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giovedì 3 marzo 2016

Qualche potere immaginativo sulle patologie cardiache.



Voglio tentare di far un percorso immaginativo sulle patologie cardiache, ma temo che sia un tragitto ben poco fantasioso.


Un uomo ed una donna si aggirano di notte in un reparto di cure intensive legate a serie patologie cardiache, ma non sono visibili da nessuno.
Vedono subito che non c'è un letto libero e uomini, donne e bambini con cannule e monitor, nelle stanze mediche personale qualificato controlla il decorso di ciascuno.

Giungono davanti ad una persona posta in un letto e attraverso qualche sistema immaginativo percorrono il tragitto che dalle cattiverie umane, giungono sin al letto di un ospedale e l'indomani, il paziente verrà sottoposto ad un bypass per le sue gravi malformazioni cardiache.

La strada inizia vedendo un ragazzo dalle alte capacità progettuali e di riuscir a veder lontano rispetto all'esistente; i suoi simili sono spesso risentiti nei suoi confronti.

Eccolo entrar in un'azienda poderosa, con molti poteri di dissuasione verso chi gestisce la cosa pubblica, forza economica molto elevata e personale poco propenso a farsi domande e sviluppar capacità progettuali.

All'inizio per lui è tutto un coro di evviva, poi però sviluppa un progetto prospettico per la stessa azienda in cui opera ed a beneficio dei fruitori del servizio di quella compagnia.

Inutile dir che viene cacciato, ed in malo modo, da quella azienda nonostante che quando vi entrò ricevette un coro di evviva.


Giunge però un ingrediente immancabile contro chi possiede doti progettuali e capacità innate di veder lontano....la guerra ed il terrorismo psicologico nei suoi confronti, la terra bruciata attorno a lui.

Naturalmente nei media c'è solo spazio per le guerre con armi, missili, droni e traccianti; ma nessuna guerra  sarebbe mai esplosa senza preparar il terreno usando quella psicologica per irretir l'uomo a farsi domande, allora poi quelle guerre sono accadute...è un assioma.

Ma le guerre psicologiche ordite contro le menti progettuali e capaci di veder lontano sono forse più ciniche e criminali di quelle con fucili e missili; si basano sul concetto che certamente ti lasciamo vivere, ma ti renderemo la vita impossibile se usi queste tue capacità.


I due esseri invisibili scorgono questa persona finire nelle spire della marginalità sociale, ma la guerra ai suoi danni è ben lungi dall'essere terminata....cercano di convincerlo che è un fallito, non ha da dar nulla alla società civile, un peso per i contribuenti, irretir la sua personalità ed ad aggiungere altre tinte fosche, chi si occupa della marginalità sociale non si occupa di persone simili.

L'uomo progettuale deve inserir dentro di sé anticorpi per corazzarsi davanti a questo fuoco di nonsense.

Il percorso dei due termina quando quest'uomo finisce nei meccanismi dell'infarto e l'indomani un'operazione come l'inserimento di un bypass al suo cuore.

Quindi: chi è la vittima, le scene dei delitti, i mandanti e gli esecutori del crimine?



I due però inseriscono altro potere immaginativo....l'uomo è perfettamente ristabilito, il suo potere progettuale e capacità di veder lontano gli garantiscono vita economica e sociale, creando benefici a tutto tondo nel nerbo della vita comunitaria; ma qualcosa d'altro.

Un mutamento antropologico nell'osservar i fenomeni della marginalità, un percorso non più rinviabile progettuale, prendendo le tante persone con queste innate abilità come basi di mutamenti del pensiero umano verso chi sta dietro, ma senza il carrozzone dell'assistenzialismo.

I due però entrano nello stesso reparto di prima, notando che è quasi disabitato; forse l'antidoto contro la guerra ed il terrorismo psicologico deve essere stato trovato.

Girano per vari luoghi in cui si sviluppa la vita sociale e nello stesso ospedale e trovano l'antidoto.

"Nessuno ti può far sentir inferiore senza il tuo consenso"

Eleanor Roosevelt 

"Chissà che la battaglia contro le patologie cardiache non possa esser vinta, non da nuovi farmaci e nuovi strumenti, ma invece da questa frase, buttando in un museo degli orrori i fautori di quella guerra; ma forse aiutati da chi volevano annientare, rendendosi conto che stavano annientando se stessi"



Attilio Saletta.



giovedì 11 febbraio 2016

Terza parte de: alle origini della povertà e le limitazioni umane.


Allora perché organismi come la “Grammer Bank” trovano nell'opulento occidente grosse difficoltà ad inserirsi e per certi versi, la vita dell’emarginato occidentale presenta più ostacoli di quello che vive in altri luoghi di questo pianeta?
Muhammad Yunus illustra ciò compiutamente nella sua opera: “Il banchiere dei poveri”
A pagina 187 ecco questo dato: “ Anche se in termini assoluti, i poveri dei paesi avanzati possiedono più benefici fisici e monetari dei poveri del terzo mondo, sul piano psicologico la povertà è molto più difficile da sopportare in un contesto di relativa abbondanza…Nel terzo mondo le differenze tra ricchi e poveri esistono…si cresce tutti assieme…i miei compagni di gioco erano analfabeti…A Chicago una situazione simile come quella sarebbe impensabile; un giovane bianco non benestante non andrebbe a giocare nei ghetti dei neri”.
Insomma: ecco la società occidentale che funziona per compartimenti stagni e reggimenti e l’esclusione come elemento basilare e non solo economico, anzi, per certi versi è un fattore non decisivo; ma qui ecco un’ulteriore elemento a pagina 184.
“Forse per gli europei, Grammen è un concetto troppo estraneo, rimette in discussione troppe idee preconcette…Nei paesi avanzati il problema più grande è quello di ovviare ai danni provocati dallo stato assistenziale….i beneficiari di sussidio mensile…appaiono non meno spaventati, di fronte all'offerta di un prestito per avviare un’attività lavorativa, delle donne dei nostri villaggi….Molti fanno il calcolo di quello che perderebbero….concludono che non ne vale la pena…Ma anche quando la legge garantisce ai poveri il diritto di proprietà, la mentalità delle organizzazioni caritative non lo accetta….” Come un giovane appena uscito di prigione che voleva crearsi un’attività indipendente, ma l’istituto dove risiedeva non fu d’accordo.
Qui ecco un’ulteriore aspetto a pagina 224: “Ho sempre avuto la certezza che cancellare la povertà…sia più una questione di volontà che di mezzi…probabilmente perché non ne siamo personalmente coinvolti…la carità non ha altro effetto se quello di perpetuare i problemi, togliendo ai poveri lo spirito d’iniziativa…Per prendersi cura dei poveri gli stati si sono dotati di enormi apparati burocratici….Gran parte del denaro dei contribuenti viene accantonata per finanziare programmi di assistenza…i figli allevati da genitori legati al carro dell’assistenza hanno buone probabilità di rimanervi agganciati per sempre”.
Ma come agisce la Grammer Bank? Sul volano del desiderio d’indipendenza progettuale del povero stesso ed uscir dalle tenaglie della povertà estrema congiunta con l’analfabetismo, i meccanismi dell’usura che poi non sono molto diversi da quelli occidentali, a pagina 32 ecco un bel esempio: “Che Grammen sia riuscita a rendersi indipendente dalle sovvenzioni rimanda al problema della carità in generale…Nella maggior parte dei casi…è veramente dannosa…se il donatore aprisse la portiera dell’auto e chiedesse al mendicante  qual è il suo problema, come si chiama, quanti anni ha, che cosa sa fare, …quello sarebbe un modo per aiutar davvero…Chi raccoglie denaro mendicando non è motivato a migliorarsi…incline ad una mentalità parassitaria”.
Come scriverò in seguito, i meccanismi degli aiuti internazionali non sembrano molto diversi ed aprono le porte alla corruzione, o meglio, la spalancano.
Vediamo nel concreto uno che vive nell’opulento occidente ed è emarginato dai processi economici e sociali, ma desidera fortemente dar scambio con la società, crear una sua attività indipendente frutto della sua vena progettuale cosa incontra: se presenta il suo progetto ad un qualsiasi istituto bancario, nella maggior parte neanche ci entra perché sa già che gli riderebbero in faccia e neanche a quelli del micro credito occidentale; se ci entra, appunto, gli riderebbero in faccia, se poi lo mandasse ad organismi umanitari, troverebbe spesso l’indifferenza alla sua carica progettuale, o al massimo che non si può fare, specie se fosse dettato dal rinnovamento della volontà di uscir dalle tenaglie dell’emarginazione a beneficio degli altri.
Magari gli proporrebbero di far un bel corso di formazione con il risultato di non aver mutato la sua condizione e foraggiato chi quell'attività di studio l’avesse messa in piedi e per finire in bellezza…il pietismo, le sirene dello stato assistenziale e i pericoli che quel sistema creano, specie se vuoi crearti un’attività indipendente e far leva sulla tua carica progettuale e non essere capito da molti, o peggio, avversato.
Cosa fa Grammen? A pagina 216 ecco uno stravolgimento benefico dell’agire: “Sconvolgendo i metodi tradizionali di lotta alla povertà, abbiamo sempre adottato la prassi di concedere prestiti senza fornire né richiedere…alcuna competenza specifica…Per questo, invece di perdere tempo a trasmettere loro nuove competenze, abbiamo deciso su quelle che le persone già possiedono. Il denaro che poi guadagneranno diventerà la chiave per esplorare la gamma dello loro ulteriori potenzialità”.
Ecco a pagina 212 altro fienile di speranza autentica: “L’esperienza ci ha dimostrato che, con l’aiuto di un capitale finanziario anche limitato, i poveri sono capaci di profondi cambiamenti nella loro vita…Tutto quello che mancava loro era il capitale”
Se nell'opulento occidente ed in questo paese, invece di ingrossar il carrozzone dell’assistenzialismo, andassimo a chiedere a chi vive ai margini della società civile cosa ciascuno sa fare, cosa gli manca per metterlo in piedi, i suoi desideri, ostacoli, andando a scovar progettualità nascoste, forse faremo saltar in aria quel mostro che fa della sottovalutazione delle risorse umane il suo costante famelico cibo assieme al depotenziare la società stessa e quel elemento tossico che inizia dall'istruzione ufficiale che immette un insensata e spropositata supervalutazione delle classi dirigenti che tracima nel misticismo pagano e su quel fetido altare giacciono migliaia e migliaia di progettualità che ogni giorno sono annientate da tale mostro famelico che si nutre di disvalore; una sola singola progettualità, non maciullata da tale meccanismo è in grado di riformulare l’intera macchina sociale e quindi la povertà come ha detto Mister Yunus è un fallimento concettuale di tutto l’assieme.
Un particolare: il 98% dei poveri che hanno usufruito dei prestiti ha pagato il dovuto e sempre; inutile dire che sono proprio i benestanti i meno capaci di far fronte a prestiti bancari, nonostante i loro super benevoli tassi d’interesse e persone, non povere, le più povere tra le più povere, attraverso quella banca, hanno risalito la china, dato un senso alla loro vita e sviluppato progettualità e economia sana….sono oramai a milioni chi partendo dalle condizioni più disagiate hanno prodotto benessere a tutto tondo.
Nella quarta parte diverse cose: il ruolo degli aiuti internazionali, la banca mondiale, perché gli economisti vedono solo una forma di lavoro e come è facile sconfiggere le multinazionali, comprese quelle che operano nel ramo informatico, cosa che Grammer ha fatto.



Attilio Saletta.


mercoledì 2 dicembre 2015

Porte aperte per chi?




                                                                          
            Aforismi sulla soggettività umana.

“Sogno un mondo dove l’uomo possa sviluppar appieno le sue qualità umane ed attraverso le carte dei diritti, possa anche guadagnarci la vita e non finir nelle retrovie della macchina sociale per voler sporcarsi le mani con i propri diritti”

“Sogno un mondo dove l’uomo metta in disparte le conferenze tra nani mentali e giganti di vanagloria, preferendo investir su se stesso e prendendo decisioni individuali e non aderir a concetti che assomigliano ad un uomo che pretenda di spostar un iceberg con uno stuzzicadenti”

“Sogno un mondo dove se uno sa a malapena guidar un triciclo, non abbia i mezzi ed il consenso di poter guidar un jet supersonico; quindi continui a guidar un triciclo”

“Sogno un mondo dove nessuno pensi di prendere le soggettività altrui in ostaggio come forma di ricatto per la vita stessa del suo prossimo; ma sogno anche che l’uomo smetta di assoggettarsi a questo clima oscurantista, indagando su stesso e farsi domande sui suoi perimetri del vivere”

“Sogno un mondo dove chi urla ai fatti, provi a veder se attraverso le urla e le masse mentali, sia capace di rincorrere un treno in corsa e se non ci riesce, vada alla ricerca delle persone silenziose che non posseggono masse mentali ma particelle che viaggiano libere nell'aria ed il rispetto degli altrui determinismi ed i loro vastissimi intrecci, diano la possibilità all'uomo di riagganciar il treno con i fatti”

“Sogno un mondo dove le patologie del corpo umano decrescano, non per effetto di qualche cura miracolistica; invece, fin dall'infanzia, il sostegno del pieno sviluppo delle qualità umane di ciascuno ed il rispetto dell’altrui determinismo delle singole soggettività”

“Sogno un mondo dove la bruta violenza farneticante non sia combattuta con gli stessi mezzi, ma prima, avendo arato il terreno delle mente umana con gramigna, per poi considerar lo sviluppo delle qualità umane, un terreno incolto; la scelta quindi sia nel terreno del pieno sviluppo critico dell’individuo che disarma la violenza attraverso il controllo delle passioni, la ragione e l’intelletto”

“Sogno un mondo dove le idee smettano di provocar lutti a distesa, seti di dominio, insania dilagante e liti tra facoltosi che poi è il menù di ogni guerra come dato assiomatico; invece con il recupero delle percezioni umane assieme a diventar giudici di se stessi”

“Sogno un mondo dove l’uomo abbia modo di dubitare se un suo simile abbia molto consenso e porte spalancate davanti a lui e legami inesistenti tra parole e fatti ed amore per la doppiezza, considerando che lo sviluppo del mondo sì è sviluppato attraverso porte chiuse a tripla mandata davanti alla mente libera, erette dall'opinione pubblica e da chi la guida; questa da sempre è stata ed è l’indicatore della strada giusta per il terreno delle scoperte ed il pieno sviluppo delle qualità umane che hanno avuto, come oggi, il maggior ostacolo dall'opinione pubblica e chi la guida che mai hanno indagato sulla formazione delle idee ed ancor meno, su come controllar le passioni; chi ha creato e fatto scoperte, solo su quelle ed ecco perché anche oggi, trovano porte chiuse a tripla mandata davanti a loro”

“Sogno un mondo dove la cancellazione della pratica del compromesso tra gli uomini sia anche da parte di tanti altri, non solo attività quotidiana delle menti libere”

“Sogno un mondo per chiudere questa rassegna, dove il pieno sviluppo delle qualità umane, mandi in frantumi l’esorbitante numero di alchimisti, soliti discutere dell’uomo dentro luoghi oscuri; per loro, l’unica cura è di andar in posti naturalistici e veder se non avranno crisi di mancanze di zizzania…per tutti gli altri…a parte le menti libere che l’hanno da sempre….la speranza che anche nel caos, possano trovar nell'anticorpo, il pieno sviluppo delle qualità umane di ogni singolarità individuale”



                                  Attilio Saletta.

domenica 22 novembre 2015

C''è ancora spazio per l'umorismo?


Che cos'è l'umorismo se non la forma, direi unica, di senso critico, la sola che indaga sulle emozioni umane?

Quindi incomincio ad aver l'idea di scrivere una favola umoristica proprio su cosa accade oggi, dimostrando quindi l'unico senso critico vero, quello che si dice che sia, si limita agli aspetti che emergono nella superficie dei fatti, l'umorismo da quello che muove le tragedie umane...i beceri pensieri sull'uomo.

C'è un precedente al riguardo: un umorista ebreo che era dentro un campo di concentramento nazista, dove morì, spese ogni istante della sua esistenza sino alla fine a sviluppar umorismo critico per far rider sul volano della consapevolezza i suoi compagni di sventura; ma anche i suoi aguzzini risero delle sue storielle e battute,senza mai accorgersi che erano rivolte a loro, neanche mai compresero che molte delle sua battute erano contro Hitler stesso.

Quindi ecco che svilupperò una cosa simile nei prossimi giorni attraverso una fiaba umoristica; quella che sembra più inopportuna da far oggi..quella che chi crea la degenerazione del pensiero umano desidera che non appaia mai, proprio perché è   l'unica forma di senso  critico che indaghi sulle degenerazioni del pensiero umano.


Attilio Saletta.




mercoledì 18 novembre 2015

L'habitat dell'odio: sapere come come non sapere: la modernità.


"Pensieri sconsolati"

"Abbiamo ogni mezzo per monitorar ogni aspetto del vivere e così non siamo capaci di metter controllo su nulla"

"L'uomo dei secoli scorsi non aveva molta dimestichezza con le statistiche e quindi un contatto diretto con i fatti; oggi che le abbiamo, il nostro contatto con i fatti è sempre più distante"

"Conosciamo a menadito i danni e le carneficine prodotte dal potere fuori controllo e siccome sapiamo tutto al riguardo, facciamo sì di aumentarne le devastazioni"

" Possediamo leggi per difenderci dalle aberrazioni del potere e siccome le possediamo, il potere non è mai stato così senza regole"

Il motivo unico per cui le decisioni politiche si prendono il luoghi austeri è dettato dal fatto che se si svolgessero in luoghi naturali, gli adepti avrebbero crisi di astinenza da nonsense"

"Accade una tragedia non prevista da alti notabili a parte quella largamente prevista rappresentata dagli alti notabili ed è tutto un coro drammatico di situazioni non previste con l'unica soluzione di ricercar qualche abbaglio per continuar a far gli alti notabili" 



"Come rendere il non plausibile perfettamente plausibile: i falsi colti e la degenerazione del pensiero umano, cardine insostituibile dell'habitat dell'odio"

Spesso mi faccio una domanda semplice: non ho svolto corsi di studio molto elevati a differenza di altri, ma mi accorgo di scoprir cose semplici che chi possiede molta cultura dovrebbe aver con molta facilità e chi ha titoli di studio imperiosi non possiede; allora mi sento fortunato a non aver svolto cicli scolastici elevati, così evito di non scoprir nulla come quelli che sanno tutto...principalmente come non scoprir nulla.

Uno dei doni che ricevo giornalmente è l'impopolarità, per me è come la stanza dei giochi come quando ero bambino, avevo dei pupazzi inanimati con cui giocavo a differenza di altri che mi dicono che non mi capiscono.



"L'indottrinamento dell'odio"

La tesi largamente condivisa, specialmente oggi, verte sul fatto che sarebbe in quella parte del mondo che avrebbe più familiarità con la violenza, le psicosi degeneri e creando un ambiente che fa dell'odio un elemento insostituibile, genetico direi in cui fin da bambini si acquisisce un rapporto quasi naturale con l'odio....è falso....nell'evoluto occidente, l'impianto non è affatto diverso.

Sin dall'infanzia e con l'entrata dentro gli schemi aridi dell'istruzione ufficiale, quello schema non è così estremistico, ma la base uguale.

Si arriva ad aver familiarità con l'odio attraverso gli schemi precostituiti della vita che funziona a reggimenti, il disco rotto dei grandi uomini, in primo piano addolcir i caratteri delle guerre come romanzi d'appendice mielosi in cui placidi politicanti discutono in conferenze del destino dell'uomo che mette in farsa l'uomo stesso.

Questo degenere schema fa sì che un piccolo uomo dia subito valore solo se fa parte di qualche reggimento, non come mente indagatrice delle follie del passato e dell'oggi e se agisce così, la sua vita scolastica e i rapporti con gli altri diverranno quasi una sorta di incubi, come se precipitasse in qualche romanzo di Kafka, Gogol o Dickens, quindi lo schema dell'habitat dell'odio che crea quella familiarità con l'antagonismo non è affatto diversa da quella più estremistica; quella occidentale solo più sottile e psicologica.  


I dati falsi: ingrediente fondamentale dell'habitat dell'odio.

La tesi falsa sostiene che le guerre sarebbero l'azione del dominio di qualche gerarchia militare, desiderosa di mettersi in luce: falsità enorme...frutto nascosto di falsi colti per metter in azione qualche loro degenerata idea che materialmente mette nelle mani dell'uomo, incapace di usar raziocinio, armi per uccidere suoi simili, sfruttando il bottone che l'uomo in masse ama andar per estremismi, fondamentalmente conservatore indipendentemente dal pseudo colore politico indossato; mentre se è da solo e riflette è un progressista perché osserva  i danni dell'intelletto e la ragione fuori controllo e la nevrosi che è un ingrediente basilare dell'habitat dell'odio, non della vita consapevole...questo spalanca le porte verso l'accettabilità dell'inaccettabile...l'attacco alla natura umana.


Il pregiudizio.

Si sostiene essere attività rozza; falso, è attività molto raffinata e scientifica, ingrediente fondamentale dell'habitat dell'odio.

L'uomo deve essere portato ad uccidere un suo simile, ma nell'atto di farlo deve auto convincersi di distruggere un oggetto; senza questo precetto, nessun pregiudizio potrebbe manifestarsi e questo auto convincimento è opera esclusiva di falsi colti.


I terreni più palesi dell'habitat dell'odio.

Se osservi la distruzione della natura; vedi l'odio che l'uomo nutre verso il creato, sorto per aiutar l'uomo.

Quando vedi l'azione criminosa degli OGM; osservi un gruppo di uomini che odia a tal punto l'uomo da distruggerlo per sete di denaro e potere e controllo, giacche attraverso il dominio dei concimi, si assoggetta l'uomo in tutti i suoi aspetti come uomo-merce.

La distruzione di vita sociale, economica a favore di una ristretta cerchia di oligarchie è un odio sfrenato che uomini hanno verso i loro simili.

Quello che accade oggi in questa follia dominante dove tutti dicono di essere dalla parte del bene senza specificar cosa sia, o se è diventato un arcano contemporaneo, aldilà della collocazione geografica dell'odio è cercar di ridurre gli spazi del pensiero umano in tutti gli aspetti del vivere, non solo impedir di svolgere una vita decorosa, di più, ostacolar l'uomo sui terreni del sapere, del farsi domande...ma molto di più...molto peggio....quello che è accaduto a Parigi è una prova evidentissima...immettere nell'uomo un terrore antropologico ai suoi pensieri, desideri, aver paura di pensare e se ciò possa tarpargli l'esistenza stessa per averlo fatto, creando un oscurantismo anni luce peggiore di qualsiasi epoca umana dove solo l'odio domina e l'amore per la vita annientato.


La speranza.

Da diverso tempo mi interesso di quel comparto del sapere che sono le "Neuroscienze"  che analizzano le devastazioni che ben prima di manifestarsi nel concreto sono mentali...in particolare quelle dominati dell'ignoranza emozionale e l'incoerenza cerebrale e quel gigantesco dato falso che impone quell'arbitrio ipocrita sull'impossibilità di mutar pensieri fissi e quindi solo in peggio l'uomo va avanti...le masse mentali insomma...tutto ciò è volontariamente falsificato....

Tutti noi abbiamo la possibilità di mutar i nostri approcci alla vita, non attraverso libroni mastodontici e polverosi o uomini dal triplo mento dalle voci cavernose dirci cosa dobbiamo fare e se fai l'opposto, non è raro che trovi soluzioni al vivere stesso...attraverso la" biologia molecolare"

Fatti una domanda che non ti sei mai posto e quella semplice azione determina che apri una porta , trovandotene cento da aprir ed allora tutto si mette in circolo è farai saltar in aria l'habitat dell'odio, non attraverso qualche gruppo scelto di armigeri; semplicemente allargando i fronti delle tue percezioni, non avendo bisogno di chi comanda i tuoi pensieri e neanche tu farlo con i tuoi simili.

"Non accetto il vostro odio indipendentemente dalle latitudini dove si manifesta; cerco il meglio del pensiero umano di cui non temo l'isolamento o peggio, solo per aver pensato, l'odio è codardia al massimo livello, l'amore è coraggio perché si fa domande anche per chi è incapace di  farsele...temo una sola cosa: di non stupirmi della vita ed in base a ciò non essere frainteso"


Attilio Saletta.















martedì 17 novembre 2015

Esiste ancora del metodo nell'agir umano o esser complici della brutalità?


                     Integralismi a confronto.

Cosa accade oggi in questa martoriata terra? Forse sarebbe il caso di analizzar integralismi che di fatto agiscono in maniera simbiotica, ciascuno con caratteristiche diverse per con successo, modificar in chiave antropologica l’uomo per farlo diventar “Un’anima acritica dell’esistente”.
Sembra che l’obbiettivo del terrorismo sia l’occidente, non è così, neanche combattere i musulmani moderati, invece modificar la stessa natura mussulmana facendola diventar anni luce distante da quella che è; quindi la banalità del male che fa della bruta violenza l’architrave di questa modifica antropologica del vivere e dell’anima spirituale dell’essere mussulmano stesso.
Qui però emerge una figura fondamentale che da sempre agisce dietro le quinte dell’omicidio in nome delle idee…l’assassino in doppiopetto, il Rasputin della dialettica: il falso colto, l’ingrediente immancabile delle peggiori degenerazioni del pensiero umano, ed eccolo agire…
In Francia ci sono sei milioni di mussulmani e quindi non è il caso di stupirsi di quello che è accaduto; sarebbe come se io dicessi che in Italia ci sono tanti cattolici e quindi i crimini sono all'ordine delle cose…ma qui si nasconde un subdolo monito all’uomo stesso, indipendentemente dalla sua fede religiosa….devi cambiar la tua natura e guai a te se non fai così….il meccanismo fondamentale delle guerre, fondato sul modificar il pensiero umano, rendendolo indifferente alla sofferenza umana, ai concetti senza senso e rendendoli accettabili; sarebbe come se il Papa svolgesse un concetto simile ed ecco un altro bel regalo offerto da un moderno Cagliostro sull'altare della brutalità umana.
Una strada simile non fu svolta nel Medioevo dalle file del Cristianesimo? Creando le basi del radicalismo folle che ebbe le basi proprio sul far diventar l’uomo un’anima acritica dell’esistente? Tutto ciò non fu spazzato via da battaglioni di armigeri, bensì da spingere l’uomo sui suoi terreni propri; ovverosia un’anima critica del vivere che poi fu il Rinascimento?

Non ci sono analogie palesi con l’oggi? Cosa si disse nel nostro paese durante l’epoca del terrorismo, in cui ogni giorno qualcuno veniva ucciso: che bisognava togliere l’acqua nella quale la bruta violenza politica agiva, in quel vastissimo terreno di convivenze in cui il terrorismo ebbe la possibilità di espandere la sua scia di morte; sia dalle fasce del cosiddetto proletariato e le sue estese convivenze con organi dello Stato.
Certo, fu sconfitto da organi di polizia; ma principalmente per la ribellione silenziosa in gran parte, proprio dalle file del proletariato; in altre parole da dove il terrorismo pensava di trarre origine per la sua scia della banalità del male e questo nonostante convivenze, spesso di alto livello, tra le file delle gerarchie politiche e statali, ma come mezzo di contrasto vi fu la rettitudine morale di alcuni, pochi, uomini in cui l’elettorato principale giungeva dalle file della classe operaia; laddove cioè il terrorismo intendeva modificar la natura umana e del vivere.

Tutto questo non ci fa pensare all'oggi? Ai meccanismi della banalità del male che punta alla più degenerata “Macchina del caos” mai messa in piedi, forse da sempre e follia umana che porta ad impaurir l’uomo, anche verso i suoi stessi pensieri, desideri di crescita individuali e quindi cancellazione dell’anima critica dell’uomo, ma l’occidente non sta facendo da anni lo stesso percorso? Una modifica antropologica dello stesso occidente, delle sue conquiste sociali, umanistiche per far diventar l’uomo un’anima acritica dell’esistente? Dentro questa parte del mondo, vi sono ancora persone dotate di rettitudine morale, in grado di crear quella ribellione silenziosa per far ritornar l’uomo nei suoi terreni propri e delle conquiste che le generazioni del passato ottennero per la posteriorità che oggi, sembrano il principale obbiettivo occidentale da togliere di mezzo?
Ci sono persone simili anche se sono poche e amiamo i loro concetti, come parlano ai nostri cuori, alla nostra essenza come esseri umani, infondendo coraggio interiore da immettere nel vivere…ma siccome viviamo in una società civile, non siamo in grado di metterli in pratica.

Quindi un’attività simbiotica di integralismi che togliendo valori alla stessa vita umana hanno armato quella scia di sangue disumana e meno che mai, tolta l’acqua entro cui la violenza cieca della brutalità politica poteva e può crear quel clima di adesione, di convivenze, di vastissime entità economiche ottenute giornalmente passando da organi bancari, triangolazioni per evitar controlli e la risposta sembra essere solo militare, laddove nell’epoca del terrorismo del nostro paese non avrebbe dato frutti senza una ribellione silenziosa da parte di  esseri, che il  terrorismo cercò di usar per, crear una scia di sangue ancora più estesa; ma oggi questa ribellione esiste, o è proprio l’occidente a impedirne l’uscita, creando ostacoli enormi per lo sviluppo critico nella parte orientale del mondo e nello stesso occidente?

Chi fu che disse: Il mondo è ancora poco intossicato, deve esserlo maggiormente, la Società non esiste, l’etica un freno allo sviluppo, solo il mercato è importante, l’uomo ha valore solo da che cosa è in grado di comprare ed i rapporti sociali devono andar in questa veste; non quindi sui valori umani, incentivar lo scarto… chi non è in grado di far fronte alla vita… la spesa sociale deve essere annientata e lo stato tolto di mezzo così come le regole ed i valori perché questo produrrà un progresso senza ostacoli...nel progredito occidente….

Come mai questo progresso senza ostacoli ha prodotto deserti in luoghi laddove la vita economica e sociale era così vitale, povertà, ingiustizie sociali senza pari nel percorso dell’umanità; ma la distruzione di valori non avrebbe dovuto crear benessere o forse c’è qualcosa che non capisco? I Media prodotto quel mutamento antropologico in grado di far diventar l’uomo un’anima acritica, un mondo caotico, senza regole ed in definitiva, un cambiamento totale dell’essenza occidentale senza il fardello della bruta violenza che ha fatto capir al mondo a quali livelli di bassezze l’uomo è in grado di raggiungere, laddove se prima aveva un bagaglio di conquiste sociali ed umanistiche, ciò è stato cancellato da un mutamento antropologico dell’uomo stesso in questa parte del mondo assieme a generar un clima di difficoltà per lo stesso pensiero umano e per chi cerca di usarlo per ingrandir il percepir la vita nel senso proprio del termine.

Chi ora è impegnato a combattere la banalità del male da parte di questo terrorismo, ha in mente nel suo agire i precetti occidentali che ne hanno facilitato l’entrata ed in molti casi, sorgere, laddove la speranza di valori è stata annientata da questa delusione, il passo successivo poi è stato quello che oggi sta avvenendo; tutto questo non dimostra un intreccio simbiotico per rinchiudere l’uomo, i suoi pensieri, desideri in ambiti sempre più ristretti e antropologicamente modificati dell’essenza umana?
Dove sta di casa quella ribellione naturale e silenziosa che fu così importante per aprir le porte al Rinascimento, alla sconfitta del terrorismo politico che oggi ha assunto sfaccettature molto più raffinate come l’attacco alla mente umana ed ai meccanismi così in uso del “Terrorismo psicologico” nei confronti delle persone riflessive che non hanno bisogno di eventi delittuosi per essere menti critiche dell’esistente perché sono così di natura ed allergici ai reggimenti ed irreggimentar la conoscenza stessa che sembra l’obiettivo principale di troppi elementi simbiotici.
Questo terrorismo non verrà sconfitto da dieci portaerei davanti alle coste orientali, pronte a far partir le loro “Città di fuoco” ma dal fuoco spontaneo che getti quel clima di a criticismo che ci fa credere solo a quello che ci piace vedere e che tanti elementi simbiotici desiderano che l’uomo accetti.

A volte mi immagino Cartesio, Socrate, Popper, Pico della Mirandola…solo per far qualche nome…. Se ritornassero nella nostra epoca e vedessero l’annientamento del loro lavoro…cosa mai potrebbero pensar degli accadimenti di questo martoriato pianeta che sa come agir per evitar lutti; ma agisce all'opposto perché senza angherie alla natura umana; l’uomo stesso si sentirebbe a disagio.

Quante distruzioni sono avvenute ed avvengono per tale precetto?

“Ho sempre più seri dubbi che l'uomo abbia qualità distinguibili dalle altre forme viventi e migliori; non ho mai visto un Pioppo disfarsi volontariamente delle sue difese”



                                          Attilio Saletta.





sabato 14 novembre 2015

Dov'è finito il pensiero umano?


  Ieri a Parigi vi è stata una strage e brutalità senza pari con l’uccisione di decine di persone, allora è il caso di riflettere se il pensiero umano abbia ancora qualche rilevanza, fuori dai soliti schemi stantii di chi è la colpa di questo o quell'altro.



Che cos'è la violenza, specialmente quella più bruta se non il vessillo della banalità, del nulla, solamente estremistico e meno che mai radicale, giacché solo il pensiero umano è così ed infatti se analizzi questa brutalità ben bene, non trovi che il nulla; il video che ho appena messo su questo post è un marchio di cosa sia.
Allora fuori dagli schemi retorici che nulla cambiano delle situazioni perché ad un conflitto armato di un folle integralismo senza appigli umani e quindi logici, si immette una forza armata contro questo meccanismo degenere che è esattamente al millesimo quello che desidera questo estremismo che fa sì di annientare il pensiero umano ed il senso critico dell’esistente, lasciando spazio solo alla radicalizzazione degli scontri.



“Siamo così sicuri che questa sia solo una becera finalità di chi uccide in nome del nulla o invece scopo spesso primario dell’occidente?” Vale a dire che l’annientamento del pensiero umano sia un desiderio delle cancellerie occidentali, delle forze economiche, dei media, dei rapporti sociali che vedono in ciò un facile terreno di conquista e di consenso?



In quei luoghi dove si hanno dati solo sulla violenza più bruta, vi sono decine di menti progettuali, lontani anni luce da questo schema degenere…ma gli occidentali hanno mai aiutato queste persone a crear sanità mentale in quei luoghi o invece solamente mezzi di contrasto armati, di fatto complici dello stesso schema?
I tanto reclamizzati mezzi per comunicare…si fa per dire…hanno mai messo in luce questo fattore o hanno preferito indicar solo il sangue, la brutalità e la follia umana? Senza far alcun sforzo di porre in evidenza le menti critiche e spesso silenziose che si battono per lo sviluppo delle qualità umane, o questo qualcosa gli occidentali non potrebbero capire e quindi vendere qualche prodotto mediatico?



Lo sviluppo a tutto tondo occidentale è stato frutto di attività unicamente di questa parte del mondo o invece quando vi è stato un legame con quella orientale e questo ha determinato scambio di pensieri umani, di merci, di volani di sopravvivenza umana e viceversa ed ha dato frutti all'umanesimo; allora perché a questo dato inconfutabile è stato introdotto il germe dell’incomunicabilità tra queste due parti del mondo? A quale scopo? Di qui mi domando come i pensieri si siano evoluti in peggio in questa epoca contemporanea e se il pensiero umano abbia ancora la possibilità di crear benessere come fu nel passato in una situazione di bruta violenza molto simile all'oggi e su entrambe le sponde del mediterraneo, come adesso.



Il dominio della brutalità politica, gli spasmi ideologici, le follie delle sociologie di massa sono la cartina di tornasole di come si è evoluto in peggio in pensiero umano, giacché se fosse l’opposto, sarebbe il sostegno più concreto del vivere, più causativo anni luce di strategie economiche, sociali, politiche e rapporti umani e se ciò, sempre più distante dal percepir la vita…quel fatto di Parigi è una prova indiziale dello stato malmesso di come il pensiero umano possa incidere nei fattori concreti del vivere.



E’ possibile affermare che più si incrementano i mezzi per comunicare con accaparramenti politici, economici e spesso oscuri, più ci si allontana dal percepirsi e quindi far lo stesso con l’essenza del vivere e meno si è quindi capaci di comunicare se non con spesso l’antagonismo, il prendersi sul serio che determina questa epoca fondata sul “Nonsense legalizzato” passi per essere normale metodo per affrontar questioni; in altre parole per non affrontarli affatto e ieri sera una prova di questo meccanismo.



Come terminò il Medioevo? Con qualche guerra sanguinosa, urla, antagonismo, o non piuttosto sul volano dell’umanesimo, l’immaginazione, lo sviluppo delle arti, il sostegno a menti dinamiche e la traduzione di migliaia di testi dell’Antica Grecia?



Allora perché oggi intendiamo far l’opposto, sperando così di crear volani di sopravvivenza umana? Perché in diversi luoghi si cerca di togliere di mezzo lo studio dell’umanesimo per far posto solamente a quelli delle tecnologia, quando molte scoperte tecnologiche hanno avuto basi fondamentali, proprio dall'umanesimo e senza di esse, quelle scoperte mai sarebbero intervenute?





Non sarebbe il caso di rileggerci i testi del “Pensiero Socratico” vale a dire: “Sapere come sapere” in un mondo distante anni luce da questo fondamentale mezzo del conoscere e come il pensiero umano si è evoluto in peggio, proprio a partir dall'aver tolto di mezzo questo strumento di auto determinazione fuori dagli schemi del fatalismo e tra questi, non poter far nulla contro la violenza, la brutalità che fa del nonsense il suo architrave che crea consenso o odio ed in entrambi i fronti, l’accettabilità di questa incoerenza tra parole e fatti, ivi compresa la vita spirituale, quella più delicata che diventa allora il terreno più rozzo per disconoscerne la natura umana e del creato.



Quanti pensieri tossici sul vivere sono stati introdotti nell'ultima generazione come in economia, nei sistemi democratici che fanno della tolleranza verso la menzogna quasi un architrave, facendola passare come concausa naturale del vivere? Se ciò avesse avuto mezzi di contrasto dell’individuo fondato su parametri etici; l’esplodere della violenza non avrebbe potuto attecchire con tale facilità ed ancora una volta, tale situazione come nella vita economica è un crollo di valori ed è su queste basi, che la follia brutale ha potuto mietere vittime come ieri sera nella capitale francese.






Qual è l’ultimo dato? Che siamo in un’epoca che avrebbe bisogno di elevatissimi livelli di pensiero critico, auto determinismo umano, l’etica e la morale come architravi per l’oggi, umiltà e sviluppo del pensiero umano fuori dagli schemi incapaci di incidere nel vivere e che generano, non solo ridurre gli spazi di vita umana, di più, abbassar la qualità della vita stessa avendo ogni mezzo per far il percorso opposto e creando un’ingiustizia sociale che non ha pari nelle vicende umane e che passano per essere attività democratiche legate al consenso e quindi il sapere come non sapere diventa la base di una “Non vita” ed è su queste basi che l’occidente deve riflettere, interrogarsi su come tutto ciò abbia spalancato e facilitato la violenza bruta come ieri sera, a meno che pensiamo di porgli argini attraverso un indottrinamento sull'incomunicabilità verso se stessi, i tuoi simili ed aumentar la colonna sonora del vivere; tutto ciò che la banalità del male desidera.



                                          Attilio Saletta.