Visualizzazione post con etichetta amministrazione condivisa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amministrazione condivisa. Mostra tutti i post

sabato 17 giugno 2017

E' ANCORA POSSIBILE STARE NEL TEMPO PRESENTE





Tracce di follia quotidiana, a cui, qualcuno che non è da meno, si inventa che dovrebbero avere delle motivazioni, forse anche valide.



Tre donne accoltellano una loro simile imbevute di spasmi e follie ideologiche.

Un Capo di Stato che prende la decisione che le condizioni di questo “Povero Pianeta” non sono rilevanti, quindi ci si deve scordare delle follie umane in termini di sopravvivenza di questa “Terra”

Un altro Capo di Governo dice che è tempo di disattivare i “Diritti Civili” che è uno degli scopi primari della violenza ideologica, ma detto in un Paese che è stata la culla della “Cultura 
Anglosassone” che faceva dei Diritti l’architrave.

L’omicidio in nome delle idee che fa vittime ogni giorno annientando persone con delle progettualità a beneficio di chi non ne ha alcuna.

Folli oscurantisti che si mettono a porre ostacoli ai vaccini e che assomigliano a quei “Dotti Individui” che in piena epoca della “Peste Nera” dissero che cercar di porre rimedio a tali tragedie era un’eresia nei confronti della volontà divina e così, bambini sono deceduti per gli effetti del morbillo perché qualche folle aveva sostenuto che vaccinare i bambini contro quella malattia non serviva e la poliomielite rischiare di ritornare. Ma la cosa più folle dover far una legge per imporre i vaccini, non quindi un’attività normale di qualsiasi individuo con un briciolo di acume.

Il “Governo del Terrore” imporre le sue nefasti leggi e sciami di psicopatici in azione, ma dentro i loro poveri neuroni, la corruzione pedagogica è iniziata ben prima dell’atto folle; dai banchi di scuola o minacciare infanti se ci si va, quindi il dominio dell’ignoranza che sembra il dato comune di questa degenerata epoca.

I “Signor No” che si contano ad eserciti tumultuosi con le loro armature di contro intenzioni nei confronti del genere umano.






Si cerca di combattere questi folli con eserciti, armi; ma è esattamente al millesimo ciò che chi esercita l’omicidio in nome delle idee desidera. In questa maniera è tolto di mezzo il pensiero umano della creazione, l’innovazione e la scoperta.

Non si sconfigge il corteo degli psicopatici, togliendo loro armi; è già troppo tardi. Si vince la battaglia quando il pensiero di uccidere un uomo non entra nel cervello di nessuno; quindi viene ben prima di premere il grilletto di una pistola.

Serve dar voce alla nostra forza interiore, coraggio e porre in primo piano le cose piccole che non fanno notizia.

Un esempio: questo è l’anno dei Borghi in Italia. Domenica ho assistito ad una mostra sulla forza vitale dei borghi che ancora oggi sono la linfa di questo paese, dove si crea, non ci si contrappone come belligeranti nelle grandi città, se ci sono anomalie, ci si impegna a risolverle, non ad inscenar ripicche infantili.

 Vi era una grande mappa del nostro paese, dove cliccandoci sopra, era possibile veder immagini di borghi e dovevate vedere l’entusiasmo dei presenti con una attiva nostalgia di un mondo a misura d’uomo che i borghi continuano a sviluppare.

Poi ecco la cultura del cibo sano, le tradizioni e la musica; se vogliamo un mondo sano, questo è il fondamento anche per le città.

Questo Paese si è sviluppato su intrecci di progettualità, anche per questo nostro povero pianeta; per gli psicopatici non c’è posto, tanto meno dentro i nostri pensieri.

Attilio Saletta.
















sabato 11 febbraio 2017

SCONFIGGERE UN MONDO DOMINATO DAI PESSIMISTI.



NEI MIEI GIRI QUOTIDIANI DEL MIO LAVORO COME PROMOTER DI UNA AZIENDA INFORMATICA, MI SONO IMBATTUTO IN UNA AGENZIA CHE SI OCCUPA DI COMUNICAZIONE. IL MANIFESTO CHE HO VISTO MI HA DATO L'INDICAZIONE DI QUANTO DOMINANTE PESSIMISMO ESISTE OGGI SULLE QUALITÀ' UMANE.


Una prima fila di uomini....interminabile...quelli che protestano......Una seconda...forse dieci persone...quelli che danno qualche consiglio....L'ultima...due persone...quelli che fanno qualcosa.




La ricetta del dominante pessimismo verso le qualità umane è definita semplicemente in: 

" Tanti sono contro qualcosa, ma non si scorge nel loro panorama di inazione su che cosa siano favorevoli"


La  "Nave dei Folli" poi determina un assordante vittimismo,salici piangenti umani,completa assenza di contatto con i fatti del vivere e totale ignoranza sui meccanismi del senso critico dell'esistente.

Solo spazio per i reggimenti e niente altro.


In questo dominante pessimismo verso le qualità umane, di cui gli psicopatici che siedono su pompose poltrone piene di baionette e che danno la linea di come trasformare la vita civile in una monumentale "Nave dei Folli" sembra non poter scorgere possibilità di uscita, verso le qualità umane, soprattutto da chi pensa che la ricetta del vivere sia nel salire su questa o quella "Nave dei Folli" e poi indossar qualche divisa.


La ricetta è di armarsi di impopolarità e farsi domande, mettendo in discussione quasi tutto, come se in questo folle mondo ci sia ancora qualcosa che non merita di esserlo e sbarazzarsi dalle letali favole che il destino del vivere dipenda da chi sta ai vertici delle graduatorie sociali, quindi aver la necessità di un "Capo" che decide per tutti ed il coro smodato delle opinioni che dileggia....


La vita è ben altra cosa che un coro di urlatori che ogni giorno fanno a gara,su  chi sia il "Capo della Spettre" ed il "Volgo" bramare per entrarci.


Amarsi di progettualità, consapevolezza, impopolarità e coraggio per far andar verso l'oblio questa "Nave dei Folli" che svuota le cose autentiche ed importanti, riempendole di cose inutili e mise-mozioni.

  


Attilio Saletta. 





















sabato 3 dicembre 2016

Ultima parte de...gli auto convincimenti umani e...


Vittorio Alfieri.



“Un giorno ho incontrato uno che faceva politica…la forma migliore di rallentar la mente umana…gli ho detto che mai chiederò ad un personaggio simile la libertà. E’ già in mio possesso. Lui mi ha fatto una faccia risentita. Una delle malattie degenerative di questa epoca sono chi pontifica sul nulla, prendendosi tremendamente sul serio; dunque sul nulla”

Nella prima parte di questo mio ultimo tragitto, passo in rassegna le degenerazioni del pensiero umano, quindi le azioni anti causative per definizione.



Perché le attività della politica producono così tanti danni essendo la politica stessa una delle peggiori false scienze in circolazione?

Ecco qualche aspetto: nessuna intenzione di stimolare la scoperta dello stato dell’esistenza e meno che mai, agevolar e trasmettere ad altri il senso delle cose che non si stabilisce attraverso i numeri; sugli spazi di vita umana di ciascuno e tutte le forme viventi. La sintesi della democrazia sta tutto qui, nel farsi domande, ma se questo fondamento è ostacolato, la democrazia non esiste, o peggio, degenerata in un coacervo meccanicistico esasperato, quello impostato nel 1895 da Gustav Le Bon ne: La psicologia delle folle. Il dominio della nevrosi rispetto alla vita consapevole…l’asse portante dell’oggi.

I cambiamenti climatici che portano alle peggiori disuguaglianze mai introdotte nella vita sociale. Assenza di una visione del mondo, giacché se vi fosse, l’uomo non sarebbe soggetto ad un concerto di disvalori, sino al punto da considerali naturali. Questo porta alla vulnerabilità di un sempre maggior numero di individui, non solo i poveri, per le regole, piene di controsensi e contorsioni del mercato.

L’intenzione di imbrigliare la semplicità per renderla inerte e priva di mezzi, dando peso solo all'uso dispotico dei numeri che tutto annienta diventando il “Vaso di Pandora” per tanti e il dominio dei “Non Plus Ultra” nel secolo della comunicazione con una marea di premesse indiscusse, schemi fissi, dati falsi sulla natura umana, cortei di insostituibili e personaggi ad issar il vessillo de: “Se esco di scena…il diluvio” e ben pochi mettono controllo al loro intelletto ed è per questo che la semplicità è imbrigliata; in caso contrario ad essere imbrigliato sarebbe “L’Impero del Male della Complessità” andando dentro la filiera dei fatti e scovando soluzioni semplici. Se si osserva solo l’esterno delle situazioni, vedi solo la complessità. Dietro l’imbrigliar la semplicità c’è la genesi della macchina del consenso che priva di valore la natura dei fatti ed interessi economici assieme ad una psicotica personalizzazione del potere a cui, qui da noi, nessuno desidera privarsene indipendentemente da quale collocazione è posto. Questo dimostra la natura inaffidabile del consenso, le maggioranze o minoranze, o peggio ancora, i compromessi politici, come se così, le devastazioni ambientali possano produrre concreti punti di svolta sulla base di compromessi tra gli uomini, o peggio, chi sta ai vertici della macchina sociale. La natura non è fatta su compromessi; su dati di fatto percepibili senza doverne parlare.

Altri devastanti pensieri degenerativi intervengono che poi determinano devastazioni a tutto tondo: soggetti monopolistici, per loro natura, portano all'instabilità che si ingrandisce in corrispondenza dell’ampliamento del mercato, quindi prenderne sempre più fette e la disparità seguir a ruota. Questa tendenza porta all'indifferenza al bene sociale, non solo di chi ha in mano queste leve, pure da parte di chi subisce questi effetti, oppure solo in parte. Così ecco che chi ha di meno, tende ad un uso irrazionale della natura e di se stesso, ponendo la salute in secondo piano. Questo produce potentati economici ad ignorar le ricadute sull'uomo e la natura rispetto alle loro decisionalità con il crollo del controllo sul loro operato.

Le conseguenze sono chiare di tutto ciò: una conflittualità endemica prodotta dalla bramosia del potere, gli accaparramenti senza regole che produce instabilità violenta, ondate migratorie e guerre in un generale clima di insicurezze, fughe, degrado della natura e devastazioni per le comunità rurali che decidono di migrar nelle città e questo, appunto, produce conflittualità endemiche sulle quali, molti ci lucrano soffiando su fittizie superiorità etniche o culturali.

Nelle metropoli cosa accade? Come da noi? Un aumento di malattie sociali come le slot machine, l’abbandono scolastico, ragazzi che non studiano, né ricercano lavoro, la ricerca del denaro facile attraverso i mezzi telematici e la televisione, il gratta e vinci, il denaro sporco che si introduce in ogni dove e con sempre meno controlli, uomini che improvvisamente entrano in politica in meccanismi oscuri e diventano subito rilevanti punti di rifermento: L’Italia è un esempio tangibile di tutto ciò. L’uomo sembra esser finito dentro un reticolato pieno di ricette preconfezionate a cui si affida ciecamente per poi veder i sui spazi di vita accorciarsi e non farci caso. Crollo di qualità dell’attività politica, per cui, si usa solo l’enfasi esibizionista più manifesta come sbandierar una funivia, con amnesie patologiche su mezzi pubblici fermi per mancanza di manutenzione, devastazioni del territori in un dominate clima di incertezze dove il meccanismo causa-effetto è diventato un arcano contemporaneo.

La domanda è: come si comporterà l’umanità dentro tutti questi meccanismi sempre più contorti? Possiamo andar avanti con un Falso Potere di Scelta Politico, in cui non hai alcuna possibilità di andar a scegliere il meglio, dove in una consultazione elettorale, in un progetto politico c’è tutto ed il contrario di tutto, perché devi accaparrar la maggior quantità di consenso? Dove non puoi prendere il meglio di un progetto e di un altro e metterli assieme, ma invece, un’accettazione acritica di questo o quel piano; quindi falso potere di scelta, proprio perché la politica è una falsa scienza; se fosse veritiera, un uomo potrebbe scegliere il meglio, mettendo assieme le cose più eccellenti da progetto a progetto, questo non è possibile. In una vera scienza questo è l’asse portante che genera vero potere di scelta: scovar il meglio e metterlo in azione, trovando ovviamente avversioni dall'ambiente circostante che per sua natura è pessimista sulla natura umana e crea consenso e vota per fede, spinta emozionale del momento, simpatia per questo o quell'altro, solo in positivo il gruppo politico a cui dai il voto, solo in negativo gli altri, pensando che vi siamo differenze enormi tra questo o quel partito, mentre è solo per l’occupazione del potere e un marcato ostracismo verso ogni genere di dissenso dentro la vita di questi rallentatori della mente umana che è all'interno della vita politica con i media, spesso ad issar la menzogna e l’oscurità come vessillo della politica; le conflittualità endemiche di oggi sono il frutto della menzogna e l’oscurità fatte passar per normale attività politica.

“In campo politico, se un indicatore migliora dello 0,1% si creano mastodontiche casse di risonanza; un uomo che scopre qualcosa, anche per chi non scopre mai nulla, non indice alcuna cassa di risonanza, meno che mai dentro se stesso, ha da aprir decine di porte da quella singola porta spalancata e se esiste enfasi, è silenziosa, perché mente e spirito umano non sono in conflitto, ma una costante sinergia di impopolarità che trova forza proprio dal non aver due nemici in casa come mente e spirito umano che sembra la costante dell’oggi delle decisionalità umane”

E’ possibile far di meglio con quello che abbiamo: la nostra essenza ottimistica sul vivere stesso? Sì decisamente Sì!



“Uno che neanche dentro se stesso, parla mai in terza persona singolare di ciò che lo circonda è accusato di voler far voli pindarici da molti altri che invece, sono molto concreti, parlando in prima persona singolare della personalizzazione del potere, dove la loro decisionalità è pari a zero. Resta da vedere chi possiede un Ippogrifo, chi battaglia con un’Orca. Non fonderò mai una scuola di pensiero: le divise costano e gli adepti chiedono subito di aver nemici e black list di cui né sono privo; solo un po’ sconsolato. Alle volte vorrei usar mezzi meno leggeri”

Per capir dove rintracciar la speranza, non posso che riallacciarmi ad un periodo denso di rinascite: Il Romanticismo. Un movimento che aveva come cardine un cambiamento di pensiero, di atteggiamento e stile di vita basato sulla ribellione, spesso silenziosa rispetto alle convenzioni sociali, ma tutto legato ad un profondo senso di fugacità e malinconia che diede forza al cambiamento, ma partendo dall’individuo. Questa dinamica rivolta partì da anime irrequiete in tutti i campi della creazione come la letteratura, le arti visive come la Scapigliatura, un senso di insofferenza da tutto ciò che legava l’uomo all'ambiente circostante, questo determinò un sacrosanto subbuglio interiore in ogni ambito, cogliendo non i personaggi di rilievo, bensì quelli semplici che passavano inosservati ai più ed un avvicinamento marcato tra gli spazi di vita dell’uomo e tutto ciò che vi era attorno, togliendo di mezzo gli artifici delle convenzioni sociali con tutte le loro degenerazioni, spesso mettendole in ridicolo e rintracciando la sofferenza umana nei volti dei personaggi, o nei racconti dove l’intimità diveniva un bene prezioso da rispettare.

Questa mi pare l’architrave del cambiamento dove la brutalità è diventata una normale concausa sociale, il rispetto dell’essenza umana fatta a pezzi, un livello di convenzioni sociali degradate al peggio, il contatto tra l’uomo e l’ambiente circostante misurabile in anni luce, nessuna ribellione interiore allo stato delle cose, una marea di artifici entro cui si osservano le cose che più lontane dall'essenza umana non potrebbero essere. Chi invece ha un profondo senso di fugacità e malinconia rispetto all'esistente, considerato una persona passiva, dimenticando che il Romanticismo ebbe origine da questo fondamento.


Vedo il cambiamento in una profonda ribellione interiore di ciascuno di noi rispetto alle situazioni e quindi, una Riforma Percettiva profonda del vivere stesso. Mai e poi mai, realizzerò mie opere, descrivendo uomini sempre in primo piano, tanto meno sarò in accordo con il frastuono della masse, il libero arbitrio di chi possiede vasto consenso che si sente libero da qualsiasi legame etico, parandosi dietro le folle, issando le nevrosi politiche come asse del vivere e fin anche il corteo degli sfrattati perenni dalle attività umane: La Libertà, la Democrazia e la Giustizia, nate per difendere l’uomo dalle degenerazioni del potere, quindi, la necessità di non parlarne affatto, essendo insite nella natura umana. Quindi, se un falso pedagogismo si introdusse alla fine del diciannovesimo secolo con La Psicologia delle Folle, scritto da Gustav Le Bon con tutti gli effetto ben evidenti nell'oggi in un autentico Neuro Marketing per condizionare le attività umane, ebbene, è possibile disattivare quest’arma letale, formando un vero pedagogismo, ma traendo forza da ciò che il Romanticismo fu portatore.



“Uno che pensa che sarebbe meglio non farsi domande, trova grande conforto dalle classi politiche. Ma a ben vedere, l’evoluzione umana ebbe origine da un nostro predecessore che vide una pietra rotonda rotolare a differenza di una quadrata e si chiese il perché. Quindi: dove si è interrotta l’evoluzione percettiva dell’uomo?

Il fondamento è uno solo: “La vita sociale e comunitaria è un’arte” Da qui bisogna partire per la leva ottimistica del vivere stesso.

Non ci sono regole prestabilite…una sola però…la capacità di percepire come le tue azioni influenzano e agevolano quelle dei tuoi simili e viceversa…una Riforma Percettiva del vivere quindi…una sola modifica di una singola particella è in grado di crear mutamenti in miliardi di altre particelle…se questa è la regola fisica in tante scienze, questo vale anche per le decisionalità umane e velocizzando le sequenze del vivere stesso che è rallentato da una marea di artifici sociali e politici, tesi a crear giganteschi livelli di Traffico Sviluppato in cui un singolo NO, detto da qualsiasi organismo, determina che un individuo con capacità progettuali, debba prendere decine di iniziative per quel singolo No ricevuto. Da anni considero le classi dirigenti come perenni voci al passivo del mio vivere, indipendentemente da chi ha più consensi. Un mio pari che viva a Cincinnati, Kyoto, Rotterdam o Montreal, che abbia doti progettuali innovative, vede le sue indoli messe in azione rapidamente; da noi forse mai ed ho avuto prove palesi di ciò.

Aumentando le tue doti percettive su come influenzi le azioni dei tuoi simili, questo velocizza le attività umane: se un uomo posteggia la sua auto, creando ingombri, questo rallenta le azioni di molti suoi simili: un disabile deve recarsi in un ufficio, ma trova l’ostacolo dal quel mezzo a motore, quindi deve prendere iniziative per giungere in quell'ufficio, una giovane madre è assieme a sua figlia che deve portare all'asilo nido, poi andar al lavoro, usando mezzi pubblici. Incontra un’auto come ostacolo e questo determina che deve far la gimcana nel traffico per giungere all'asilo nido, un mezzo pubblico si guasta, all'interno tante soggettività, ciascuna con qualcosa da svolgere e progettualità da mettere in azione. Trovando questo ostacolo, il rallentamento delle attività sociali ed economiche è cosa fatta, un ragazzo finisce in ospedale, frutto di una buca sulla strada…stava andando a scuola con la sua moto. Quella buca determina che quel ragazzo avrà ostacoli davanti a lui nel suo percorso scolastico e sofferenze in un letto di ospedale. Una donna è su un’auto e parla al telefonino ed investe un’altra donna che stava recandosi al lavoro. Questo determinerà che quella donna dovrà andar in ospedale, telefonar in ufficio, creando rallentamenti nella vita economica e sociale, un corruttore non paga le tasse, questo determina che ci sarà un minor afflusso economico per attività sociali quali la Scuola, I Servizi, la Sanità. Questo determinerà che i genitori di un bambino dovranno tirar fuori denaro per la scuola dove quel bambino studia e centinaia e centinaia di altre attività e traffico sviluppato che rallenteranno le attività umane ad ogni livello, creando disparità sociali che pure esse, sono una forma di rallentamento sociale assieme a noncuranza di percezione delle attività sociali stesse.
Un solo giorno di questo assieme di frammenti, determina milioni di euro d spesa, ore e ore sprecate per l’incuria di tanti e l’incapacità percettiva delle ricadute delle azioni di ciascuno ed enormi livelli di rallentamenti nella vita sociale. Il vero cambiamento avviene dentro noi stessi e come conseguenza all'esterno di noi, o meglio, se le nostre attività creano benefici, ben distanti dalle nostre decisioni. Il fallimento non è di questo mondo, diventa tale se non si impara da essi; si muta direzione in base agli insegnamenti che la vita e temporanei fallimenti giungono. Se non si fa ciò, il fallimento diventa perenne come in questo Paese che mai impara dai fatti, preferendo aggrapparsi alle dispute dialettiche che è la più peggiore inazione che l’uomo possa prendere.

Se però, ciascuno aumenta le sue capacità percettive e come le sue azioni semplici aiutano i suoi pari e se questo diventa vero pedagogismo, si manda all'aria quello falso, introdotto nel 1895 da Gustav Le Bon e le suggestioni in qualche museo degli orrori. Forse però, per rendere le cose efficaci, bisognerebbe crear dei Centri di Disintossicazione da Potere…Le sequenze delle attività sociali aumenterebbero con la drastica riduzione di quella letale attività chiamata Politicizzazione della vita sociale con tutto il corollario di retorica, artifici che il Romanticismo cercò di disattivare e le voci al passivo sarebbero di chi non si fa domande e che non considera un reato la mediocrità.

Bisogna imporre velocità nelle attività sociali, e se questo non accade, prendere noi l’iniziativa…una buca sulla strada? Nessuno ci bada? La sistemiamo noi usando Innovazione Sociale e Amministrazione Condivisa…Serve ridurre la distanza tra l’uomo ed i suoi spazi di vita, dando valore alle cose che passano inosservate, le uniche che hanno rilevanza.



E’ possibile ingabbiare la complessità e spedirla in un museo: Quello dell’Impero del Male. Un cambiamento di pensiero e di atteggiamento e stile di vita, basato sulla ribellione silenziosa delle convenzioni sociali.

Chiudo con questo ultimo frammento: Dialogando con la Speranza.

Sì e vero, ci vediamo raramente, ma in quei “Rari” c’è un affollamento di desideri e “Noi Possiamo” e guardandoci negli occhi, il furore dei “Non Possiamo” e ritornar facendo finta di essere solo due amici malinconici, mentre dentro di noi c’è un vulcano ribollente d’insolenza silenziosa, senza filosofeggiar su alcunché e spedir chi pontifica sul nulla in qualche buca, ma molto grande e molti malinconici far festa”



Attilio Saletta.






mercoledì 23 novembre 2016

Terza parte de...gli auto convincimenti umani e...


“Davanti ai fattori del vivere, diventa importante armarsi di intenzionalità, autocontrollo e autostima in un mondo di permalosi che si armano di nemici immaginari e masse mentali”

Tante sono le vie di fuga dalla realtà di questa ipotetica società contemporanea…inizierei dallo “Sfarinamento del vivere comunitario”

Non sono le grandi cose esposte per farle diventar tali per celar quelle vere: sembra che le grandi metropoli siano delle piovre che occupano con le loro spire il respiro del vivere stesso e quindi gli spazi dove l’uomo vive…ma se analizziamo bene bene, l’occupazione degli spazi è relativa, o meglio, ben minore di quello che si crede, giacché, proprio nelle grandi metropoli emergono enormi aree lasciate all'abbandono più totale, frutto di “Archeologia Industriale” come a Roma, giusto dietro la stazione della Garbatella della metropolitana, linea B.
Il degrado urbanistico, porta pure quello delle relazioni umane ed ecco una delle tante manifestazioni della fuga dalla realtà che sarebbe combattuta con efficacia con l’arma della progettualità, un rinnovamento urbanistico che farebbe leva sulle capacità largamente inespresse, o forse meglio, impedite dai meccanismi decisionali della politica che vede nell'innovazione sociale e dell’Amministrazione Condivisa” un pericolo da impedire, perché ridurrebbe il loro ruolo a semplice volano per sostenere i Vasi Comunicanti del vivere che dovrebbe essere l’unico loro compito.

Altre fughe emergono e sono piccoli fatti, ma che indicano lo sfarinamento del vivere comunitario: genitori che picchiano un insegnante che aveva ripreso il figlio di quei genitori; quindi l’educare un bambino diventa pericolosa agli occhi di molti e soppressa con la violenza se si intende svilupparla in un bambino. Un uomo che intenda attraversar una strada e sulle strisce pedonali, essere altamente a rischio davanti ad un corteo di inconsapevoli, specialmente se stanno a blaterar al telefonino con qualcuno e non badano alle loro azioni e soprattutto noncuranti che vivono assieme ad altri, con loro spazi di vita propri da garantire, non da leggi, ma dalla percezione umana del contatto con altre soggettività; non ci sono persone più uguali di altri, anche se sono al telefonino e non badano ad altre soggettività presenti perché per questi esseri, semplicemente la società non esiste
. Quanti agiscono su questo presupposto in tutta la pianta sociale? Si considerano persone libere, ma ostacolando con le loro azioni, la libertà del vivere di molti altri? Noncuranti del fondamentale principio del “Paradosso della Libertà”
Sali su un mezzo pubblico da dove si deve salire e ti guardano di storto perché non sei salito da dove la gente deve scendere, star alla larga dagli antagonismi di persone che pochi secondi prima andavano d’accordo, badar a chi non guarda dove cammina, perché sta parlando al telefonino, evitar i bar per il festival delle opinioni che si sviluppa ed intuisci perché le classi dirigenti sono di così basso profilo.

Poi ecco quella che viene definita” Sinistra” forse sarebbe meglio definirli Sinistri, i più grandi fans della Globalizzazione, che a forza di cercar consensi tra i benestanti ed il ceto medio, verso il centro dell’elettorato quindi…ha dimenticato le periferie, il degrado, la marginalità di molti esseri dai meccanismi sociali ed ecco che negli Stati Uniti…questo corteo di dimenticati, vota per quelli che dovrebbero essere più affezionati ai meccanismi dell’Economia di Mercato e la Sinistra prender voti dal ceto medio, i benestanti e nelle Down Town delle grandi metropoli e qui da noi lo scenario è simile.

Quindi attrezzarsi per difendersi dai permalosi, diventa attività prioritaria per qualcuno

.
Altre fughe emergono: famiglie divise ed i componenti dirigersi, ciascuno per proprio conto e la povertà prender presto possesso di queste fughe, o una vita precaria e un futuro pieno di incognite, comprendendo anche per bambini o donne incinte, o uomini che non sanno dove andar ed altre fughe che seguono dinamiche impossibili da codificar.
Fughe intellettuali sempre più estese in paesi dove il senso critico e la ricerca sono ostacolate con il dominio di letali Status Quo e spaventosi livelli di politicizzazione della vita sociale che introduce il più degenerato profitto nelle decisionalità politiche e l’asservimento di chi dovrebbe impedir tutto ciò: l’uomo stesso.
Altre fughe: a San Francisco, non ci sono persone che migrano perché l’estesa città è ad alto rischio sismico, non scappano perché le difese delle decisioni umane sono alte, corrispondenti al livello del pericolo sismico; in tanti altri luoghi, dove questa corrispondenza non esiste affatto come noi, la migrazione sarà una scelta obbligata per quelli che hanno visto crollar la loro vita in Italia centrale.
In zone a prevalente cultura della coltivazione del riso, l’innalzamento del livello delle acque, porta altre fughe e ciascuna rispondente a parametri diversi a seconda di chi scappa e riciclarsi nelle maniere più diverse.
Disastri ambientali ed altre fughe che partono per chi non ha più di che vivere come un mare dove la moria di fauna ittica porta a ricercar altre fonti di reddito, senza quella della pesca.
Agricoltori e contadini, costretti alla migrazione perché i loro terreni maciullati per far posto a zone di pascolo per i bovini ed in favore di multinazionali dell’alimentazione, ed ancora una volta, migrazioni rispondenti a criteri diversi da persona a persona.
Molte specie di esseri viventi non umane che migrano, non avendo più spazi di habitat naturali per il loro vivere, ed ecco, che ci dovremo abituare, come già in altri luoghi, di vedere fauna migrante nelle città per aver l’uomo, tolto l’habitat di moltissime specie animali come per esseri viventi umani aver e far sempre di più la stessa scelta ed i conflitti, esplodere, e sempre, con logiche impossibili da identificare, essendo intrecci di scelte con parametri diversissimi.


Il mondo sembra un esteso film Western dove un gruppo di malavitosi, razzia ogni bene in una città, e non contenti…uno diventa il Sindaco…l’altro capo della Polizia…il terzo…Direttore della Banca…il quarto…Giudice del Tribunale…il quinto…apre un bel localino per far giocar a soldi, usando quelli rapinati alla comunità locale.

“Chi dice che da noi certe cose non possono accadere, dovrebbe smetterla di usar toni vaghi, passando all'azione: una raccolta di firme per una legge che punisca severamente che sostenesse che questo paese fa parte del pianeta terra. Così io sarò ben felice di far il reo confesso”


Ma veramente, la migrazione non riceve sostegni occidentali per far sì che si determini? Ho molti dubbi al riguardo…Ilaria Alpi fu assassinata assieme al suo operatore per aver scoperto legami strettissimi tra potentati locali e quelli nostrani in Etiopia legati a traffici illegali di armi e rifiuti tossici…da due decenni, giornalisti uccisi per gli stessi motivi, sono in continua salita ed in ogni scenario.

Se l’opinione pubblica occidentale è tutta interessata ai processi di migrazione sulle nostre coste…questo consente a potenti forze economiche di agir indisturbate in tantissimi scenari e crear quel meccanismo del ricco sempre più tale e con sempre maggior garanzie, ed il povero sempre più così e con sempre meno garanzie.
 La mancanza di saldatura di condivisione tra chi ha di meno, favorisce immensamente quella condivisione strettissima che avviene nell'alta finanza e tra chi ha di più.

Esiste in economia il meccanismo del “Gatto che si morde la coda”: la Cina.
Cosa accade: siamo consapevoli che il grande paese asiatico viola le più elementari regole umanitarie assieme a devastazioni dell’ecosistema, ma abbiamo enormi blocchi a dirlo alla classe dirigente di quel paese, dal momento che abbiamo debiti con la Cina enormi, Stati Uniti principalmente.


Qualcuno si lamenta dello sviluppo economico senza regole di quella nazione e l’ingerenza dei suoi prodotti in ogni dove, ma siamo terrorizzati, se per caso, il Treno Economico del Mondo” si fermasse, o diminuisse la sua crescita perché sarebbe una tragedia per l’intero Occidente, peggio ancora se vi fossero tensioni sociali in Cina con scioperi o altro, perché solo dieci giorni di mancata produzione in quel paese, collasserebbe l’intero Occidente…insomma un bel meccanismo di freni che impediscono  di far qualsiasi rilievo su ciò che accade nel grande paese asiatico.


L’ultima parte di questo capitolo lo dedico alla povertà e marginalità sociale qui da noi e ritorna qui la ritrosia del solo parlarne da parte delle classi dirigenti e la fuga da queste questioni: il concetto che percepisco è che chi ha le leve decisionali dentro la vita sociale, non intenda occuparsene affatto, partendo dal presupposto che tanto c’è il volontariato, la Caritas o Sant'Egidio che se ne occupano; quindi perché mai ci dovremmo occupare della povertà? Peggio: sembra indicare tutto ciò che chi si occupa, ed in prima persona del disagio sociale, agli occhi delle classi dirigenti, offra a loro uno strumento di Pacificazione Sociale ottimo per non occuparsene.

Il problema sta nelle tantissime tracce che portano un essere umano a finirci in questi meccanismi della povertà. Persone spessissimo dalle grandi capacità che avrebbero solo bisogno di far sì che possano incamminarsi nelle giuste direzioni e trovar il modo di superar l’ostacolo di individui fiaccati dalla marginalità, sino al punto di non vedere un futuro che non sia un accorciamento di esigenze e partecipazione attiva al vivere comunitario.
Serve superar il presupposto che blocca l’idea stessa che uno che vive nella marginalità, non possa sradicar dalle fondamenta questa sua condizione e quindi diventar una risorsa.
In Francia fecero una domanda a diverse persone, viventi nella marginalità: vorresti creare una tua attività economica, aiutato da noi…la maggioranza disse di no, preferendo il sussidio economico dello Stato o altro…questo è un ulteriore ostacolo, prettamente e unicamente occidentale del povero occidentale rispetto a quello di altre aree del mondo.

“Non esistono feudi di possesso nell’animo umano e neanche verso i suoi spazi di vita, ciascuno può veder con le sue percezioni il suo domani. Troppi vedono i loro molti domani attraverso di chi ha l’orologio che gira all'incontrario, oppure con lancette vorticosamente in avanti. Il tempo presente continua ad essere la più grande sfida per l’uomo”



Fine terza parte.



Attilio Saletta.






giovedì 10 novembre 2016

Gli auto convincimenti fasulli umani e gli spazi della tolleranza del pianeta terra.


Parte I.

" La distanza che separa la libertà collettiva dalla tirannide è misurabile in pollici; quella vissuta interiormente e senza bisogno di esibirla, in anni luce"

Sommario.


Lettera ai Mercanti del Caos.
Che cosa hanno a che fare: l'Asse Gravitazionale della Terra, la Corrente del Golfo con la Rivoluzione Industriale e la Psicologia delle Folle, scritta da Gustav Le Bon nel 1895.
La decadenza percettiva del meccanismo causa-effetto.
Gli auto convincimenti fasulli umani.
Che accade se una specie animale sparisce.
Il meccanismo della "Pozza d'acqua"
Il mito fasullo della metropoli e perciò gli effetti della pozza d'acqua.
Perché il terrorismo produce una riconversione dell'economia.
Il meccanismo della fuga e gli effetti della pozza d'acqua.
A chi conviene la migrazione ed ancora una volta; il meccanismo della pozza d'acqua.
La Povertà in Occidente ed in Italia in particolare.
L'indebolimento critico dell'uomo.
Soluzioni consapevoli. 


 Troppo spesso l'uomo va in giro con il cappello in mano per chiedere cose che già possiede, e quelli che usano cose che posseggono da sempre, osservati male da altri, perché non vanno con il cappello in mano a chieder cose che posseggono da sempre. 

Lettera ai Mercanti del Caos.


"Miei cari amici, creatori di ostacoli quotidiani per la vita di ogni essere umano e per tutte le altre forme viventi, che mettete in gattabuia l'essenza del vivere, inserendo una marea di auto convincimenti fasulli e quindi, dati falsi sulla vita umana stessa...del resto...per voi tutto è calcolo...
Questo mio lavoro è per voi e per chi crede che l'essenza del vivere è un fattore esterno della propria vita, che quindi, non dipende dall'uomo stesso, ma da altri che quindi, sono entità metafisiche, visto che sempre di uomini si tratta.
Un percorso per metter il luce i vostri amatissimi. "Linguaggi del Non Esserci" e cosa provocano in termini di vita di questo Pianeta, e prima che un'altra Genesi abbia a determinarsi, forse sarebbe utile che togliessimo feticci dalla nostra essenza.

" A qualcuno capitano cose strane: è accolto con gioia da altri per la sua carica percettiva , e quando la mette in azione...la terra bruciata attorno a lui avviene da parte di chi l'aveva accolto con gioia per la sua carica percettiva"


Cosa ha da spartir l'Asse Gravitazionale della Terra, la Corrente del Golfo con la Rivoluzione Industriale, iniziata prima del ventesimo secolo e il suo impianto pedagogico: "La Psicologia delle Folle", scritta nel 1895 da Gustav Le Bon?....tantissimo.

Tutto ha da legarsi al meccanismo del controllo e di come controllando il pensiero dell'uomo, nel corso dei decenni, questo abbia poi prodotto un sempre peggior stato del Pianeta Terra, sino ad oggi, mettendo a rischio il mutamento dell'attività della Corrente del Golfo, tale, che una volta messa in movimento, per effetto dell'aumento della temperatura dei mari, produrrà in Europa, la glaciazione con temperature medie di cinquanta gradi sotto zero e in Canada, Alaska ed il Nord degli Stati Uniti con temperature mediterranee, tali da provocar migrazioni in massa di europei verso queste zone.
Lo stesso Asse Gravitazionale della Terra è oggi messo a rischio con conseguenze inimmaginabili.

Senza la Rivoluzione Industriale e soprattutto, il suo impianto pedagogico de "La Psicologia delle Folle, scritta nel 1895 da Gustav Le Bon, tutto ciò che viviamo oggi non sarebbe accaduto ed è riconducibile a livello assiomatico dal controllo e mutamento del pensiero umano che in quei anni avvenne.

L'uomo, prima viveva, nelle maggior parte nelle campagne, o meglio, vi era uno scambio di esperienze tra le città e la "Cultura Rurale" Non solo, la qualità di cosa l'uomo produceva, portava la società stessa ad evolversi, vi era attenzione in cosa l'uomo creava ed amore vero per cosa produceva e lo scambio sociale era autentico. Il potere politico non aveva una grande influenza nelle decisioni umane; l'uomo stesso era molto più indipendente di oggi e l'attenzione verso il ciclo di produzione della terra, portava l'agricoltore a dar il meglio di sé, nelle città, pur con elementi meno evidenti, tutto ciò era rintracciabile. Certo, grossi disagi vi erano, come le carestie, malattie devastanti, ma il tessuto sociale era migliore di quello di oggi in cui abbiamo tante leggi per difenderci dai soprusi, ma l'uomo non è interessato, perché considera scontato possederli...il risultato...siamo schiacciati da ogni genere di sopruso, maggiore nella epoca dove queste leggi in favore dell'uomo non esistevano.

Giunge la "Rivoluzione Industriale" e tutto l'impianto di qualità sociale precedente è sostanzialmente cancellato. Moltitudini di uomini, donne e bambini, vanno ad abitare e lavorar nelle città, abbandonando le campagne e la violazione dei Diritti Umani agisce subito assieme a mutamenti peggiorativi dell'ambiente. L'evoluzione delle industrie belliche è la maggiore, ma per far andar avanti le cose, serve  mutar il pensiero umano verso l'insieme delle cose...quindi controllarlo.

Qui ecco intervenire l'impianto pedagogico per far mutar il pensiero all'uomo che ora produce per i meccanismi del profitto: "La Psicologia delle Folle" scritta nel 1895 da Gustav Le  Bon.

La tesi fu semplice e tutt'ora applicatissima nei meccanismi del consenso politico ed economico: se l'uomo lascia le campagne per andar a vivere e lavorar nelle città con stili di vita completamente mutati, abbiamo la possibilità, grazie a questo sballottamento di controllarlo decisamente meglio di quando produceva in campagna, anche per quelli che già vivono nelle città, mettendoli a produrre massivamente per il profitto, saremo in grado di controllarli, facendo in modo che credano a quello che ci pare a noi, portandolo ad estremizzar i concetti, diminuire le sue difese critiche sull'esistente e noncurante sui danni alla natura e la sua vita stessa. 
Quello che accade fu un mutamento del pensiero umano, spesso totale, la propaganda diventar l'asse portante di tutto l'assieme senza alcun legame con i reali fattori del vivere e l'uomo, farlo sentir bene solo come numero e la qualità del vivere societario in picchiata verso il basso, ancor di più oggi.

Discendendo la qualità del vivere stesso, sparì o diminuì il legame di esperienze città-campagna e l'uomo iniziò a credere di aver bisogno di qualcuno che decideva per lui. Su questo sedimento, ecco il sorgere delle tirannidi, l'uomo schiacciato dalle masse, e le peggiori follie del pensiero potersi produrre facilmente da questo impianto pedagogico. Lo sviluppo delle industrie belliche poi, far scatenar le guerre più devastanti e la violenza politica esplodere senza freni e gli estremismi, circondare le persone con spirito critico, ancor peggio, uomini amici da anni, che diventano antagonisti per le cattiverie dialettiche dei falsi colti, che crearono, ancor di più oggi, nemici immaginari e fittizi punti di attrito sociali. 
Tutto questo, produsse un abbassamento di parametri umanitari, devastazioni sociali e noncuranza di tutti gli intrecci, comprendendo pure l'ambiente; oggi evidentissima.

Il mutamento del pensiero umano produsse tutto ciò e crea oggi, ogni genere di devastazione che inizia da una devastazione del pensiero, senza la quale, nessun delitto potrebbe mai manifestarsi.

Poi certo....squilli di tromba e fanfare perché oggi la maggior parte degli esseri umani vive nelle città rispetto alle zone rurali, presto nelle grandi metropoli ed il controllo sarà totale sull'uomo e di come vede ciò che gli sta attorno...poi si vedrà come sarà in grado di alimentarsi se i terreni agricoli saranno abbandonati per effetto di queste fughe, salutate con squilli di tromba e fanfare.

Particolare inquietante: non c'è un singolo uomo politico che non conosca a memoria quel'impianto pedagogico che spinse al mutar il pensiero dell'uomo, rendendolo noncurante di ciò che gli stava attorno e sa come dirottar il base a questo precetto il consenso a suo favore..ma questo fondamentale testo non è mai citato da nessuno...eppure è stato alla base delle devastazioni del secolo scorso e di questo...e se è stato posto al peggio il pensiero umano, è pure possibile diventar in disaccordo con la noncuranza contemporanea.

"Se sono triste, trovo persone preoccupate, se cerco di guadagnar la vita, altri non capiscono e se, in rari momenti, ho qualche attimo di felicità, qualcuno pensa che rida di lui/loro ed allora mi domando se c'è qualcosa che non capisco"


La decadenza percettiva del meccanismo Causa-Effetto.

Per la prima volta dall'inizio dell'età evolutiva del genere umano, oggi siamo dinnanzi ad un regresso dell'attività cerebrale dell'uomo, il quale, osserva solo più gli effetti delle situazioni, senza alcun interesse sulle cause, parlando solo di denaro, senza notare che se si pone l'attenzione sugli effetti, i danni economici sono enormi, perché non si impara e meno che mai si dialoga con i fatti; se si va alla causa, lo scenario è ben diverso come nel caso dei recenti terremoti in Centro Italia, dove si osserva l'effetto e non le cause...gli ostacoli posti al mettere in discussione le follie urbanistiche, come queste sono funzionali allo sviluppo del consenso...ed ancora una volta...diventar noncuranti sulle nostre scelte, quindi mutamenti del pensiero continui per diminuire, inconsapevolmente o non le nostre difese. Più avanti dirò di altri aspetti di questa noncuranza.

Gli auto convincimenti fasulli dell'uomo.

Qui altri terreni di noncuranza: pensiamo che tutti gli aspetti del vivere, rispondano a logiche separate..invece sono tutte intrecciate come più avanti dirò...Abbiamo il concetto che se compriamo un oggetto, frutto lungo la catena di ogni genere di devastazione, questo non creerà alcun effetto su di noi...come osservar estasiati un film di guerra...finanziati, come pure per le logistiche dagli apparati militari come braccio propagandistico degli stessi nella maggior parte dei casi...poi ecco che questa estasi si tramuta in odio quando vediamo persone scappate dalle guerre, pure queste, nate da profonde mutazioni del pensiero umano...ma continuiamo ad essere estasiati osservando un film di guerra e finanziati....

Cosa accade se una specie animale sparisce.

Su di un muro in una città americana, un artista ha disegnato un'Ape con uno zaino sulle spalle...sotto una scritta...." Se andiamo via noi, seguiranno tutti gli altri"

Se una specie animale sparisce, gli effetti sono a devastanti, e non solo per i mutamenti della catena alimentare che si ripercuotono a livello di migliaia di chilometri, distanti quindi pure dal raggio d'azione di quella specie vivente; pure nella vita umana come spiegherò nel secondo capitolo del mio lavoro...ma la noncuranza umana..frutto degli auto convincimenti fasulli, fa creder che le nostre iniziative e decisioni, lontane dal punto d'inizio di una devastazione non ci riguardi...dimostrerò che ci riguarda eccome.




Uno che non ha normali argomenti di conversazione con gli altri, trova normali scoperte dalla natura dei fatti.

Fine prima parte.

Attilio Saletta.