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mercoledì 14 marzo 2018

STEPHEN HAWING; IN ALTRE PAROLE "LIFE"



" E' quando le aspettative sono ridotte a zero che si apprezza veramente ciò che si ha"


"Per quanto la vita possa sembrare difficile, c'è sempre qualcosa che potete fare e qualcosa in cui potete eccellere. L'importante è non arrendersi"


" E' possibile che tutto possa essere descritto scientificamente, ma non avrebbe senso, sarebbe come se descrivessimo una sinfonia di Beethoven come una variazione nelle pressioni di onde. Come descriveremo le sensazioni di un bacio e il "Ti voglio bene" di un bambino?



"Ho notato che anche le persone che affermano che tutto è già stato scritto e che non pensano di far nulla per cambiare il destino, si guardano attorno prima di attraversare la strada"


" Guardate in alto verso le stelle, non in basso verso i vostri piedi. Siate curiosi"


" Nelle teorie della relatività non esiste un unico tempo assoluto, ogni singolo individuo ha una sua propria personale misura del tempo che dipende da dove si trova e di come si sta muovendo"


" Non esiste alcun oggetto di realtà indipendente dalle descrizioni e dalle teorie"


" Le decisioni sono spesso irrazionali o sono basate su un'analisi imperfetta delle conseguenze della scelta, questa è la ragione per cui il mondo è in una fase così caotica"

" Il più grande nemico della conoscenza non è l'ignoranza, è l'illusione della conoscenza"



Grazie Stephen: quante persone come te hanno dato, danno e daranno strumenti a chi dice di star bene con se stesso, ma evitando di mettere in moto ciò che li fa dire ciò.
Tu e tanti altri hai avuto limitazioni fisiche da più di mezzo secolo, ma nessuna limitazione dalle tue domande che ti sei fatto a differenza di chi non ha limitazioni fisiche a differenza di quelle del farsi domande.



La vita ha solo tre ingredienti: Research, Why and Discovery.










giovedì 3 marzo 2016

Qualche potere immaginativo sulle patologie cardiache.



Voglio tentare di far un percorso immaginativo sulle patologie cardiache, ma temo che sia un tragitto ben poco fantasioso.


Un uomo ed una donna si aggirano di notte in un reparto di cure intensive legate a serie patologie cardiache, ma non sono visibili da nessuno.
Vedono subito che non c'è un letto libero e uomini, donne e bambini con cannule e monitor, nelle stanze mediche personale qualificato controlla il decorso di ciascuno.

Giungono davanti ad una persona posta in un letto e attraverso qualche sistema immaginativo percorrono il tragitto che dalle cattiverie umane, giungono sin al letto di un ospedale e l'indomani, il paziente verrà sottoposto ad un bypass per le sue gravi malformazioni cardiache.

La strada inizia vedendo un ragazzo dalle alte capacità progettuali e di riuscir a veder lontano rispetto all'esistente; i suoi simili sono spesso risentiti nei suoi confronti.

Eccolo entrar in un'azienda poderosa, con molti poteri di dissuasione verso chi gestisce la cosa pubblica, forza economica molto elevata e personale poco propenso a farsi domande e sviluppar capacità progettuali.

All'inizio per lui è tutto un coro di evviva, poi però sviluppa un progetto prospettico per la stessa azienda in cui opera ed a beneficio dei fruitori del servizio di quella compagnia.

Inutile dir che viene cacciato, ed in malo modo, da quella azienda nonostante che quando vi entrò ricevette un coro di evviva.


Giunge però un ingrediente immancabile contro chi possiede doti progettuali e capacità innate di veder lontano....la guerra ed il terrorismo psicologico nei suoi confronti, la terra bruciata attorno a lui.

Naturalmente nei media c'è solo spazio per le guerre con armi, missili, droni e traccianti; ma nessuna guerra  sarebbe mai esplosa senza preparar il terreno usando quella psicologica per irretir l'uomo a farsi domande, allora poi quelle guerre sono accadute...è un assioma.

Ma le guerre psicologiche ordite contro le menti progettuali e capaci di veder lontano sono forse più ciniche e criminali di quelle con fucili e missili; si basano sul concetto che certamente ti lasciamo vivere, ma ti renderemo la vita impossibile se usi queste tue capacità.


I due esseri invisibili scorgono questa persona finire nelle spire della marginalità sociale, ma la guerra ai suoi danni è ben lungi dall'essere terminata....cercano di convincerlo che è un fallito, non ha da dar nulla alla società civile, un peso per i contribuenti, irretir la sua personalità ed ad aggiungere altre tinte fosche, chi si occupa della marginalità sociale non si occupa di persone simili.

L'uomo progettuale deve inserir dentro di sé anticorpi per corazzarsi davanti a questo fuoco di nonsense.

Il percorso dei due termina quando quest'uomo finisce nei meccanismi dell'infarto e l'indomani un'operazione come l'inserimento di un bypass al suo cuore.

Quindi: chi è la vittima, le scene dei delitti, i mandanti e gli esecutori del crimine?



I due però inseriscono altro potere immaginativo....l'uomo è perfettamente ristabilito, il suo potere progettuale e capacità di veder lontano gli garantiscono vita economica e sociale, creando benefici a tutto tondo nel nerbo della vita comunitaria; ma qualcosa d'altro.

Un mutamento antropologico nell'osservar i fenomeni della marginalità, un percorso non più rinviabile progettuale, prendendo le tante persone con queste innate abilità come basi di mutamenti del pensiero umano verso chi sta dietro, ma senza il carrozzone dell'assistenzialismo.

I due però entrano nello stesso reparto di prima, notando che è quasi disabitato; forse l'antidoto contro la guerra ed il terrorismo psicologico deve essere stato trovato.

Girano per vari luoghi in cui si sviluppa la vita sociale e nello stesso ospedale e trovano l'antidoto.

"Nessuno ti può far sentir inferiore senza il tuo consenso"

Eleanor Roosevelt 

"Chissà che la battaglia contro le patologie cardiache non possa esser vinta, non da nuovi farmaci e nuovi strumenti, ma invece da questa frase, buttando in un museo degli orrori i fautori di quella guerra; ma forse aiutati da chi volevano annientare, rendendosi conto che stavano annientando se stessi"



Attilio Saletta.



martedì 22 dicembre 2015

Gli scartati.



Una Società troppo auto referenziale e                                                                         
                       Monologhista.

Lo scorso venerdì ho partecipato assieme ad altri all'apertura della “Porta Santa della Carità” aperta dal Santo Padre ed io far qualcosa al riguardo, ma neanche per un nano secondo, tutto ciò mi ha portato ad aver chissà quale impeto di stima nei miei confronti per la vicinanza con Papa Francesco; solo seguir la traccia della cristianità con tutte le mie cospicue limitazioni.

Un tema ha affrontato il Pontefice: “Gli Scartati” un dato di fatto sempre più evidente nell'epoca della comunicazione che vede nell'attacco agli spazi di vita percettiva dell’uomo il principale obbiettivo come del resto per la mente e lo spirito umano ed allora gli scartati diventano un elemento assiomatico di questa supposta epoca moderna. 

Da tempo sono diventato allergico ad osservar i fatti del vivere attraverso l’esteriorità degli stessi; invece andando nella profondità del pensiero umano e di come negli ultimi decenni, si sia innescato un processo di decadimento del percepir l’esistente, alla guida della macchina sociale le persone peggiori e quelli antagonisti della stessa guisa.

Uscendo mi sono fatto domande mentre il concentrato mediatico andava in cerca di persone da intervistar ed io osservar uno spettacolo che mi ha fatto riflettere sulla natura della diffusione delle notizie e se ci fosse in quei frammenti, tracce proprio dello scartar la percezione della sofferenza, forse anche in chi la viveva e la vive sulla sua pelle.

Mi è parso subito evidente che dovevo ricercarne l’essenza nel passato, nella conoscenza di epoche distanti dalla nostra per veder gli indicatori di una società che si fonda sull'esclusione sociale di soggettività percettive e l’immissione di qualcosa di nocivo a cui nessuno par farci caso; neanche chi vive in prima persona l’emarginazione.

Dopo qualche giorno mi sono imbattuto in quei frammenti di saggezza nelle opere e nelle azioni di uomini dalla cristianità, spesso fuori dal coro, ma essenziali per la stessa evoluzione del sentirsi cristiano.
Le figure dalla grande caratura come furono Pico della Mirandola, Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro; lì ho potuto vederne, non solo l’attualità, qualcosa di più, il declinare di questo mondo che passa per essere moderno.

Un tratto comune legar le opere di queste tre personalità: un’attività per il ritorno alle fonti della cristianità, fuori dall'allontanamento e del sentirsi parte della fonte del percepirsi cristiano, non solo a parole, ma nel concreto del vivere.

Qui ho trovato come Papa Francesco operi su questa base e come la sua caratura morale trovi punti di ostruzione del senso comune del sentirsi con tali paradigmi dell’oggi per una società che è diventata un concerto di monologhi a cui nessuno deve inserirsi, non importa a quali gerarchie sociali si appartenga e quindi il tarlo auto referenziale degli stessi dialoghi tra le persone a cui pochi sfuggono.




Pico della Mirandola affermar quella sua ricerca incessante ed impopolare di una visione armoniosa di tutte le realtà create, la posizione vera dell’uomo nel mondo ed il genio umano.
Qui l’oggi dove tutto ciò è lontano anni luce dalle decisioni umane e non è un caso che il Pontefice abbia inserito nel suo agir, il tema del creato, ma spero, fuori dai compromessi umani sulla natura che sono le cose più deleterie per gli spazi armoniosi del vivere in questo mondo dove la disarmonia è un dato assiomatico del vivere.



Erasmo da Rotterdam affermar che agli occhi del mondo, la saggezza di Dio equivale a pazzia; mai concetto passa per vero oggi davanti alla più truce e psicotica violenza politica, anche di tipo psicologico che non è meno devastante di quella con le armi e l’omicidio in nome delle idee e quindi ecco che la saggezza diventa sinonimo di fanatismo agli occhi del senso comune che vede nella aleatorietà dei concetti, una fonte di salvezza da se stessi e quello che accade, poi porta alla diffusione degli scartati, specie quelli che non desiderano essere delle comparse del vivere.
Ma lo stesso pensatore dinamico dir che la vera curiosità non è far gli spettatori della vita; bensì una ricerca instancabile della natura umana che non conosce esclusioni, quindi la generosità umana è in Dio stesso, perciò una riflessione, per nulla neutra, sull'umanità stessa.
Tutto quello che non c’è oggi, dove le esclusioni sono sempre più numerose, magari per esigenze di cassa degli Stati, o i tanti che si sostituiscono a Dio e la generosità umana inesistente nel loro agire, o quelli che ne parlano, ma operano per incentivar i loro possedimenti, principalmente non fonti economiche; la mente umana per irretirla al farsi domande, senza questo passaggio, nessuno appropriazione indebita economica potrebbe manifestarsi.


Poi ecco Tommaso Moro con quella sua verve di cristianità che pagò con la vita la sua propensione giocosa e seria questa sua attività.
Non sono le idee umane ad essere importanti, ma una simpatia critica sul quotidiano; tutto ciò che è così distante oggi con l’irreggimentar la conoscenza stessa e questo vestito stretto, impedisce quella curiosità critica essenziale per farsi domande e trovar le incoerenze, specie attraverso il gran concerto del servilismo che il pensatore inglese e poi uomo di Stato aveva già indicato.
Quello che spalanca le porte non allo sviluppar gli scartati, peggio, è lo stesso pensiero umano naturale ad esserlo, giungendo ben prima che sia l’uomo e i suoi spazi di vita ad esserlo; ecco un ritorno alle fonti della cristianità e dello stesso genere umano per ridar quel desiderio di curiosità critica che nel passato era molto più elevata di oggi dove abbiamo tutto

Qui mi pare che la caratura morale del Santo Padre, intenda recuperar le fonti del sentirsi cristiano, nonostante che la saggezza passi oggi per fanatismo.
Il lavoro di questo inglese procede nell'alveo della perdita di umanità dell’agir umano e come quindi si crea nel concreto la tirannide; oggi molto forte e popolare, una formula terribilmente semplice: doppiezza-istinto di sopraffazione- pura incoscienza-la fede dei privilegiati e quindi uso cieco e psicotico del potere che davanti alle difficoltà non ha che altri strumenti che l’autoritarismo e la visione autocrate dei meccanismi sociali; quindi un monologar all'infinito o un teatrino degenere senza alcun interesse per il particolare, proprio per la totale mancanza di curiosità critica sui fattori del vivere.

La sua azione prosegue nella sua attualità dell’oggi: il mondo deve essere accessibile a tutti, quindi ecco un altro ritorno alle fonti del cristianesimo; oggi tale parametro, è mai stato indicato sul volano dell’accessibilità del vivere da parte dell’uomo, oppure in economia, serve che questa accessibilità debba diminuir per crear sviluppo economico? La stessa conoscenza è accessibile a ciascuno; oppure nascosta dall'irreggimentazione della stessa?

Il Santo Padre, mi pare agisca anche su questo terreno e quindi un ritorno alle fonti del cristianesimo e di Dio quindi.

Tommaso Moro prosegue nei meccanismi della persuasione, della politica che usa tali mezzi per far crollar la curiosità critica del vivere da parte dell’uomo e quindi, la necessità del servilismo.
Il corteo dei megalomani ed avventurieri; entrambi non vedono dentro se stessi ed ecco che se dai valore alla tua coscienza, la capacità di ricercar la verità ed il rispetto di te stesso come vera libertà che poi porta ad essere liberato dal male insito nei fatti; tutto ciò per il senso comune è fanatismo e le sociologie di massa, della badanti a presa rapida per la tua mente ed il tuo spirito come inchiostri simpatici da utilizzar subito.

Ecco quindi al ritorno alle fonti del cristianesimo che questi tre personaggi ricercarono e come Papa Francesco, per la sua caratura morale, ogni dì non manca mai di cercar di far percepir all'uomo, dandogli quella curiosità critica, su un mondo che deve essere accessibile a tutti, la posizione del creato e dell’uomo in questo mondo e la posizione armonica di tutte le realtà create da Dio e che l’uomo deve riprendere a salvaguardar, ma non attraverso monologhi; nelle azioni concrete del vivere senza aver bisogno del consenso degli altri; in quello del compito che Dio gli ha dato: la generosità umana che non conosce esclusioni.

Possibilmente senza quel serpente infernale della “Felicità Programmata” magari perché hai un microfono davanti e rispondi a qualche domanda e ti sembra di aver il mondo in mano; la felicità è ricerca, quella curiosità critica che ti impedisce di negarti a te stesso.
Certo esiste da sempre quel dualismo: Utopia Vs Potere, quanti libri sono stati scritti su questo dilemma, ma una soluzione semplice esiste.    

“Nel silenzio della ricerca, nel non dar importanza agli ostacoli a parte quelli che crei a te stesso; bensì alle tue potenzialità, a cosa scopri ed alla tua santabarbara di domande sempre maggiori e nessuna rinchiusa nel baule delle opinioni”

Esattamente un anni fa e proprio mentre scrivo, ero in una sala emodinamica dell'ospedale di Perugia per l'impianto del pacemaker; è stato un anno denso di mutamenti e posso dire che la mia patologia cardiaca mi abbia dato un senso vero del vivere.

                                               Buon Natale e Namastè  a tutti; anche a quelli che fanno il broncio alla vita e sono molto popolari ed accusano chi ricerca il meglio della vita di essere un fanatico.



                                                             


                                     Attilio Saletta.


  



mercoledì 2 dicembre 2015

Porte aperte per chi?




                                                                          
            Aforismi sulla soggettività umana.

“Sogno un mondo dove l’uomo possa sviluppar appieno le sue qualità umane ed attraverso le carte dei diritti, possa anche guadagnarci la vita e non finir nelle retrovie della macchina sociale per voler sporcarsi le mani con i propri diritti”

“Sogno un mondo dove l’uomo metta in disparte le conferenze tra nani mentali e giganti di vanagloria, preferendo investir su se stesso e prendendo decisioni individuali e non aderir a concetti che assomigliano ad un uomo che pretenda di spostar un iceberg con uno stuzzicadenti”

“Sogno un mondo dove se uno sa a malapena guidar un triciclo, non abbia i mezzi ed il consenso di poter guidar un jet supersonico; quindi continui a guidar un triciclo”

“Sogno un mondo dove nessuno pensi di prendere le soggettività altrui in ostaggio come forma di ricatto per la vita stessa del suo prossimo; ma sogno anche che l’uomo smetta di assoggettarsi a questo clima oscurantista, indagando su stesso e farsi domande sui suoi perimetri del vivere”

“Sogno un mondo dove chi urla ai fatti, provi a veder se attraverso le urla e le masse mentali, sia capace di rincorrere un treno in corsa e se non ci riesce, vada alla ricerca delle persone silenziose che non posseggono masse mentali ma particelle che viaggiano libere nell'aria ed il rispetto degli altrui determinismi ed i loro vastissimi intrecci, diano la possibilità all'uomo di riagganciar il treno con i fatti”

“Sogno un mondo dove le patologie del corpo umano decrescano, non per effetto di qualche cura miracolistica; invece, fin dall'infanzia, il sostegno del pieno sviluppo delle qualità umane di ciascuno ed il rispetto dell’altrui determinismo delle singole soggettività”

“Sogno un mondo dove la bruta violenza farneticante non sia combattuta con gli stessi mezzi, ma prima, avendo arato il terreno delle mente umana con gramigna, per poi considerar lo sviluppo delle qualità umane, un terreno incolto; la scelta quindi sia nel terreno del pieno sviluppo critico dell’individuo che disarma la violenza attraverso il controllo delle passioni, la ragione e l’intelletto”

“Sogno un mondo dove le idee smettano di provocar lutti a distesa, seti di dominio, insania dilagante e liti tra facoltosi che poi è il menù di ogni guerra come dato assiomatico; invece con il recupero delle percezioni umane assieme a diventar giudici di se stessi”

“Sogno un mondo dove l’uomo abbia modo di dubitare se un suo simile abbia molto consenso e porte spalancate davanti a lui e legami inesistenti tra parole e fatti ed amore per la doppiezza, considerando che lo sviluppo del mondo sì è sviluppato attraverso porte chiuse a tripla mandata davanti alla mente libera, erette dall'opinione pubblica e da chi la guida; questa da sempre è stata ed è l’indicatore della strada giusta per il terreno delle scoperte ed il pieno sviluppo delle qualità umane che hanno avuto, come oggi, il maggior ostacolo dall'opinione pubblica e chi la guida che mai hanno indagato sulla formazione delle idee ed ancor meno, su come controllar le passioni; chi ha creato e fatto scoperte, solo su quelle ed ecco perché anche oggi, trovano porte chiuse a tripla mandata davanti a loro”

“Sogno un mondo dove la cancellazione della pratica del compromesso tra gli uomini sia anche da parte di tanti altri, non solo attività quotidiana delle menti libere”

“Sogno un mondo per chiudere questa rassegna, dove il pieno sviluppo delle qualità umane, mandi in frantumi l’esorbitante numero di alchimisti, soliti discutere dell’uomo dentro luoghi oscuri; per loro, l’unica cura è di andar in posti naturalistici e veder se non avranno crisi di mancanze di zizzania…per tutti gli altri…a parte le menti libere che l’hanno da sempre….la speranza che anche nel caos, possano trovar nell'anticorpo, il pieno sviluppo delle qualità umane di ogni singolarità individuale”



                                  Attilio Saletta.

sabato 28 novembre 2015

Il cuore non è causa del mio male.



          Le trappole nascoste
                    dell’emarginazione.

Conversazione tra David Copperfield e Ifigenia sull'esclusione sociale e i legami con le patologie cardiache in cui il cuore non è l’origine del male; i rapporti umani sì.
Martedì sera mi sono sentito male: una chiamata al 118, l’arrivo dell’ambulanza, il codice giallo, una nottata in pronto soccorso con undici prelievi venosi, compresi quelli delle arterie, poi il trasferimento nell'unità intensiva coronaria ed il giorno dopo, in emodinamica, la coronografia e l’esito, per fortuna senza danni alle coronarie, ma con valori enzimatici fuori norma e sino a che quei dati non sono ritornati buoni, non sono uscito dall'ospedale; ma ora nuovi farmaci da prendere in aggiunta al Pradaxa, come un gastro protettore e un beta bloccante per il cuore e da subito, la percezione di dover rallentar le frequenze del mio vivere e fondamentale obbiettivo vitale: selezionar i rapporti umani in maniera rigida per tenermi fuori dai meccanismi della drammatizzazione sociale e l’agitazione che copre un ridondante fatalismo che passa per essere causativo.
Allora ecco una conversazione tra due tra i più grandi vessati che la letteratura ed il teatro drammatico abbiano messo mai in azione.

Inizia David, poi a seguir quella destinata ad immolarsi in favore di chi immola il prossimo in una marea di follie dialettiche e perfect crime.
La scena dove si svolge la conversazione potrebbe essere in qualsiasi luogo, giacché il dominate fatalismo, svolge le sue sciatte trame in ogni dove.

Mia cara Ifigenia: finisci nel vortice dell’emarginazione e sei portato ad abbracciar le spire letali del fatalismo e considerar il tutto confortevole ed abbassar i tuoi parametri di vita, diventando un perenne paria.
Già mio caro: invece vi sono alcuni che si armano di sacrosanti disaccordi su tali condizioni e si mettono in discussione, pretendono dal loro stessi il massimo, i parametri etici in continua salita, operando sui terreni dell’eccellenza, scoprendo i benefici del pensar diversamente e tra questo, il principale: evitar la letale trappola nascosta insita nell'emarginazione.
 Già mia cara Ifigenia: considerar a livello cerebrale che non solo, non potrai uscir da questa trappola, di più, trovandola positiva per il tuo vivere e creando un castello di certezze false che fanno del fatalismo l’architrave della stessa esistenza.
Esatto David: come disse una donna perspicace…nessuno ti può far sentir inferiore senza il tuo consenso; ma uomini e donne sensibili alla sfida del vivere, neanche per un millesimo di secondo accettano tali mortali trappole e da subito il loro totale disaccordo si mette in moto, con un’energia progettuale sempre crescente ed incontentabile, trovando nel fatalismo dominate il principale ostacolo.
Vero mia cara: quando poi trovano sistemazioni in qualche luogo e posti per alimentarsi…molti la vedono come la manna che arriva dal cielo; ma queste individualità sensibili, ne avvertono l’aroma nefasto ed ogni dì passato in quelle condizioni, una sconfitta della loro essenza; senza poter contar su loro stessi per vivere una vera vita normale, laddove la casa dei diritti, non si ottiene, vedendo in certi luoghi come panacee moderne; dentro invece la macchina causativa che si mette in moto quando le trappole dell’emarginazione sono come delle inebrianti sirene la cui accettabilità, provoca la tua resa incondizionata alla vita stessa.  
Già mio caro: una battaglia del vivere fondata su disaccordi ed il principale: proprio quell'insieme di trappole nascoste, dentro l’emarginazione, investendo su te stesso, una lotta silenziosa, vissuta in presa diretta, percezione per percezione, why per why ed è qui che si mette in moto la patologia cardiaca.

Cara Ifigenia, il meccanismo è semplice: la ricerca necessità tanto lavoro dentro te stesso, immense dosi di auto determinismo e se sei ai margini della macchina sociale, ogni tua scoperta è un’attività enormemente dispendiosa, frutto di un lavorio interiore indescrivibile e tutto ciò ha costi elevati, partendo sin dal primo secondo, quando finisci nel circolo vizioso dell’emarginazione, nel vederla come una tagliola letale per la tua stessa esistenza ed il disaccordo è senza esitazioni, imparando a dir di “No” a quelle trappole e ricercar senza soste di riavere la tua vita e scacciar la routine fatalista del vivere.
Vero David: ed un giorno, scopri di aver una fibrillazione atriale, ritmo cardiaco molto basso ed allora ecco che i rapporti umani si mettono in moto con quelle belle frasi che tu conosci ben bene.
Già: “Ti sei inventato tutto, hai una malattia immaginaria, vuoi solo rintanarti dentro te stesso” ed ecco che assieme al menù di astenie, dispnee, vertigini e principi di svenimenti, devi pure affrontar rapporti umani che incrementano le dosi ed il carico delle tue difficoltà

Mio caro David: all'inizio pensi che il cuore sia la causa del tuo malessere, poi inizi a veder i contorni del malessere, intuendone la portata nella tua lotta senza soste nei terreni del riconquistar i terreni del vivere e l’inaccettabilità delle trappole dell’emarginazione; ma poi vedi che la causa del tuo crescente malessere cardiaco è nelle drammatizzazioni artificiose insite nei rapporti umani che forse senza volerlo, o magari premeditate, intaccano, ignoranza emozionale per incoerenza cerebrale il tuo muscolo cardiaco, sino ed oltre la tua prima operazione, prima che quei nefasti meccanismi sociali, abbiano la meglio sulla tua stessa vita,  allora ecco l’impianto del pace maker, antecedentemente che accada l’irreparabile: il tuo funerale e qualcuno con qualche bella frase in tuo omaggio…

Cara Ifigenia: la ricerca per recuperar la vita, se possibile aumenta, ma con la consapevolezza di quando coraggio abbia bisogno per superar muri di gomma e Colonne d’Ercole a distesa e percepisci che senza soluzioni a questa tua sfida, con un’affinità mai provata prima con il tuo cuore, le patologie cardiache aumenteranno; proprio a partir dal tuo disaccordo iniziale sulle trappole nascoste dell’emarginazione.

David: un senso d’invidia mascherato nei tuoi confronti, per aver saputo strappar rapporti umani di quella natura, come i personaggi che ti vessarono nella tua vicenda, o forse peggio, ed allora, ancora una volta, ripartir da zero nei tuoi legami sociali ed il tuo senso di sfida, sempre più alto assieme al lavoro dentro te stesso.
Già Ifigenia: ma sempre dentro i meccanismi dell’emarginazione, ritrovando vecchi amici, ricerche ancora più assidue, non essendo capito dai più, scoperte che ti sembrano senza costi, ma sai che ti costano tanto, anche per sopperir alle ferite interiori, spesso quotidiane, controlli medici frequenti; negli ultimi tempi, questa battaglia, con un amore per il tuo cuore, sempre maggiore, capisci che qualcosa al tuo muscolo cardiaco non va.
Sì: una sera ti accorgi di star male in una sinfonia di disagi sempre maggiori e decidi che devi ritornar a chiamar il 118, quell'iter: pronto soccorso- esami- reparti di cure intensive- una sala emodinamica; questa volta una coronografia e quando esci dall'ospedale ti senti svuotato; ma desideroso di continuar la tua battaglia e comprendere che quel disaccordo sulle trappole nascoste dell’emarginazione, siano ben più onerose di quello che pensavi all'inizio della tua sfida.

Mia cara: ma proprio quando esci, il coraggio prende strade senza scorciatoie: o riuscirai a riconquistar la vita, incrementando il lavoro dentro te stesso e la tua carica progettuale, con il supporto del tuo cuore, oppure la mancanza di risultati, produrrà il tuo decesso e la tua morte, perché altre vie non esistono e quindi ecco che quella trappola mortale e nascosta dell’emarginazione, assume un carattere ben più letale, se non solo la vedi per tale, ma assumi il punto di vista dinamico del tuo totale disaccordo e quindi, se un anno fa avevo rischiato la sincope, qualche giorno fa l’ischemia, la prossima tappa potrebbe essere l’infarto, l’ictus o l’ischemia stessa o l’embolia; una sfida senza esitazioni per riconquistar la vita ed il tuo cuore non è causa del tuo male.

Ma che accade mio caro David: sei sfinito, dopo l’uscita dall'ospedale per la percezione di concausa del tuo malessere, ma anche felice per aver incontrato tutto ciò che desideri…la vita vera fatta di professionalità, di eccellenza ed efficienza che combinandosi con l’umanità e l’utilità dei concetti ti fanno sentir parte della vita comunitaria autentica ed il desiderio di farne parte sale, ma senza scorciatoie ed investir ancor di più su te stesso in un misto di speranze ed anche di decesso delle tua stessa esistenza, se questo obiettivo non diventerà reale ed ancora una volta, il tuo cuore non sarebbe causa di quel secondo esito.
Già Ifigenia: ma quando arrivi all'interno di un meccanismo che conosci o credi di conoscere, assieme a qualche frase un po’ banale sul tuo vissuto, una dose di forse non voluta indifferenza o imperizia, trovi tutto ciò su cui combatti e tra questi, meno che mai il tuo cuore; ma prima avevi visto cosa desideravi e desideri farne parte, ben sapendo che è una battaglia senza compromessi ed il mio muscolo cardiaco come principale alleato e tutti e due perire assieme se non potrò riconquistar la mia vita.
Sì: trovo giovamento solo dal silenzio.
Certo: davanti agli agguati del vivere.
Già: e tengo per me quello che provo.
Infatti: ma il mio cuore non è causa del mio disagio.
Vero: ma tengo per me le sofferenze del mio cuore.
Sì: questo mi fa uscir svuotato.
Già: e le ferite interiori aumentano.
Certo: assieme alle cicatrici.
Sì: non esiste alcuna angioplastica per toglierle di mezzo.
Già: ci sono troppi rapporti sociali senza anestesia.
Vero: e nessun grido silenzioso che squarcia il velo sulle trappole del vivere se è lo stesso uomo a vederle come benefiche.



                                       Attilio Saletta.