di credito…Noi abbiamo incanalato le loro energie verso qualcosa di ben più costruttivo del terrorismo. Cosa significa intraprendere se non utilizzare le proprie risorse …per dar un impulso alle cose? Perché non dar loro l’occasione di far qualcosa di costruttivo per la società?”

Qui ecco il motivo di tanti giovani che hanno preso la strada del terrore: non abbiamo nella maniera più assoluta incanalato le loro energie positive in qualcosa di costruttivo, all'opposto abbiamo creato compartimenti stagni e irreggimentato la vita sociale con in più che questi ragazzi avevano ed hanno titoli di studio, spesso rilevanti; non è stato difficile usar il peggio delle motivazioni umane per gettar il seme dell’odio nell'animo umano di quei ragazzi, siamo stati complici di quell'odio, ma il principale, non sviluppar senso critico per crear benessere e quindi mirato attacco al know how della vita sociale con una marea di assolutismi fittizi e quel capace economista aveva visto bene con lungimiranza quello che sta accadendo oggi; ma un mussulmano credente ha fatto vedere come si sconfigge il terrorismo e si predispongono piani per il futuro.

Non termina qui l’azione mirata di Mister Yunus rispetto al terrorismo ed a pagina 152 altro fienile di know how:” Certi grandi strateghi…ritengono che il mondo di domani sarà in balia degli antagonismi culturali (cristianità contro islam e così via) L’operato di alcuni regimi estremisti rende ai loro occhi inevitabile una tale previsione pessimistica…Noi di Grammen vediamo le cose diversamente. Noi concediamo prestiti…a donne mussulmane, induiste, cristiane, buddiste e tutte le comunità culturali e religiose sono presenti nel nostro consiglio di amministrazione. Non c’è ragione di andare verso una guerra culturale o di religione se i poveri possono, mediante il micro credito e le proprie risorse…evolversi nel senso di diventare esseri umani indipendenti, attivi, pensanti e creativi. Speriamo che l’Occidente, campione del capitalismo, trovi il modo di capire e di imparare ciò che noi abbiamo imparato qui, nel Bangladesh”.
C’è qualcosa di complicato in tutto ciò? Non percepibile? Oppure abbiamo talmente incerottato la nostra mente a forza di follie dialettiche che non siamo più capaci di veder nulla e le nostre orecchie sentono solo più strumenti a percussione?

Per chiudere questa parte legata al terrorismo, ecco altri frammenti del discorso che tenne Mister Yunus quando ricevette il premio Nobel per la Pace; dopo sarà la volta di veder cosa un mussulmano ha fatto in favore delle donne; cosa che nessun occidentale ha mai fatto e le stesse donne mussulmane dimostrar il loro livello d’indipendenza.

A pagina 276 ecco Mister Yunus parlare che la povertà è una minaccia per la pace: “Metà della popolazione mondiale vive con due dollari al giorno, oltre un miliardo vive con meno di un dollaro al giorno. Questa non è una premessa di pace. Il nuovo millennio sì è aperto con un grande sogno…ridurre della metà la povertà…Poi ci sono stati l’11 settembre e la guerra in Iraq e d’improvviso il mondo è stato distolto…di tale sogno…si spostava dalla lotta alla povertà alla guerra al terrorismo…Io credo che il terrorismo non possa essere sconfitto dall'azione militare…Io sono convinto che investire risorse per migliorare le condizioni di vita dei poveri sia una strategia migliore della spesa in armamenti…La pace è minacciata dall'ingiusto ordine economico, sociale e politico, dall'assenza di democrazia, dal degrado ambientale e dalla violazione dei diritti umani. La povertà è l’assenza di tutti i diritti umani…La creazione di opportunità per i poveri, che sono poi la maggioranza delle persone, è al centro del lavoro cui noi ci siamo dedicati negli ultimi trent'anni”

Su quali presupposti si basa oggi la migrazione di massa verso l’occidente? Su quello che Grammen fa ogni giorno come nel passato, o sulle mirate denunce di cosa l’occidente ha fatto per smantellare la decenza umana da ogni dove negli ultimi decenni? Perché guardiamo solo gli effetti delle nostre bestialità, ma mai le cause delle nostre follie e meno che mai, imparare dai nostri errori e crimini? Non sarebbe più facile riprendere in mano tutto il know how andato perduto e riaver una visione del mondo? Predisponendo piani per il futuro e gettar via i commedianti dalle nostre esistenze; oppure pensiamo di non esserne capaci perché a scuola ci hanno insegnato a far le comparse?

Eppure ci sono quelle parole che sono la formula del progresso: “Menti indipendenti, attive, pensanti e creative” E’ così strano che io metta in applicazione queste parole e facendolo…ho avuto la possibilità di disimparare dati falsi sul vivere, così ho potuto riacquistar fiducia in me stesso? Così poter pure aver una vita economica come Grammen ha dimostrato a cui sto lavorando così tanto?
Ora però veniamo al ruolo centrale delle donne nella Grammen Bank.

Perché un mussulmano praticante, decide che la spina dorsale della Grammer Bank dovrà essere da parte delle donne piuttosto che in favore dell’uomo? Mister Yunus descrive ciò molto bene ed a pagina 88 tanti elementi:” Il credito portava cambiamenti più rapidi di quanto era gestito dagli uomini. Relativamente parlando, la fame e la povertà riguardano più le donne degli uomini. Se in una famiglia qualcuno deve soffrire la fame, sarà sicuramente la donna…avendo un’occasione per uscire dalla propria condizione, la donna sarà quella che lotterà con più forza…Per poco che le si offra…la donna sarà pertanto ansiosa di costruirsi…una sicurezza economica…per i suoi figli…la casa…Così ci siamo orientati a concedere prestiti quasi esclusivamente alle madri di famiglia”

Un modo di essere così in occidente è mai stato detto, magari anche dalle donne? Non mi risulta…ed è stato messo in piedi da un mussulmano praticante…ma lo stereotipo dominante descrive il mussulmano come uno che vuole trascinare il mondo intero indietro di dieci secoli e con il peggior armamento oscurantista e figuriamoci per le donne; c’è qualcosa che non comprendo? O forse chi degenera il pensiero umano è fonte di attrattiva per troppi, media compresi, consenso facile; ma questo nasconde in maniera, spesso premeditata, chi invece desidera riportar nell'alveo dell’utilità dei concetti, il pensiero umano stesso e questo non è desiderabile da parte di sin troppi che vedono in ciò un pericolo per il loro dominio…eppure se solo l’1% delle qualità cerebrali di un fisico, fosse trasferita nel campo di questa pseudo politica, si vedrebbero subito benefici….perché siamo così interessati alle scoperte della fisica, mentre non diamo importanza a chi renderebbe complicato e contorto pure l’attraversamento sulle strisce pedonali di un pedone; quindi perché chi opera per ingrandir gli spazi del know how ci interessa e quelli che lo riducono in ogni ambito non ci facciamo caso? E le follie ideologiche seguono a ruota?

Naturalmente tale processo è stato pieno di ostacoli in Bangladesh: i congiunti delle donne, i mullah, i notabili locali, gli usurai, funzionari e uomini di cultura; ma siete proprio certi che se in questo paese si creassero premesse del genere, questo carrozzone gelatinoso non avrebbe modo di manifestarsi e forse anche peggio?

Se qui da noi, una credente dicesse ad un vescovo: lei non conosce il Vangelo, cosa accadrebbe? Ma se una frase simile è stata invece detta da una donna mussulmana ad un mullah, e questi, costretto a scusarsi con quelle donne mussulmane, forse pensereste che mi sono inventato una storiella burlesca; invece è accaduto veramente.

A pagina 148 questo fatto: Un capo religioso fa in modo che funzionari della Grammer Bank vadano via da un villaggio…donne che avevano visto come quella banca avesse profondamente mutato la vita di molte persone, andarono a protestar con il mullah…qualche passo….
Perché ha minacciato il funzionario di Grammen?
Ditemi donne, volete andar all'inferno….
Il direttore del Grammen è mussulmano e conosce il Corano meglio di lei….
Mi avete seccato tutte quante….
Noi non ce ne andiamo finché non autorizzerà Grammen a ritornare.
Oh allora va bene, andate al diavolo!

I funzionari del Grammen ritornarono, una domanda: da noi, un qualsiasi cittadino, davanti al solito notabile, sarebbe capace di dir qualcosa o dovrebbe prima passar una trafila immane di lacchè prima di parlargli? Quindi mai? Specialmente se gli facesse appunti di quel genere…dove stanno quindi le menti arretrate? In ogni dove… i notabili ci sono ovunque…capaci di paralizzare con le loro parole qualsiasi senso critico dell’esistente…ma le persone amanti del farsi domande continuano ad essere “I cattivi delle vicende umane” …i buoni…quelli che non scoprono mai nulla…ho avuto modo di conoscerli…un esempio: “Guarda…io sono avanzato nelle gerarchie sociali senza mai farmi domande…tu invece…sarai buttato fuori di qui per averne fatte”

Allora, quasi in chiusura di questo percorso: come sarebbe il mondo se i concetti avessero come base costante l’utilità degli stessi e quindi l’uomo come beneficiario assieme all'ambiente? L’elemento motivazionale portato ad eliminar gli antagonismi e crear spinte emozionali e concrete positive? Se i poveri venissero considerati spinte progettuali ed indipendenti e toglierli dai circuiti dell’assistenzialismo, portandoli a produrre attività indipendenti, le banche non tagliar la speranza a qualsiasi emarginato portatore di volani progettuali, dandogli come Grammer ha dimostrato, la capacità della rinascita e del credere in se stesso dell’emarginato stesso? Se un luogo abbandonato fosse riadattato per costruirci laboratori dove quelli più indietro nelle gerarchie sociali, avessero i mezzi per uscirne e crear benessere ed andar a sperimentar le loro nuove potenzialità nella vita sociale; tutto ciò non sarebbe migliore che il carrozzone dell’assistenzialismo? Sembra così difficile da capire? Oppure l’osservazione dell’ovvio e quei concetti di quel economista sembrano troppo semplici ed implicano perciò il farsi troppe domande?

La base del riscatto è così semplice: Menti indipendenti, attive, pensanti e creative ed è per questo che chiudo con la forza progettuale dei poveri in Bangladesh.

A pagina 215 quest’ultimo dato con 350.000 prestiti che hanno dato a poveri di aver le loro case di proprietà e senza sofferenze bancarie a differenza di quelle delle banche tradizionali; ma ecco cosa accade nel 1989 nella capitale egiziana che dimostra la forza progettuale dei poveri:” Nel 1989, il programma abitativo di Grammen ha vinto il premio internazionale Aga Khan per l’architettura….i membri della giuria, composta da architetti di fama mondiale…volevano sapere chi fosse il tecnico che l’aveva progettata….Quella casa non era opera di nessun architetto. L’avevano progettata e costruita con amore i suoi abitanti, così come progettavano e costruivano giorno per giorno la propria vita”

Non è difficile capire che questa è la base quotidiana del mio vivere e quello che ha fatto Mister Yunus è sperimentabile in ogni dove, partendo dal mio universo, predisponendo piani per il futuro come quel capace economista aveva indicato e se non sarò capito, intuirò bene di essermi incamminato su quella strada.


                                                                  Attilio Saletta.

                                                  







martedì 16 febbraio 2016

Aforisma sulla povertà e cosa nasconde.





“Chissà che un giorno, la povertà possa finir in una mostra dinamica sul rinnovamento del pensiero umano alla sezione di come la povertà si era sviluppata dall'aver anchilosato il pensiero umano sino al punto da averla creata e sconfitta dal sapere come sapere e quindi il rinnovamento del pensiero umano; senza di ciò nessuna questione verrà mai risolta…niente è più incomprensibile all'uomo come la semplicità…ed ancor meno…diventar giudici di se stessi…questo unico fattore farebbe crollare le spese dello stato del 50%, quelle delle attività giudiziarie dell’80% e liberebbe l’uomo dalla soggezione del contarsi, invece contare e scendere in strada ad affrontar la vita, anziché ignorarsi; questa sarebbe la migliore strategia per sconfiggere la povertà che è una povertà di limitazioni di punti di ancoraggio alla vita stessa”






                Attilio Saletta.

mercoledì 27 gennaio 2016

Lettera di un introverso e clandestino della conoscenza nel giorno della memoria.


"Ogni giorno scopro qualcosa e riesco a stupirmi della vita; agisco così anche per chi non scopre mai nulla ed è sempre sulle prime pagine dei giornali che sono il manifesto dei linguaggi cimiteriali"

Potrei dir  tante cose di come noi introversi siamo considerati degli asociali da chi usa ogni dì mezzi creati da noi introversi.
Non serve, ma siamo dei clandestini della conoscenza ogni giorno...eppure all'inizio tutti siamo così quando siamo bambini....poi qualcosa accade....

Entri nei meccanismi dell'istruzione ufficiale ed ecco il "Diktat" 

Per aver vita sociale dovrai abbandonar il possesso della tua orchestra sinfonica in cui nessuno prevarica l'altro; dovrai abbandonarla, avendo una con il dominio degli strumenti a percussione.

Allora ecco che si diventa censori del clandestino della conoscenza e della vita sociale stessa.
Ma gli introversi scelgono di continuar ad essere clandestini della conoscenza e pensar diversamente e quindi accusati di asocialità e scetticismo.

Oggi è la giornata della memoria; ecco un esempio semplice di come vede le cose un introverso e come penetra nel pensiero umano ed allora incontra il risentimento dei più, usando la forza del suo potere immaginativo...è inutile dir che si tratta di un evento autobiografico e quindi la sfida è essere se stessi, il coraggio è mettersi in discussione; la codardia è la violenza ed irregimentar la conoscenza stessa che apre le porte alla pomposità dei discorsi e gli atteggiamenti auto referenziali che sono la codardia pura sulla natura umana.

Un ragazzo è interrogato sull'olocausto ebraico, ma prende un voto basso a scuola, trova il risentimento dell'intero corpo docente e naturalmente l'acredine dei suoi compagni di classe...cosa è accaduto?
Semplice: gli altri ragazzi hanno citato cosa il "Tomo dell'Assolutismo" dice e diceva; lui, l'introverso, "No"

Parte con il suo potere immaginativo: siamo attorno al 1933 a Dresda, c'è una famiglia ebraica molto amata dai suoi vicini per l'alto contributo che svolgono in quanto artigiani.
Certo la crisi economica è forte, ma loro creano benessere per i loro simili...ma ecco gli esperti di zizzania intervenire con il loro terrorismo psicologico.

Gli ebrei sono i soli responsabili della crisi economica, quindi vanno annientati...non si tratta del'azione di qualche rozzo individuo...di uomini dalla vasta cultura, ma che hanno bisogno di un capro espiratorio per togliere di mezzo qualcuno e quindi l'arma del pregiudizio per innescar la depravazione del pensiero umano che da sempre è stata generata da falsi colti; un elemento assiomatico anche, o meglio soprattutto oggi.

Cosa accade: quella famiglia ben voluta di artigiani, con l'azione di esperti del caos, diventa improvvisamente oggetto dell'odio di chi prima invece amava....come è potuto accadere?


Per l'azione di falsi colti che con l'arma della dialettica hanno convinto, quasi sempre con le minacce per instillar il germe dell'odio feticista su quella famiglia ebraica e quindi con la depravazione del pensiero umano, usando come cuneo, la crisi economica, ma senza indicarne alcun tratto, solo attraverso la vaghezza dei contenuti che da sempre arma i conflitti, le guerre ed il feticismo.

Ecco che allora quella famiglia si trova al centro dell'odio mentre prima era così ben voluta e le ingiurie, le cattiverie sono giornaliere come in quel dipinto di Botticelli che descrisse i meccanismi dell'ingiuria.

Principalmente si tratta di una profonda mutazione del pensiero umano messo in azione da falsi colti, quindi una macabra attività psicologica sulla stessa natura umana; ma nei tomi dell'assolutismo non c'è traccia di ciò, solo dei fantocci...i tiranni ed i loro sgherri ed i loro discorsi; non ciò che ha creato l'humus dell'uso cieco del potere.

L'apice della follia omicida si ha quando quella famiglia così amata precedentemente, con un sottofondo di urla smodate da parte di chi apprezzava quella famiglia di artigiani è buttata in un carro e deportata poi in un campo di concentramento dove in seguito morirà assieme a milioni di altri, ma con lo stesso meccanismo ordito da falsi colti ed ad ogni latitudine con chi diceva di combattere l'omicidio in nome delle idee che intanto faceva affari con le stesse persone che dicevano di combattere...lo stesso meccanismo do oggi quindi....

Ecco perché la giornata della memoria è così importante; ma solo se si possiede potere immaginativo per pensar diversamente sulla genesi della violenza creata sempre da falsi colti

Per questo che io ebbi un voto basso a scuola, preferendo quelli elevati in libertà mentale.

"Continuo ad essere un clandestino della conoscenza; la banalità del male è il nulla incensato da sempre dai tomi dell'assolutismo,  i film di guerra ed il fatalismo che passa per essere vita sociale"





Attilio Saletta.


sabato 8 agosto 2015

IL MIO FILM GIRATO A VILLA BORGHESE A ROMA CON MEZZI ARTIGIANALI.



Devo ammetterlo: mi sono messo in gioco realizzando questo mio film artigianale, usando una semplice web cam, andando in giro per vari luoghi e trovando pure sostegno dal tempo atmosferico come la pioggia, il vento, situazioni particolar.
Nel corso dei giorni sviluppar tematiche, trovar spunti dagli scenari, facendo cose che mai mi sarei sognato sognato di realizzar

Ecco la prima parte del mio film.


Prima parte del mio film, qui avete il link per prenderne visione e comprarlo se vi aggrada.


La seconda.



La terza parte




La quarta.parte.




L'ultima.






Attilio Saletta













lunedì 3 agosto 2015

Fuga dall’illegalità e dalla sospensione della vita democratica.

   

    
“L’etica ed il rispetto dei diritti umani della società contemporanea, stanno come se Taillerand non avesse avuto intrighi da svolgere”

In questi giorni ho avuto modo di osservar in molti luoghi come dirò, di “Zone franche” per l’illegalità, con proprie leggi, codici, “Salvacondotti per il sopruso”
Autentici “Stati feudali” in un teorico sistema democratico; “Stati in uno Stato” con proprie gerarchie, dominio di territori, cortigiani e “Marchesi dell’oscurità”
Fuori dalle solite frasi edulcorate:” Siamo davanti ad una autentica sospensione della vita democratica, delle libertà più elementari dell’individuo, di violazioni palesi dei diritti umani più basilari”
Incomincio da una zona di Roma: “Pigneto” qui la sospensione della vita democratica, l’impedire all'uomo di poter crear un ambiente sano attorno a sé, di poter sviluppar le sue migliori qualità umane, non potrebbe essere più evidente, zone franche dell’illegalità, con proprie leggi, dominio del territorio dove le regole non esistono se non quella del sopruso, gerarchie  dove neanche le forze dell’ordine possono entrare; vedendo le scene di illegalità dominanti, mi sembrava di veder le favelas che vidi nell'America Centrale, o quelle arcinote brasiliane, ma che almeno non sono più così tetre come un tempo; non in un paese che dice di essere democratico, civile, che ha sottoscritto decine di trattati internazionali sul rispetto dei diritti umani.
Ecco allora i tratti della sospensione della vita democratica: spacciatori della peggior specie dominar il territorio, un’autentica “Forza d’occupazione” militare di un territorio, sgherri a far veder  chi comanda, la polizia che interviene per far breccia in una zona franca dell’illegalità, la forza d’occupazione interviene in forze, cittadini inermi speranzosi che quei tetri individui potessero essere scacciati da quel territorio e quindi ritornar in mano alla legalità, al decoro ed al pieno sviluppo delle qualità umane.
Ora quei cittadini saranno sotto ricatto e angherie da parte di quella forza militare d’occupazione che ha creato una zona franca per l’illegalità, il degrado urbano più palese, quello umano; per molti di questi cittadini la scelta sarà di andarsene e così gli sgherri di quell'esercito d’occupazione dominerà sempre meglio e farà sì che altri tetri individui giungeranno anche se quel territorio ha leggi democratiche, ma ha consegnato un suo luogo al dominio incontrastato di una zona franca dell’illegalità.
Scene simili in non poche altre zone della capitale del degrado e la decadenza con decine di zone franche dell’illegalità come a Tor Bella Monica, Prima valle, parchi un tempo luoghi di festa per famiglie, trasformate in discariche tossiche, teatranti che dicono di essere senza risorse e poi nei loro territori d’occupazione, le ricchezze frutto dell’illegalità sono immense, nei mezzi pubblici i borseggiatori agiscono e così le persone decenti devono aver mille occhi: questo fa sì che chi vive veramente di stenti, ma possiede decenza e buon gusto abbia davanti a sé molti più ostacoli da affrontare.
Altre scene orticanti: individui che dovrebbero essere grati per essere ospitati in vari centri, frutto della generosità silenziosa di questo paese che gettano cibo per terra, si lamentano perché non hanno tabacco ed accesso a internet: gli italiani che emigrarono nelle Americhe non ebbero di tali pretese, taluni sì, ma la maggior parte si tirò su le maniche e crearono in diversi casi città intere; so che vi sono tante persone che hanno queste finalità di migranti che ora vivono qui.
Altre zone franche dell’illegalità: luoghi che sembrano quelle degli stati del sud degli Stati Uniti di qualche secolo addietro, ma in un paese che ha firmato trattati internazionali sulla salvaguardia dei diritti umani: “La raccolta dei pomodori” con il dominio di altri stati feudali e schiavismo per pochi euro, lavorando interi giorni.

Ora ecco altri frammenti della sospensione della vita democratica: “La corruzione”
Qualche bel evento è stato creato dalle solite arcinote aziende in odore non certo della legalità, brindano perché si sono pappate un altro appalto, facendo lievitar il prezzo a livelli siderali perché vi era la necessità di ungere il personale politico e consorterie varie; un altro stato nello stato con sue leggi, fuori di qualsiasi codice etico; altre zone franche dell’illegalità, occupazione militare dell’individuo stesso che deve pagar una tassa occulta per non ricevere beni in favore di chi ne ha, principalmente l’uomo ed i suoi desideri di crear un ambiente sano, sviluppando al meglio le sue qualità; da annientare da parte di un altro esercito d’occupazione.
Del resto questo è un paese che passa sa un sacco all'altro senza mai alcuna interruzione…il prossimo…le Olimpiadi del 2024.
L’ultimo stato nello stato, zona franca dell’illegalità che produce la sospensione della vita democratica che non si fonda affatto sulle maggioranze o minoranze, chi governa o chi urla per poi gestire la cosa pubblica per far di peggio, perché il modo migliore per sedar un insorto è quella di fornirgli una bella poltrona burocratica… ma la vita democratica si fonda invece sugli spazi di vita dell’individuo, il suo auto determinismo, il pieno sviluppo delle qualità umane; tutto ciò che in questi brevi frammenti  ho inserito ed appare il principale obiettivo da togliere di mezzo da queste zone franche dell’illegalità, l’ultimo è il “Parlamentecatti”
Leggi in favore di chi ne fa parte, etica è un linguaggio incomprensibile, non saremo capiti dalla gente, uomini accusati delle peggiori bestemmie indirizzate a donne, uomini, personale religioso, soprusi continui e reati al patrimonio, ma ecco intervenire lo stato nello stato con le sue leggi per i feudatari moderni: l’individuo non è perseguibile perché fa parte del   parlamentecatti; non siamo un passacarte della decenza; il sopruso sì ovviamente.
Ecco qui i tratti della sospensione della vita democratica, lo stato di diritto, come in quella zona di Roma si tratta di un’occupazione militare, ma dell’uomo stesso, zone franche dell’illegalità.
Questo è un paese che già Dante Alighieri descrisse con un quadro antropologico deteriorato; oggi è ancora peggio ed ogni dì raggiunge livelli sempre peggiori.
Per questo che voglio fuggire dall'illegalità e la sospensione della vita democratica andando in un altro paese dove le qualità umane sono un plus valore; non per essere accerchiate da vari generi di forze militari.
 Per chiudere in bellezza ecco un mio precedente post di aforismi.

http://wwwgwenkalon-incursioni.blogspot.it/2015/07/dieci-pillole-contro-di-chi-banalizza.html

Attilio Saletta.