venerdì 27 settembre 2019

Il recupero della manualità, quella creativa e dello spirito umano.

Viviamo in un'epoca particolarmente senza senso.
La base del tutto è l'abbandono dalla vita manuale, la fatica e l'impegno, vissuto in prima persona
La conseguenza è la tendenza al lamentarsi che porta ad una neutralità del vivere stesso.
Il concetto finisce per essere che le trasformazioni tecnologiche, portano il falso concetto che non serve più l'attività manuale.
Questo porta ad arenarsi, vita spirituale bloccata ed il senso critico bloccato.

Nonostante il mio impegnarmi, percepivo il rischio di finire in tali meccanismi; un circuito dal quale non riuscivo ad uscirne.

La salvezza che mi ha dato la possibilità di uscirne è stato il recupero dell'attività manuale, la fatica e l'impegno.

Retake è stato basilare al riguardo.


Riuscire a mutar il senso delle cose in pochissimo tempo con gli altri ha finito per avere influssi che non prevedevo nella mia vita spirituale, della quale non ne posso più farne a meno.


Il recupero dell'attività manuale ha avuto ed ha, risvolti molto ampi nella mia attività creativa, allargando i fronti del mio agire.
Dallo scrivere miei lavori, uno uscito nel marzo scorso, un'altro che uscirà a breve e sto già lavorando ad un'altro.


Senza contare il lavoro sul fronte delle opere digitali che vedranno a breve l'allestimento di una mostra dei miei lavori.


Tutto ciò, reso possibile dallo svolgere vera vita sociale, senza discorsi o necessità di convincere qualcuno, o meglio;unicamente me stesso che dal recupero dell'attività manuale, altri elementi si sarebbero allineati.
Ho ancora tanti passi da svolgere, ma questa sinergia è più che mai necessaria.


Attilio Saletta.


venerdì 20 settembre 2019

Oscurità, Diritti e Speranza. I 70 anni di Bruce Springsteen



Un ragazzo timido, nato nella provincia americana, nel New Jersey

Eppure, questo cantante narratore con la sua E-Street Band, in queste quattro decadi ha saputo raccontare, attraverso la coscienza delle contraddizioni l'autenticità disperante del vivere, ma che resiste, nonostante tutte le difficoltà, ed ancora una volta, l'uomo che combatte da solo le sue battaglie quotidiane.

Tanti anni fa, il mio incontro con lui, attraverso le sue canzoni, i suoi testi, mi avevano dato questo senso di forza in queste sfide da vivere in prima persona.
Poi i suoi concerti a cui ho partecipato, senza barriere, perché era ed è un dialogo unico come in questa narrazione, quella che amo di più in assoluto.

Poi le grandi ballate ritmiche a dare un senso, che dal buio si può uscire, sprigionando forza attraverso il rock alle sue origini.




Eppure nei suoi tantissimi " Live" questa tensione si avverte, ma anche i Diritti che diventano forza viva, non per discutere su dei libroni che fanno diventare il tutto, una sorta anemica del vivere.

Su queste basi, nel 2020, sarò pronto a tuffarmi in un'altro suo concerto con la sua E-Street Band.





Quindi, diffidate dalle persone timide, hanno il fuoco dentro, più di qualsiasi altro.




Attilio Saletta


















sabato 7 settembre 2019

E' possibile vivere in un mondo al contrario?




Frammenti di un viaggio di uno che non indossa divise, né desidera metterle a nessuno.


Prima tappa: l’incontro con la Superbia rappresentata da un cartello stradale, quasi per terra ed al contrario; ma in moltissimi gli credono come sonnambuli di professione.


Seconda tappa: davanti al Parlamentecatti: ecco a voi la Sancta Sanctorum del Nonsense. Per non finire in un mondo al contrario, si reputa necessario evitare i Loquaci dentro i loro Labirinti fatti di: amnesie, alibi, sete di vanagloria e delirio di onnipotenza; un mondo al contrario quindi, oramai largamente in uso in tutte le sfere sociali, compre le più basse.


Terza tappa: vie ricche di armonie senza bisogno del consenso con persone che creano qualità; un mondo vero perciò.


Quarta tappa: una storiella; ma sarà solo frutto della fantasia? Ne dubito.


Un giorno, L’opinione pubblica andò in paradiso, ma si trovò subito a disagio, proveniente da un mondo al contrario.

 Non vi erano dispute su opinioni con visi inferociti, né nemici da combattere e furori di sociologie di massa. 

Volgendo lo sguardo di sotto, videro i loro eroi di un mondo al contrario, lavorare alle dipendenze di Mister Hill.

Perciò, l’opinione pubblica finì in Purgatorio, dove diverse menti libere, tartassate dai tanti rappresentanti di un mondo al contrario in vita, una volta arrivati in Paradiso, ricevettero il compito di insegnare, nel Purgatorio all'opinione pubblica, di ridere di loro stessi, non prendersi sul serio, giacché chi prendevano sul serio, avevano appena visto lavorare per Mister Hill.


Ultima tappa, quella più estesa che squarcia i contenuti mai detti di questo mondo al contrario: La casa museo di Goethe a Roma, in Via del Corso. Volutamente distanti dai vari sfogati che passano per essere logici.

Due personaggi molto attuali, contenuti in due opere immortali: I dolori del giovane Werther, di, appunto Goethe e Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo.


Un Noir quotidiano di questo mondo al contrario e sempre più esteso come nel film: Assassinio sull’Orient Express

Ciascuno dei viaggiatori, partecipa attivamente all’omicidio di un altro passeggero; per questo, nessuno sarà accusato di questo efferato crimine. La nota saliente dell’oggi di questo mondo al contrario, dove come disse Dostoevskij nel Grande Inquisitore, la completa sparizione della Colpa dell’agir umano, vertice di questo mondo al contrario.


Chi sono le vittime di questo mondo al contrario, dove nessuno è accusato di questi efferati crimini? Il creato e l’essenza umana, quando la sua sensibilità si mette in relazione con ciò che percepisce; quindi mezzi per sconfiggere un mondo al contrario.




Da qui l’attualità de: I dolori del giovane Werther di Goethe e le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo; ma come sempre, le sofferenze dell’uomo in questo mondo al contrario, sono ben maggiori di quel termine vuoto chiamato Popolo. Base dell’agire di questo mondo al contrario.

Ringrazio i percorsi sentiti dei Dolori del giovane Werther di Goethe e le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo.

Per sconfiggere questo mondo al contrario fondato sull'assenza di anima in un costante noir quotidiano senza colpevoli, perché in troppi vi partecipano attivamente, e troppo pochi ricercano armonie, l’unica ricetta è ritornare alla letteratura classica come quelle due opere immortali; strumenti per squarciare l’oscurità ed i suoi crimini di un mondo al contrario con pochissimi attori e sterminate comparse.






Attilio Saletta.
















domenica 1 settembre 2019

La collina e lo specchio dell'umanità su Telesia TV


Da domani, 2 settembre, il mio libro.

La Collina, lo specchio dell'umanità, editato da Book Sprint Edizioni.


Sarà visibile sulle linee di Telesia TV come video: nei principali aeroporti italiani, nelle Metropolitane di Roma, Milano, Brescia, sulle linee dei bus di Milano oltre a quelle di Roma sino al 9 settembre.




Questo è il video che vedrete..



Qui invece l'intervista svolta alla Mostra del Libro di Torino del maggio scorso.




Attilio Saletta











sabato 24 agosto 2019

Il Pianeta Terra non è nelle mani dell'Impero del Male.



Premessa: nessuno possiede il Pianeta Terra, tanto meno chi non possiede criteri etici.






Tutto sembra ricondurre ad “Open Society” di Karl Popper.

Una Società chiusa che comprime l’individuo, riducendoli gli spazi.
 Allargando il concetto: un non vivere egoistico dove il bene comune non esiste, assenza di cultura di governo, disinteresse per il futuro, scambio fraudolento e chi dirige la follia con ampi consensi si appropria di tutto, senza dar in scambio nulla, sentendosi al di sopra delle leggi, del decoro e come mantello, la menzogna, la vanagloria e l’ignoranza del vivere, perché una laurea è un pezzo di carta, ma il vivere è ben altra cosa che ti deve accompagnare per tutta la vita.

La sete del possesso di questi Cavalieri dell’Apocalisse che issano il vessillo dell’Impero del Male sta distruggendo questo nostro pianeta in maniera vorticosa, senza pensare alle conseguenze tragiche per il creato e le future generazioni.

Avanzano tra tracotanza e strafottenza per tutti e tutto, solo la metastasi del consenso importa, tutto il resto è tabula rasa e la degenerazione del pensiero umano fare il resto.

Società chiusa che comprime l’individuo quindi ed impedisce qualsiasi sviluppo che può essere messo in azione da chi sa pensare diversamente sulla base della società aperta come la descrisse Popper.



Quindi chi possiede Cultura di Governo? 


Nessuno di quelli che infestano di idiozie con le loro vanterie le pagine dei giornali; solo persone che non appaiono mai sul proscenio dell’insania.




Il fornaio che mentre tutti dormono, è impegnato a far il pane, con la qualità ed impegno, cercando di dare il meglio di sé, quindi Cultura di Governo.
 Per lui dieci euro guadagnati sono il frutto di lavoro di ore; non comizi senza contenuti da chi ostruisce il cammino del prossimo.

Il fruttivendolo che prestissimo, va a prendere frutta e verdura per dar sostanza ai pranzi e cene del prossimo, quindi Cultura di Governo.  
Una ragazza esce di casa con il suo bambino e deve fare gli slalom tra il traffico e gli incivili per portarlo a scuola e poi andar al lavoro. Un impegno costante che è Cultura di Governo per definizione.

Un uomo ed una donna escono di casa per dar sostegno verso chi ha di meno. Potrebbero passare la serata a guardare la televisione o smanettare con lo smartphone; scelgono l’impegno civile ed affrontano pezzi di società che vivono nell'ombra. Quindi Cultura di Governo.

Un uomo vive nella povertà, non certamente civile e spirituale, affronta da solo le sue precarietà e gli ostacoli, ben più ardui di quel termine vuoto chiamato Popolo. Quindi Cultura di Governo.

Un uomo semplice, vede il degrado della città, l’affronta, risolvendolo con un raschietto e altro, assieme ad altri crea autentica risalita di civiltà e quindi, Cultura di Governo, veloce ed efficace, senza il lamentio di chi ha bisogno di un capo che decide per lui.

Una coppia in pensione non passano le giornate a leggere giornali o altro. Impiantano alberi in una zona quasi brulla e la trasformano. Massima manifestazione di Cultura di Governo.

Un negoziante vede plastica in ogni dove, decide di far qualcosa al riguardo e fa diventare il suo esercizio commerciale un Plastic Free. Segno tangibile di Cultura di Governo.

Un artigiano il pensione crea dal nulla un fabbricato per insegnare i mestieri del lavoro a ragazzi e ragazze e creare prospettive nuove al suo prossimo. Quindi Cultura di Governo.

Un insegnante rivitalizza la pedagogia dello studio e dell’impegno ai ragazzi, uscendo, va con i suoi bambini e li fa giocare a giochi spariti dalla modernità dove anche la spensieratezza sembra essere sparita. 

L’anticorpo sano produce un ritorno di spontaneità per molti. Vera Cultura di Governo.

Due genitori portano i loro figli in ambienti naturalistici, quattro ore bastano per creare nuovi presupposti per il vivere. Cultura di Governo.

Un uomo politico, ma diverso dagli altri: non ha apparati, non fa comizi, ama l’etica e l’impegno civile, va in giro a far domande al suo prossimo, la sua abitazione è semplice, chiunque può venire da lui e senza ostacoli a proporre soluzioni, ama essere messo in difficoltà, si fa domande, il suo ufficio pieno di documenti fatti da persone progettuali che legge con interesse ed entusiasmo.

Non importa se è visto male dai suoi colleghi; vede tanta Cultura di Governo nelle tante persone che incontra e nei documenti creati da persone progettuali, Vera Cultura di Governo.


Insomma: Società Aperta, dove ogni progettualità è messa in circolo e la fame di soluzioni sta nelle periferie del pensiero umano, non al centro, impegnato a rendere banale il vivere stesso.

Affrontare a viso aperto le sfide dell’oggi, ma senza comizi o conferenze, non dando credito alle parole, ma andando di persona a veder le cose e creare così, Cultura di Governo che non può essere messa in azione da chi ha anchilosato la sua mente al consenso che è in antitesi con la Cultura di Governo.


La sola Cultura di Governo si basa su Scambio quattro: non quello fraudolento che è di tipo uno, pagando denaro attraverso un becero neuro marketing frutto di una Società Chiusa; su quello più alto dove dai il meglio rispetto a quello che fai, di alta qualità e chi ne usufruisce ha di più di quello che pensava di poter avere e crea un circolo di qualità con effetto domino lungo tutta la catena sociale. 

Solo in quel caso si ha Cultura di Governo, quindi Società Aperta.


Totale indipendenza da tutto ciò che cerca di inghiottire l’uomo verso la bassezza morale di questo Impero del Male.


Attilio Saletta.