martedì 24 novembre 2015

Crimini e misfatti.


La guerra è la disperata strategia di nascondere i meccanismi del "Non detto" attraverso il dominio di Menti inceppate" che devono in maniera psicotica ricordarsi cosa avevano detto e moti "Pali" mai domandarglielo a differenza delle menti libere che non devono mai farlo, perché ogni pensiero, determina un'azione coerente con il pensiero precedente a differenza delle menti inceppate dove i veri pensieri non vengono mai allo scoperto ed i cimiteri pieni di vittime del "Non detto" assieme agli anniversari, le cerimonie. i monumenti ed l'usurpazione dei pianti da parte degli alfieri del "Non detto" che ne prendono possesso.

Carry on.



Attilio Saletta. 

lunedì 23 novembre 2015

Riusciremo ad imparar dalle sofferenze?

                  Vendetta: ma contro chi?


Viene da chiedersi cosa sia il vendicarsi che sembra il tratto comune di questa decadente epoca, nonostante che abbiamo un’enormità di mezzi per far il percorso opposto e se la decadenza, nasca da una sete vendicativa contro le migliori qualità umane e questo risentimento, sia presente in ogni latitudine di questo martoriato pianeta.
Questo assai numeroso esercito di senz’anima, a cui noi occidentali abbiamo contribuito a fornirgli ogni mezzo per devastar la vita umana, su cui noi certamente non possiamo ritenerci immuni da questa responsabilità, apparentemente, sembrano impegnati a combattere l’occidente; non è così, in realtà è una battaglia per il predominio della parte orientale del mondo per fargli cambiar strada.

Nel variegato oriente, vi è tutto un patrimonio che spinge l’uomo verso il liberarsi delle passioni fuori controllo, facendo leva sull’auto determinismo dell’individuo, giudice di se stesso, valori etici e tutto ciò, frutto di secoli di conoscenza, di dar peso alle migliori qualità dell’uomo e non sul potere fine a se stesso e la degenerazione del pensiero umano.

Si tratta quindi di una guerra contro la natura del pensiero orientale stesso, una completa antitesi del patrimonio della parte più estesa e popolata del mondo e per darsi smalto, si attacca l’occidente come vessillo; ma è una sfida tutta orientale, ed in occidente, pure su quelli che vivono lì, per farli mutar pelle.

Nella parte occidentale del mondo, non è forse un meccanismo molto simile?
Una sottile rivincita tecnocratica contro la natura occidentale stessa, patrimonio di un percorso accidentato certo, ma l’unico in grado di migliorare, chiamato democrazia, che oggi, sembra una tirannide mascherata, togliendo di mezzo, i fondamenti del pensiero di questa parte del mondo e delle conquiste, ottenute, non grazie alle folle o alle classe dirigenti; bensì allo sviluppo del senso critico e le migliori menti che hanno agito per alzar il livello di sopravvivenza dell’uomo stesso.
Si è trattato di togliere questo patrimonio di conquiste, una rivincita tecnocratica contro l’umanesimo, ma prima un’attività minuziosa di smontaggio delle garanzie create attraverso l’occupazione del potere, inserir il tarlo dell’illegalità che come un germe patogeno, ha spolpato la vita sociale stessa, la pratica di un uso privatistico della democrazia.
Inserendo queste tossicità,  il passo successivo è stato togliere di mezzo le garanzie che l’umanesimo aveva creato come lo stato sociale e quindi il dominio tecnocratico su tutta la scena, togliendo le basi su cui l’occidente, nel diciannovesimo secolo ed anche prima, si era formato, a seguire eliminar ogni valore del vivere e svilendo la stessa esistenza di una vita comunitaria; non è difficile comprendere che questo meccanismo abbia poi provocato le devastazioni che stiamo vivendo, ma reso possibile dal dominio e sete di rivincita della tecnocrazia sulle fondamenta dell’occidente stesso in cui si è generata un’antitesi delle conquiste umane in questa parte del mondo.

Questo dimostra che sia in oriente, che da noi, non si combattono reggimenti contrapposti massicci per chissà quali finalità complesse; una molto semplice: contro l’uomo, svilendo la sua sensibilità critica, imporgli limiti alle sue qualità umane ed in definitiva, un attacco contro la mente umana, anima spirituale e consapevole.
Allora una domanda emerge: dobbiamo aspettarci il peggio e sempre di più dall’unico essere vivente dotato di senso critico? Oppure sfruttando ciò che ciascuno possiede, possiamo riconquistar il terreno perduto con i fatti che proprio parlando sempre di più, quel terreno sembra sempre più distante ed allora la distruzione dei valori umani, appare come una disperata impotenza contemporanea rispetto all’esistente, mente solo con il pieno sviluppo delle qualità umane, quel terreno sarebbe recuperabile.
Ma allora, tutto ciò è moderno, oppure un déjà-vu ampiamente sviluppato nel corso delle vicende umane e quindi, un qualcosa che oggi passa per moderno, ma che è attraverso smodate drammatizzazioni del pensiero umano, mi fanno dire che sono nate già ampiamente vecchie ed ogni dì questo processo invecchia, le cui radici forse sono sorte ben prima dell’Antica Grecia e se ci riferiamo all’architrave della vita sociale, il germe fu rappresentato dall’epoca dei “Trenta Tiranni” che agì per bloccar la sobrietà del pensiero umano da una parte, dall’altra l’attacco diretto contro il “Pensiero Socratico” e quindi il “Sapere come sapere” imparare a mettere in crisi teoremi, l’istruzione stessa e le passioni; tutto ciò che non si voleva che si mettesse in moto.
Quello che stiamo vivendo oggi è esattamente questo: una drammatizzazione esasperata ed estremistica concettuale e poi pratica del pensiero umano per impedire come molti secoli fa, il benessere dettato dalla sobrietà dei pensieri ed il sapere come sapere, questo estremismo che come dirò dopo, si manifesta ad ogni latitudine di questo pianeta, genera livelli di dogmatismo portati all’estremo, meccanismi auto referenziali smodati, seti di possesso dell’uomo stesso psicotici; questo ben presente sia in oriente che in occidente come denominatori comuni, proprio per ostruir il terreno alla sobrietà del pensiero umano ed ancor di più contro il sapere come sapere in questo martoriato pianeta che invece, avrebbe come vitale ciò che invece più assiduamente si attacca.
Cosa avrebbe dovuto fare l’istruzione e la cultura? Mettere il rilievo la sobrietà del pensiero e il sapere come sapere come argine fondamentale per mettere al riparo l’uomo dalle esasperate drammatizzazioni estremistiche del pensiero umano; hanno agito all’opposto.
Questo gruppo di tiranni, abituati ad estremizzare qualsiasi concetto, vedono l’uomo come un oggetto e uomini che uccidono altri uomini sulla base di questo estremismo artificioso del pensiero umano; in occidente abbiamo le stesse basi deleterie che si fondano su un autentico estremismo esasperato tecnocratico e tecnologico, una moderna “Sancta Sanctorum “digitale e dogmatica, livelli auto referenziali esasperati e seti di possesso dell’uomo stesso smodate.
Il mondo politico, specie nei paesi a basso profilo etico come l’Italia, si fonda su livelli auto referenziali portati all’estremo, senza far differenze tra i vari pseudo partiti presenti; quel germe è inossidabile dal corpo politico interamente che vede nella sobrietà del pensiero e saper come sapere, il nemico principale e le sociologie di massa appaiono drammatizzazioni arbitrarie del pensiero umano, ma svolte per coprir cosa non c’è e che ci dovrebbe essere come costante, dinanzi alle difficoltà odierne e la maggior parte, sorte proprio per aver ostruito in campo dalla sobrietà del vivere e del pensare e l’uso pieno di imparar a smontar teoremi, credenze, dati falsi sull’uomo stesso.

Così accade che l’uomo non abbia davanti alcun decente “Potere di scelta” finendo in un dedalo caotico e ristretto di vie e dover aver opzioni davanti che peggiori non potrebbero essere e quindi, restringer gli spazi del vivere che sembra un concerto smodato auto referenziale per definizione; tutto ciò che il “Pensiero Socratico” intendeva evitare come la sobrietà in tutti gli aspetti del vivere, evitando le trappole delle drammatizzazioni esasperate ed estremistiche del pensiero umano che invece sono state come oggi la costante; ma l’attacco frontale è proprio contro il ripetersi psicotico di tali degenerazioni.
Prima che questo pianeta vada in pezzi per queste follie estremistiche che nulla hanno da spartir con l’essenza umana, serve che dentro di noi facciamo pulizia, togliendo  dogmatismi, sfide al ribasso della nostra essenza, drammatizzazioni estremistiche di noi stessi e desideri auto referenziali da imporre; principalmente dentro noi stessi e trovar che il potere di scelta non va individuato come riferimento, nelle teutoniche conferenze, nei palazzi imperiosi, nelle sociologie di massa, nelle teorie che vedono solo ciò che piace che è un arbitrario imposto alla mente umana , impedendo di scrutar ciò che smentisce quel teorema.
Il progresso umano è stato creato in piccoli bugigattoli, con pochissimi mezzi, nell’isolamento più totale se non l’acredine dell’opinione pubblica, nell’imparar dagli errori e metter in rilievo, quello che smentisce le nostre stesse teorie; questo è potere di scelta.
Sperare che quei meccanismi abbiano mezzi di auto correzione e auto controllo è una chimera, ancor più oggi perché non fa parte della drammatizzazione del potere; quindi staccar la spina da questa corrente che non va a beneficio dell’uomo…solo ai meccanismi auto referenziali di questo vecchiume contemporaneo.

“Questo mondo potrebbe decadere ulteriormente dall’uomo, che avendo mezzi a iosa per far il percorso opposto, evita di usarli ed assomiglia ad un’autostrada, dove un uomo giace riverso al suolo, ma ancora in vita, ma nessuno si ferma per aiutarlo perché devono partecipar a qualche drammatizzazione da qualche parte, non accorgendosi di quell'uomo, ancora in vita, riverso al suolo”




Riusciremo un giorno ad imparar dalle sofferenze umane, i lutti e le tragedie dell'umanità, investendo da esse in un quadro che ci responsabilizzi tutti con l'etica; oppure quei pianti no saranno serviti a nulla e continueremo a dar credito al primo attacco contro lo spirito umano?



                              Attilio Saletta.



domenica 22 novembre 2015

C''è ancora spazio per l'umorismo?


Che cos'è l'umorismo se non la forma, direi unica, di senso critico, la sola che indaga sulle emozioni umane?

Quindi incomincio ad aver l'idea di scrivere una favola umoristica proprio su cosa accade oggi, dimostrando quindi l'unico senso critico vero, quello che si dice che sia, si limita agli aspetti che emergono nella superficie dei fatti, l'umorismo da quello che muove le tragedie umane...i beceri pensieri sull'uomo.

C'è un precedente al riguardo: un umorista ebreo che era dentro un campo di concentramento nazista, dove morì, spese ogni istante della sua esistenza sino alla fine a sviluppar umorismo critico per far rider sul volano della consapevolezza i suoi compagni di sventura; ma anche i suoi aguzzini risero delle sue storielle e battute,senza mai accorgersi che erano rivolte a loro, neanche mai compresero che molte delle sua battute erano contro Hitler stesso.

Quindi ecco che svilupperò una cosa simile nei prossimi giorni attraverso una fiaba umoristica; quella che sembra più inopportuna da far oggi..quella che chi crea la degenerazione del pensiero umano desidera che non appaia mai, proprio perché è   l'unica forma di senso  critico che indaghi sulle degenerazioni del pensiero umano.


Attilio Saletta.




venerdì 20 novembre 2015

Not in my name, ovvero: questo non è il mondo che sognavo.


Frammenti di ribellione silenziosa, ovvero: la speranza che i cattivi non perdano solo nelle fiction, ma anche nella vita reale.


C'è un motivo per il quale ho inserito un frammento tratto dal "Cielo sopra Berlino "di Wim Wenders e la raffigurazione dell'uccisione di Marat? C'è eccome e descrive ben bene quello che accade oggi.

Il dipinto raffigura le degenerazioni dell'intelletto, ovverosia ci si è sempre uccisi per dispute dialettiche ed interpretazioni di sillabe e quello che accade oggi è un'altro tassello delittuoso di questo crimine messo in piedi unicamente dagli intellettuali; le pagine nere di oggi hanno la loro sintesi in quel dipinto, ma con un'aggiunta tragica: chi realizzò quel dipinto mandò a morte centinaia di suoi simili nell'epoca del terrore...gli stessi schemi, anche peggiori di quello che accade oggi.

L'opera cinematografica rappresenta la speranza di mettere sotto controllo l'assassino principale: l'intelletto e ridar fiato all'animo umano ed è per questo che ora sviluppo frammenti di disaccordi con la banalità dei discorsi e le frasi pompose che immancabilmente giungono davanti alla brutalità umana e l'intelletto fuori controllo.

Certo, Marat non fu ucciso da una sillaba ed è per questo che esistono i sapientoni.

Sognavo un mondo dove il fanatismo sarebbe stato tolto di mezzo dal pensiero unano e non asse principale dello stesso; ma mi accorgo di essere accusato di non essere fanatico: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un mondo dove chi sarebbe stato punto di riferimento umano, avrebbe avuto la più alta propensione al sapere, l''amore per la sfida verso i problemi, l'etica un fondamento, la ricerca assidua delle migliori menti e lo sviluppo delle qualità umane la sua più alta priorità; ma mi accorgo che i punti di riferimento è chi agisca all'opposto con la più alta priorità è di ostacolar lo sviluppo delle qualità umane con il consenso dell'uomo stesso:questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un mondo equo dove chi possedeva più beni, senza neanche domandar nulla, sarebbe stato in maniera volontaristica disposto a pagar più tasse che un calzolaio; mi accorgo invece che il calzolaio paga più tasse di un benestante che oltretutto fa anche il perseguitato e dice di lottar per la democrazia: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un modo dove chi spingeva altri ad uccidere loro simili, l'uomo stesso l'avrebbe spedito a pulir una latrina per veder da vicino lo stato dei suoi pensieri; mi accorgo invece che questo è considerato naturale, forse con qualche difetto olfattivo rilevante: questo non è il mondo che avevo sognato....not in my name.

Sognavo un modo dove l'istruzione avrebbe sbarrato la strada alla corruzione delle menti ed in seguito poi quelle materiali; mi accorgo che ha fatto l'esatto opposto, aprendo le porte alle degenerazioni dell'intelletto: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un mondo dove i crimini dell'intelletto del  passato sarebbero stati indagati e  creato le premesse per il non ritorno degli olocausti, i massacri e l'omicidio in nome dell'intelletto attraverso imparar dalle nefandezze del passato; mi accorgo che nulla di ciò è stato fatto e svolto anche di peggio: questo non è il mondo che avevo sognato....not in my name.

Sognavo un mondo dove i problemi sarebbero stati visti come sfida interiore, silenzio e riflessione, facendo leva sulle migliori qualità umane di ciascuno e non urlar ai fatti con le sociologie di massa; mi accorgo che questo precetto è lontano anni luce dall'agir umano:questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un modo dove la democrazia doveva essere un atteggiamento comportamentale sulla vita stessa e chi avrebbe detto che sarebbe stata solo la conta dei numeri, l'uomo stesso l'avrebbe buttato sotto una doccia gelata; mi accorgo che l'unica doccia gelata è la democrazia che gela l'animo umano: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un modo dove nessuna progettualità umana sarebbe stata tolta di mezzo per lo scarso gradimento del volgo e gli alti papaveri e meno che mai, qualcuno finir nelle retrovie della macchina sociale per aver avuto indoli critiche; mi accorgo che la vita sociale si fonda sull'esclusione del pensiero critico e l'emarginazione estrema di chi la sviluppa: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

 Sognavo che in economia, chi avesse avuto intenzioni etiche nel crear progresso, avrebbe avuto le strade spalancate dal sistema bancario e chiuse verso quelle di segno opposto; mi accorgo che è accaduto ed accade l'opposto: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Sognavo un mondo dove se qualcuno avesse inserito frasi tossiche sull'uomo come il mondo che doveva diventar più tossico per aiutar il benessere, l'uomo stesso l'avrebbe spedito al parco di Yeelostone a curar la salute dentale dei felini così che avrebbero affilato i loro denti; mi accorgo invece che i pensiero tossici dominano incontrastati e sempre più affilati contro l'uomo stesso e con il suo consenso: questo non è il mondo che avevo sognato...not in my name.

Ma sogno ancora: un mondo di insolenti silenziosi che si fanno domande, curiosano in ogni dove, smontano teorie insane, la pacificazione della mente , la massima manifestazione del coraggio, un disinteresse sacrosanto per i paroloni e la pomposità sociale, trovando soluzioni che infastidiscono l'uomo e così capire di essere sulla strada giusta: questo è quello che sogno...not in my name, but human of course task.



Attilio Saletta.




giovedì 19 novembre 2015

Il declino democratico dell'occidente, principale complice della brutalità.


Un non più rinviabile terremoto interiore, ovverosia: "Il giallo morale su cui nessuno indaga"


Viene da chiedersi in tutto questo clima criminale, dove esistono le vittime e le scene dei crimini, ma tutto il resto in un vagar di concetti che finiscono per agevolar gli assassini anziché porgli ostacoli; questo giallo criminale non può che partir dalla regressione democratica dell'occidente, che invece di percorrere la strada della maturità dell'agir politico, ha preferito la strada opposta, quella dell'immaturità ed incapacità democratica, questo ha creato un qualcosa che neanche il più becero degli ottimisti sanguinolenti che oggi mietono vittime avrebbe mai sperato.

Un uso distorto della democrazia che doveva e deve porre il freno alle passioni fuori controllo, ricercar il meglio delle menti presenti nelle nazioni, impedir accaparramenti delittuosi, diminuzioni degli spazi del vivere, trovar soluzioni nelle capacità critiche dell'uomo, ma ha fatto esattamente l'opposto e questo ha creato il brodo di cultura della violenza odierna che è ancora una volta, distruzione sistematica di valori e quindi immaturità democratica, inserendo dati palesemente falsi nelle decisioni umane.

Uno smodato e insano uso del consenso che doveva e deve essere uno degli strumenti più marginali della democrazia, giacché è l'elemento del vivere dell'uomo, l'unico cardine, non i sondaggi d'opinione che essendo costruiti per inserir artificiosità nel vivere, fanno il percorso opposto.

Come cioè ci guadagno la vita stessa attraverso le mie capacità, sviluppo delle qualità umane; tutto ciò che questo imbarbarimento falsamente democratico ha distrutto, facendo emergere, non l'uomo, ma l'uomo-massa, oppure l'individuo-nichilista, due facce dell'immaturità democratica che hanno spalancato le porte di una follia omicida indescrivibile che ha nella sete smisurata del possesso uno dei principali cardini, ma sono state le democrazie più degenerate come da noi a metterlo in piedi con una sete di potere e di possesso umano psicotica.  

Che senso ha dire che questo clima verrà sconfitto dalla cultura quando è proprio dal declino occidentale è partita la missione per toglierla di mezzo, come da noi che giustamente siamo stati all'avanguardia da questo punto di vista: " Con la cultura non si mangia, chiusura di sale concertistiche ed  al loro posto centri commerciali con finalità non proprio etiche, aiutar le televisioni che sono state come ora le principali affossatrici della cultura, donne oggetto a render sostanziose le feste in palazzi imperiosi"

Come fa un individuo che ha come mantello principale il nonsense affermar un concetto simile quando l'attacco alla cultura è partito dalle file dell'occidente e da noi sopratutto; uno dei mezzi che ha spalancato di più questo sciame di sanguinolenti, favoriti come non mai da un processo d'immaturità democratica senza pari.

Non parliamo poi dalle strade delittuose in economia con la peggior ingiustizia sociale mai apparsa nella vita dell'umanità con una marea di concetti tossici sulla vita stessa e come questi hanno ridotto gli spazi di vita dell'uomo in favore di un gruppo di oligarchi senza valori e forse neanche percezioni umane; tutto questo non ha favorito chi aveva ed ha gli stessi presupposti?

Qui però elementi di profonda immaturità congenita democratica di questo paese; tra i peggiori da questo punto di vista.

Litigiosità senza freni che sarebbe come se lo sconfitto ad un'elezione presidenziale americana augurasse il peggio alla nuova amministrazione ed il nuovo inquilino di Washington; da noi è la norma, lì non accadrà mai.

Conferenze stampa autoreferenziali smodate e festival di esibizionisti; ma in Giappone, a pochi giorni dal devastante sisma, le strade furono rimesse apposto e le Autorità si scusarono per i ritardi; avete mai visto un politico far una cosa simile o un governante da noi? Mai!

Uno dei segni di maturità democratica è la fiducia: all'indomani della riunificazione tedesca, l'abitante di Francoforte sapeva che avrebbe dovuto pagar tasse in favore del suo nuovo connazionale di Dresda; ma era fiducioso che ciò avrebbe aumentato la qualità del vivere di quel cittadino, così avvenne.
In Italia, questo clima non esiste, un'altra prova di immaturità democratica che nulla ha da spartir con il consenso.

L'ultima prova è come si diminuiscono le disparità: è evidente che uno che vive in una radura del Galles ha uno standard di vita minore di un suo connazionale che abiti nella City Londinese; ma non sono gigantesche come da noi, tra uno che vive a Varese ed un suo simile ad Enna.

Tutto ciò ha favorito o messo argini all'esplodere della violenza ed uso cieco delle passioni, oppure in occidente le abbiamo usate per crear il consenso e quindi favorito l'attività degli estremismi più beceri?

Ma crediamo veramente con tutto questo festival d'imperizie occidentali, spesso criminose, saremo capaci di disinnescar l'ordigno della follia politica; oppure siamo stati noi a fornirgli la bomba, compresa la spoletta per l'esplosione?  

Che senso ha gettar odio contro un'altro odio se non d'intensificarne le attività?

Pensiamo veramente che senza un ripristino di valori, potremo sconfiggere il frutto insano creato da noi in occidente, oppure di ridar un senso autentico al vivere, alle capacità umane, al senso comunitario del rispetto, di diminuir le ingiustizie e provocar quel terremoto interiore necessario, fuori dai circoli dei benpensanti, seduti comodamente su qualche trono, dentro una torre d'avorio a dialogar placidamente sul destino dell'uomo ed è questo agir placido che oggi mina le possibilità umane più semplici, senza metter in discussione le degenerazioni occidentali delle ultime tre decadi almeno.

Questi criminosi individui, non sono discesi da Plutone; vivono sulla terra, logicamente da anni volevano agir come poi hanno agito, ma erano impediti dai parametri dell'occidente stesso e dell'individuo; ma gli abbiamo spalancato le porte noi occidentali, distruggendo tutto quel patrimonio immenso di umanesimo di secoli in favore di un folle nichilismo; su queste basi, gli abbiamo dato ogni mezzo per nuocere.

Non sono contento affatto di veder cose che io avevo ampiamente previsto attraverso il mio processo di ricerca e quindi la mia incapacità di stupirmi; sarei stato felice se le mie tesi fossero state smentite dalle auto difese dell'uomo stesso, usate al meglio come le attività interiori dell'unico essere vivente dotato di senso critico, così non è stato e scrivo queste note con amarezza.

Forse perché dentro il mio animo non mi sono costruito una torre d'avorio per non percepir la vita: tutti i giorni affronto difficoltà, ostacoli, angherie, spesso nascoste che vivo in presa diretta, attimo per attimo, in contatto con la terra e gli agguati dell'imperizia del parlar troppo ed ecco il motivo dell'amarezza che la vita potrebbe essere tolta di mezzo da una complicità in un giallo morale che prende le sembianze false di una commedia brillante e poi ci si accorge, come oggi, dopo tante imperizie occidentali, essere un film dell'orrore anche se prima credevamo che fosse tutto sotto controllo e chi lo diceva aveva i sondaggi d'opinione favorevoli.     

Ho aperto questo post con frammenti di un film di Wim Wenders: "Fino alla fine del mondo" molto prospettico rispetto all'oggi; chiudo queste note amare con un'altro: "The day after", sperando in un bel terremoto interiore dopo aver fatto centinaia di autogol in favore della più becera follia umana.



Attilio Saletta.